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• PINK FLOYD: BEHIND THE WALL

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• Pink Floyd: Behind the Wall
Titolo originale:Pink Floyd: Behind the Wall
Dati:Anno: 2011Genere: documentario (colore)
Regia:Sonia Anderson
Cast:Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason, Richard Wright, Joe Boyd, Jenny Fabian, Rachel Fury, Jenny Lesmoir-Gordon, Nigel Lesmoir-Gordon, Bob Mardin, Kris Needs, Tony Palmer
Note:Aka "Pink Floyd: Behind the Wall - Inside the minds of Pink Floyd".
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/10/18 DAL DAVINOTTI
Retrospettiva sulla carriera dei Pink Floyd realizzata attraverso stralci di interviste ai quattro membri della band e a chi vi lavorò o semplicemente li conobbe soprattutto nei primi anni. E' difatti sugli esordi degli Anni Sessanta che il documentario concentra buona parte della durata, proprio perché le testimonianze presenti più rilevanti sono quelle di chi frequentò i Floyd di Syd Barrett (tra questi la celebre Jenny Fabian, "groupie" per eccellenza che con Syd ebbe una relazione). Si ripercorrono così - per l'ennesima volta, diciamolo pure - i primi passi, i concerti all'UFO Club, la vita nella Swingin' London attraverso filmati d'epoca e numerose fotografie che i fan già ben conoscono. Si può anzi dire che l'intera operazione non sia diretta a chi ha già una certa infarinatura sul gruppo, a chi ha già letto e ascoltato ricordi simili molte volte poiché qui nulla di nuovo viene aggiunto. Persino la struttura è quella più utilizzata, per chi si pone di fronte all'idea di raccontare la storia della band. Grande attenzione all'era Barrett, accenni alla psichedelia e a Timothy Leary (ma senza nemeno citare album chiave come "Ummagumma" o "Atom Heart Mother") quindi l'aggancio diretto a “The Dark Side of the Moon"; poi il segreto di Pulcinella di Gilmour sul fatto che "Wish You Were Here" sia un album dedicato al ricordo di Syd, qualche parola dei quattro sulle tensioni all'interno del gruppo, la reunion epocale al Live8, la morte di Wright allora ancora relativamente "fresca". Si salta abbastanza di palo in frasca, dopo aver analizzato i primi anni, lasciando che di tanto in tanto alle raramente interessanti notazioni degli intervistati (tutti piuttosto marginali nelle vicende floydiane, se si eccettuano i quattro Floyd e John Boyd) si sostituiscano filmati di esibizioni che ormai - in tempi di Youtube - è impossibile definire rari. Per chi non conosce la storia del gruppo può essere un decente compendio, ad ogni modo, per quanto largamente lacunoso. E' curioso notare che in tv la gran parte dei documentari riguardanti la band tenda comunque a soffermarsi così a lungo sulla figura di Barrett, evidentemente ritenuta più spendibile rispetto agli anni in cui Waters e Gilmour avevano preso le redini del gruppo (quasi subito, quindi, a un anno dall'esordio "The Piper at the Gates of Dawn"). E' noto che in seguito interviste e notizie sulla band si diradarono sempre più per una scelta precisa dei membri, che decisero di mantenere quanto più possibile intatta la loro privacy, ma al cospetto di monumenti della musica come "Wish" e "Dark Side" non si può saltare - quasi senza far tappa - a "The Wall". Mai citati i due dischi con Gilmour leader (ma ovvia tappa per lo storico concerto a Venezia) nel velleitario tentativo di addentrarsi invece nella psiche dei diversi componenti. Un documentario di routine, valorizzato dalla presenza dei quattro Floyd (che intervengono più volte) e da una professionalità nella confezione che rendono il tutto ampiamente vedibile. Doppiato anche in italiano.
il DAVINOTTI