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NATALE A 5 STELLE

All'interno del forum, per questo film:
® Natale a 5 stelle
Dati:Anno: 2018Genere: commedia (colore)
Regia:Marco Risi
Cast:Massimo Ghini, Ricky Memphis, Martina Stella, Massimo Ciavarro, Paola Minaccioni, Andrea Osvárt, Riccardo Rossi, Biagio Izzo, Ralph Palka, Roberta Fiorentini, Rocco Siffredi (n.c.)
Note:Da un'idea di Carlo Vanzina, a cui il film è dedicato. Liberamente tratto dalla farsa "Out of Order" di Ray Cooney, già portata al cinema dal film ungherese "Fuori servizio" (1997).
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/12/18 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/12/18
Rielaborazione in chiave italiana di una farsa inglese di successo ("Out of Order" di Ray Cooney, tra l'altro giù sfruttata per la commedia ungherese FUORI SERVIZIO), l'ultimo film scritto da Carlo Vanzina insieme al fratello Enrico tenta la via dell'adattamento alla politica di casa nostra secondo quella che è stata spesso un'opzione importante, per il cinema dei due. Si racconta di una trasferta estera (al celebre hotel Gellért di Budapest, noto per le sue antichissime terme, qui non utilizzate) del premier grillino Franco Rispoli (Ghini) assieme al suo segretario Walter Bianchini (Memphis). Lì per impegni governativi che in realtà non interessano nessuno e restano del tutto marginali, Rispoli ne approfitta per spassarsela con l'amante, una splendida deputata del PD (Stella) invitata in camera la sera stessa dell'arrivo. Prima ancora di poter consumare, tuttavia, un misterioso individuo vestito da Babbo Natale (Rossi) resta stordito e – pare - ucciso dall'improvvisa caduta di un pezzo della finestra della medesima stanza, dalla quale stava spiando la scena. Il suo ritrovamento segnerà l'avvio dell'abituale girandola di equivoci, scambi d'identità, entrate in scena di mariti (Ciavarro) e mogli (Minaccioni) traditi dai rispettivi partner. Uno schema che si sposa alla perfezione con la tradizione del cinepanettone made in Italy (il fatto che non sia uscito al cinema ma solo su Netflix cambia poco) a cui manca però il cast in grado di fargli spiccare il volo. Ghini, indubbiamente un ottimo attore, come comico funziona al meglio quando agisce da spalla (a fianco di De Sica l'ha dimostrato), ma se investito del ruolo di protagonista dimostra l'inadeguatezza di chi non ha i numeri del mattatore; convince non a caso solo quando può duettare con Memphis, l'unico a non risentire dello spaesamento generale causato da un casting deludente: forte di una caratterizzazione perfezionata nel corso degli anni, è la fonte delle non troppe gag azzeccate, che molto devono al suo estro malinconico, alla rassegnazione del perdente pronto a sognare appena incontra una donna che gli si offre. La Stella, che si aggira sul set spesso in intimo esibendo ancora un fisico da urlo, sembra a sua volta poco indicata per il ruolo: fondamentale nell'economia della storia, mai incisiva come si vorrebbe. E se neanche la Minaccioni, commediante navigata, può dare molto, sarebbe ingiusto pretendere chissà cosa da Ciavarro, forse il meno a suo agio nella parte del marito geloso certo che la moglie deputata lo tradisca. Meglio allora gli sparuti interventi di Biagio Izzo, abituato a mettere un po' di sale in piatti insipidi ricorrendo alla sua esperienza da teatrante. Ma a difettare purtroppo è innanzitutto la sceneggiatura, che lambisce la politica giusto per offrire qualche riferimento comprensibile in un'epoca dominata dai talk show giornalistici, ma si ferma a richiami facili ricorrendo anche a nomi immediatamente identificabili (il premier Conte diventa Ruspoli, ma Salvini e Di Maio vengono citati senza mezzi termini, per esempio). La prima parte, slegata dal modello originale inglese, è la più debole, puramente introduttiva e di servizio. Al ritrovamento del presunto cadavere le cose migliorano, si entra in un gioco vetusto ma almeno efficace tra veloci botta e risposta che mantengono un buon ritmo. Poi però, una volta capita l'antifona, la noia si fa sentire e la regia di Risi non ha purtroppo la stessa spigliatezza di quella di Vanzina (cui il film è dedicato). E si procede così tra prevedibili dentro e fuori dalle stanze e una preoccupante carenza di battute, tra citazioni posticce al governo del cambiamento, al patto del Nazareno, alle bugie di Renzi e a tutto ciò che in politica fa luogo comune. Si capisce che l'Italia e i suoi rappresentanti governativi poco o nulla c'entravano con tutto ciò e dispiace si sia tentata un'infelice ibridazione con esiti che fanno venir voglia di recuperare FUORI SERVIZIO.
il DAVINOTTI

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Galbo 8/12/18 14:48 - 10715 commenti

In missione politica a Budapest, il premier italiano è impegnato in una tresca con un’esponente dell’opposizione. Primo cinepanettone dell’era Netflix, Natale a 5 stelle è una pochade tratta da una commedia inglese. Il ritmo e l’andamento sono quelle di una commedia degli equivoci dal ritmo non trascendentale e segnata da un umorismo spesso greve e con pochi spunti comici che non riesce a trarre un’ispirazione che non sia banale dall’attualità politica italiana. Scarso.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Redeyes 24/12/18 8:15 - 1984 commenti

Ad memoriam Risi realizza questa commediola natalizia che, a onore del vero, se digerita nei primi 30 minuti disastrosi, riesce persino a suonare gradevole. La satira politica è ai minimi storici, un po' come lo spessore politico attuale d'altronde, e quindi un Ghini assurge più a reale rappresentazione che a posticcio personaggio. Il cast se la cava fra la notevole Stella e l'inespressivo Ciavarro. Su tutti spicca Memphis, meno truce del solito, cui si dona la parte migliore della sceneggiatura. Guardabile.
I gusti di Redeyes (Drammatico - Fantascienza - Thriller)

Rambo90 8/12/18 1:36 - 5435 commenti

Delegazione di politici italiani a Budapest nella settimana di Natale tra tradimenti, sotterfugi e intrallazzi. Una commedia degli equivoci che più classica non si può, dalla trama spicciola ma scritta con brio. La girandola di avvenimenti si sussegue senza sosta, con ottimi tempi comici e un cast all'altezza della situazione. Si riconosce la satira italiana dei Vanzina, ma la regia di Risi Jr. è più elegante della media e si avvicina di più agli standard delle altre cinematografie europee. Promosso.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Domino86 19/12/18 16:26 - 408 commenti

Commedia italiana "casualmente" ambientata nel periodo natalizio e come al solito non mancano le classiche gag legate a tradimenti vari. Qui in aggiunta si inserisce il tema politico: se poteva essere difficile peggiorare il filone qui ci si è riusciti. Il film non diverte, le poche risate scaturiscono dal piccolo ruolo che ricopre Biagio Izzo. Bocciato.
I gusti di Domino86 (Animazione - Drammatico - Thriller)