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DIECI INCREDIBILI GIORNI

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Dieci incredibili giorni
Titolo originale:La Décade prodigieuse
Dati:Anno: 1971Genere: giallo (colore)
Regia:Claude Chabrol
Cast:Anthony Perkins, Michel Piccoli, Marlène Jobert, Orson Welles, Guido Alberti, Ermanno Casanova, Mathilde Ceccarelli, Eric Frisdal, Aline Mantovani, Corinne Koeningswarter, Tsilla Chelton, Giovanni Sciuto, Vittorio Sanipoli, Fabienne Gaugloff, Silvana Blasi, Dominique Zardi
Note:Tratto dal romanzo "Ten Days Wonder" di Ellery Queen (in italiano "Dieci incredibili giorni").
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 9
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/2/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 19/3/18
Un Anthony Perkins abbonato ai ruoli da alienato apre il film in uno stato di semi-inconscenza e non è che le cose miglioreranno granché per lui, proseguendo. Si ritrova in un albergo senza ricordare quasi nulla e subito contatta, per aiutarlo, un suo ex professore (Piccoli), che in seguito lo raggiungerà nella villa dove il giovane abita assieme ai genitori. Ma i veri gradi di parentela tra i protagonisti riserveranno qualche sorpresa, rispetto all'apparenza di una normale famiglia composta da padre (Welles), madre (Jobert) e figlio (Perkins). Il professore, che nel romanzo di Ellery Queen da cui Chabrol ha tratto il film è proprio... Ellery Queen, è l'elemento esterno, la mente deputatata a comprendere cosa si nasconda dietro alla strana macchinazione di cui sembrano vittime i Van Horn. Prima di tutto c'è un ricatto: in cambio di una grossa somma di denaro un uomo misterioso dice che brucerà le lettere d'amore scambiate tra la madre (non biologica, come presto si scoprirà) e il figlio. Le implicazioni "gialle" della trama si percepiscono già con chiarezza ed esploderanno nell'ultima parte, ma sono per la gran parte della durata seppellite sotto una pesante sovrastruttura da dramma a tinte fosche, con Welles che domina la scena oscurando non solo il solito Perkins “rintronato” e una Jobert del tutto succube del marito ma - quel che è più grave - un Piccoli (doppiato da Renzo Montagnani!) che non riesce a trovare lo spazio giusto per emergere come il suo personaggio dovrebbe: lontano dall'ironica brillantezza sempre sorprendente di Queen, è un compassato professore messo lì ad ascoltare quel che accade senza suggerire quasi mai nulla d'interessante. E' chiaro che la chiave della soluzione non potrà che venire da una sua intuizione, ma nel corso della permanenza in villa si lascerà guidare dai ragionamenti di chi gli sta di volta in volta di fronte mostrando un atteggiamento troppo passivo. Chabrol si perde tra le scenografie sfarzose e addormenta il ritmo lasciando che i minuti passino senza che si percepisca cosa davvero accada di vagamente importante in scena. Prima di comprendere che non siamo semplicemente in una pachidermica dissezione di sciocche problematiche da borghesi annoiati tocca aspettare il primo furto simulato, dal quale finalmente derivano considerazioni su presunti complessi d'Edipo che condizioneranno il proseguio. Ma per reggere l'ambizione della soluzione grandiosa offerta dal romanzo, con tutte le implicazioni relative (che sfondano nel misticismo), c'era bisogno di più spazio in modo da non farle apparire (come invece appaiono) un'appendice posticcia risolta sbrigativamente, affidata quasi esclusivamente alla straordinaria recitazione di Welles.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 3/2/07 15:03 - 4200 commenti

Il film è inferiore al romanzo, uno dei gialli migliori, a livello mondiale, del Novecento. Gradevole l'ambientazione in Francia, straordinaria la presenza di Orson Welles, Perkins ha i soliti tic, Piccoli forse inadatto al ruolo. Si sente che manca qualcosa, per cui la sensazione finale è di incompiutezza. Attendere la parola FINE, prima di uscire dalla sala o di spegnere la tv...
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Homesick 9/3/08 18:30 - 5737 commenti

Biblico, edipico, magniloquente. Un dramma familiare modellato sulla struttura gialla del romanzo di Ellery Queen da cui è tratto e consegnato nelle mani di un cast internazionale di tutto rispetto: Welles (doppiato da Gaipa) giganteggia, attorniato da Perkins e Piccoli (doppiato da Montagnani). Capatina di Alberti, Sciuto e Sanipoli per la quota italiana. Ambienti ricercati ed eleganti, in contrasto con le inquadrature a soqquadro - adatti all'animo tormentato di Perkins - all'inizio del film.
I gusti di Homesick (Giallo - Horror - Western)

Cotola 10/5/11 23:11 - 6634 commenti

C’è Welles (dio-padre-padrone) che parla e straparla, ma lo fa con tale classe ed in modo così sublime che staresti lì ad ascoltarlo (in inglese: off course) fino alla fine dei tempi. Però ci sono anche troppi altri personaggi che straparlano e la cosa non giova al film che, diamine, dovrebbe essere un thriller. Verboso stavolta fa rima con noioso ed alla fine il “senso” dell’opera appare molto banale, pretestuoso ed anche spocchioso. Gran cast che avrebbe però meritato miglior sorte.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Rebis 7/7/07 19:04 - 2067 commenti

Curioso esercizio stilistico, nonché giallo astratto, con spruzzi di bella visionarietà. Chabrol, più che la continuità narrativa del libro di Ellery Queen, insegue le evocazioni soggettive dei personaggi su lunghi piano sequenza, azzerandone al contempo la cifra psicologica e traducendo il film in una metafora del rapporto uomo/Dio, individuo/ordine universale, che non irride l'istituzione cattolica, ma scandaglia la necessità del sacro aldilà della pulsione masochista legata ad essa (con appesantimenti retorici nel finale). La celebrata interpretazione di Welles non è poi niente di ché.
I gusti di Rebis (Drammatico - Horror - Thriller)

Hackett 31/8/08 15:16 - 1552 commenti

Giallo-dramma abbastanza lento e pesante, non privo di fascino e di suggestioni dovute all'incantevole ambientazione (la villa di campagna), ma soprattutto al variegato e valido cast. La vicenda è molto interessante (tratta da un famoso romanzo giallo di Ellery Queen), ma il tocco di Chabrol, probabilmente per volontà del regista, non rende l'inquietudine, soffermandosi sulla morbosità del rapporto familiare.
I gusti di Hackett (Giallo - Horror - Thriller)

Enzus79 4/4/12 11:49 - 1540 commenti

Claude Chabrol sulle orme di Alfred Hitchcock? Ni. Storia che incuriosisce ma non coinvolge come dovrebbe, con un trio di attori (Perkins, Piccoli e soprattutto Welles) veramente eccezionale. I dialoghi tra i protagonisti sono scritti benissimo.
I gusti di Enzus79 (Fantascienza - Gangster - Poliziesco)

Belfagor 6/12/12 15:02 - 2544 commenti

Tratta dal romanzo di Ellery Queen, è una trasposizione magniloquente, quasi titanica. Chabrol ama far cadere la borghesia nel baratro, ma questa volta la caduta assume le dimensioni epiche di una tradegia famigliare. Sebbene la durata si faccia sentire e il finale si sfilacci senza concludere in modo adeguato, non si può non apprezzare il fatto che Welles, Perkins e Piccoli riescano far procedere il film grazie alle loro ottime interpretazioni. Notevole anche la cura formale, tra ambientazioni eleganti e inquadrature ben studiate.
I gusti di Belfagor (Commedia - Giallo - Thriller)

Myvincent 5/12/13 9:55 - 2053 commenti

Un delitto inspiegabile nasce nelle trame ingarbugliate di una famiglia complicata, dove si confondono i ruoli e dove c'è un elemento patologico (naturalmente interpretato da Anthony Perkins). Come sempre in Chabrol, la componente "gialla" cede il passo a quella drammatica, ma qui si va oltre, con risultati quanto mai discutibili e incomprensibili. Vale solo per la presenza di attori fuoriclasse.
I gusti di Myvincent (Drammatico - Giallo - Horror)

Pano 1/11/08 14:45 - 1 commenti

Forse il miglior film di Chabrol. La sua cinematografia, votata alla denuncia delle ipocrisie della borghesia francese, prende spunto dal romanzo di Ellery Queen, per inscenare un dramma familiare che si svolge, tuttavia, nella vita oziosa dell'ennesima famiglia borghese. Il delitto, il colpo di scena e il vizio sono delle costanti della sintassi narratologica di Chabrol. Ma in questo caso, attraverso un uso sapiente dei piani sequenza, delle inquadrature ad effetto, ne risulta una regia superlativa, a mio modesto avviso da premio Oscar.
I gusti di Pano (Azione - Drammatico - Fantastico)