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VIAGGIO AL CENTRO DEL TEMPO

All'interno del forum, per questo film:
® Viaggio al centro del tempo
Titolo originale:Journey to the Center of Time
Dati:Anno: 1967Genere: fantascienza (colore)
Regia:David L. Hewitt
Cast:Scott Brady, Anthony Eisley, Gigi Perreau, Abraham Sofaer, Austin Green, Poupée Gamin, Tracy Olsen, Andy Davis, Lyle Waggoner, Larry Evans, Jody Millhouse, Monica Stevens
Note:Remake di "Viaggiatori del tempo" (1964).
Visite:199
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/5/16 DAL DAVINOTTI
Siamo alle solite: un gruppo di volonterosi scienziati sta mettendo a punto una sorta di cronovisore ma il finanziatore della società di ricerca è morto e il figlio, subentrato, esige risultati chiari da subito. Vagli te a spiegare che non son cose che si inventano in un attimo... No! Quello vuole prove tangibili della fattibilità dell'esperimento e concede al massimo 24 ore, ai tre poveretti che ci lavorano! E dire che lo scienziato a capo del progetto ci si era messo d'impegno a spiegare la quarta dimensione (il tempo), a far capire come il continuum spazio-temporale possa essere visto come un raggio da esplorare e che piazzando una sorta di specchio in linea teorica si potrebbero osservare sia il passato che il futuro. Finora non si è riusciti a vedere più indietro di poche ore ma è già qualcosa e... Niente da fare: il giorno dopo tutti nel laboratorio per un esperimento che è necessario sortisca qualche effetto decisivo. Risultato? A bottone premuto s'incasina tutto e l'intera sala se ne parte per il futuro, anno 6969 (quasi 7000, direbbe Benigni), dove viene subito assalita da un manipolo di alieni che spiegano in quattro parole chi sono e cosa succederà alla Terra. E da lì via, retromarcia e ritorno nel passato, indietro fino a Omaha beach e poi nella preistoria, il tutto non vissuto ma semplicemente osservato attraverso la finestra del laboratorio, dove di fatto passano in rassegna vecchi film e un po' di immagini di repertorio di guerre, sparatorie assortite, cowboy e indiani, dinosauri... un minestrone visivo interminabile di cui sfugge l'utilità, sintomatico della povertà estrema che coinvolge l'intera operazione. Quando i nostri se ne escono finalmente dal laboratorio (nel nostro tempo son rimasti i tecnici alle prime armi che provano rozzamente a rimettersi in contatto con i loro superiori persi nel futuro) si ritrovano in una giungla dove troveranno diamanti e rubini... Dovrebbe vagamente esserci una logica che sovrintende a questo guazzabuglio inconcludente (che affoga nel ridicolo quando si verifica addirittura uno scontro tra capsule temporali), ma è meglio non pensarci. E pensare che all'inizio, quando lo scienziato spiegava con pazienza al figlio di papà asino le sue teorie sul continuum spazio-tempo il film era così mirabilmente chiaro, affascinante, tecnicamente credibile... Perché buttare tutto a mare per tuffarsi nel solito andirivieni sterile tra passato e futuro se poi non si hanno minimamente i mezzi per rendere la cosa godibile? Dovremmo forse appassionarci nel veder scorrere filmini in costume sul finestrone del laboratorio? Nell'ascoltare quattro alieni vestiti di stracci mentre spiegano la loro missione colonizzatrice (vengono da un pianeta morto, ovviamente)? Trepidare nel seguire i tecnici rimasti nel 1967 mentre escogitano puerili sistemi per recuperare i dispersi? Per non parlare del gretto, giovane finanziere che va a raccattar diamanti nella giungla... Finale che azzarda ancor di più, senza che ve ne fosse il bisogno. Tra i più insipidi e modesti fantafilm di sempre, nonostante le buone intenzioni.
il DAVINOTTI

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Gestarsh99 21/5/19 16:46 - 1131 commenti

Giammai pentito dei cinemisfatti compiuti, lo sciupafilm Hewitt riallunga le sue trepide grinfie sulla fantascienza e con la stessa briosità registica di un frullino a manovella impasticcia l'instant-reboot di Viaggiatori del tempo, attingendo a un salvadanaio buggettario persino inferiore a quello primigenio. Riciccia fuori così il leggendario "calendoscopio", la cronocapsula col maxischermo visualizza-epoche, ma il chiacchiericcio persistente, i capogiri centrifuganti della cinepresa e il repletivo metraggio repertoriale lasciano un margine di manovra poco adeguato alla piena sopportazione.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'inattesa apparizione su schermo di un excerpt del mostruoso aracno-roditore riciclato da Marte distruggerà la Terra...
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