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SPASMS

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Spasms
Titolo originale:Spasms
Dati:Anno: 1983Genere: horror (colore)
Regia:William Fruet
Cast:Peter Fonda, Oliver Reed, Kerrie Keane, Al Waxman, Miguel Fernandes, Marilyn Lightstone, Angus MacInnes, Laurie Brown, Gerard Parkes, William Needles, Denis Simpson, Patrick Brymer, George Bloomfield, Al Maini, Denise Fergusson
Note:Aka: "Death Bite"; "Spasmes"; "Avanaida - Todesbiss der Satansviper"; "Hiljainen Kostaja".
Visite:553
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/12/08 DAL DAVINOTTI
Il Dio serpente... Viveva in un'isola remota adorato dagli indigeni ma ha fatto l'errore di mordere un ricco signore (Oliver Reed) lì in visita. L'uomo miracolosamente sopravvive, ma tornato in patria soffre di terribili spasmi (da cui il titolo) e visioni che lo portano sull'orlo della follia, convinto a ragione che esse dipendano da una sorta di potere telepatico che lo legano al mostruoso serpente dell'isola. Per questo chiama un ricercatore universitario (Peter Fonda) specializzato in psichiatria e farà catturare il rettilone consegnandolo al laboratorio della scuola. Inutile dire che il mostro scapperà mietendo vittime e riacchiapparlo non sarà cosa facile... Probabilmente ciò che più gli autori ritenevano interessante era rendere le soggettive del serpente, ricreate con immagini schiacciate virate in bluastro e riprese con veloci carrellate di steadicam un po' come in quegli anni aveva insegnato Sam Raimi con la sua CASA. L'effetto tuttavia a ben vedere non convince molto e certo non è sufficiente a giustificare un film così sciatto, in cui peraltro il famigerato serpente assassino non si vede quasi mai (giusto per qualche secondo la testa nera nel buio). Compare in modo un po' più deciso nel finale, in cui fortunatamente, grazie ancora una volta all'oscurità, non risulta poi così malfatto come si sente dire in giro. Gli unici altri effetti speciali riguardano i rigonfiamenti sottocutanei tipici degli horror Anni Ottanta, qui conseguenza dei morsi letali: un braccio prima e una testa poi si gonfiano in modo ridicolo fin quasi a scoppiare, ma tutto sa di già visto. L'azione latita e la coppia di star (Reed e Fonda) appare male assortita, col primo sempre prossimo al collasso nervoso e il secondo impegnato a rendere scientificamente credibile una storia che proprio non può esserlo. Tanto più che a rinfocolare la sottotraccia mistica arriva un religioso deciso a sottrarre all'università (attraverso la solita squadra di scagnozzi disposti a tutto) il serpente che in molti ritengono una divinità. E che qualcosa di soprannaturale il mostro lo abbia è indubbio, visto che nel finale appare scatenando esplosioni di fuoco nel giardino. Il regista William Fruet – e la chiusura brutale prima dei titoli di coda lo dimostra – non doveva credere molto nel film e i risultati si vedono: ha organizzato male un film che si rivela troppo frammentario e caotico, infilandoci dentro una gratuitissima scena sotto la doccia con tette che la dice tutta sulle ambizioni del progetto. Peccato, perché due attori così meritavano uno sfruttamento migliore.
il DAVINOTTI

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Rufus68 7/5/18 0:14 - 2378 commenti

Terribile o, come dicono a Roma, teribbile. Pasticciato nei fini (animali assassini, satanismo o esotico?), triste negli effetti speciali (le goffe soggettive della creatura), debole nelle interpretazioni (a parte un volenteroso Reed). Il mostro si vede poco, per fortuna, rivelandosi solo nel rapido finale (era finito il budget) dove viene scapitozzato, a onta della pericolosità demoniaca, con una volgare mitraglia. Per quanto possa sembrare incredibile, vista la tipologia del killer, c'è un omicidio sotto la doccia.
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Fauno 3/12/14 12:15 - 1775 commenti

Lo vidi a suo tempo in quanto fan inossidabile di Peter Fonda, ma trovai tutto l'assieme mediocre a quota Machu Picchu. Ora sostengo che Reed abbia dovuto talmente tribolare ne I diavoli che Fruet si sia convinto a porlo in telepatia col serpentello custode, secondo leggenda, delle Porte dell'Inferno... e questo esemplare sarebbe alquanto carino, sicuramente più delle mille boccacce di Alien; peccato che per contemplarlo bene si debba usare il fermo immagine, da quanto si vede sempre di sfuggita. Il finale però resta pessimo e rovina il resto...

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il rito propiziatorio degli indigeni; Il lungo inseguimento con finale nella doccia.
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Pumpkh75 6/8/18 15:46 - 1146 commenti

Quasi quasi vien da ammettere che il serpente pseudo demoniaco non era l’ultima delle trovate, ma Fruet & co. la mettono spesso sul ridere (il ballo tribale iniziale e l’omicidio della doccia sono comicità sopraffina, lo scopo non poteva essere altro) e quando sono seri annoiano a morte nonostante un Reed sovreccitato. Ci salvano gli effetti speciali? Macché, il biscione non vale neanche il peggior carro viareggino. Finale alla “tutti a casa” che sa tanto di liberazione sia per la troupe che per la platea. Non ne resta nemmeno la muta.
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Jena 24/3/19 11:52 - 964 commenti

Weird è weird, con un dio serpente importato dalla Polinesia in contatto telepatico con Oliver Reed perché l'ha morso (!). Però qualche scena non è male: i tipi che morsi si gonfiano ed esplodono con effetto cronenberghiano, la cerimonia di invocazione tribale. C'è pure una setta di adoratori del Serpente che sembra presa da Conan (ma a un certo punto non se ne parla più) e un omicidio sotto la doccia tipo Psyco. Reed sembra posseduto come nei Diavoli, Fonda è uno psichiatra che si scopre erpetologo. Insomma, un pasticciaccio anche divertente.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Le aggressioni in soggettiva del serpente che si vede solo di sfuggita ma lascia effetti devastanti.
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