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NON CONTATE SU DI NOI

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Non contate su di noi
Dati:Anno: 1978Genere: drammatico (colore)
Regia:Sergio Nuti
Cast:Francesca Ferrari, Sergio Nuti, Maurizio Rota, Francesco Scalco, Massimo Scrivo, Antonio Spoletini, Manfredi Marzano
Visite:1047
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 6
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/4/11 DAL BENEMERITO FAUNO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/9/15
Non si può dire che il cinema italiano, soprattutto quello meno "mainstream", non abbia affrontato il tema droga, nei Settanta (quando con droga s'intendeva principalmente l'eroina). NON CONTATE SU DI NOI è solo uno dei tanti film (perlopiù ambientati a Roma) che affronta lo spinoso argomento scegliendo l'approccio più distaccato possibile, cercando un effetto documentaristico pronto a sconfinare in una sorta di neo-neorealismo dove gli attori sono ragazzi di strada, talvolta veri tossicodipendenti lasciati a interpretare la loro vita vagabonda, fatta di contatti che confondono una semplice comunanza d'intenti con amicizia, di giornate riempite unicamente dalla ricerca della “robba” che tutto assorbe: non contate su di noi perché a noi solo l'eroina interessa e per lei svendiamo consciamente le nostre vite. Il messaggio è lampante e ripetuto più volte: la droga cancella ogni ambizione, ogni desiderio diverso dal ripetere lo stesso gesto all'infinito. Qui Sergio Nuti, regista, sceneggiatore ma anche interprete principale, porta se stesso in quel mondo: da esterno, musicista che raccoglie per strada una tossicodipendente di cui s'innamora (Ferrari), decide di seguire la strada di lei fino a confondersi e amalgamarsi a individui disperati, spenti, condividendone l'alienante destino. Rispetto alla media del genere la disperazione è meno esasperata e la descrizione delle giornate si riempie di dialoghi e di sguardi, di primi piani sui volti, di musica anche: Robby (Maurizio Rota) suona la chitarra, canta, viene convinto a fare un'audizione per la Rca... ma tutto sembra concludersi nel nulla nonostante i pareri entusiasti di chi ascolta. Solo uno dei tanti momenti, delle brevi parentesi di vita che compongono un mosaico raggelante e raggelato, raffreddato da interni di appartamenti spogli e da corpi nudi offerti senza poesia alcuna. Il sesso gradualmente scompare di scena, annullato da organismi orientati verso piaceri diversi. Registicamente Nuti sceglie di tagliare poco (e due ore sono davvero eccessive!), di muovere le sue figure nelle periferie polverose della metropoli sfaldandole sovente tra i rumori di fondo, coprendone le voci con la musica, lasciandole camminare a lungo nel traffico. Il risultato è un film autentico e per molti versi apprezzabile, ma minato da un'inevitabile ripetitività che rischia di stancare presto; e mancando le scene madri, le drammatizzazioni improvvise, gli alti e bassi del cinema, finisce con lo scorrere piatto nonostante le pregevoli performance del cast. La tossicodipendenza vista nelle sue pieghe meno spettacolari rende onore al verismo ma soffoca l'appeal rischiando di relegare il film nell'anonimato.
il DAVINOTTI

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Schramm 4/3/16 13:10 - 2363 commenti

E sia pure: il neo-neorealismo, la juventus rivoluzionaria e agguerrita ora adagiata sulla disillusione e compiaciuta di sentirsi sconfitta, il limbo borgataro speculare a quello diamorfinico, il no future no present no past no hope. Ma che pesantezza e molestia, questo cinema fattone, iniquo e abbruttito come ciò che fotografa, narcolettico e arenato, tagliato male e cimiteriale, che si pone come retrovisore di un eterno presente quasi fosse obbligatorio rispecchiarcisi o riconoscere quel 77 misura di tutte le epoche. Un trionfo dell’e(ste)tica debole, sul quale non si può proprio contare.
I gusti di Schramm (Drammatico - Fantastico - Horror)

Markus 19/11/19 9:48 - 2974 commenti

Un incontro/scontro tra un ragazzo d'estrazione borghese e un'eroinomane scaturirà una storia d'amore... e droga. L'opera unica di Sergio Nuti (che qui si ritaglia il personaggio-chiave) parla di tutto e di niente: c'è il dramma dell'eroina - ancora in fase di sottovalutazione del problema - che fa da collante a una vicenda umana di rara pochezza narrativa che però evidenza (suo malgrado?) il senso di smarrimento di una generazione "ex Sessantotto" agli albori degli Anni '80. Più che di cult si può parlare di film per certi versi lungimirante.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Daidae 30/3/16 17:32 - 2611 commenti

L'ho trovato alquanto noioso. Francamente io di realismo ne ho visto poco e ne ho trovato di più non solo in Amore tossico ma addirittura in Tunnel di Massimo Pirri. Ha però le attenuanti di essere autoprodotto, con attori senza esperienza, quindi bisogna mettere in conto anche questo aspetto. In definitiva mediocre.
I gusti di Daidae (Comico - Horror - Poliziesco)

Fauno 1/4/11 21:07 - 1836 commenti

Non arriva all'Everest di Viaggia ragazza viaggia, ma al K2 sì. Dà una gran paga ad altri film italiani e stranieri che fanno impietosire od odiare la condizione degli eroinomani. Qui c'è solo la vita che essi conducono, senza moralismi o contorsioni del regista... le frasi che dicono, le sensazioni che provano, le promesse che non mantengono, le paranoie se qualcuno si allontana dopo un foro... non manca niente, cronaca pura. Non merita il massimo perché 105 minuti sono tanti ed è abbastanza forte da far correre il rischio di somatizzarlo. A me è successo...

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Bello e disperato il brano di Maurizio Rota.
I gusti di Fauno (Drammatico - Poliziesco - Thriller)

Panza   10/7/15 12:31 - 1435 commenti

Una full immersion nella vita quotidiana di alcuni tossicodipendenti romani, esibita nuda e cruda senza spettacolarizzazioni con uno stile quasi documentaristico nel mostrare persino le chiacchiere di tutti i giorni. Colpiscono alcuni momenti (la ninna nanna al bambino, il tentato suicidio alla caserma, il finale) ma in generale il film, sfiorando quasi le due ore, ha il grande difetto di essere enormemente dispersivo e ripetitivo non riuscendo a essere incisivo e fastidioso come dovrebbe (visto il tema trattato).
I gusti di Panza (Commedia - Drammatico - Poliziesco)

Marcolino1 14/3/17 20:15 - 408 commenti

Privo della crudezza e del realismo semi-documentaristico dei successivi Amore tossico e Cristiana F., il film ne anticipa l'essenza di vuoto disperato e il senso di alienazione si esprime qui con lo squallore degli interni e delle prigioni metaforiche di cemento delle periferie senza via d'uscita. La droga si identifica con l'ospite che, privilegiato dalla sacra legge dell'accoglienza, diviene padrone assoluto. Le scene ripetitive sono il riflesso dei rituali antisociali del titolo, sempre uguali e celebrati da una elite paranoica e malata.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La protagonista getta la siringa augurandole di incontrare un preservativo; Il militare disadattato e sovversivo; La fuga claustrofobica.
I gusti di Marcolino1 (Documentario - Fantascienza - Musicale)