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LA VEDOVA

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La vedova
Dati:Anno: 1939Genere: drammatico (bianco e nero)
Regia:Goffredo Alessandrini
Cast:Isa Pola, Ruggero Ruggeri, Leonardo Cortese, Osvaldo Valenti, Emma Gramatica, Cesco Baseggio, Nicola Maldacea, Cesare Zoppetti, Bice Parisi, Emi Rai, Anna Capodaglio, Vasco Creti, Albino Principe
Note:Dalla commedia di Renato Simoni, ridotta per lo schermo da Tommaso Fabri.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/9/18 DAL DAVINOTTI
Da un'opera teatrale di Renato Simoni un melodramma il cui titolo ben sintetizza il momento in cui il film cambia. Nella prima parte Carlo (Cortese), figlio di un ricco ingegnere veneziano (Ruggeri), ancora studente, sogna di sposare la bella Maddalena (Poli), invisa ai genitori che frapponendosi all'amore costringono i due a fuggire in terra straniera. Trovato un lavoro come manovale edile, Carlo resta presto vittima di un incidente mortale lasciando la donna da sola. Maddalena, affranta, torna a Venezia dai genitori di lui i quali, come prevedibile, la accolgono inizialmente con diffidenza e malvolentieri. Ma è per primo il babbo a capire che la vita va avanti e a scoprire nella nuora indubbie qualità. Isa Pola, la prima vera diva del sonoro, è brava a comunicare i propri sentimenti contrastanti: la vergogna nel chiedere aiuto ai genitori del ragazzo che indirettamente ha portato alla morte e il desiderio di ritrovare un briciolo di serenità, in questo spinta dalle attenzioni del vicino di casa (Valenti), scenografo canterino che non ci mette molto a innamorarsi di lei. Sugli scudi però resta il padre, Alessandro, che fin dall'inizio si era capito essere la figura cardine e più sfaccettata: la notevole interpretazione di Ruggero Ruggeri svecchia una produzione per forza di cose ancora agganciata a un cinema lontano in cui si punta a commuovere attraverso lo strazio dei protagonisti. Il suo Alessandro dimostra invece maturità e capacità di guardare avanti, al contrario di una moglie (Gramatica) indissolubilmente legata al ricordo del figlio morto; la donna non sorride mai né riesce a perdonare Maddalena, pur lasciando che sia sempre suo marito a prendere ogni decisione riguardo a questo e al resto. L'aspetto più leggero è garantito dai tre anziani amici di famiglia, sempre presenti nelle vicende di casa e ben felici di poter scambiare quattro chiacchiere con una giovane donna attraente. L'ambientazione veneziana (al di là di molti scenari ricostruiti in studio) è piacevole, così come naturale è una volta tanto l'uso del dialetto (il napoletano Maldacea mantiene il suo accento presentandosi come “lo straniero”) all'interno di un cast ben scelto e di ottimo valore, all'epoca. E' ciò a rendere il film credibile, lontano dagli eccessi lacrimevoli di altri prodotti coevi nonostante qualche turbamento fin troppo prolungato della Poli (quando si strugge mentre ascolta il vicino che canta, ad esempio). Un valido copione, insomma, permette di guardare a LA VEDOVA come a un prodotto discreto e ben recitato, dominato da un Ruggeri come detto eccellente.
il DAVINOTTI