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DOWNSIZING - VIVERE ALLA GRANDE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 5
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/2/18 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/4/18
Rilettura piuttosto superficiale di una delle idee più classiche della fantascienza, soprattutto cinematografica: su grande schermo l'effetto dell'uomo miniaturizzato a contatto con una natura circostante “fuori taglia” ha prodotto, fin dai primi esperimenti del Dr. Cyclops o di Tod Browning, risultati di una certa spettacolarità. Tutto questo però sembra interessare solo relativamente, al regista (e co-sceneggiatore) Alexander Payne, più interessato alle implicazioni sociologiche legate a una miniaturizzazione su larga scala. Ciononostante tutta la prima parte, in cui vengono magnificati i vantaggi del “downsizing”, ha momenti molto felici e una conduzione da perfetta fantascienza d'antan, supportata da effetti speciali allo stato dell'arte. Non troppi, a dire il vero, ma dosati con gusto e attenzione. Il protagonista Paul Safranek (Damon), fisioterapista dallo sguardo perennemente velato d'insoddisfazione, decide che miniaturizzarsi potrebbe davvero dare una svolta alla propria vita e convince la moglie a seguirlo nell'operazione. Lei accetta, sì, ma all'ultimo momento, quando lui è ormai già alto dodici cm, si tira indietro... Bella fregatura! Paul si ritrova così da solo a Leisureland, l'enorme/minuscola (ah, la relatività...) città progettata per i “mini”, in una casa gigantesca ma senza nessuno con cui condividere l'esperienza. Conoscerà una mamma single, il vicino di casa russo (Waltz) con il suo amico altrettanto eccentrico (Kier) e non ultima una ragazza vietnamita (Chau) con cui stringerà amicizia. Da qui però si capisce come il gioco tutto cinematografico basato sulla differenza di scala sfumi lentamente in un film che vira in direzioni apocalittiche, con ambizioni diverse da concretizzarsi in un finale quasi new-age in Norvegia, dove si trova la prima colonia di mini mai esistita nonché lo scienziato (Lassgård) cui si deve l'invenzione del “downsizing”. Payne è bravo a delineare il carattere costantemente indeciso, facilmente condizionabile del protagonista (e Damon si rivela perfetto per il ruolo), trova in Christoph Waltz un comprimario di straordinaria vitalità e bravura (da noi ben doppiato con accento russo) mentre inciampa di più nel rapporto con la vietnamita, cui si deve una parte centrale troppo diluita (il film dura 2h15'!) penalizzata dalla scarsa simpatia del personaggio, che si vorrebbe divertente ma che più spesso risulta irritante. Restano la bella ariosità delle riprese e dei paesaggi, la confezione di alta qualità, la comunque azzeccata resa di alcune piccole invenzioni (la rosa maxi, la presentazione della casa miniaturizzata) e la fondamentale capacità di saper rendere credibili i vantaggi economici di un processo di miniaturizzazione che sulla carta non sembrerebbe poter attirare nessuno. Credibilità favorita da una semplicizzazione delle problematiche per molti versi poco pausibile, certo, ma nella descrizione del quadro generale a ben vedere accettabile. Fortunatamente il ritmo c'è e – almeno prima di un'ultima parte eccessivamente sbilanciata nell'ansia di recapitare ad ogni costo un messaggio su cui riflettere – non si avverte come penalizzante la rinuncia alla spettacolarizzazione che la trovata del rimpicciolimento solitamente promette (animali giganti, gulliver vendicativi...).
il DAVINOTTI

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Galbo 21/4/18 6:47 - 10563 commenti

Sulla carta un racconto affascinante di un genere che potremmo definire di fantascienza con implicazioni sociali, nei fatti un film riuscito a metà. Bravo sceneggiatore e regista, Alexander Payne mette forse troppa carne al fuoco. Il film è più godibile nella prima parte, con le sue connotazioni umoristiche ma si appesantisce nella seconda laddove il discorso sull’ecologia e l’estinzione della razza umana viene introdotto ma non approfondito a sufficienza, nonostante l’impegno di un protagonista ben scelto come Matt Damon.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Daniela 11/2/18 23:24 - 7290 commenti

La miniaturizzazione umana: tema certo non nuovo, ma qui con inedite motivazioni, in quanto non conseguenza del solito esperimento di uno scienziato pazzo oppure di un incidente casuale, ma tentativo di salvare il pianeta dai danni creati dalla sovrappopolazione. Il film contiene idee stuzzicanti ma, come il suo protagonista, sembra indeciso sulla strada da imboccare e rischia di avvitarsi su se stesso, risultando abbastanza gustoso finché resta sul terreno satirico e più scontato quando tenta la carta della critica sociale e dell'ambientalismo. Occasione in parte mancata.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Rambo90 14/2/18 17:08 - 5222 commenti

Una grossa delusione. Dopo una partenza ironica e promettente, la sceneggiatura si avvia verso teorie da fine del mondo e necessità di salvare la razza umana davvero indigeste, anche perché trattate superficialmente e senza alcuno sviluppo particolare. La durata eccessiva non aiuta, anche se il rapporto fra Damon e la Chau riesce in qualche modo a tenere vivo il ritmo con qualche simpatico scambio di battute. Sprecati i talenti di Waltz, Sudeikis e Wiig, mentre il protagonista non sembra sempre convinto. Discretamente fantasiosi i luoghi.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Ryo 22/2/18 22:39 - 1675 commenti

Mi ha completamente scombussolato. A parte il fatto che le potenzialità enormi vengono ampiamente sprecate, è un film che confonde continuamente poiché vira di continuo alla ricerca di un nuovo argomento senza soddisfarne alcuno. Prima sembra una commedia, poi una storia romantica, poi un drammatico, poi un viaggio alla scoperta di sé stessi, poi diventa misterioso, poi catastrofico... insomma caro Payne, prendi una decisione e portala fino in fondo! Buona fotografia, superbo Christoph Waltz.
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)

Il ferrini 15/4/18 0:33 - 1201 commenti

Divertente, senz'altro per merito del personaggio di Waltz ma anche e soprattutto per le gag fra Hong Chau e Damon, vero fulcro del film, che è indubbiamente più riuscito come commedia che come fantastico. Payne mette tanta carne al fuoco e non tutta cuoce a dovere ma non si può certo dire che ci si annoi fra critica al capitalismo, ecologismo, discriminazione dei diversi. Bellissime le location, ottimi gli effetti speciali, forse qualche piccola sforbiciata avrebbe giovato, nell'insieme un film piacevole.
I gusti di Il ferrini (Commedia - Thriller)