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COSA FAI A CAPODANNO?

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/11/18 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 17/11/18
Coppie di scambisti hanno come destinazione per Capodanno uno splendido chalet di montagna. Ma già i primi due invitati (Lodovini e Scamarcio) si bloccano nella neve con l'auto e lui ci rimette un dito mentre sta montando le catene. Non li rivedremo se non sui titoli di coda... I primi ad arrivare sono un paralitico (Haber) e la sua compagna dark (Puccini), ignari che ad accoglierli non sono i veri padroni di casa, imbavagliati al piano di sopra, ma due topi d'appartamento (Argentero e Pastorelli) lì per un furto. I quali, non sapendo come reagire con gli inattesi ospiti, stanno al gioco e si fingono i proprietari per vedere come evolvono le cose. A completare il gruppo giunge poco dopo una nobildonna disinibita (Ferrari) assieme a suo figlio, timido e imbranato (Succio). In sei chiusi tra le quattro pareti di casa daranno il via a confronti accesi in stile CARNAGE (o PERFETTI SCONOSCIUTI se vogliamo, visto che il regista era tra gli sceneggiatori di quel film). Ma non c'è qui vera cattiveria, solo un astio spesso ingiustificato e la voglia di sbeffeggiare cinicamente il prossimo (almeno a leggere il comportamento del personaggio di Haber, colui che sembra dare la vera direzione al film facendosi non a caso protagonista del drammatico finale). Diretto da uno sceneggiatore (e si vede), COSA FAI A CAPODANNO? si regge in gran parte su dialoghi fin troppo sofisticati che nascondono la loro inconsistenza dietro una patina di fastidiosa artificiosità; è solo merito della coatta spontaneità della Pastorelli se si riesce saltuariamente a riportarli in ambiti più vicini alla commedia, perché altrimenti si procede tra considerazioni barbose, accenni di battute che nemmeno cercano di esser divertenti (con una Ferrari che non pare azzeccare il registro giusto finendo col risultare a più riprese imbarazzante) e gli insulsi break "esterni" in cui i due fattorini (De Ruggieri e De Lorenzo) che dovevan portare ostriche e champagne allo chalet restan bloccati nei boschi lungo la strada causa inopinata rottura della chiave di accensione del loro furgone. Argentero spalleggia discretamente la Pastorelli tentando di rendere la rozza saggezza del suo personaggio ma è penalizzato pure lui da frasi che spesso stridono, la Puccini fa un po' la vittima abulica dell'esuberanza letteraria di Haber, Succio più di tutti stona quando gli tocca d'infilare nei dialoghi conclusioni sulla situazione attuale italiana mostrando la goffa ambizione dello script, in cui dovrebbero nelle intenzioni riflettersi le idee politiche che dividono oggi il Paese. Si cerca di recuperare con la musica: quando qualcuno appoggia la puntina del giradischi ascoltiamo la Rettore ("Kobra"), i Ricchi e Poveri ("Mamma Maria"), Peppino Gagliardi (“Ragazzina”). Ma il problema è la regia, che non riesce proprio a far decollare un film adagiato tra stanchi scambi verbali in cui forse il solo Haber poteva verosimilmente trovarsi a proprio agio; e la Pastorelli, ovviamente, chiamata a recitare se stessa nell'unico ruolo finora assegnatole dal cinema: quello della coatta romana che capisce fischi per fiaschi causa abissale ignoranza. Comunque almeno una ventata di freschezza in un film tremendamente ingessato e fasullo, con un finale a metà tra sogno e malinconia che non si può dire chiuda in bellezza.
il DAVINOTTI

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Markus 19/11/18 8:34 - 2658 commenti

In uno chalet di montagna viene organizzato un incontro di scambisti, ma le cose prenderanno un'altra piega. Per la sua opera prima, il regista Filippo Bologna insegue con ben poche varianti il filone della commedia corale "à la française". Sulla carta la vicenda poteva/doveva essere ricca di colpi di scena ridanciani ma, con grande sconforto, si assiste a un campionario... di niente. Non una sola azione che riesca a scaturire un ghigno o un momentaneo entusiasmo; anche il ricorso al grottesco è fine a sé stesso e non sorprende affatto. Peccato!
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rambo90 18/11/18 1:49 - 5399 commenti

Il tentativo di ricostruire in parte lo schema di Perfetti sconosciuti, con un pizzico di cinismo e di gusto del grottesco in più, fallisce miseramente. Bologna non riesce a costruire una sceneggiatura altrettanto incalzante e arguta, ma anzi fa perlopiù oziare i suoi personaggi con dialoghi qualunquisti e banali, nel tentativo di rappresentare gli italiani medi. Il cast prestigioso ovviamente ci mette una pezza, soprattutto Haber e la Ferrari, ma per la maggior parte del tempo ci si annoia. I tocchi trasgressivi poi sono molto miseri.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Digital 16/11/18 22:30 - 854 commenti

Un eterogeneo gruppo di scambisti decide di passare il capodanno in uno chalet di montagna. Gli animi non tarderanno a surriscaldarsi… Ennesimo, fallito tentativo di unire la commedia al thriller. Ciò che ne viene fuori è un orribile film ove niente o quasi funziona: gli attori fanno a gara per meritarsi il premio del peggiore (in tal senso tale “riconoscimento” va all'insopportabile Pastorelli), con una sceneggiatura con più buchi di un groviera e battute detestabili. Si ride quasi mai, di suspense nemmeno l'ombra; facilmente dimenticabile.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)