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LA GIUSTIZIA PRIVATA DI UN CITTADINO ONESTO

All'interno del forum, per questo film:
La giustizia privata di un cittadino onesto
Titolo originale:Sunday in the country
Dati:Anno: 1974Genere: drammatico (colore)
Regia:John Trent
Cast:Ernest Borgnine, Michael J. Pollard, Hollis McLaren, Louis Zorich, Cec Linder, Vladimír Valenta, Al Waxman
Note:Aka "Vengeance is mine".
Visite:712
Il film ricorda:America violenta (a Buiomega71), Cane di paglia (a Buiomega71), L'ultima casa a sinistra (a Herrkinski)
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 6
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/12/10 DAL BENEMERITO BUIOMEGA71 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 22/5/19
Tre criminali in fuga da una rapina in banca. Sanguinari. Lungo la strada incontrano una pacifica coppia ferma con l'auto e la fan fuori senza pensarci due volte. Continuano verso la campagna e si dirigono in direzione della fattoria dove vivono Adam Smith (Borgnine) e sua nipote Lucy (McLaren). Lui un uomo devoto, che porta la ragazzina in chiesa per la messa (è domenica, come suggerisce anche il significativo titolo originale), lei legata al nonno. Un ridotto nucleo familiare che ci si aspetterebbe vittima di feroci angherie da parte dei tre rapinatori. E invece no, perché il film di Trent ha messaggi diversi da comunicare e centra tutto sulla figura di Adam, uomo perbene ma che di fronte alle minacce non arretra. Vedendo i tre avvicinarsi alla casa spedisce la nipote al piano superiore e imbraccia il fucile; appena quelli suonano alla porta chiedendo di poter entrare per fare una telefonata e mostrando subito la pistola, fa fuoco e ne buca uno in pancia. Gli altri due restan di sasso finendo presto prigionieri di un Adam che, lo scopriamo minuto dopo minuto, coltiva un'insospettabile vena sadica: li incatena, li piazza sul letame, li prende di mira con le loro stesse pistole sentendosi sempre dalla parte della ragione (sono due assassini...). Ci vorrà l'intervento di Lucy per far riaffiorare un briciolo di umanità in una situazione che sembra poter facilmente degenerare. Il regista John Trent ci pone di fronte a una non nuova questione morale: fino a dove è giusto spingersi per punire chi ha procurato del male? Qual è il confine che separa un'ammissibile rivalsa da rigurgiti di incivile crudeltà? Borgnine appare perfetto per incarnare chi dietro l'apparenza di una moralità integerrima nasconde una natura sottilmente cinica e sadica: espressivo, comunicativo, sa come mostrarsi inevitabilmente combattuto di fronte ai rimproveri della nipote, che per i due assassini chiede semplicemente di poter chiamare la polizia. Ideologie opposte, destra e sinistra che si fronteggiano dietro i volti della nemesi e dell'innocenza. Nonostante la crudezza di fondo il regista non insiste su particolari macabri preferendo sfruttare i due o tre bei colpi di scena previsti dal soggetto, che comprendono anche un finale in cui sembrerebbe di poter intuire il messaggio ultimo degli autori. L'ambientazione bucolica in un'America rurale e contadina offre un bell'assist a una regia tuttavia fin troppo convenzionale, che si limita a portare in scena il dramma senza virtuosismi né alcuna ricerca formale (salvo nella ripresa di uno sbranamento, parzialmente nascosto con insolite inquadrature da sotto un'auto). Pochi personaggi ma selezionati intelligentemente, necessari ad animare una vicenda affrontata con piglio da solido cinema di genere; alle spalle un copione ben organizzato che prevede non comuni sfumature caratteriali nella figura del protagonista, inevitabilmente meno incisive nel tratteggio della nipote, interpretata dalla McLaren correttamente ma senza riuscire del tutto a sostenere l'importanza del personaggio.
il DAVINOTTI

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Ciavazzaro 25/10/11 21:06 - 4720 commenti

Un magistrale Ernest Borgnine protagonista di un superbo revenge-movie. Ben interpretati anche i tre rapinatori (con il solito psicotico sopra le righe). Film molto pessimista sui metodi della giustizia (e per questo tristemente attuale), dove la vittima diventa carnefice mostrando crudeltà anche superiore alle sue vittime (che però meritano decisamente il tutto). Da vedere.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La punizione riservata a Cec Linder, il finale.
I gusti di Ciavazzaro (Giallo - Horror - Thriller)

Deepred89 6/6/19 18:26 - 3086 commenti

Giustizialistico di ambientazione bucolica (con annessa OST country, pure di buon livello) che, al di là di un soggetto ridotto all'osso, offre un interessante approccio al tema: due villain nemmeno tra i più odiosi e sgradevoli del filone e un anziano giustiziere che svela ben presto un'anima psicotica alla Jigsaw, giostrando con diletto agonie e contrappassi. Non indimenticabile ma beffardo e mai catartico, con un Borgnine ai massimi livelli, fantastico in movenze (memorabile il suo passo mentre si appresta ad andare a messa) ed espressioni.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Herrkinski 18/6/14 1:58 - 4311 commenti

Certamente ispirato da L'ultima casa a sinistra, sia per l'ambientazione rurale che per il tema dei tre criminali che, loro malgrado, cercano rifugio nel posto sbagliato. Trent però non punta all'exploitation nuda e cruda quanto piuttosto a una riflessione sul labile confine tra bene e male, giustizia e giustizialismo; quasi banditi quindi splatter e crudeltà, eccetto per un paio di scene (comunque poco grafiche). Buono il cast, con un convincente Borgnine; peccato per alcuni momenti dove il film gira un po' a vuoto e per un finale non eclatante.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'omicidio iniziale; I cani.
I gusti di Herrkinski (Azione - Drammatico - Horror)

Buiomega71 17/12/10 16:27 - 1961 commenti

Tra i cloni de Il giustiziere della notte, questo crudo e sottostimato film del canadese John Trent è sicuramente uno dei migliori. Borgnine è un tranquillo uomo timorato da Dio, che vive nella sua fattoria con la nipote. Ma quando una gang di rapinatori chiede ospitalità, si risveglia la sete di giustizia che è in lui, diventando un sadico torturatore che sevizierà i fuorilegge. Bello tosto, con momenti di compiaciuta violenza e la sottile linea che divide legge a giustizia sommaria. Merita un recupero doveroso.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Le sevizie inflitte da Borgnine al rapinatore Pollard, legato in una fetida cantina.
I gusti di Buiomega71 (Animali assassini - Horror - Thriller)

Fauno 27/2/19 0:23 - 1799 commenti

Surreale perché troppo bello per essere vero: quando alla violenza spietata e imperterrita di tre criminali si risponde per le rime, con ogni ironia possibile, fino a farli diventare uno zimbello, siamo già al top. Ma qui si va ben oltre, perché ogni mossa è calcolata per far finta di dare un vantaggio al nemico e prendendolo così in castagna si elimina perfino il pericolo più insidioso dato dal buonismo del solito, anzi "solita" pivella (fra l'altro dopo aver tentato di risparmiarle la notizia di una tragedia!). Il protagonista è una mosca bianca...

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Non capita tanto spesso di poter sparare a 3 faine così da vicino!"; Gli "Apostoli" Pietro e Paolo; Il discorso sulla purezza dell'aria di campagna.
I gusti di Fauno (Drammatico - Poliziesco - Thriller)

Digital 12/6/19 10:11 - 961 commenti

Revenge movie dei Settanta con un Borgnine in stato di grazia come contadino costretto a utilizzare il fucile per respingere tre balordi in cerca di guai. E' proprio il ribaltamento di prospettiva a rendere il film meritevole: il classico uomo timorato da Dio che ha l'occasione di portare a galla le sue latenti frustrazioni scatenandosi in una violenza senza fine (da citare i cattivi appesi per il collo con robuste catene). Cast di contorno tutto sommato anonimo a eccezione del villain Pollard. Bello l'amaro finale.
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)