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MISSILI SULLA LUNA

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® Missili sulla Luna
Titolo originale:Missile to the Moon
Dati:Anno: 1958Genere: fantascienza (bianco e nero)
Regia:Richard Cunha
Cast:Richard Travis, Tommy Cook, Gary Clarke, Cathy Downs, K.T. Stevens, Nina Bara, Marjorie Hellen, Laurie Mitchell, Michael Whalen, Marjorie Hellen (Leslie Parrish), Henry Hunter, Lee Roberts, Pat Mowry, Tania Velia, Sanita Pelkey, Lisa Simone
Note:Remake di “Quei fantastici razzi volanti” (1953).
Visite:183
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/3/10 DAL BENEMERITO R.F.E. POI DAVINOTTATO IL GIORNO 11/9/19
Rifacimento senza nemmeno il 3D di QUEI FANTASTICI RAZZI VOLANTI, di appena cinque anni precedente. Chissà poi perché, il remake di Richard E. Cunha si ritrova moltiplicati, nelle locandine e nel titolo italiani, i missili diretti sulla Luna: ce n'è uno solo in verità, custodito in una zona segreta degli Stati Uniti in cui s'infiltrano due detenuti evasi attratti dal fatto che lì non circolino guardie. Ci salgon sopra per nascondersi, finché colui che il razzo l'ha progettato, Dirk Green (Whalen), spinto dallo sceriffo vi entra a sua volta per controllare che i ricercati non siano lì. Li vede ma finge di non averli notati, spedisce via la polizia e in cambio del silenzio propone ai due ragazzotti (Cook e Clarke) di partire con lui per la Luna (hai detto niente!). Quando? Perché èerder tempo? Ora! Il tempo di farli cambiare d'abito (da una camicia azzurra a una più “spaziale” polo bianca), di innestare i motori e via. Peccato che nel frattempo sul razzo fossero saliti pure il collega di Dirk, Steve (Travis), e la di lui fidanzata, June (Downs), intrappolati al piano sottostante durante la partenza dopo che erano entrati per capire se per caso Dirk fosse lì. Fa niente: già che ci siamo... tutti insieme appassionatamente sulla Luna, anche se il più competente ci resta secco durante una tempesta di meteoriti (si stava accapigliando con uno dei detenuti che stringeva a sé la povera June baciandosela). Nessun problema pure se manca l'ingegnere: in fondo che ci vuole ad atterrare sul nostro satellite? Partiti per l'esplorazione, i quattro superstiti incappano però in alcuni terribili mostri di roccia (rozzi ma d'effetto, va detto). Rifugiatisi in una caverna e gassati, si risvegliano in quello che pare un harem. Non lo è: trattasi della reggia di Lido (Stevens), una fatalona ben vestita purtroppo cieca; scambia infatti Steve per Dirk, che già conosceva (anzi, l'aveva spedito lei sulla Terra, il che apre una sottotrama sulla quale è bene sorvolare!) mentre la sua suddita Alpha (Bara) il buon Steve se lo vorrebbe addirittura sposare (evidentemente i due giovani han scarso appeal). June poverina non ci sta e scatena un putiferio con ovvi esiti controproducenti per tutti. Si continuerà con l'entrata in scena di un bel ragnone delle caverne e dialoghi non particolarmente brillanti tra i nostri e le belle lunari in abiti attillatissimi. Dire che il budget era assai limitato è scoprire l'acqua calda: far partire due detenuti per la Luna seduta stante fornendogli per il viaggio una polo bianca dice già molto... Il resto è la solita visita di cortesia a belle donne che parlano inglese fluente conciate in abiti carnevaleschi. Un bel po' di baci rubati comunque: il detenuto con June, Steve con Alpha... Il bello è che nessuno di coloro che li riceve sembra troppo contrariato. Se non ci fosse chi interviene ogni volta per dividerli... Quasi fantasiosi gli effetti speciali (anche se poi per far fuori i mostri è sufficiente qualche pistolettata), che comprendono la carbonizzazione istantanea di uno dei terrestri in fuga proprio a un passo dal missile pronto al ritorno. Se non è sfiga questa...
il DAVINOTTI

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R.f.e. 29/3/10 12:37 - 819 commenti

Di questo filmetto davvero scadente del B-director d’origini hawaiiane Richard Cunha (figlio di Albert "Sonny" Counha, noto autore autoctono di canzoni) possiamo essere assolutamente certi che, se non fosse stato per la demenziale moda della SF veicolata da eventi come il primo Sputnik sovietico (ottobre 1957) o il volo di Yuri Gagarin (aprile 1961), mai e poi mai sarebbe stato distribuito nel nostro paese (per i pignoli: nel 1962 dalla I.F.I.).
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