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IL SEGRETO DELLA PIRAMIDE D'ORO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/2/20 DAL DAVINOTTI
Avventura ecuadoregna per la cantante Cyndi Lauper, qui nelle non troppo usuali vesti di attrice e in un ruolo da coprotagonista. E' Sylvia, sensitiva che parlando con lo spirito di una donna defunta "conosciuta" durante un coma in adolescenza, è capace di prevedere qualcosa del passato, del presente e del futuro di chi le sta vicino. Alle riunioni di un gruppo di altri personaggi dotati di capacità extrasensoriali fa amicizia con Nick (Goldblum), che chiama "lo stangone", al quale basta invece toccare gli oggetti per capire a chi appartengano o appartenessero aggiungendo pure qualche informazione sul proprietario. Lei è un po' svampita e conserva un'indole da ragazzina, lui si ritrova single dopo aver tolto in intimità le mutandine alla sua fidanzata scoprendo in tal modo che qualche ora prima le aveva prese in mano qualcun altro. A "ingaggiare" la strana coppia ci pensa un tizio dall'aria sorniona e ambigua (Falk), che dice di dover rintracciare il proprio figlio perdutosi in Ecuador. Una banale scusa per poter sfruttare le facoltà dei due e ritrovare invece la piramide d'oro del titolo (che poi è piuttosto una piramide di luce, da quel che si vede fin dall'inizio), custodita all'interno di un antico sito misterioso tra le verdi montagne sudamericane. I tre quindi si mettono in marcia permettendo al film di mostrarci qualche suggestiva location poco battuta dal cinema (solitamente gli si preferisce il vicino Perù col solito Machu Picchu) con le musiche del sempre bravo James Horner ad accrescere il feeling locale. Siamo nel campo della commedia avventurosa con elementi di fantastico per un prodotto che conserva la tipica ingenuità degli Ottanta, con un Goldblum decisamente sottotono che finge di vibrare quando entra in contatto con qualche oggetto magico dal quale ricava mute informazioni e una Cyndi Lauper deludente: il ruolo della ragazzina eccentrica dagli atteggiamenti infantilmente vivaci avrebbe dovuto essere nelle sue corde, ma gli scambi a voce alta con la sua amica "immaginaria" non propongono alcunché di interessante, così come i goffi, stranianti approcci sentimentali con Nick. Resterebbe Peter Falk (doppiato da Ferruccio Amendola come spesso gli capitava su grande schermo creando una frattura decisa in chi è abituato ad associare Falk alla più calzante voce del Giampiero Albertini di Colombo), che qualche sorriso lo strappa pur non avendo modo di brillare nemmeno lui. L'ultima parte poi, dedicata alla scoperta della piramide e alle conseguenti lotte con chi seguiva i tre da tempo sperando di poterli anticipare, è solo un lungo spreco di rozzi effetti speciali di luce, voci di gente "posseduta", minacce e azione da quattro soldi appena supportata da una fotografia di buona qualità (d'altra parte c'è Ron Howard in produzione) che ricrea un ambiente gustoso affogato purtroppo in un oceano di banalità. La vera Cyndi Lauper la ascoltiamo mentre scorrono i titoli di coda con la sua "Hole In My Heart", ricordandoci quanto sia più apprezzabile come cantante che come attrice. Breve cameo per un giovane Steve Buscemi nel ruolo di uno scommettitore all'ippodromo.
il DAVINOTTI