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TRADITO A MORTE

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Tradito a morte
Dati:Anno: 1996Genere: drammatico (colore)
Regia:Pasquale Fanetti
Cast:Claudio Del Falco, Fabio Poggiali, Regina Rod, Lucia Prato, Roberto Trasarti, Olimpia Cavalli, Giovanna Vinci, Agostino Moroni
Note:Aka "Letal impact - The last flight". Il film è stato girato nel 1993.
Visite:452
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/4/16 DAL BENEMERITO PANZA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 21/6/16
“Un film verità. La storia di Alex, un ragazzo comune, di un quartiere comune, di una qualsiasi città... Forse la vostra”. Così recita la didascalia iniziale; sapremo presto che la città qualsiasi è nientemeno che Roma, ma non importa. Il ragazzo comune è invece Alex (Del Falco, in copertina arditamente definito “il Van Damme italiano”), precipitato nel vortice della droga, quella pesante. Vive lavorando nel mondo del porno, si lascia andare, passa da una donna a una siringa dopo che il fratello è morto in un incidente stradale. Non riesce a riprendersi e presto finisce licenziato dal produttore per cui lavora, reagendo e provocando una rissa in cui (e dubitiamo che Van Damme avrebbe fatto lo stesso) si avventa pervicacemente sui testicoli delle povere vittime prendendoli a calci e pugni. E' insomma sull'orlo dell'abisso, si dà allo scippo e ai furti negli appartamenti finché Walter (Poggiali), un suo caro amico dei bei tempi andati, decide di dargli una mano offrendogli nientemeno che un posto da manager nella sua azienda (con tanto di Maserati biturbo in regalo!). La vita torna a sorridere ad Alex, che nel frattempo ha trovato la ragazza giusta, Giusy (Rod), bella e innamoratissima di lui. Tutto sembra insomma andare per il verso giusto e Alex riprende anche a frequentare la vecchia palestra dove tutti lo ammiravano e in cui il regista Pasqualino Fanetti ne approfitta per riempire un po' di pellicola con scene di allenamenti e combattimenti. Naturalmente il destino beffardo è in agguato e il buon Alex dovrà lottare per rimanere a galla, spalleggiato dalla devota Giusy e con il fido Walter che pare davvero fin troppo magnanimo... A metà tra il neorealismo alla buona, l'erotismo accennato e perfino il giallo (nell'ultima parte), TRADITO A MORTE è chiaramente un film assai povero, paratelevisivo, elementare nel copione e utile forse solo a promuovere in qualche modo il suo protagonista (non a caso anche soggettista e sceneggiatore, assieme ad altri). Il fatto è che i “corpo a corpo” sono girati davvero male ed era meglio restare sull'idea dello sfogo di Del Falco contro i testicoli dei malcapitati, se non altro bizzarro. Quando si menan le mani sul serio è meglio non guardare, ma fortunatamente capita di rado. La regia preferisce indugiare sugli incontri in spiaggia tra Alex e Giusy girati con stile e idee molto vicini alle pubblicità dei preservativi (cene mano nella mano, baci con il mare sullo sfondo, campi lunghi, sguardi languidi), sui faccia faccia tra Walter e Alex (col primo che incontra l'amico tre/quattro volte solo per dirgli “devi farcela, devi tirarti su, ora però devo andare che ho un impegno”). Sa proprio di straight to video per riempire gli scaffali delle vecchie videoteche, girato come capita e interpretato come si può immaginare lo sia un film di questa portata. Il colpo di scena nell'ultima parte arriva effettivamente inaspettato ma apre a un finale “aperto” clamorosamente tirato via e ridicolo, chiuso in bellezza con l'apparizione del titolo inglese ed errore ortografico annesso: “Letal impact”!
il DAVINOTTI

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Markus 4/7/16 18:31 - 2590 commenti

Agghiacciante sottoprodotto con protagonista Claudio Del Falco (detto il "Van Damme italiano") che, attraverso il solito campionario di banalità e scenette accozzate l'una all'altra, sottopone il povero spettatore a un obbrobrio imbarazzante che trova la sola valvola di sfogo in una fragorosa risata che solo il trash puro sa generare. Inutile dire che la povertà di mezzi e la messinscena rasentano il ridicolo involontario. C'è di buono che il protagonista avrà altre occasioni nel cinema bis.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Herrkinski 4/7/16 5:29 - 3877 commenti

Girato nel '93, il film sembra addirittura più vecchio di quel che è; ma a lasciare basiti è più che altro la pubblicità ingannevole che lo voleva come un film "alla Van Damme" quando in realtà è un droga-movie, con solo qualche vago accenno sportivo di contorno nei titoli di testa e nell'ultima mezz'ora. Anche accettando di buon grado l'inganno, l'esito è disastroso (guardaroba trash sempre uguale, fotografia da porno, recitazione e dialoghi aberranti), ma così involontariamente comico da risultare quasi godibile, se visto tra alcol e amici...
I gusti di Herrkinski (Azione - Drammatico - Horror)

Daidae 12/8/18 3:38 - 2403 commenti

Onestamente c'è di peggio. Non un film di lotta nello stile dei film di Van Damme come ci si potrebbe aspettare ma un ridicolo dramma con due, dicasi due scene di "lotta", realizzate perdipiù veramente male. La recitazione è accettabile, la povertà dei mezzi evidente. In conclusione: scene senza senso, personaggi che appaiono e scompaiono a piacimento, armi che vengono fuori dal nulla. Un mezzo disastro, insomma, ma negli anni 90 in Italia è stato fatto di peggio.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il revolver.
I gusti di Daidae (Comico - Horror - Poliziesco)

Panza   23/4/16 18:33 - 1332 commenti

Tradito a morte è lo spettatore, che dopo i titoli di testa si aspetta un film sportivo e invece si deve sorbire la solita storia di redenzione in cui lo sport viene infilato solo nell'ultima parte e non è argomento centrale. Il protagonista fa qualche scazzottata ogni tanto, ma i momenti d'azione sono girati in maniera sbagliata e montati peggio. La trama si sofferma infatti sugli aspetti sentimentali in maniera banale e poco avvincente, con un finale imprevedibile. Il doppiaggio molte volte non torna con il labiale. Insignificante.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La didascalia iniziale; Le inquadrature con le coscia della donna del protagonista in primo piano.
I gusti di Panza (Commedia - Drammatico - Poliziesco)