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SHOCK

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Shock
Titolo originale:Shock
Dati:Anno: 1946Genere: thriller (bianco e nero)
Regia:Alfred L. Werker
Cast:Vincent Price, Lynn Bari, Anabel Shaw, Frank Latimore, Stephen Dunne, Reed Hadley, Charles Trowbridge, Renee Carson, Robert Adler, John Davidson, Margaret Brayton, Ruth Clifford, Claire Richards
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Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/3/19 DAL BENEMERITO BUIOMEGA71 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/4/19
Incursione psicanalitica per un Vincent Price al suo primo ruolo da protagonista e qui nei panni del dr. Richard Cross, un luminare del campo. Nell'albergo dove alloggia uccide la moglie per potersela spassare con l'assistente giovane (Bari), ma dalla finestra della camera di fronte una donna, Janet (Shaw), assiste all'omicidio, commesso con un candelabro. Quando il marito (Latimore) di quest'ultima torna dalla guerra e va in albergo per vederla, se la ritrova in catalessi, muta e con l'occhio sbarrato, in preda allo shock. Spaventato chiama un medico, ma per sua disgrazia il miglior psichiatra del paese è proprio l'assassino, che convocato in gran fretta assiste Janet capendo in breve che se guarisse potrebbe testimoniare del suo delitto. La fa così internare nella propria clinica dove, d'accordo con l'assistente (e non senza qualche rimorso di coscienza), agisce in modo che non si riprenda, spedendo nel frattempo il corpo della moglie - via baule - nella sua casa di villeggiatura, dove la farà ritrovare morta in un dirupo. Ma la polizia indaga e comincia a sospettare che forse la signora Cross non è affatto morta incidentalmente com'era apparso ovvio in un primo momento. Un intreccio tra thriller e psicanalisi che guarda al successo di IO TI SALVERO' dell'anno prima (c'è anche un pretestuosissimo inserto onirico che ovviamente non può rivaleggiare col capolavoro di Dalì e Hitchcock) ma che sa mescolare bene le due anime seguendo una traccia “gialla” molto ben ideata, con la polizia che entra in scena attraverso un espediente particolarmente azzeccato (il furto in una villa vicina a quella della vittima). La storia di Albert DeMond, autore del soggetto, funziona in ogni sua parte, con l'esclusione forse di un ovvio finale consolatorio al quale all'epoca – in un prodotto nato come riempitivo per i double-bill e solo successivamente promosso dalla Fox in seguito al successo ottenuto – era impensabile poter rinunciare. Qualche eccesso melodrammatico nel rapporto tra la coppia criminale c'è (si pensi ai ricordi rivangati davanti al focolare), mentre l'approccio di Price è già quello riflessivo e molto contenuto che troverà la sua ragion d'essere nei gotici di Corman; ma anche per questo la credibilità dell'insieme ci guadagna e si riesce a soprassedere su qualche forzatura di troppo. John Davidson nel ruolo del matto spaventato dal temporale sembra aggiunto per dare varietà mentre era già più necessaria la figura dello psichiatra chiamato dal marito di Janet per sperimentare altre vie e che si scopre esser stato in precedenza insegnante dello stesso Cross. Efficace la regia di Werker, che punta al sodo senza dimenticare di armonizzare le scene con buona mano.
il DAVINOTTI

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Buiomega71 20/3/19 21:57 - 1941 commenti

Nero d'antan che olia bene certi stilemi hitchcockiani (anche a venire, il delitto sulla terazza sullo stile di La finestra sul cortile), con qualche guizzo visivo/espressionista tourneuriano (il corridoio con le porte nelle allucinazioni di Janet, i temporali che terrorizzano lo squilibrato Edwards) e un meccanismo in linea con il genere (la diabolica infermiera "femme fatale"). Paga pegno una narrazione noiosetta e un finale "buonista" (la redenzione) che sembra buttato lì giusto per far finire il film. Price sugli scudi e di gran sensualità melliflua la Bari.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Mister Edwards spaventato dalla notte di tregenda che si avventa "famelico" sulla Bari; Lo shock insulinico; Il prefinale da proto-horror ospedaliero.
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