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POLYTECHNIQUE

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Polytechnique
Titolo originale:Polytechnique
Dati:Anno: 2009Genere: drammatico (bianco e nero)
Regia:Denis Villeneuve
Cast:Maxim Gaudette, Sébastien Huberdeau, Karine Vanasse, Evelyne Brochu, Johanne-Marie Tremblay, Pierre-Yves Cardinal, Pierre Leblanc, Francesca Barcenas
Visite:942
Il film ricorda:Elephant (a Brainiac, Tarabas)
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 16
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/5/10 DAL BENEMERITO BRAINIAC POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/3/18
Dalla Columbine a Montreal l'eccidio studentesco catalizza l'attenzione dei giovani autori; e Villeneuve sa che il parallelo diventa inevitabile. Anche perché l'approccio, per quanto non certo identico, non è nemmeno troppo dissimile da quello che Vas Sant usò per il suo ELEPHANT, né l'elegante bianco e nero molto cinematografico in sostituzione del colore più digitale marca una differenza significativa. Il punto è che tenersi a dovuta distanza dalle due menti malate all'origine dei massacri di nuovo pone in risalto la ricercata estraneità del regista, la volontà di documentare preoccupandosi di non indulgere mai in uno spettacolarismo che si percepirebbe inevitabilmente come scelta commerciale, impossibile da conciliare con la volontà di posizionarsi su di un piano artisticamente superiore, un piano in cui sperimentare con la forma, lavorare con l'ambizione di dare un'impronta decisa al film. Le motivazioni che spingono il killer ad uccidere 14 ragazze nella scuola di Montreal sono banali, non vengono indagate approfonditamente poiché si risolvono in un cieco odio contro il femminismo. Più interessante quindi spiegare il come che il perché, preparando la strada a uno sdoppiamento di vedute che porterà il film a seguire le diversissime vicissitudini di due tra gli scampati alla tragedia, un ragazzo e una ragazza; giocando come pare ormai impossibile rinunciarvi, in casi come questo, con lo sfasamento temporale. Partendo con i primi colpi e tornando subito dopo indietro alla preparazione dell'attentato. Ma è forse soprattutto il lavoro sul sonoro e la musica a caratterizzare meglio di qualsiasi altra cosa il film: le detonazioni sorde degli spari che risuonano nel silenzio o tra le grida, le note leggere e ricercate della colonna sonora prima ancora delle hit degli Anni Ottanta che echeggiano ovattate sullo sfondo di quando in quando. Villeneuve studia attentamente come alternare i colpi alle grida, all'audio che d'improvviso scompare; il tutto mentre naturalmente sa quanto la qualità delle riprese non passi inosservata (si pensi ai campi lunghi sulla neve nelle scene del suicidio) e anzi in più occasioni sia in grado di evocare anche attraverso l'uso per nulla pretestuoso del bianco e nero la cupa pesantezza della tragedia in atto. Lascia invece perplessi l'insistenza con cui si annientano le parole, ci si sofferma su primi piani o inquadrature che non sembrano poter ambire a raccontare molto più di quanto mostrano. Per questo l'assenza di una vera e propria sceneggiatura (poche frasi al servizio di scene che comunicano attraverso le immagini) definisce quella stessa forte subordinazione del pensiero alla forma che ritornerà in ENEMY, facendo percepire che qualcosa di non trascurabile manca, perché si possa considerare POLYTECHNIQUE un film davvero riuscito.
il DAVINOTTI

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Pigro 15/2/13 8:34 - 7030 commenti

Accorata elegia funebre per il massacro di Montreal, dove un ragazzo uccise 14 ragazze, con strascico di studenti suicidi. Racconto di un’entropia inspiegabile nonostante la motivazione antifemminista del killer: il caos incontrollato nel cosmo coerente, che Villeneuve racconta in un b/n dolente, assediato da una neve silente, rovesciando le inquadrature o sovvertendo la cronologia, perché non esiste più ordine dopo il passaggio del disordine. Immagini raffinatissime, scrittura poetica, una sensibilità struggente che straccia Elephant.
I gusti di Pigro (Drammatico - Fantascienza - Musicale)

Schramm 12/10/14 20:52 - 2107 commenti

Nell’esibire fiero i suoi pantaloni a zampa d’elephante nella cristalleria univeritaria, Villeneuve deloca subito quel che sembra un ovvio modello in quella linea maginot che unisce e divide la dissennatezza del coevo Boll e l’introspezione keviniana a venire, con l’eco di 'Vola Coloumbine bianca vola' e il mirroring cronachistico raffreddato e al contempo sublimato da un uso superbo del b/n e il ricordo volto al King di Ossessione, (divenuto suo malgrado foriero di certi incidenti). A restarci tra le mani, nella cervice e nel miocardio la migliore Guernica scolastica mai pennellata su schermo.
I gusti di Schramm (Drammatico - Fantastico - Horror)

Cotola 23/9/15 22:36 - 6634 commenti

Un elephante torna ad intraprendere i sentieri del cinema canadese. L'influenza di Van Sant è evidente anche allo spettatore più disattento e sprovveduto, ma ciò non si rivela un male. Villeneuve, infatti, ha i numeri e lo dimostra già in questo esordio girato in bello stile ed in un efficace bianco e nero. Inoltre evita anche lui, come il suo nume tutelare, di dare spiegazioni (sappiamo solo che il protagonista ce l'ha con le femministe) e giudizi. Alla fine il film fa il suo lavoro e resta nella memoria.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Daniela 11/9/14 9:14 - 7226 commenti

Nel raccontare questa strage di studentesse avvenuta nel 1989 a Montreal ad opera di un esaltato antifemminista, l'esordiente Villeneuve adotta una chiave di lettura simile nella forma a quella di Gus Van Sant con una decostruzione della cronologia dei fatti fra flashback, flashforever e reiterazioni di una stessa sequenza da diversi punti di vista. Nonostante l'ambientazione gelata, sottolineata dal ricorso ad un nitido bianco e nero, il risultato è però più "caldo" e coinvolgente di Elephant, anche se rimane una sensazione di incompiutezza, forse connaturata al tipo di approccio.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Rebis 24/1/17 9:41 - 2068 commenti

Se in Elephant la sottrazione di regia in lunghi piano sequenza che catturano gli accadimenti, produce - paradossalmente - una visione esiziale (elefantiaca?) cui soccombiamo, in Polytechnique la sofisticata elaborazione di immagini, montaggio e sonoro in un'attonita, algida apnea concettuale, rilancia la posizione frontale dello spettatore: impotente, moralmente inadeguato a quanto sta accadendo davanti ai suoi occhi. Non un'antitesi, ma un soggetto analogo sui cui si elevano due statuti autoriali, un confronto che ratifica Villeneuve tra i registi più significativi del cinema contemporaneo.
I gusti di Rebis (Drammatico - Horror - Thriller)

Deepred89 16/11/17 11:31 - 2983 commenti

Come vuole la tradizione dei recenti "tratto da una storia vera" su massacri scolastici, Villeneuve rifugge la narrazione lineare e la costruzione di una tensione costante, infarcendo il film di salti temporali e parentesi pre e post massacro con qualche moralismo di troppo: scelta banale e inefficace che non eclissa, in ogni caso, una notevole abilità nella gestione della suspense. Il materiale narrativo offerto dalla cronaca non è sconfinato, ma la veste elegante (b/n non necessario ma neanche stucchevole) e la breve durata aiutano molto.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La fulminea smitragliata che rade al suolo un gruppetto di studentesse.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Capannelle 22/1/17 11:58 - 3416 commenti

Narrazione calcolata quella di Villeneuve, a cui non interessa prendere posizione più di tanto (e questo qualche polemica la provocò) o scavare nei personaggi, quanto piuttosto rendere l'atmosfera vissuta da tutti gli occupanti del liceo e mantenere un ritmo misurato ma abbastanza penetrante. Sacrifica un tot di coinvolgimento ma dimostra padronanza del mezzo e che la scelta del bianco e nero non è un semplice vezzo.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Brainiac 11/5/10 18:03 - 1081 commenti

Mentre all'esterno infuriava la bufera, dentro un'aula dell'Università di Montréal, Marc Lépine (uno studente gravemente dissociato) separava gli uomini dalle donne. Nella sua delirante lettera d'addio si definiva anti-femminista e alla fine di quel "pomeriggio di un giorno da bestie" avrebbe ucciso quattordici donne. Polytechnique è la rievocazione di un dramma ancor oggi emblema della più turpe fra le misoginie. Il tono, è ovvio, non enfatizza le brutalità, ma così il film corre il rischio di apparire come un'ispezione-distaccata carpita a passo d' Elephant fra reiterati riallacci temporali.
I gusti di Brainiac (Commedia - Gangster - Horror)

Hackett 11/10/17 7:59 - 1552 commenti

Visivamente pacato e neutro, il racconto della tragedia canadese fatto da Villeneuve non indugia troppo sulla figura del folle assassino, spostando lo sguardo intelligentemente su alcune vittime e sull'impatto che tale gesto ha avuto sulle loro vite. Film rigoroso, che riesce a essere anche documento della memoria asciutto e rispettoso di chi ha dovuto vivere, inerme, un'ennesima storia di follia.
I gusti di Hackett (Giallo - Horror - Thriller)

Saintgifts 9/11/15 17:44 - 4099 commenti

Valérie (Karine Vanasse) è stata assunta dove ambiva, ma non gioisce; ha dovuto dichiarare che anteponeva il lavoro alla famiglia per convincere l'esaminatore, non favorevole alla scelta di una donna. Un altro modo di uccidere, non certo paragonabile a quello dell'antifemminista autore della strage, ma la radice sembra la stessa. Villeneuve amplia la visuale sulla strage del 1989 a Montreal e non si ferma al mero racconto, che da solo vale già l'appellativo di ottimo (per come è stato girato e montato). Bianco neve, nero sangue.
I gusti di Saintgifts (Drammatico - Giallo - Western)

Giùan 23/2/18 10:44 - 2433 commenti

Operetta morale in cui Villeneuve fornisce un notevole saggio di regia cinematografica gestendo certosinamente la complicata messinscena in vertiginoso, perenne anticlimax (a rischio maniera). Il disorientamento dello spettatore è garantito da una pruderie (sempre latente in film che trattan temi di tale tenore) costantemente castrata da scelte stilistiche di glaciale e innevata coerenza. Si privilegia una fenomenologia nella quale i personaggi della stagista scampata al massacro, del soccorritore Jean Francois acquistano levatura e dignità universali.
I gusti di Giùan (Commedia - Horror - Thriller)

Paulaster 7/11/17 11:28 - 1823 commenti

Cronaca del massacro al Politecnico di Montreal del 1989 nel quale vennero assassinate quattordici studentesse: caso analogo a quello della Columbine High School causato da un sociopatico misogino. Motivazioni date dal disordine esistenziale (simbolico il "Guernica") e visione d’insieme dei fatti guardando ai soggetti coinvolti nella sparatoria. B/n funzionale alla tensione che cresce e buone idee, specie nei momenti di fuoco e di massa. Peccato per un finale che cade nel didascalico, perdonabile se trattato come un tributo alla memoria.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il primo colpo di fucile alla fotocopiatrice; Il suicidio in macchina ripreso in lontananza.
I gusti di Paulaster (Commedia - Documentario - Drammatico)

Mickes2 29/3/11 10:23 - 1550 commenti

La sequenza iniziale mi si è stampata in mente e non me la dimenticherò più. Detto ciò, questo è proprio un gran bel film: ottima regia, direi quasi glaciale nella narrazione e nel mostrare gli eventi con grande impeto e senza fronzoli. La psicologia del personaggio rimane in superficie, ma sinceramente poco importa, va benissimo così. In definitiva, trovo che Elephant sia superiore per narrazione, atmosfera e asetticità, ma Polytechnique è un degno erede/sostituto.
I gusti di Mickes2 (Erotico - Fantastico - Western)

Kinodrop 2/3/18 18:37 - 760 commenti

Un racconto molto misurato e quasi asettico della strage di giovani studentesse da parte di un folle esaltato. In una fredda e grigia mattina si stringe la spirale intorno alle vittime, protese nei loro sogni di realizzazione e spezzate da una pseudo giustificazione che è anche il risvolto di una mentalità antifemminista ancora non superata. Il regista non vuole percorrere la strada analitica e si concentra sul dramma individuale e psicologico, nella gelida cornice invernale in b/n che è allo stesso tempo simbolo dello spezzarsi di ogni sentimento.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Le elucubrazioni dell'assassino; La circolarità del montaggio.
I gusti di Kinodrop (Commedia - Drammatico - Thriller)

Rullo 15/4/12 21:53 - 388 commenti

Esordi di quello che è e diventerà un gran regista. La strage in una scuola canadese, tutto per andare contro al femminismo. Per certi versi il confronto con Elephant è impossibile non farlo: questo è in bianco e nero, quello a colori, questo diretto da un novellino, quello da Van Sant. Il dramma è grande, purtroppo ogni tanto si perde per strada culminando in un finale deludente e soporifero.
I gusti di Rullo (Avventura - Commedia - Drammatico)