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GLI EROI DELLA STRATOSFERA

All'interno del forum, per questo film:
Gli eroi della stratosfera
Titolo originale:On the Threshold of Space
Dati:Anno: 1956Genere: drammatico (colore)
Regia:Robert D. Webb
Cast:Guy Madison, Virginia Leith, John Hodiak, Dean Jagger, Warren Stevens, Martin Milner, King Calder, Walter Coy, Ken Clark, Donald Murphy Barry Coe, Dan C. Ogle
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/2/19 DAL DAVINOTTI
Appartiene a quel novero di film che attraverso pretestuose storie imbastite senza troppo costrutto sfruttano le conoscenze e il materiale documentario degli enti statali per illustrare i progressi scientifici nei più disparati campi della tecnologia. In questo caso siamo in un centro di lancio dove si effettuano esperimenti sulla resistenza umana in condizioni di particolare rischio in cielo e già in apertura qualcuno prende un terribile colpo alla spalla dopo essere stato eiettato con il sedile da un jet. Se si conseguono danni fisici a quelle (relativamente) basse velocità è difficile pensare che le cose non peggiorino una volta superato il muro del suono. Per questo viene convocato dal colonnello Masters (Coy) l'ufficiale medico protagonista (Madison), che si occupa di curare i paracadutisti e a cui viene affidato il compito di capire e risolvere il problema. Lo farà, escogitando particolari tecniche e accorgimenti per la caduta e accettando di sperimentarli in prima persona, lanciandosi nel vuoto! La sua fidanzata Pat (Leith), impiegata allo stesso centro, è costantemente preoccupata, ma il film non si limita a seguire il medico e anche da qui si capisce come l'interesse preminente sia quello di mostrare invece come si proceda al raggiungimento di determinati obiettivi. Ci vengono anche mostrati i diversi test (non solo su velivoli e non solo con umani a bordo) attraverso cui ogni tecnica viene di volta in volta perfezionata. Un percorso quasi didattico che si cerca di alleggerire con l'inserimento del personaggio della fidanzata e con una tensione purtroppo mai davvero percepibile che dovrebbe precedere il momento in cui si testa davvero quanto si immagina possa funzionare. Nella seconda parte si affronta la conquista della stratosfera con il progetto Skylight, una capsula che viene espulsa da una navetta grazie alla quale si era saliti altissimi (la NASA era ancora molto lontana dal raggiungere la Luna). La descrizione accurata delle viste da lassù, le immagini della curvatura della Terra, lo sgomento nell'osservare da lì il nostro pianeta che appare come una carta geografica senza vita... Riflessioni anche interessanti ma piuttosto distanti dal cinema tradizionalmente inteso, relegato in secondo piano e limitato a bozzetti corretti quanto assai datati. I personaggi sono rigidi e gli attori, tendenzialmente interscambiabili - non aggiungono granché. Un filo d'ironia di tanto in tanto, ma il racconto dovizioso degli esperimenti e dei lenti progressi accompagnati da dialoghi arricchiti da terminologia scientifica non appassiona, con l'aggravante di dover assistere a risultati ormai acquisiti da tempo e oggi abbondantemente superati.
il DAVINOTTI