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MARTE DISTRUGGERà LA TERRA!

All'interno del forum, per questo film:
Marte distruggerà la Terra!
Titolo originale:The Angry Red Planet
Dati:Anno: 1959Genere: fantascienza (colore)
Regia:Ib Melchior
Cast:Gerald Mohr, Nora Hayden, Les Tremayne, Jack Kruschen, Paul Hahn, J. Edward McKinley, Tom Daly, Don Lamond, Edward Innes, Gordon Barnes, Jack Haddock, Brandy Bryan, Joan Patrick
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/7/18 DAL DAVINOTTI
Parlare di low budget in questi casi è un eufemismo: un film girato in 9 giorni con una sceneggiatura scritta su un tavolo da cucina (parole dello stesso Sidney W. Pink che se ne occupò) difficilmente poteva sortire un capolavoro. E difatti THE ANGRY RED PLANET è terribile, di una noia mortale nelle scene sul razzo diretto al pianeta rosso, appena più divertente quando su Marte ci si scende. Attraverso un processo chiamato “Cinemagic”, infatti, le scenografie marziane si presentano come un mix tra disegni e animazioni in live action piazzati su una pellicola spalmata di rosso. La cosa permette così di far apparire di dimensioni godzillesche un toporagno che è in realtà un pupazzetto alto meno di 40 cm. L'effetto è ridicolo, ma si sposa bene al resto dando l'idea di una fantascienza d'epoca che s'arrangiava senza vergogna. Si comincia con il ritrovamento sui radar della missione M R1 per Marte data per dispersa. Si fa atterrare il razzo nel Nevada e al suo interno si ritrovano due superstiti: la bella biologa (Hayden) e un tecnico in fin di vita che viene spedito subito in rianimazione. La donna, scioccata, dice di non ricordare nulla, ma un istante dopo, ripensandoci evidentemente meglio, dà il via a una serie di flashback che costituiscono l'ossatura del film ricostruendo l'avventura dal momento del decollo. Sui dialoghi a bordo è bene stendere il più classico dei “pietosi veli” (per non parlare degli scherzosi equivoci sul nome di lei, Iris, chiamata Irish per la sua origine irlandese), la resa del razzo e di Marte da lontano (in apparenza una pallina di spugna rossa smangiucchiata) lasciano intuire molto dei mezzi a disposizione... Poi finalmente gli astronauti cominciano l'esplorazione, armati solo di un fucile congelatore che nemmeno mostra il raggio quando spara (si limita a sibilare). Addentrandosi in una folta giungla che ci fa capire quanto le idee sulla natura del pianeta rosso non fossero evidentemente chiarissime, i nostri eroi finiscono preda di una pianta carnivora morbidosa, del suddetto toporagno e di un'ameba gigante che pare una grossa cipolla spiaggiata, il tutto sempre immersi in un arancione scuro che doveva ovviamente dare (come spesso capitava) l'impressione dell'atmosfera marziana. Esilarante il finale col rinvenimento sul razzo di un messaggio audio in perfetto inglese lasciato su nastro dai marziani e il cui senso può essere facilmente riassunto così: “Fate le vostre guerre, bombardatevi a piacere ma non veniteci a rompere le scatole qui. Siete stati su Marte e va bene, ma non azzardatevi a tornare!”. A parte la bizzarria dei mostri e delle scenografie marziane (che esaurita la sorpresa iniziale tuttavia non dicono molto) null'altro da segnalare...
il DAVINOTTI