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IL MIO NOME è THOMAS

All'interno del forum, per questo film:
Il mio nome è Thomas
Dati:Anno: 2018Genere: drammatico (colore)
Regia:Terence Hill
Cast:Terence Hill, Veronica Bitto, Guia Jelo, Eva Basteiro-Bertoli, Francesca Beggio, Andy Luotto, Giovanni Malafronte, Matt Patresi, Cinzia Susino
Note:Aka "My name is Thomas".
Visite:640
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/4/18 DAL DAVINOTTI
Che gli vuoi dire a Terence Hill? Dedica il film a Bud Spencer, si rimette in gioco al cinema dopo un quarto di secolo, ritorna in Almeria sui luoghi degli spaghetti western che tanta fortuna gli hanno procurato in gioventù, chiama Pino Donaggio che gli regala una colonna sonora ideale per valorizzare l'ampio respiro che le grandiose scenografie naturali gli garantiscono... Non gli si poteva chiedere anche una regia "vera". Né una sceneggiatura che potesse supportare al meglio le ambizioni di un soggetto minimale. L'unico incontro che conta è quello tra due caratteri diversissimi come quelli di Thomas (Hill) e della giovane Lucia (Bitto), che con lui dividerà l'avventura. Un'avventura che porta il protagonista a partire in Harley Davidson dalla campagna romana in cui vive verso l'Almeria, in Spagna, per leggere lì il libro "Lettere dal deserto" di Carlo Carretto (opera realmente esistente e importante, intrisa di quella spiritualità che lo stesso Hill cerca di infondere al film), di cui aveva parlato con un amico frate (il redivivo Andy Luotto in un brevissimo cameo). Una missione da consumarsi tra filosofia e metacinema, perché i continui rimpalli tra la memoria e il desiderio di far riaffiorare i ricordi anche nello spettatore diventa il fulcro attorno al quale Hill organizza IL MIO NOME E' THOMAS (il cui titolo già richiama quello di un suo celebre western), opera fragile in bilico pericoloso tra ambizioni alte e una goffaggine che rischia ad ogni scena di vanificarle, costretta a scontare la recitazione approssimativa della bella Veronica Bitto e quella più sicura di un Terence Hill che però, doppiandosi da sé, non stupisce in negativo solo chi è abituato a seguirlo in DON MATTEO. Ci sono momenti al confine con l'imbarazzante (si veda la Bitto che d'improvviso balla pazzamente sulle note di Ligabue prima di tuffarsi in acqua, ad esempio), tanto che quando entra in scena Guia Jelo (nel ruolo della zia spagnola che si credeva fosse un'invenzione della ragazza), il film acquista un'autenticità fin lì sconosciuta. La lagnosità di Lucia, afflitta da non specificati problemi al cuore e alle prese con una crisi esistenziale che non si capisce come combattere (Thomas nemmeno ci prova ad aiutarla in questo senso, non pare in grado), fa emergere tutti i limiti di un film che si aggrappa ai silenzi del protagonista per recuperare l'intimità e la profondità che l'operazione richiederebbe. Raggiunta l'Almeria e ritrovati lì un paio di prefabbricati risalenti ai tempi dei vecchi western, Thomas e Lucia vi si accampano cercando (almeno lui) di respirare quanto più possibile l'aria densa di ricordi di un luogo magico, comunicata a noi attraverso belle riprese di un deserto che sembra appartenere a continenti lontani. E' un'operazione piuttosto singolare, quella di Hill, molto diversa anche da quel RENEGADE che con lo stesso approccio da road-movie recuperava lo spirito di certi western del nostro e metteva due generazioni a confronto. Un paio di scazzottate rendono ancora bene l'idea di quanto Hill non dimostri affatto i quasi ottant'anni che porta: decisamente in forma, prende a padellate in faccia i due a cui Lucia ruba i soldi all'inizio e avvia una gustosa rissa in un bar spagnolo dove altri due tizi si permettono di definire “puta” la giovane. In sella alla sua Harley attraversa il deserto grandiosamente solenne dell'Almeria, si strugge di fronte agli sparuti resti di un villaggio western del tempo, osserva le stelle, cattura uno scorpione, legge il libro di notte alla luce di una piccola lampadina sforzandosi con ogni mezzo di comunicare una spiritualità che ahinoi le incertezze registiche e gli altri impacci offuscano. Peccato, perché la sincerità del tutto traspare in più occasioni e ritrovare Hill al cinema in scenari simili scalda comunque il cuore.
il DAVINOTTI

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Rambo90 27/4/18 19:27 - 5215 commenti

Un film che da Terence non ci si aspetta: ci sono sì scazzottate (anche ben girate), qualche battuta, ma è prima di tutto un viaggio introspettivo e toccante. Molti momenti sono poetici nella loro semplicità, con una sceneggiatura elementare a voler enfatizzare un'operazione tesa a raccogliere l'anima del suo autore e fare una summa del suo percorso cinematografico. Belle location, fotografia a volte televisiva ma che sa colorare i paesaggi, musiche ad hoc di Donaggio e Micalizzi. Inscindibile da Terence, ingiudicabile come film a sé. Buono.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Gabrius79 29/7/18 14:27 - 1045 commenti

Il ritorno dopo tanti anni al cinema di Terence Hill lascia un retrogusto dolceamaro perché, pur essendo una pellicola introspettiva e ricca di bei paesaggi e una godibile colonna sonora, lasciano perplessi sia la storia (talvolta zoppicante) sia l’accoppiata con la Bitto, spesso stridente. Il buon Hill però ce la mette tutta e si vede (compresa la gradevole scazzottata in ricordo dei vecchi tempi con Bud Spencer), ma il ritmo a volte latita.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Marimba69 3/5/18 0:12 - 3 commenti

Gradito ritorno al cinema di un Terence Hill più riflessivo e poetico, ma per nulla patetico. Il buon vecchio Terence ci offre una buona "miscela" di elementi che caratterizzavano i personaggi dei suoi lavori passati: un po' di Renegade, una spruzzata di Trinità (rivelandosi ancora in gran forma, con qualche scazzottata nemmeno troppo scontata) e un pizzico del Pietro del televisivo Un passo dal cielo. Girotti realizza un lavoro onesto in cui crede molto e che di sicuro non deluderà il pubblico.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Questa non è marmellata per scorpioni!".
I gusti di Marimba69 (Animazione - Commedia - Western)