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SHANDA'S RIVER

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Shanda's river
Dati:Anno: 2018Genere: horror (colore)
Regia:Marco Rosson
Cast:Margherita Remotti, Diego Runko, Claudia Marasca, Marcella Braga, Toni Pandolfo
Visite:81
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/6/18 DAL DAVINOTTI
Partiamo da una considerazione: film così dispongono di un budget estremamente limitato e miracoli non possono farne. Sarebbe ingiusto pretendere che una produzione indipendente sfavilli e SHANDA'S RIVER non lo fa. Riprende l'idea base del sempre più inflazionato RICOMINCIO DA CAPO e la volge in chiave horror (un po' come aveva già fatto, con molti soldi in più, AUGURI PER LA TUA MORTE). Siamo a Voghera, nel pavese, e una ricercatrice di scienze occulte (Remotti) incontra una ragazza che organizza tour orrorifici lungo il vicino torrente “maledetto” (non è esattamente un fiume, ci viene precisato) dove, in tempi remoti, venne uccisa Shanda, indicata da molti come strega. Dopo una notte passata in albergo la protagonista, assieme a un giovane croato (Runko) lì per lo stesso motivo, verrà prelevata dalla guida e condotta nei boschi presso il torrente, dove senza tanti complimenti due uomini incappucciati sbudelleranno il croato porgendo a lei le viscere del poveretto, da mangiare al grido di “homo homini lupus”. Per chiudere in bellezza le taglieranno la gola! Morta? Macché: alle 4 di notte si risveglierà nel suo albergo per capire ben presto che non sta vivendo il giorno successivo ma lo stesso (la chiameranno “sindrome della marmotta”, prima o poi). Si ritroverà insomma assieme al croato redivivo e alla guida per tornare tutti insieme dove si verificheranno i medesimi accadimenti del giorno prima. Risveglio dal buio alle ore 4 e via andare insomma, con la possibilità però di mutare ogni volta qualcosa per capire sempre di più quanto sta accadendo. La formula in breve è quella di sempre, solo che qui le indagini sono ben poca cosa (anzi, il finale col detective è da dimenticare) e i nuovi indizi prendon forma solo nell'ultima parte, quando salterà fuori un simbolo chiave e nel bosco, in un clima da tregenda, si arriverà all'immancabile spiegone. Ciò che più salta agli occhi e che penalizza il film è il doppiaggio. Girato in inglese, SHANDA'S RIVER è stato doppiato nella nostra lingua solo in seguito (la cosa non era inizialmente prevista) con risultati ahinoi sconfortanti. Non ci è dato capire come fosse recitato in origine (il fatto che però il film abbia vinto dei premi all'estero fa ben sperare), ma la resa in italiano danneggia non poco il lavoro nel suo complesso, che invece qualche qualità nella resa fotografica notturna (digitale naturalmente) e negli f/x l'avrebbe pure. Gli incubi che mostrano Shanda (Braga) correre insanguinata nel bosco, porgerci il cuore tra sovrapposizioni e filtri colorati, a loro modo funzionano. Sposare l'effetto marmotta a una storia di streghe poteva essere un'idea, ma era forse necessario lasciare più spazio agli orrori che non all'atmosfera, visto che questa fatica a rendere come sperato. Il costante risveglio alle 4 diventa meccanico e la regia non trova i ritmi che permettano di fruire al meglio dell'opera, prigioniera di una confezione per forza di cose più vicina all'amatoriale che alla grande produzione. Peccato perché le maschere dei Redivivi sono ben realizzate e la scelta di non ricorrere al digitale, per gli effetti (rifacendosi quindi ai vecchi maestri del trucco), assolutamente stimabile. Anche la colonna sonora di Mauro Crivelli si attesta su buoni livelli, a conferma di un lavoro che poteva sicuramente volare più alto. Con qualche giorno di lavorazione in più (9 giorni di riprese son davvero pochissimi) e una sceneggiatura che sfruttasse meglio l'idea di base chissà...
il DAVINOTTI