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ZITTO QUANDO PARLI

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 6
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Coproduzione italo-francese diretta da Philippe Clair che propone una comicità puerile di matrice tipicamente francese (da noi nemmeno Franco e Ciccio oserebbero gag tanto elementari). L'idea è quella di parodiare James Bond trasformando i “sogni proibiti” del parigino Giacomo (Aldo Maccione), che vive nel mito di 007, in realtà. Seguendo uno dei più abusati espedienti comici, il nostro viene scambiato per un celebre agente segreto gay - tale James Borromeo - di cui è il perfetto sosia. Finirà spedito in Tunisia dove vivrà una variante disastrosa dei suoi sogni e dove si innamorerà perdutamente della splendida Beatrice (Edwige Fenech, mai nuda ma davvero “al top”). Per far capire il tipo di film diremo che le gag variano dalla classica pallina da tennis ricevuta sui testicoli in pieno match all’altrettanto scontato tormentone del dobermann attacca-uomini. Si aggiungano fughe sui tetti montate a doppia velocità e una lunga teoria di battute sciocche sui gay (con grande spreco di gridolini e mossette) e si arriverà a comprendere il tipo di pubblico al quale è mirato. Aldo Maccione è costretto a fare lo scemo sprovveduto perennemente convinto di trovarsi in un sogno e gli viene affiancata una spalla francese di dubbia qualità cui dà voce, nella versione italiana, il buon Gigi Reder (con pesante accento napoletano). Finale vorticoso con l’ovvia ricomparsa del sosia che permetterà di dar vita a un prevedibile tourbillon di scambi di persona in stile vaudevilliano. Benché la confezione non sia delle più povere e Maccione riesca da solo, in qualche caso, a tenere su il film, TAIS TU QUAND TU PARLES resta una commedia dichiaratamente comica piuttosto indigesta, inevitabilmente ripetitiva e, già nel 1981, anacronistica.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 26/1/20 16:21 - 4564 commenti

Inqualificabile film francese, con partecipazione minoritaria italiana nel cast tecnico. Nulla è più triste di un film che vorrebbe fare ridere e che non solo non ci riesce mai, ma che anche fa prevedere quasi tutte le orrende battute e gag in arrivo. Nel misfatto sono coinvolti due nomi di alto livello, come Maccione, che sogna di imitare le gesta di James Bond, e la Fenech, esteticamente spettacolare, ma fuori ruolo. La versione italiana è peggiorata dalla dialettizzazione dei personaggi e dalla straziante mancanza del congiuntivo. Orribile.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Nell’incipit, la camminata classica di Maccione, lungo la piscina. .
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Undying 10/9/09 23:17 - 3875 commenti

Parodia di James Bond, con Aldo Maccione in un ruolo goffamente (ir)risolto e poco ironico: Giacomo è un fan del celebre agente segreto e somiglia, come goccia d'acqua a James Borromeo (ancora Maccione in duplice veste), in realtà una sorta di super-eroe con tendenze omosex. Ed è su questo tema, ovvero dell'omosessualità, che le gag si protraggono dimessamente. La Fenech spesso compare nei sogni del protagonista e non solo ma purtroppo non si spoglia affatto per una precisa scelta artistica, che l'ha indotta ad accettare la parte di questo brutto copione. Girato, parzialmente, in Tunisia. *1/2
I gusti di Undying (Horror - Poliziesco - Thriller)

Markus 27/1/20 8:53 - 3097 commenti

Coproduzione italo-francese per una parodistica farsa girata tutt'attorno a un fanatico di James Bond. Il film di Philippe Clair, girato in gran parte presso un lussuoso hotel in Tunisia, rappresenta uno dei punti più bassi di Aldo Maccione (qui, come altre volte, prestato al cinema francese). La storia è basica: equivoci, macchiette en travesti e scenette d'avanspettacolo ampiamente prevedibili. Il buon spunto iniziale si accascia subito nell'ovvietà di una messa in scena di rara bruttezza. Gradevole la colonna sonora (Armando Trovajoli).
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

124c 18/6/10 15:05 - 2741 commenti

Girato nello stesso anno de La poliziotta a New York (il 1981) e con gli stessi interpreti del film di Michele Massimo Tarantini (Aldo Maccione ed Edwide Fenech), "Zitto quando parli" è una blanda e noiosa parodia bondiana franco-italiana. Aldo Maccione avrà fatto una grande fortuna in Francia, ma qui proprio non fa ridere. Certe invettive sugli omosessuali dovrebbero esserci risparmiate, come anche questa trasferta francese di Edwige Fenech, che qui non si spoglia mai, ma appare in sogno.
I gusti di 124c (Commedia - Fantastico - Poliziesco)

Pinhead80 28/1/20 20:08 - 3689 commenti

Alla voce film comico dovrebbe corrispondere un'opera che quantomeno ogni tanto faccia ridere. Ecco, questo non succede proprio mai (nemmeno involontariamente) per circa un'ora e mezza, ovvero per tutta la durata del film. Nonostante Maccione ci metta la sua classica camminata da latin lover e la Fenech le sue curve, il risultato finale è di rara tristezza. Quella che doveva essere una parodia italo-francese di James Bond finisce per diventare un'orrenda accozzaglia di battute trite e ritrite e di luoghi comuni ormai inaccettabili.
I gusti di Pinhead80 (Azione - Horror - Thriller)

Alex75 6/2/20 19:13 - 637 commenti

Sullo scarto tra sogno e realtà poteva essere imbastita una buona commedia, ma il film, dopo una partenza un po’ greve (anche per il doppiaggio di Maccione in romanesco), con lo spostamento dell’azione in Tunisia cala desolatamente a un umorismo sotto la cintura e basato quasi esclusivamente sul “vizietto” dell’agente Borromeo, con molte battute scontate, comprimari scipiti e lazzi imbarazzanti. L’unico tocco di classe è dato dalla Fenech, che non si spoglia ma mostra comunque molto.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: “Mamma, perché non mi hai fatto orfano?”; La Fenech nella vasca da bagno.
I gusti di Alex75 (Drammatico - Poliziesco - Thriller)