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MENTRE LA CITTà DORME

All'interno del forum, per questo film:
Mentre la città dorme
Titolo originale:The Sleeping City
Dati:Anno: 1950Genere: drammatico (bianco e nero)
Regia:George Sherman
Cast:Richard Conte, Coleen Gray, Richard Taber, John Alexander Peggy Dow, Alex Nicol, Carroll Ashburn (n.c.), Frank Baxter (n.c.), Dort Clark (n.c.), Mickey Cochran (n.c.), Russell Collins (n.c.), James Daly (n.c.)
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/12/18 DAL DAVINOTTI
Quasi per intero ambientato all'interno del Bellevue Hospital di New York, il film è preceduto da una curiosa introduzione evidentemente resasi necessaria perché non si voleva che il nome dell'ospedale venisse associato a sordide storie di omicidi e furti di medicinali. Richard Conte infatti, che si presenta come tale dicendo di interpretare il dottor Gilbert, spende lunghe frasi di elogio per la struttura e il suo perfetto funzionamento precisando come la storia sia di assoluta invenzione. Già nelle prime scene intanto un medico che lì lavorava (nella finzione del film, naturalmente) viene fatto fuori con una pallottola in testa. La polizia, per risolvere un caso che ritiene particolarmente spinoso, decide di inflitrare nell'ospedale un suo uomo (Conte) che aveva già svolto piccoli interventi legati alla medicina. Questi, assunto col nome di Fred Gilbert, comincia a conoscere gli interni e soprattutto una bella infermiera (Gray) che era molto vicina alla vittima. Non ci vuole troppo però perché anche il compagno di stanza di Gilbert faccia una brutta fine. Depresso, si diceva, ma la vicinanza col primo delitto fa pensare a tutt'altro. Non c'è granché da scoprire nell'indagine, dal momento che il film è piuttosto un noir che punta a rendere cupa e opprimente l'atmosfera ospedaliera instillando il dubbio sull'onestà di più d'una figura; si comincia dall'infemiera per continuare con l'inserviente che si occupa degli ascensori (Taber), uno dei non troppi personaggi di rilievo dal momento che Conte si prende tutta la scena. Sherman, regista di buon mestiere con alle spalle una carriera fatta soprattutto di western (la resa dei conti finale ce lo ricorda), si limita a dirigere con competenza ma senza mai lasciare un'impronta, portando avanti la sua storia come se fosse in un perfetto film di genere, dove non c'è spazio per raffinatezze particolari e lo stile si fa poco più che essenziale. La vicenda però non è sufficientemente articolata né interessante e il risultato è un film in apparenza assai datato, fin melodrammatico in certe parti, e una certa legnosità in Conte decisamente non aiuta. La svolta drammatica della seconda metà, con l'introduzione di una deriva inattesa in direzione narcotici, potrebbe rivelarsi intrigante ma viene condotta senza alcuna suspense e chiusa in modo banale. Non convince troppo neanche l'interpretazione della Gray, fose nel tentativo di replicare la Bergman all'interno di una traccia hitchcockiana che ha però l'unico risultato di mostrare quanto superiori e ricercati fossero i thriller del Maestro. Trascurabile, per quanto la professionalità nel complesso non manchi (e d'altra parte è una produzione Universal).
il DAVINOTTI
PROSSIMAMENTE: il primo commento (firmato DANIELA) a questo film verrà pubblicato il giorno 22/1/19 alle 0:00