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THE COMOEDIA

All'interno del forum, per questo film:
The comoedia
Dati:Anno: 1981Genere: drammatico (colore)
Regia:Bruno Pischiutta
Cast:Gian Franco Molaro, Richard Coleman, Liliana Tari
Visite:402
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/9/14 DAL BENEMERITO FAUNO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/5/15
Ciclicamente il capolavoro dantesco si riaffaccia al cinema (soprattutto italiano, naturalmente) per aggiornamenti e rielaborazioni. Ecco così che anche Pischiutta si abbevera alla fonte per sfruttarla in chiave “mondo” ma filtrata da un'ottica psichedelico allucinatoria che lascia abbastanza straniti. Il novello Alighieri è questa volta un drogato (Molaro) che si aggira per le strade di New York rimuginando tra sé e sé sulla propria condizione. E' una voce fuori campo che accompagna il suo vagabondare, sottolineato con gusto da un Claudio Simonetti in gran forma, la cui colonna sonora è sicuramente uno dei maggiori pregi del film. Costante in sottofondo, incisiva nel suo scroscio di synth immediatamente riconoscibili, rende comunque piacevole una visione che per il resto lascerà molti piuttosto interdetti. Dal momento in cui Dante decide di “viaggiare” con una probabile overdose, infatti, l'approccio già personale si fa ulteriormente straniante, con un Virgilio di colore che accompagna il protagonista alla scoperta dell'Inferno conducendolo per prima cosa nella “selva oscura” dove il reverendo Jones aveva da poco “suicidato” i suoi 909 adepti. Un esempio perfetto di dannato, come lo sono per Pischiutta Vasco de Gama e i conquistadores, i Krupp e i feroci business-man senza scrupoli che si arricchiscono sulla pelle dei poveri disgraziati, o ancora i giovani emuli dell'Arancia meccanica di Kubrick. Una visione vagamente sinistrorsa che esibirà in Paradiso Mao e Tito (però anche Nietsche, mah) e in purgatorio Caryl Chessman, che stuprò e forse uccise ma divenne il simbolo del movimento per l'abolizione della pena di morte; o Marilyn Monroe, Livingstone... Prima di accedere al Purgatorio, intanto, il passaggio della staffetta da Virgilio a Beatrice avviene con spiegazione: lei era la ex del protagonista, morta tragicamente (si suppone) e pronta ora a fargli da guida masticando il chewingum come ai bei tempi (e gettando via le rose donatele, come gesto anticonformista). Curioso che i personaggi celebri che intasano i gironi en plein air (siamo sulle rive di un fiume, tra l'erba) non solo rivivono in ricostruzioni tramite sosia ma vengono quasi sempre introdotti da un loro ritratto coloratissimo alla Warhol. Tutti espedienti bizzarri che però, riuniti, regalano al film un'atmosfera originale a tratti davvero sospesa in un mondo ultraterreno affascinante. Volendo sorvolare sull'ingenuità dell'operazione, sull'arbitrarietà assoluta del posizionamento dei diversi personaggi famosi all'interno dei tre regni dell'Oltretomba, sull'ovvietà di molte scelte, persino sull'eccessiva lungaggine della parte introduttiva in cui la voce off lancia invettive contro il consumismo e vede la droga (che, vien ricordato, porta comunque alla morte) come unica fuga possibile da una realtà deformata, ci si può insomma “divertire” riflettendo. Pistolotti interminabili sui quali è interessante ragionare passando dalla parte dell'estatico Dante, perennemente “in trance” e pronto a rinascere nel consolatorio finale.
il DAVINOTTI

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  • Capolavoro assoluto (e ce ne sono pochi!) a detta di:
    Fauno
  • Quello che si dice un buon film a detta di:
    Panza
  • Non male, dopotutto a detta di:
    Marcel MJ Davinotti jr.
  • Mediocre, ma con un suo perché a detta di:
    B. Legnani

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B. Legnani 18/7/19 0:21 - 4433 commenti

Sbalorditiva modernizzazione del poema dantesco, affianca momenti interessanti (l'esordio cimiteriale) a crolli rovinosi (il folle momento finale in Paradiso, in cui s'affastellano Nietzsche e il Che, Mao e - incredibile! - Tito). In regia, rispetto a Compagne nude, Pischiutta migliora, perché rinuncia sia a dirigere attori (più che altro li segue nel loro camminare per New York e per l'Oltretomba), sia a creare montaggi intensi. Pallinaggio impossibile, per quanto già detto e per la micidiale usura del tempo: Il 2, qui, è per certi versi un'astensione.
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Fauno 19/9/14 0:39 - 1809 commenti

Da mandare nello spazio con la prossima navicella Voyager! Musica eccellente per una Divina Commedia diretta, senza allegorie, gironi infernali, aree di beatitudine o altri fronzoli. Un visibilio totale: dal preambolo della storia e delle sensazioni di un tossico che non ha più niente e nessuno alla sua visione con la rassegna dei personaggi (su tutti quelli del Purgatorio) e a un'unica conclusione tanto eterna quanto elementare. Nessun dilungamento filosofico ma tanta, tanta logica immediatamente applicabile... quello che io ho sempre agognato.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il connubio potere-autodistruzione e la brama di potere che se si estende a ognuno di noi porta alla distruzione totale; Soffro quindi spero ancora.
I gusti di Fauno (Drammatico - Poliziesco - Thriller)

Panza   3/7/15 17:09 - 1402 commenti

Ben usata l'idea di rinnovare i personaggi dell'Inferno e del Paradiso dantesco pescando dalla storia, arrivando addirittura a trasformare Dante in un tossicodipendente. Pischiutta ha molta fantasia e inserisce, ad esempio, in Paradiso personaggi come Marylin Monroe, la Callas, Chaplin, Mao (assieme a Gesù e Maometto?!) e Pasolini (condivisibili e purtroppo veritiere le parole su di lui). Regia molto sporca senza tanti fronzoli, tutta camera a mano soprattutto nella parte iniziale. Belle le musiche di Claudio Simonetti.
I gusti di Panza (Commedia - Drammatico - Poliziesco)