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PAULA

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Paula
Titolo originale:Paula
Dati:Anno: 1952Genere: drammatico (bianco e nero)
Regia:Rudolph Maté
Cast:Loretta Young, Kent Smith, Alexander Knox, Tommy Rettig, Otto Hulett, Will Wright, Raymond Greenleaf, Gertrude Astor (n.c.), Lois Austin (n.c.), Jeanne Bates (n.c.), Brandon Beach (n.c.), Russ Bender (n.c. Morgan Brown n.c.)
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/11/19 DAL DAVINOTTI
Toccante melodramma, comincia raccontando le pene di una donna, la Paula del titolo (Young), che ricoverata per partorire perde il bambino. La notizia ancor peggiore è però che di figli non ne potrà più avere, cosa che la porta, di notte sulla strada per casa, a compiere nervosamente sorpassi azzardati. Superato un primo camion non senza rischi, durante una seconda manovra investe un bimbo (Rettig) precipitatosi in strada avventatamente: lo colpisce col parafanghi e quello sviene. Mentre ancora lo sta soccorrendo giunge sul posto l'autista del primo camion, irritato per il precedente sorpasso al limite. Strappa il piccolo dalle braccia di Paula, accusa la donna di aver bevuto e la lascia lì senza dire altro, preoccupandosi di portare il bimbo in ospedale. Dai giornali Paula scopre dov'è ricoverato il piccolo David e, dal momento che lì conosce il direttore (Knox), chiede di poter lavorare tra le sale col nascosto intento di informarsi sulle condizioni di David. Il bimbo ha perso la parola in seguito all'incidente e ha bisogno di un logopedista che gli insegni nuovamente a parlare. Inutile dire che se ne occuperà Paula, felice di ospitare David a casa e di fatto adottandolo nonostante le ritrosie del marito (Smith), un professore universitario che voleva sì un figlio ma... "non minorato". Brutta parola, gli dice l'amico medico facendoci capire nel contempo come il film affronti sottotraccia più di una tematica. Senza dimenticare che la polizia sta indagando sull'incidente in base alle testimonianze del camionista e sta avvicinandosi a una verità che conoscono più persone di quanto si potrebbe credere. Se quindi il dramma è quello di Paula (giustamente sottolineato dalla scelta del titolo), incapace di confessare ad alcuno di essere la responsabile del mutismo di David, non ci si dimentica di inserirlo in una trama più complessa che ovviamente strizza l'occhio al facile intenerimento suscitato dalla sfortuna che ha colpito il bambino. Né si tralascia il percorso rieducativo al quale con passione Paula si dedica (sorvoliamo sulle difficoltà della versione italiana: dopo aver scritto alla lavagna e riletto, ripetendola faticosamente a voce, la parola “Hello” David, richiesto di ripeterla al tenente appena entrato, dice “Salve!”). Alcune buone idee (si veda come reagisce David quando capisce che Paula è la donna che l'ha investito) per un film costruito – nei limiti di una storia forzatamente lacrimevole – con una bella attenzione per la sceneggiatura e interpretazioni sentite, in primis quella della Young. Visto oggi inevitabilmente datato e fin troppo patetico, ma lodevole per i molteplici spunti offerti e per la coerenza narrativa, che mescola abilmente le vicende legate alla rieducazione del piccolo e i rimorsi di Paula alle indagini della polizia e alla ricomparsa inattesa del camionista testimone.
il DAVINOTTI