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THE INCREDIBLE SHRINKING WOMAN

All'interno del forum, per questo film:
The incredible shrinking woman
Titolo originale:The Incredible Shrinking Woman
Dati:Anno: 1981Genere: commedia (colore)
Regia:Joel Schumacher
Cast:Lily Tomlin, Charles Grodin, Ned Beatty, Henry Gibson, Elizabeth Wilson, Mark Blankfield, Maria Smith, Pamela Bellwood, John Glover, Nicholas Hormann, Jim McMullan, Shelby Balik, Justin Dana, Rick Baker, Mike Douglas
Note:Ispirato del tutto liberamente al romanzo "Tre millimetri al giorno" di Richard Matheson.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/5/18 DAL DAVINOTTI
L'esordio al cinema di Joel Schumacher, regista che troverà fortuna solo qualche anno dopo, rilegge in chiave di commedia l'idea che Richard Matheson aveva brillantemente utilizzato per il suo romanzo "Tre millimetri al giorno", poi portato su grande schermo con RADIAZIONI BX: DISTRUZIONE UOMO. Se lì era un uomo, la vittima del rimpicciolimento progressivo ben chiarito dal titolo italiano del libro, qui è invece una donna (lo è anche la sceneggiatrice Jane Wagner, e si vede): si tratta di Pat Kramer (Tomlin), che a causa di poco chiare reazioni del suo corpo a lacche, deodoranti, profumi, colle, solventi, shampoo e mille altre cose (almeno così concludono i medici) sviluppa l'inquietante processo di rimpicciolimento. Se ne accorge dalle unghie che sembrano essere più corte, poi da una spallina del grembiule che cade, un braccialetto scivolato dal braccio... Piccole cose che però, in breve, la portano a scoprire la tragica verità con tutte le conseguenze che comporta, a cominciare dal rapporto col marito (Grodin), importante creativo in un'agenzia pubblicitaria sul punto di lanciare un nuovo profumo (“Sesso pazzo”). Da qui si cominciano a intravedere le potenzialità anche comiche della vicenda, non esplorate da Matheson e Jack Arnold che avevano puntato maggiormente sul dramma e gli effetti speciali. Non che questi manchino, naturalmente, ma sono secondari alle situazioni in cui si viene a trovare Pat, studiate per poter divertire, commuovere o comunque piacere a un pubblico di famiglie (l'approccio è quasi disneyano, tanto che proprio la Disney produrrà qualche anno dopo il simile TESORO, MI SI SONO RISTRETTI I RAGAZZI). Emblematica in questo senso tutta la parte precedente al fenomeno, con la Tomlin a bada di figli e cani rumorosissimi che trasformano, quando sono in scena, il film in un caotico sovrapporsi di grida e voci (probabilmente aggravato dal doppiaggio italiano) che si fa presto insopportabile. Né può molto Charles Grodin, fortunatamente più controllato (come sempre gli capita), prigioniero di dialoghi anonimi come quelli dell'intero film. Nemmeno si può dire si sfrutti con gran fantasia e senso dello spettacolo la celebre trovata di Matheson: al di là di qualche ambiente in scala, del trasferimento nella casa di bambola e della caduta nel foro del lavabo non c'è molto che sollazzi lo spettatore. Soprattutto considerando che il rimpicciolimento progressivo avviene a grandi fasi, mostrandoci cioè differenze molto sensibili tra i diversi momenti delle altezze di Pat. La Tomlin è discreta (vinse pure qualche premio minore per quest'interpretazione) e si dedica pure a triplicarsi ricoprendo il ruolo (piuttosto importante) di una vicina di Pat e quello fugacissimo di una centralinista. Dello stile di Schumacher si riconosce qui quasi solo il peggio, ovvero quella tendenza a frastornare che sarà caratteristica penalizzante nei suoi Batman. Ultima parte (con gorilla) tediosissima e inevitabile finale consolatorio per una fantacommedia meno spiritosa di quanto si possa pensare.
il DAVINOTTI