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GLI UOMINI D'ORO

All'interno del forum, per questo film:
Gli uomini d'oro
Dati:Anno: 2019Genere: gangster/noir (colore)
Regia:Vincenzo Alfieri
Cast:Fabio De Luigi, Edoardo Leo, Giampaolo Morelli, Giuseppe Ragone, Mariela Garriga, Matilde Gioli, Susy Laude, Gianmarco Tognazzi, Giorgia Cardaci, Federica Remotti
Note:Alla stessa reale vicenda del furto al furgone blindato delle poste di Torino del 26 giugno 1996 si ispira anche il precedente "Qui non è il Paradiso" (2000).
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/11/19 DAL DAVINOTTI
Abbiamo anche noi la nostra "rapina" alle poste. Non sarà un assalto al treno, non sarà celebre come quella inglese del 1963 ma intanto ha già fruttato due film. Dopo QUI NON E' IL PARADISO, infatti, tocca a Vincenzo Alfieri dirigere una seconda rilettura del furto al furgone blindato delle poste nella Torino di metà Anni Novanta (anticipando i fatti di quasi tre mesi, visto che nel film il giorno del colpo è quello di Juve-Nantes del 3 aprile 1996 e non il 26 giugno come nella realtà). Lo fa scegliendo una struttura particolarmente elaborata che procede avanti e indietro nel tempo raccontando la vicenda pezzo per pezzo e dividendola in tre segmenti quanti sono i protagonisti, ognuno dei quali ne vive una parte: Luigi “il playboy” (Morelli), Alvise “il cacciatore” (De Luigi) e “il Lupo” (Leo). Ci sarebbe anche un quarto "uomo d'oro", Luciano (Bodini), sfegatato juventino del Sud che però si limita a un ruolo di accompagnamento legato all'avventura di Luigi. Dietro, per tutti, il desiderio di affrancarsi dall'esistenza mediocre alla quale una vita grama pare averli condannati. Come sempre nei casi (sempre più frequenti) in cui la narrazione viene frammentata in infiniti rivoli che si allontanano e riavvicinano incrociandosi, non è facile raccapezzarsi. E' richiesta una certa attenzione fin dal momento in cui vengono illustrate le modalità con le quali il furto dovrà essere effettuato: Luciano, il più basso dei quattro, dovrà nascondersi nella cassaforte del furgone guidato da Luigi e Alvise per sostituire le banconote contenute nei sacchi prelevati di volta in volta durante le varie tappe del percorso. L'esecuzione del piano non è tuttavia così centrale come si potrebbe credere, perché è invece ciò che lo precede e lo segue a fare la storia, grazie anche a una bella cura nella caratterizzazione dei personaggi. Tra questi spicca nettamente l'Alvise di De Luigi, di gran lunga il meno scontato sia in sceneggiatura che nella resa da parte dell'attore: lontano dall'ironica bonomia che siamo abituati a riconoscergli, De Luigi carica di alta tensione nervosa il suo Alvise senza mai eccedere, collassando di tanto in tanto (e ha due bypass!) quando non riesce a dominare un difficile self-control. Più stereotipate le figure del pugile rozzo (Leo) che s'accompagna a una fisicatissima dancer bizzosa (Garriga) e del napoletano Luigi, che sogna la Costa Rica e per primo decide di studiare il furto quando capisce che il governo Dini ha posticipato di dieci anni l'età pensionabile proprio quando lui si stava già preparando a salutare tutti. Tognazzi nel ruolo del sarto/strozzino fa da elemento comune ai diversi segmenti con un personaggio forse un po' troppo macchiettistico ma in linea con il clima da noir moderno in cui Alfieri immerge il film, gravato da una fotografia verdastra che scolorisce le luci (la si intuisce persino dalla locandina)! Pregevole il lavoro in regia, che si prende i tempi dilatati dei vecchi polar ricamando molto sulle immagini senza mai lasciare un'inquadratura al caso. Non tutto sembra tornare alla perfezione e qualcosa rischia di perdersi inevitabilmente per strada (per reggere al meglio una struttura tanto articolata sarebbe stata necessaria una chiarezza esemplare), ma è evidente quanto si sia operato su montaggio e sceneggiatura per dosare i colpi di scena e piazzarli al momento giusto. Un buon lavoro d'insieme, appoggiato da una valida recitazione, una colonna sonora perfettamente ritmata (con l'inserimento di qualche classico del tempo come "Lullaby" dei Cure, "Rhythm Is A Dancer" degli Snap, "Alive & Kicking" dei Simple Minds) e da una ricercatezza scenografica non comune, per quanto la ricostruzione storica si avverta poco. Esclusa qualche freddura siamo comunque nel drammatico vero, con agganci al calcio (la storia comincia il 3 dicembre 1995 con il derby Juve-Torino chiusosi sul 5-0 che si pone come pietra d'angolo da cui far ripartire ogni volta daccapo il racconto) e a un tifo che appaiono talvolta, anche per la loro insistenza, pretestuosi e fasulli danneggiando parzialmente quell'autenticità per il resto invece molto ben resa. Notevoli alcune figure ai margini come la moglie (Laude) di Alvise o scene come quella dell'interrogatorio con la polizia, meno azzeccate certe forzature nell'incontro tra Luigi e Anna (Gioli). Nel complesso, comunque, un noir cupo dall'eccellente atmosfera, non sempre vivace ma piacevole da seguire nel suo andirivieni temporale in cui alcuni momenti chiave vengono riproposti da diverse angolazioni.
il DAVINOTTI

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Markus 11/11/19 9:10 - 2956 commenti

La vicenda ripercorre una rapina realmente accaduta a Torino negli Anni '90. Alfieri riprende quel fattaccio di cronaca per realizzare un noir di buona fattura, elaborato con un frenetico quanto funzionale montaggio fatto di flashback, replay e repentini ritorni alla storia. Il comporto attoriale appare appropriato e convincente, con il duo De Luigi (in un'ottima versione serio/rancorosa) e Morelli (ineccepibile). Leo e Tognazzi più nei canoni della loro nota professionalità. Un cinema italiano che sa sorprendere; di questi tempi una manna.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Gabrius79 11/11/19 7:22 - 1124 commenti

Bravo Vincenzo Alfieri alla sua seconda regia. Riesce a costruire un film dalle tinte noir con validi attori quali De Luigi (il migliore e in un ruolo totalmente diverso dal solito), Leo e Morelli e il contributo di tre ottime spalle quali Laude, Ragone e Tognazzi. La storia viene sviluppata in tre fasi particolari in quanto viste dall’ottica dei tre protagonisti. Va prestata una certa attenzione per non perdere il filo, ma Alfieri ha realizzato un montaggio rigoroso e preciso.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Digital 10/11/19 0:39 - 1063 commenti

Peculiare heist-movie reso meno usuale dal montaggio frammentato, il che se da una parte lo rende più caotico (con il pericolo di perdersi qualcosa per strada), dall'altra cerca di sviscerare i vari personaggi coinvolti nella rapina. Nel cast chi si merita il plauso maggiore è De Luigi, una spanna sopra gli altri; Leo sembra un pesce fuor d’acqua, mentre Tognazzi se la cava discretamente come odioso aguzzino. Niente di particolarmente trascendentale, ma è sicuramente una boccata d’ossigeno nel desolato panorama cinematografico italiano.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)