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IL CRIMINE NON VA IN PENSIONE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/3/18 DAL BENEMERITO NANDO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 25/5/18
Il napoletano Fabio Fulco, ex bello di fotoromanzi e fiction con più di una decina di film da attore alle spalle, esordisce alla regia con un caper-movie da terza età che guarda a OCEAN'S ELEVEN senza dimenticare I SOLITI IGNOTI (citato nella scena sul terrazzo coi panni stesi) e realizzato più o meno negli stessi mesi di INSOSPETTABILI SOSPETTI, dove però i rapinatori "in pensione" sono Caine, Freeman e Arkin. Qui i nostri eroi, capitanati dallo stesso Fulco che sembra un po' un pesce fuor d'acqua, sono più caserecci: Gianfranco D'Angelo (l'elettricista col compito di disattivare i monitor di sorveglianza), Ivano Marescotti e Stefania Sandrelli (nel film la coppia sposata), Orso Maria Guerrini (il generale che organizza il piano), Gisella Sofio (l'ex insegnante che s'addormenta ovunque), Salvatore Misticone (l'autista gay), Giacomo Piperno (l'inveterato playboy) e Rosaria D'Urso (la napoletana doc). Tutti ospiti nella medesima casa di riposo, per aiutare la loro amica Edda (Bosi) in perenne crisi finanziaria a causa di una figlia senza un euro a cui deve provvedere, decidono di organizzare una rapina al Bingo destinata a fruttare 200.000 euro. Sotto la guida di un sedicente generale verranno impiegati ognuno in un ruolo preciso in modo da coprire ogni necessità e tentare il colpo, studiato (si fa per dire) nei minimi dettagli. In aggiunta, nella parte che nei SOLITI IGNOTI fu di Totò ovvero dell'esperto in casseforti (qui l'omaggio al classico di Monicelli è evidentissimo), un Maurizio Mattioli in partecipazione straordinaria, che si ritaglia uno spazio di una certa rilevanza. Naturalmente, a corollario del colpo, l'autore di soggetto e sceneggiatura Fabrizio Quadroli prova a raccontare le vite dei protagonisti, che s'incrociano ma trovano anche qualche raro momento privato in un paio di casi destinato a sfociare goffamente nel drammatico (serie le difficoltà nell'amalgamare i due registri narrativi). Anche lo stile utilizzato, modernista alla Guy Ritchie (si vedano la presentazione dei protagonisti o le brevi ellissi ricavate da un montaggio sprint), non sembra proprio sposarsi coi tempi molto più rilassati degli attori, non usi a regie simili. A perderci è soprattutto il divertimento, che ahinoi manca ed è relegato a qualche sparuta battuta (non certo a trovate logore come quella della Sofio che s'addormenta costantemente). Nessuno del gruppo sembra però in grado di ritrovare l'antica verve (specialmente D'Angelo, privato dei suoi eccessi tipici): se la Sandrelli e Marescotti se la cavano alle prese con personaggi da sempre nelle loro corde e Mattioli fa sorridere col mestiere, gli altri – con un Fulco che prova inutilmente a tenere a galla il tutto mostrando però quanto fatichi a integrarsi “chimicamente” nel gruppo – affondano in un clima televisivo poco premiante, con le musiche a sottolineare banalmente le parentesi drammatiche e dialoghi che quasi mai riescono a farsi interessanti. Teneri quanto purtroppo squallidi i siparietti con Misticone gay che appena può ci prova con Fulco, un po' patetico il pistolotto di Franco Nero in versione chirurgo che racconta della sua infanzia per insegnare a Piperno come sconfiggere la depressione. L'impressione è che si sia imbastita una storiella qualsiasi (e ampiamente abusata) giusto per riportare sulla scena un cast di “vecchie glorie” e puntare sull'effetto simpatia. Un po' poco...
il DAVINOTTI

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Rambo90 28/4/18 23:28 - 5182 commenti

Commedia gradevole, dalle parti di Insospettabili sospetti ma con un pizzico di amarezza in più. Fulco dirige con alti e bassi, con un ritmo buono ma una confezione non sempre impeccabile. Ci pensa il folto cast di vecchie volpi a tenere in piedi una sceneggiatura a volte un po' incerta sulla strada da prendere tra comico e drammatico. L'affiatamento tra i protagonisti è notevole, qualche momento persino commovente e alla fine il tutto scorre piacevolmente. Finale un po' zoppicante.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Nando 18/3/18 1:18 - 3167 commenti

Rifacendosi a commedie del passato, con vaghi ricordi, Fulco, infermiere mariuolo, cerca di rimotivare un gruppo di anziani relegati nei soliti circoli ad agire per una buona causa. Ritmo abbastanza lento, Mattioli rende la pellicola brillante mentre nel film si decide che la Sandrelli è oramai vecchia, giustamente. Decisamente non un granché, ma qualcosa da salvare c'è...
I gusti di Nando (Commedia - Horror - Poliziesco)

Ultimo 15/6/18 11:53 - 1123 commenti

L'esordio dietro la macchina da presa di Fabio Fulco dà vita a un film per nulla originale, chiaramente ispirato ai Soliti ignoti di Monicelli. Se da un lato può risultare un film simpatico, complessivamente annoia, complice una sceneggiatura ridotta ai minimi termini. Nel cast di "anziani" si salva giusto Mattioli, che pur non essendo tra i protagonisti lascia il segno. Insufficiente.
I gusti di Ultimo (Commedia - Giallo - Thriller)