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• LILLO & GREG: GAGMEN - I FANTASTICI SKETCH

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• Lillo & Greg: Gagmen - I fantastici sketch
Dati:Anno: 2018Genere: teatro (colore)
Regia:Lillo & Greg, Claudio Piccolotto
Cast:Lillo (Pasquale Petrolo), Greg (Claudio Gregori), Vania della Bidia, Marco Fiorini, Attilio Di Giovanni
Note:E non "Gag men" o "Gagman". Teatro Manzoni, Milano, 5/12/2018.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/12/18 DAL DAVINOTTI
Lillo & Greg tornano a teatro con una semplice raccolta di sketch tra i più noti del loro repertorio, assemblati senza un vero filo conduttore ma in fin dei conti simpatici e divertenti, che funzionano come già funzionavano in tv, alcuni più altri meno. Spassosa l'introduzione con una canzoncina atta a spiegare, ripetendo mille volte lo stesso concetto, chi dei due sia Greg (quello alto) e chi Lillo (quello più rotondetto). Si continua con Lillo a capo di un'audizione per scegliere i collaboratori per lo show: il primo è il trasformista più lento del mondo (gag geniale che però si esaurisce o quasi nel nome e in successive prevedibili uscite), interpetato da Greg, mentre quelli scelti sono Vania Della Bidia e Marco Fiorini (rispettivamente "quella che la dà" e il raccomandato), ovvero i reali partner dei due protagonisti sul palco. A chiudere il maestro Attilio Di Giovanni, il musicista deputato a separare le scenette con stacchi in diversi stili musicali ma accomunati da un unico testo, e cioè il programmatico "Ho scritto solamente una canzone". Il primo sketch vero è quello che vede Lillo nei panni di Normalman, il supereroe privo di veri superpoteri, e Greg in quelli di Amnesi, il suo collega che non ricorda nulla. Esilarante e a tratti geniale il primo, decisamente meno fantasioso il secondo a conferma di una coppia in cui è relativamente facile individuare spalla e mattatore. Una coppia molto ben bilanciata però, perché Greg assortisce al meglio il compagno e si dimostra ottimo comico a sua volta, pur se senza poter contare sulla medesima fisicità. Sensazione confermata dallo sketch successivo, con Lillo che dopo aver invitato la ragazza che sogna a cena se la deve sorbire assieme al cugino, da lei invitato a sorpresa. Greg fa il cameriere mentre l'idea sta nello spiare i feroci pensieri di uno e dell'altro con un bel gioco di luci (che si concentrano sull'attore nel momento in cui ascoltiamo i suoi pensieri). Il momento peggiore coincide con quello che è forse lo sketch più ambizioso, in cui psicologo e paziente si scambiano continuamente i ruoli: divertente sulla carta, molto meno nel risultato. Dopo l'immancabile intervallo musicale col maestro Di Giovanni si passa alla scena di Lillo che in strada ascolta per caso una telefonata di Greg e lo sente parlare di una donna che ha lo stesso bizzarro nome della sua. Sarà la stessa? Si ride, nonostante la ripetitività dell'idea. Il break surreale con i seguaci di uno strano culto new age vestiti in arancione è studiato in funzione del gioco di parole finale, ma raramente azzecca il ritmo giusto. Va meglio con i quattro "Giustizieri dell'Universo": Greg fa l'uomo "elastico", Lillo il bradipo (riflessi lentissimi), la Della Bidia la telepata e Fiorini Flash, l'uomo super-intelligente (si fa per dire) che corre come il fulmine ma deve regolarmente recuperare a lungo per il fiatone: quattro supereroi ben assortiti per uno sketch piuttosto brillante alla caccia dell'uomo-trota. Segue una sorta di ospitata a un talk show dove un ventriloquo comico (Lillo) deve aspettare che l'ospite precedente finisca di raccontare la sua lacrimevole storia per intervenire col suo pupazzo scoreggione, sempre quando ovviamente si trova nel momento più sbagliato per farlo. Grande idea articolata in due interventi intervallati da una presentazione di due associazioni rintracciate su internet: quella dei timidi e quella dei suicidi. Ci si prepara al gran finale con una lunga rappresentazione della prova di un ipotetico spettacolo teatrale horror nel quale Lillo pretende sempre di avere la parte più importante (prima lo zombi, poi Dracula, poi di nuovo lo zombi): un po' scontato ma efficace. Il vero capolavoro comico del'intero show arriva però con la trasmissione "Che, l'hai visto?", durante la quale il conduttore (Lillo) prova a interpretare i biascicamenti del padre disperato (Greg) del ragazzo scomparso, tale Alibragi! Da riderci sopra senza sosta, un autentico colpo di genio in coda che si pone come clou dello show prima dei saluti. Pescando senza troppa fantasia tra i loro "fantastici sketch", Lillo e Greg sanno intrattenere piacevolmente confermando il valore della loro proposta, che se anche ha perso l'originalità degli esordi mantiene le solide qualità garantite dai due. Un po' monotoni (per forza di cosa) gli intervalli musicali.
il DAVINOTTI