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CENA ALLE NOVE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/9/16 DAL DAVINOTTI
La cena alle nove riguarda solo uno degli episodi che s'intrecciano all'ombra di un casermone romano di cui si vedono le forme spuntare dalle finestre degli inquilini (curiosa la somiglianza con CONDOMINIO, uscito pochi mesi prima). E' una cena tra amici, dove appena ci si ritrova faccia a faccia ci si confessa; particolarmente le donne tra loro, gli uomini sembrano pi¨ interessati ad altro. O forse Ŕ solo un'impressione, perchÚ invece anche la parte maschile mostra la sua sensibilitÓ, nonostante nessuno dica poi niente di cosý pregnante. A smuovere un po' le acque arriva a cena conclusa il padre (Bartalena) del padrone di casa, uomo di mondo che improvvisa pure una spassosa barzelletta (e che interpreta il personaggio meglio di tutti). I dialoghi lasciano alquanto a desiderare, le varianti non vanno al di lÓ di qualche pruriginoso incontro segreto al bagno e non sembra facile trovare motivi veri per seguire le figure che partecipano alla cena, che scambiano sguardi falsamente furtivi o provano a trasmettere una complicitÓ che non si avverte. Eppure come ritratto minore di una borghesia un po' sperduta si lascia vedere, se non si hanno troppe aspettative. Pi¨ curioso il breve episodio di Lili Marlene, un travestito che monologa davanti allo specchio, si veste ed esce a guadagnarsi la vita sulla strada. Ha il volto di un allora sconosciuto Wladimiro Guadagno (cosý accreditato nel cast), diventato poi famoso col nome di Vladimir Luxuria. Spontaneo, vivace, dimostra di saper a suo modo recitare e lascia il segno in un film dove al contrario la norma Ŕ volare bassi. Come nell'episodio in cui una moglie consegna al marito una sua lettera perchÚ ci sono cose "che Ŕ difficile dire a voce... almeno per me"; sale coi minuti la curiositÓ per sapere cosa contenga la lettera, ma la storia sembra prendere altre direzioni, accentuando quell'incomunicabilitÓ di coppia che rientra - almeno per l'uomo - in una dinamica quotidiana da accettare come assolutamente normale. Va peggio con l'insulso l'episodio della tossicomane portata da un gruppo di amici in un appartamento fatiscente e lý ripetutamente violentata: idea giÓ sfruttata infinite volte (finale compreso) a cui il regista non aggiunge nulla. Non sono molto chiare le intenzioni dell'operazione condotta da Paolo Breccia (regista e sceneggiatore unico), che si limita a osservare i suoi personaggi tentando di descriverne l'assoluta normalitÓ, l'approccio apatico anche in frangenti quantomeno insoliti (la coda per fare sesso con la prostituta sado-maso, le violenze alla povera tossica...). Le scenografie povere, la fotografia comunicano subito i limiti imposti dl budget, ma la brevissima durata indubbiamente aiuta a digerire il tutto senza grossi rimpianti.
il DAVINOTTI

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Cotola 24/5/19 22:21 - 6888 commenti

Dramma della media borghesia, non proprio a tinte fosche, in cui si seguono le vicende o pi¨ che altro i discorsi di una serie di personaggi che vivono piccoli e grandi drammi (c'Ŕ anche una malattia di un padre) ma anche qualche momento di felicitÓ (una gravidanza). A farla da padrona Ŕ la cena alle nove costellata di discorsi poco incisivi ed interessanti. Nel cast abbastanza anonimo, spicca il futuro Vladimir Luxuria che mostra una certa capacitÓ: il suo "episodio" Ŕ il migliore, seguito da quello dell'incomunicabilitÓ tra una moglie ed un marito: sai la novitÓ. Qualcosina da salvare c'Ŕ.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)