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TEENAGE ZOMBIES

All'interno del forum, per questo film:
Teenage zombies
Titolo originale:Teenage Zombies
Dati:Anno: 1959Genere: horror (bianco e nero)
Regia:Jerry Warren
Cast:Don Sullivan, Katherine Victor, Steve Conte, J.L.D. Morrison, Brianne Murphy, Paul Pepper, Mitzie Albertson, Jay Hawk, Mike Concannon, Nan Green, Don Neeley, Chuck Niles
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/12/18 DAL DAVINOTTI
Vien da domandarsi se i teenager zombi non debbano essere considerati i protagonisti, vista l'intensità della recitazione, perché qui gli zombi veri (o presunti) sono di fatto i grandi assenti: compaiono sullo sfondo in un'unica scena di circa cinque secondi, quando la dottoressa Myra (Victor) li accompagna a fare un giretto tra l'erba nell'isola al centro della storia. Le due coppie di ragazzi arrivate lì per divertirsi li vedono di lontano e si spaventano fuggendo (nonostante in apparenza sia semplicemente gente che cammina piano), solo per accorgersi che la barca utilizzata per arrivare fino all'isola è scomparsa. Non sapendo cosa fare bussano alla porta dell'unica casa nei paraggi e si ritrovano davanti proprio la donna di prima, che li accoglie non molto gentilmente per rinchiuderli senza complimenti un minuto dopo nei sotterranei, all'interno di una gabbia, sorvegliati dall'immancabile servitore muto e qui pure claudicante (Niles), replica povera del gobbo di Notre Dame. Che fare? Ben poco, così come poco fa pure il regista Jerry Warren, il quale si limita a filmare il pochissimo da lui stesso scritto sotto pseudonimo in sceneggiatura. Per cui largo alle estenuanti spiegazioni della malefica dottoressa alle prese con gli alambicchi e coi committenti del suo esperimento, sorta di “man in black” in fremente attesa che si concluda la terza fase del progetto, altrimenti bisognerà ripiegare sulla bomba H (!). Accompagnati in laboratorio a osservare di persona lo stato di avanzamento dei lavori, vengono edotti sul funzionamento di capsule e gas speciali e viene loro anticipato che dopo la sperimentazione sul povero servitore, obbediente in tutto e per tutto sì ma ridotto a un'ameba, toccherà ai quattro ragazzi catturati. Poi ecco spuntare un gorilla, per i test, che veramente non si capisce cosa c'entri col resto ma è sintomatico della confusione che regna nella testa di chi sta mettendo in scena un film sconclusionato caratterizzato da una direzione e una recitazione che sconfinano quasi nell'amatoriale, con i ragazzi chiaramente alle prime armi e in più casi (si vedano i due amici degli scomparsi che si imbarcano in una missione di soccorso improvvisata) decisamente vicini alla parodia involontaria. Così, tra un perenne spostarsi dalle gabbie al piano di sopra al laboratorio si consuma uno tra i film indubbiamente più brutti di sempre, senza una sola scena interessante, senza un briciolo di tensione, senza uno straccio di ironia e con un finale che fa definitivamente cadere le braccia. La lentezza immotivata con cui è condotta ogni scena rende ardua la visione pure per gli amanti del trash: Ivan, il servitore, è una lagna, la dottoressa è logorroica all'inverosimile quando deve giustificare il ritardo sui piani previsti, lo sceriffo in soccorso è legnoso come pochi, le lotte e le sparatorie nel finale son riprese come in un filmino delle vacanze; il peggio però sono come detto i quattro ragazzi (più i due arrivati in soccorso), e ahinoi quelli son quasi sempre in scena...
il DAVINOTTI