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MALATI DI SESSO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/10/18 DAL DAVINOTTI
Derivativo fin dalla locandina (che riprende quella più celebre di NYMPHOMANIAC), il film di si apre come una commedia verdoniana (magari filtrata dal più recente CONFUSI E FELICI), con un gruppo di persone in cura per problemi relativi al sesso. Sembra di rivedere MA CHE COLPA ABBIAMO NOI, con l'analista che abbandona i suoi pazienti consigliandoli qui di riunirsi in coppie per una sorta di autogestione, e poi MALEDETTO IL GIORNO CHE T'HO INCONTRATO, con i due protagonisti Giacomo (Apolloni, anche co-sceneggiatore del film) e Giovanna (Amaral) a riprendere la coppia Verdone/Buy; ma il confronto non regge e l'idea dei due dipendenti dal sesso che non riescono a innamorarsi delle loro decine di partner occasionali non ha certo la freschezza di quella gestita dagli analoghi personaggi verdoniani. I due si raccontano le loro esperienze (soprattutto di lui a dire il vero) e intraprendono insieme viaggi per scovare altre comunità che possano curare le loro deviazioni, raggiungendo prima Courmayeur (dove finiscono in una clinica in cui il direttore mescola Birkenmayer al dr. Montague) quindi la Puglia in una sorta di road-movie a tappe prolungate che attraverso la bellezza indiscutibile di alcuni paesaggi (alterati come sempre più spesso capita da una fotografia caramellosa dai contrasti esagerati) prova invano a mascherare la povertà del copione. Ciò che appare evidente fin da subito è infatti la difficoltà nel proporre gag in grado di rendere divertente un film che avrebbe tutta l'ambizione (e la necessità) di esserlo; tanto che l'improvviso ricorso alla comicità scorreggiona (in una scena terribile, in cui Giacomo conosce una ragazza e la sera a cena ha coliche devastanti che chiudono in breve l'episodio nemmeno fosse una barzelletta da caserma) è il segno chiaro di una volgarità di fondo che si frena solo nelle parole e si esplica invece attraverso situazioni di desolante banalità o riciclate in forma di omaggio (insopportabile l'ennesima riproposizione dell'orgasmo simulato al bar di HARRY TI PRESENTO SALLY). Si appiccica al tutto la tematica sessuale e si trasformano i due protagonisti in macchiette che il cast (specialmente nel caso della Amaral, spontanea e seducente) avrebbe potuto facilmente evitare se la sceneggiatura ne avesse sfaccettato un minimo i caratteri. Troiano e la Capuano, ovvero i rispettivi amici di Giacomo e Giovanna che a loro volta formeranno una coppia, restano sullo sfondo intervenendo per dare un minimo di varietà di quando in quando, ma lo fanno maldestramente, ricadendo una volta di più (salvo rari momenti) nella goffa farsa. Dimenticabilissime battute sui profilattici (usati doppi per “fare massa”) e un pizzico di magia all'ascolto della dolcissima “She's Always a Woman” di Billy Joel.
il DAVINOTTI