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MIA MADRE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 30
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/4/15 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/4/15
Tanto incisiva, destabilizzante, personale si era rivelata l'elaborazione del lutto nella STANZA DEL FIGLIO quanto blando e molto meno interessante il rapporto col dolore "inverso" in MIA MADRE. Moretti sposta il fuoco da lui stesso a Margherita Buy riservando per sé un ruolo di secondo piano, soprattutto dal punto di vista della capacità di spostare gli equilibri psicologici in famiglia: ascolta, suggerisce, non si altera mai, asseconda... mentre il personaggio attorno al quale ruota l'intero film è quello di sua sorella (Margherita Buy), nella vita regista irrequieta ma comprensiva, figlia e a sua volta madre dal carattere sfumato, figura complessa in cui la Buy si ritrova a memoria offrendo il meglio di sé. Se il film ha un suo spessore incontestabile lo deve a lei, che per quanto non troppo credibile mentre sul set istruisce gli attori o discute coi suoi collaboratori, sa esplicitare con esemplare profondità il disorientamento costante dal quale sembra non riuscire ad affrancarsi. L'arrivo in Italia della bizzarra star del suo film porta poi in scena un John Turturro guascone al punto giusto: a lui sono affidate le pochissime fasi divertenti quando non ricorda la parte, fatica con la pronuncia italiana, manda a quel paese regista e copione (il suo traduttore istantaneo ripete frasi che anche in inglese capirebbe chiunque, gag ripetuta ed efficace); non è però sufficiente tanta prosaica vitalità a spostare di molto la sensazione della protagonista di appartenere a un mondo lavorativo col quale il distacco si fa ogni giorno maggiore. La malattia della madre (nulla di memorabile nella prova della Lazzarini) la porterà a riflettere più di quanto avesse probabilmente fatto in precedenza, senza tuttavia mai farle accettare fino in fondo un decorso ospedaliero che a suo fratello appare invece chiaro fin da subito. Se in positivo colpisce la maturità con cui i personaggi si pongono di fronte a una fase difficile della loro vita, in negativo risaltano l'ordinarietà delle situazioni, il non saper emergere con decisione da un copione avaro di idee, che si limita a osservare lasciando alla regia l'ingrato compito di sostenere in qualche modo un film che, scritto com'è, persino Michael Bay faticherebbe a movimentare. Galleggiando tra onirismo a buon mercato e sorprendente incapacità di lasciare il segno anche in quelle che avrebbero potuto essere scene chiave (il pianto della figlia), Moretti finisce coll'evidenziare i limiti tecnici fino ad oggi mascherati dalla grande personalità del suo cinema. Senza più il divertimento garantito dal suo approccio unico all'ironia e all'umorismo, senza la forza di un soggetto che possa conferire unicità peculiare al suo lavoro, Moretti si trova prigioniero di un dramma familiare in cui la descrizione volutamente “apatica” della routine non risulta più un valore aggiunto ma un ribadire quella piattezza cronica che già il ritmo da sonno profondo mette in luce. Fortunatamente per lui, agli autori di chiara fama vengono concesse attenuanti e letture multiple che in film così intimisti sono quasi sempre destinate a tramutarsi in acclamazione.
il DAVINOTTI

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Galbo 1/8/15 7:00 - 10470 commenti

Nel secondo film dedicato all'elaborazione del lutto, dopo La stanza del figlio, i toni di Moretti si fanno più pacati. Manca l'impeto rabbioso del primo film che lascia il posto ad una dolorosa rassegnazione probabilmente legata all'età del regista. Se l'impianto della storia sembra adeguato, a non convincere è la caratterizzazione dei personaggi che sembrano incompleti e irrisolti, a partire da quello della protagonista interpretata da una Buy che convince raramente. Più a fuoco il carattere del personaggio di Moretti. Deludente.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Homesick 1/9/15 18:15 - 5737 commenti

Dopo La stanza del figlio, Moretti torna a confrontarsi con la morte, questa volta nella fase immediatamente precedente il lutto; e lo fa in modo compìto e raccolto facendosi da parte in un sommesso ruolo di appoggio per il dolore, le nevrosi e gli incubi della protagonista Buy. L'autore comunque non smentisce le sue origini nel cinema politico e comico, poiché alla vicenda primaria si agganciano riflessioni contemporanee (il set cinematografico dove si gira un film sui tagli sul lavoro) e le gag in italoamericano di Turturro, sempre impeccabile nelle vesti del pazzoide.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Gli incubi della Buy; le uscite di Turturro e la sua infervorata proposta per il film noir.
I gusti di Homesick (Giallo - Horror - Western)

Schramm 24/9/15 18:51 - 2107 commenti

Nella chiamata alle autobiografiche armi Moretti manda duplice cartolina: alla propria funzione registica (apicellizzando la Buy) e all’elaborazione luttuosa (per la morte del cinema e, a latere, della madre) già altrimenti rodata. Il due non diventa mai uno, siccome lo sgambettarsi vicendevole delle parti in causa. Non basta il goffo uso di Part a mò di Pubblicità Progresso per farsi funebre né ricorrere alla glicerina per collocare i dovuti accenti drammatici sopra le giuste vocali. A distillare il dramma un Nanni più composto che mai, ma in quanto film sulla Perdita non è idoneo alla leva.
I gusti di Schramm (Drammatico - Fantastico - Horror)

Cotola 18/4/15 0:02 - 6634 commenti

Moretti affronta uno dei momenti apicali nella vita di ciascun essere umano. Lo fa con grande partecipazione (seppure attraverso un alter ego) e con grande pudore e misura, senza mai speculare sui sentimenti delle persone e su un dolore per un evento di portata universale. Anzi sa anche intervallare il dolore e la commozione con momenti leggeri ed arguti in cui ci parla di cinema. E stupisce anche una certa franchezza che forse è anche autocritica e che qui lo ha reso meno narcisista. Splendida la prova della Lazzarini. Il miglior Moretti degli ultimi anni, anche per chi non ama il regista.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Rebis 12/7/15 13:27 - 2067 commenti

Da una lato la constatazione di uno stile che si fa sempre più maturo, intimista e pudico, dall'altro l'evidenza di un cinema inesorabilmente ombelicale, anche quando il soggetto dichiara altro da sé. "Io, figlio", allora, e non "Mia madre": l'elaborazione della perdita secondo Moretti, che si dà voce attraverso la successione di personaggi - la Buy naturalmente, in prima linea - mentre il gioco delle relazioni dichiara i suoi conflitti interiori, la sua inadeguatezza, l'antitesi tra senso del dovere e fuga dalla realtà. E la madre? Ah, già… era una grande insegnante di latino (sic!).
I gusti di Rebis (Drammatico - Horror - Thriller)

Deepred89 19/4/15 9:59 - 2980 commenti

Semplicemente il solito piatto e inutile film "intimista" (bella parola) italiano, privo di una vera progressione narrativa, con le canoniche sequenze ospedaliere alternate a scenette comiche con John Turturro che fa (bene) l'idiota. Moretti si vede poco, la Lazzarini non incide mentre la Buy ha come al solito due espressioni: in lacrime e non in lacrime. E infatti a ben vedere di lacrima-movie (con frasette edificanti e ragazzine in lacrime) si tratta, ma in veste fiction Mediaset, tanto incapace di puntare in alto da suscitare quasi simpatia.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Markus 18/4/15 10:47 - 2529 commenti

Aleggia l’attesa di una morte annunciata - quindi scontata - per tutto il film, ma soprattutto di una matassa da sbrogliare in una vicenda che in conclusione racconta sì un dramma familiare comune a tutti, ma senza apportare nulla di non intuibile che da una mente illuminante come Moretti ci si attende. La pellicola è una sterile carrellata di varie umanità (ben interpretate, ed è questo che salva il film) in cui anche qualche stemperante risata cozza, talvolta, con una vicenda che racconta tutto e niente, tragicamente, allo stesso tempo.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Capannelle 15/12/15 23:42 - 3415 commenti

Alla resa dei conti è un film con diversi difetti e qualche qualità. Atmosfera pesante, un Turturro che alterna gag riuscite a momenti pacchiani da fiction, poco respiro da grande cinema ma anche un sottile filo di umanità e un bel finale. La Buy viene spinta a rifugiarsi nella sua classica nevrosi ma concediamole un buon impegno e una prova di una certa maturità. Potrebbe migliorare a una seconda visione.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Matalo! 15/5/15 10:15 - 1333 commenti

Come sempre: convinto sino a un certo punto. Manca il dolore ed è grave. La Buy è sempre perfettamente se stessa, con qualche tocco morettizzante (il discorso sull'attore). Il tema del cinema ricorda Sogni d'oro. Moretti, in veste di fratello (un Apicella in pace la cui non recitazione, maturata, è ormai un classico) e lo strabordante, eccellente Turturro, danno sale nei momenti in cui il film si arena nella ripetitività, si insabbia nel ritornare negli stessi luoghi con qualche variante aggiunta. Piacerà a Cannes, scommettiamo?

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "L'attore deve stare nel personaggio e accanto al personaggio"; Turturro che ci prova con la Buy.
I gusti di Matalo! (Commedia - Gangster - Western)

124c 20/4/15 16:39 - 2554 commenti

Film sulla malattia della madre di una regista italiana dove, fin dalle prime battute, si respira a pieni polmoni un'aria funerea. Certo, ci sono gli intervalli, un po' comici e un po' seri, di John Turturro (attore americano che si trova benissimo con Moretti), ma più che il set cinematografico si frequentano le sale ospedaliere, con il regista che si ritaglia il ruolo del fratello della protagonista. La Buy, richiamata dopo il film sul papa con Michel Piccoli, si riconferma una perfetta nevrotica. Ottima anche l'attrice che fa sua madre.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il personaggio di Moretti: ingegnere sessantenne che lascia il lavoro per ragioni sue e per stare accanto alla madre.
I gusti di 124c (Commedia - Fantastico - Poliziesco)

Rambo90 26/4/15 13:20 - 5182 commenti

Toccante ed estremamente realistico film di Moretti, che riesce a mettere in scena con tristezza ma anche dolcezza un comune (e per questo ancora più ficcante) rapporto madre-figlia. Non mancano momenti in cui si ride e anche molto, soprattutto grazie a un Turturro spassosamente sopra le righe. Bravissime Buy e Lazzarini, davvero commovente il finale. Con qualche lungaggine, ma davvero notevole.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Saintgifts 17/6/15 0:09 - 4099 commenti

Ci sono figure chiave molto azzeccate, alcune poco appariscenti, alcune di primo piano. La figlia di Margherita, Turturro, gli ex allievi della madre del titolo, Moretti stesso... figure alle quali vengono assegnati compiti importanti come rappresentare il dolore in modo credibile, alternare ritmi a rischio di ripetitività, far capire l'importanza di tutte le esistenze, moderare gli eccessi. Colpisce la mediocrità borghese degli ambienti: collaborano a creare l'atmosfera che permea tutto il film, di fattura artigianale. Un Moretti maturo?!
I gusti di Saintgifts (Drammatico - Giallo - Western)

Nando 18/4/16 10:29 - 3167 commenti

Un'altra pellicola intimista per Moretti che narra i lunghi disagi per l'assistenza a un genitore malato. Veritiero e realistico, con una forte carica emotiva e uno sviluppo narrativo che si avvale dell'ironia cialtronesca di Turturro. Splendida la Buy, appropriata la Lazzarini e stavolta più in disparte un morigerato Moretti.
I gusti di Nando (Commedia - Horror - Poliziesco)

Giùan 18/10/16 11:07 - 2433 commenti

Da ex morettiano militante comprendo (senza giustificarle) le critiche asperrime, formulate in nome d'una "vedovanza" della ormai "fu" iconoclastia morettiana (di cui la parte adolescenziale di mè sente per primo la mancanza). Mia madre è un film dalle fondamenta sincere, un lavoro adulto di messa in discussione del proprio tracotante Sè e conseguentemente del proprio modo di fare cinema. Un tentativo ozuiano che palpita (con accenti a volte troppo testamentari) delle sue stesse indecisioni e contraddizioni (l'incapacità di concedere di più agli attori).
I gusti di Giùan (Commedia - Horror - Thriller)

Myvincent 28/4/15 7:42 - 2053 commenti

Moretti coraggiosamente trasferisce il suo mondo descrivendo una donna alle prese con la produzione di un film, mentre lui stesso si relega a un ruolo che è l'opposto del suo solito. Ne deriva un'analisi "trasversale" sul tema della morte dei propri cari passando attraverso l'intero universo personale, come è naturale per ognuno di noi. Il risultato è sincero e reale, fuori da ogni logica retorica.
I gusti di Myvincent (Drammatico - Giallo - Horror)

Didda23 20/4/15 11:00 - 1916 commenti

Ciò che colpisce maggiormente non è tanto la povertà della messinscena (Moretti non è mai stato un mostro di tecnica), quanto la mancanza di idee nella sceneggiatura: il ciclico alternarsi di situazioni drammatiche (con protagonista una anonima Lazzarini) e momenti più ironici ed eccessivi (Turturro esageratamente sopra le righe) creano un giochino monotono che ben presto raggiunge il tedio. La Buy fa la Buy (sai che novità...). Un netto passo indietro rispetto al ben più riuscito Habemus Papam. Il Moretti che prediligo (quello di Ecce bombo) era di ben altro livello. Delusione dell'anno.
I gusti di Didda23 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Paulaster 29/7/15 15:42 - 1819 commenti

Se Moretti ne La stanza del figlio esplorava il dolore per un lutto improvviso, qui la strada è un lento incedere verso un destino già scritto. Realistica la resa delle chiacchiere ovattate degli ospedali, nei discorsi da non far sentire al malato, nel dare la mano a chi c’è ancora per poco. La conclusione è come un omaggio e questa è l’elaborazione di chi ha maturato la dipartita già dai mesi precedenti. Bravo Turturro, Moretti paterno fa quasi tenerezza, la Buy come regista è poco credibile, la Lazzarini stucchevole.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)

Fauno 19/12/16 17:35 - 1675 commenti

Molto lontano dal capolavoro, ma per lo meno guardabile e scorrevole; altro non è che la cronaca di una vita di tutti i giorni (l'ammalamento dei genitori purtroppo è molto frequente a manifestarsi, anche se non ci va di mezzo una regista). Mi ha fatto sbudellare Turturro quando si incavola e smadonna in un italiano approssimativo e non mi è dispiaciuto Nanni, che già per la seconda volta che non vedo dar di matto. La madre mi ha relativamente intenerito e non ci sono frasi che mi abbiano scosso particolarmente. Diciamo che mi sono preso una pausa dal mio duro lavoro di cinefilo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La scena col rappresentante di una compagnia di energia elettrica.
I gusti di Fauno (Drammatico - Poliziesco - Thriller)

Ryo 17/6/18 12:27 - 1656 commenti

Ennesima opera biografica del regista, in cui stavolta lascia l'interpretazione del suo alter ego alla sempreverde Margherita Buy. Il film alterna le scene di lavorazione di un film in cui un eccentrico attore statunitense (interpretato da un goliardico Turturro) crea difficoltà sul set, rappresentandone la parte "comica" del film. Mentre di contro abbiamo la pesante, drammatica e cruda vicenda relativi all'ultimo periodo della madre della regista. Un film alquanto lontano dai precedenti film del regista. Tenero.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Turturro che si infuria perché non vede la strada mentre guida.
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Gabrius79 18/4/15 0:31 - 1042 commenti

Nanni Moretti (che ritaglia per sé un ruolo defilato ma godibile) dimostra ancora una volta la sua maturità come regista e dà spazio a una Margherita Buy intensa, lunatica e a tratti divertente specie nelle scene con John Turturro, buffonesco e sopra le righe. In contrasto con le scene divertenti troviamo il vero "leit motiv" del film ossia la lenta e inesorabile fine di una persona anziana per un male incurabile interpretata da una bravissima Giulia Lazzarini, che crea ovviamente smarrimento e rassegnazione in chi le sta intorno. Ottimo.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Lythops 17/4/16 18:16 - 935 commenti

Un'opera dove ogni cosa è precaria e si fa di tutto per farlo notare: precario è il film che viene girato, le idee della regista interpretata dalla Buy che fa vedere troppo di essere "brava", la vita della madre e il ruolo o la recitazione di tutti i personaggi, i rapporti tra le persone. In questo modo si ha un lavoro privo di un reale centro e la visione risulta stancante nonostante le musiche di Arvo Pärt, autore che suggerisce la meditazione per eccellenza e qui, per questo, è fuori luogo. Cerebrale.
I gusti di Lythops (Documentario - Poliziesco - Thriller)

Bruce 26/10/15 11:51 - 878 commenti

La malattia e la morte della propria madre. Questo è il soggetto pesantissimo del film di Moretti, fatto dal regista per ricordarla e per esorcizzare la propria recente esperienza (che ci si può legittimamente chiedere se sia giusto e il caso di condividere al cinema, io ne avrei fatto volentieri a meno). Ho trovato piatta e arida la sceneggiatura, completamente fuori luogo e sin fastidiosa la parte e l'interpretazione di Turturro che se aveva lo scopo di alleggerire la visione fallisce in pieno l'obiettivo. Molto deludente.
I gusti di Bruce (Giallo - Poliziesco - Thriller)

Kinodrop 20/4/15 18:22 - 757 commenti

Ha l'andamento di una commedia in cui l'aspetto drammatico e le riflessioni sulla malattia e la morte restano sullo sfondo. I veri protagonisti sono la Buy nel ruolo di una regista (cinema sul cinema: ancora!?) brava e versatile e un debordante Turturro in una parte fin troppo estranea alla tematica del film. Moretti stesso si ritaglia un (quasi) cameo che poco apporta alla narrazione. Di ben altro livello su questo argomento i film di Sokurov, Almodòvar, Dolan etc, che veramente colpiscono e lacerano. Interessanti le scene di sogno/verità.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La flemma soporifera di Moretti; Le troppe gag di Turturro sul set; La lunga scena con lo scooter.
I gusti di Kinodrop (Commedia - Drammatico - Thriller)

Nancy 15/7/16 21:40 - 732 commenti

Moretti ritorna sul tema del lutto familiare dopo il bel La stanza del figlio per andare alla scoperta del suo femminino. Unico spunto interessante è qui infatti il rapporto con il femminile (la Buy che fa la Buy ma fa anche Moretti), con il materno, in una storia banale che "sarebbe potuta accadere a ognuno". Qui sta il senso del cinema di Nanni Moretti, per quanto personalmente lo ritenga un poco limitato in alcune sue declinazioni (e questo ne è un esempio). La messa in scena purtroppo è piuttosto arida e non rende l'intensità della recitazione.
I gusti di Nancy (Commedia - Drammatico - Thriller)

Lou 18/4/15 0:54 - 681 commenti

Prosegue con questo film l'auto-rappresentazione cinematografica delle fasi salienti della vita morettiana, dove la figura della madre, nella sua malattia terminale, è descritta con grande affetto ma anche con una scelta narrativa molto riuscita. Margherita Buy è qui l'alter-ego del regista, di cui riproduce anche i noti atteggiamenti nevrotici, mentre Moretti si ritaglia un ruolo più intimo e delicato, quasi di rispetto nei confronti della figura della amata madre. Un bel film, autentico e riuscito.
I gusti di Lou (Avventura - Azione - Drammatico)

Samuel1979   8/5/16 12:28 - 425 commenti

Moretti e il tema del lutto si incontrano nuovamente ma questa volta al vero dolore subentra soprattutto una forte rassegnazione alla morte imminente. Nonostante un tema così serio si ride con gusto grazie a Turturro inaspettato mattatore del film, qui nelle parti di un attore impacciato e smemorato; i suoi scontri verbali con la Buy sono i momenti più riusciti.
I gusti di Samuel1979 (Avventura - Comico - Commedia)

Xabaras 23/4/15 22:33 - 175 commenti

Moretti gira sostanzialmente un ripetitivo dramma ospedaliero che, sebbene raccontato con pudicizia e modestia, non riesce a convincere e a commuovere come dovrebbe. Ci si sarebbe aspettati inoltre un maggior coinvolgimento politico nella descrizione della vita sul set del film ambientato durante l'occupazione di una fabbrica: il regista lascia da parte la possibilità di raccontare qualcosa sulla situazione generale dell'attuale classe operaia italiana e preferisce cercare di costruire un discorso astratto sui modi e sulle finalità del Cinema.
I gusti di Xabaras (Gangster - Horror - Western)

Decimamusa 14/4/16 15:26 - 47 commenti

I principali ingredienti narrativi - la malattia e la morte come catarsi (per altri), il cinema come "mestiere", l'insegnamento come missione - non sono particolarmente originali. Ma una sceneggiatura ricca di sfumature, attenta allo scavo e al dettaglio sa sublimarli, a confermare il credo di un cinema che valorizza - che è - volto e parola. Straordinaria Margherita Buy (che tende un po' a ripetere il personaggio che meglio le si addice: istintiva e malinconica, nevrotica e dissipata), bravi gli altri. E, su tutte, indimenticabile la scena finale.
I gusti di Decimamusa (Drammatico - Sentimentale - Thriller)

Macbeth55 25/5/15 0:49 - 32 commenti

Ennesima narcisistica parentesi autobiografica di Moretti, questa volta focalizzata su un dramma fisiologicamente purtroppo comune a molti. In più un po' di cinema nel cinema, medici spietati ed ereditati da Caro diario (molto più graffiante e polemico) e altre autocitazioni ormai stantìe. La Buy troppo stereotipo di se stessa, Turturro immenso sebbene eccessivo. Moretti però qui fornisce una buona prova di attore, misurato e maturo, paradossalmente addirittura timido. L'ombra della diagnosi monicelliana ritorna sul regista.
I gusti di Macbeth55 (Commedia - Documentario - Fantascienza)

Max32 25/8/16 1:52 - 1 commenti

Un film intenso e sincero, che rifugge da manierismi e sentimentalismi. È una riflessione profonda sulla morte e sui suoi effetti sulla vita quotidiana di ogni giorno. È anche ricco di spunti sulla situazione sociale ed economica del paese, ma sono trattati in seno alla storia principale. Bravi gli attori (specialmente Buy e Lazzarini) e divertente (anche se non mi ha fatto molto ridere) John Turturro.
I gusti di Max32 (Animazione - Commedia - Drammatico)