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L'ALTRO DIO

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L'altro Dio
Dati:Anno: 1975Genere: drammatico (colore)
Regia:Elio Bartolini
Cast:Paolo Bonetti, Maria D'Incoronato, Fausto Tozzi, Mariangela Giordano, Gianni Pulone, Pier Luigi Spinelli, Alberto Zollia
Visite:157
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/12/16 DAL DAVINOTTI
Spaccato di vita popolare in una periferia veneziana grigia come non mai. La vita nei casermoni, le piccole storie della famiglia Corsin con il padre che lavora da 35 anni in una fabbrica di frigoriferi di Marghera. L'unica regia di Elio Bartolini, noto romanziere di Conegliano che al suo attivo già aveva collaborazioni importanti come co-sceneggiatore di film quali L'ECLISSE o IL GRIDO, si avvicina con stile tra il documentaristico e il neorealista a un mondo operaio che vede nel comunismo una ragione di vita e un vero “altro Dio” a cui avvicinarsi (ma le interpretazioni del titolo possono essere diverse). Le riunioni del comitato, i piani per sovvertire il governo... Per quanto solo accennati (ma è sull'esplosione fuori campo di una bomba piazzata sotto un traliccio che si chiude il film) sono momenti importanti, che testimoniano bene di un tempo in cui la politica era parte del quotidiano nella vita degli operai, aggregante quanto per gli anziani un campo di bocce o il bar sotto casa. Gli sguardi si perdono tra i condomini anonimi ripresi con lunghe carrellate, i campi a ridosso delle ciminiere, le aperture su paesaggi di desolazione e rade costruzioni, palazzoni squadrati che sagomano spigolosi l'orizzonte. Non si può dire che Bartolini non abbia saputo rendere al meglio il clima in cui i suoi personaggi si muovono (grazie anche alla bella fotografia di Luciano Tovoli); a difettare è semmai la regia, poco capace di sostanziare le discrete intuizioni della sceneggiatura anche per la recitazione di un cast che, salvo un paio di eccezioni, lascia davvero a desiderare (soprattutto nei personaggi femminili). E' ciò che toglie la necessaria spontaneità a un quadro altrimenti destinato a colpire nel segno, a inserirsi efficacemente nel filone neorealista pur non avendo una vera storia da raccontare. Sono spesso incontri fugaci, brevi scambi chiamati a evidenziare le differenze che intercorrono tra poveri e benestanti, settentrionali e meridionali (in questo senso significativa la figura del fidanzato siciliano di Rita, destinato a una brutta fine perché ignorato da una ragazza fin troppo “emancipata”), a sottolineare la mentalità di chi crede ancora nella specializzazione sul lavoro e passa il tempo in osteria a recriminare, dei ragazzini che si dividono tra mensa e oratorio, di chi non sembra voler comprendere il vero significato del termine “famiglia”. Calzanti e molto seventies le musiche di Alessandroni, a conferma di un bel lavoro d'insieme che però tende a sfaldarsi spesso tra pause di maniera, intervalli scarsamente significanti segno di una regia zoppicante, raramente incisiva come si converrebbe. Inevitabile l'uso del dialetto veneto, apprezzabile la scelta di stare a un passo da Venezia senza mostrarne - per una volta - nemmeno uno scorcio.
il DAVINOTTI

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Cotola 18/9/18 19:28 - 6795 commenti

I dialoghi sono la parte più sconfortante del film: banali ed a tratti sconcertanti e superati. Ci sono anche alcune facilonerie insopportabili: il gesto finale ci può anche stare ma arriva dopo una "triste" e troppo veloce "girandola" di rifiuti e solitudine (non posso dire altro per non spoilerare). Anche attori e regia non brillano. Tutto sbagliato? No: il film ha comunque il merito di saper ricostruire clima ed ambiente di un'Italia che, forse per fortuna, non c'è più. Se capita, può meritare un'occhiata.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Markus 17/9/18 12:57 - 2657 commenti

Marghera. Per smanie consumistiche, una ragazza scombina le abitudini della sua famiglia decidendo di mollare le faccende di casa per fare l'operaia e rendersi pertanto autonoma. Si sottomette quindi a… "l'altro Dio". Opera prima dello scrittore Elio Bartolini, che attraverso un racconto dai dialoghi non sempre convincenti fotografa - più o meno fedelmente - alcuni dei mutamenti della società italiana di allora. Il regista friulano riprenderà l'argomento a lui caro nell'inchiesta Rai, Ragazze di un paese con fabbriche.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)