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IO ROM ROMANTICA

All'interno del forum, per questo film:
Io rom romantica
Dati:Anno: 2014Genere: commedia (colore)
Regia:Laura Halilovic
Cast:Claudia Ruza Djordjevic, Antun Blazevic, Marco Bocci, Simone Coppo, Giuseppe Gandini, Zema Hamidovic, Diana Pavlova, Woody Allen (n.c.)
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/6/18 DAL BENEMERITO DEEPRED89 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 19/7/18
Più che romantica chiamiamola ribelle. Gioia (Djordjevic), giovane rom che vive coi genitori nel quartiere periferico torinese di Falchera, non ha nessuna intenzione di seguire l'esempio dei suoi. Non accetta che le si scelga il marito (benché alla sua età venga quasi considerata una zitella!) e sogna di fare cinema. Non è insomma molto diversa dalle sue coetanee gegè (così i rom chiamano chi non è come loro) e la sua storia potrebbe essere quella di una qualsiasi adolescente italiana. Ha però la testa dura, le idee piuttosto chiare sul proprio futuro e riesce a farsi presentare, da un amico meccanico, al proprietario di un cinemino in bolletta. Certo, sa bene che non è così che potrà sfondare, ma intanto si porta a casa il dvd di MANHATTAN e s'innamora di Woody Allen e del suo cinema, di New York e della vita emancipata. Un'ammirazione che la spinge a continuare nella direzione intrapresa nonostante debba ogni giorno fare i conti con un padre preoccupato per lei, con una madre che prova a istradarla colle buone e persino con una nonna che non parla una parola di italiano (da cui l'abbondanza di sottotitoli). La bella Djordjevic ha una buona espressività, è piuttosto spontanea ma la recitazione va ancora affinata. Per questo è difficile allontanare la sensazione di un film imperfetto, che si cura di rendere quanto più possibile uno spaccato di vita rom lontano dagli stereotipi ma lo fa senza la necessaria convinzione, ricadendo in una rappresentazione standard della famiglia zingara fin troppo vicina alla nostra mentalità (con i dovuti distinguo, naturalmente, che fanno folclore e danno un senso all'opera). Leggermente ironica nella sua tradizionalità intransigente la figura del padre, più classicamente comprensiva e dolce quella della madre, risolta sbrigativamente quella dell'amica pronta al voltafaccia quando ignorata, più interessante quella del meccanico, forse unica a concedersi qualche sfumatura originale. Non succede molto e l'attenzione è rivolta ai pensieri e ai dubbi di Gioia, al suo relazionarsi con un mondo che vorrebbe capire, alla sua volontà di trovarsi uno spazio proprio, lontano dal grigiore di una vita programmata per esser consumata solo in famiglia. La sua fuga a Roma (dove di sfuggita intravede Woody Allen salire su un'auto e dopo essersi avvicinata cerca di parlargli attraverso il vetro senza ottenere risposta) è la sola risposta che riesce a dare, ma è la fuga ingenua di una ragazza che non è ancora una donna e sta gestendo il passaggio alla maturità, comprensivo di “ragazzo giusto” pronto a reinquadrarla. L'affezione per Allen che la regista aveva già dimostrato in precedenza non è facile da trasferire con naturalezza nell'animo della protagonista, a conferma di un certo distacco tra le intenzioni della sceneggiatura e l'interpretazione un po' bamboleggiante della Djordjevic. Ovvio il commento musicale gitano come molto altro, del resto. Risaltano comunque una certa delicatezza femminile nella messa in scena e una competenza registica che si fa apprezzare.
il DAVINOTTI

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Deepred89 24/6/18 16:32 - 3032 commenti

Esilissima commedia iniziatica in salsa rom, con prevedibile visione folkloristica ed edulcorata (seppur con matrimoni combinati) del fenomeno resa parzialmente digeribile dell'ironia di fondo (godibile il personaggio del padre). Regia pure discreta ma penalizzata da ritmi da fiction televisiva e incapace di valorizzare le ambientazioni, mentre la giovane protagonista gestisce come può un personaggio che non spicca per carisma. Soggetto (autobiografico?) debolissimo, film mediocre, ma segnaliamo un sorprendente cammeo-fulmine di Woody Allen.
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