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THE ALIBI

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/1/10 DAL BENEMERITO SKINNER POI DAVINOTTATO IL GIORNO 12/2/19
Si parte dall'idea di un'agenzia nata per coprire mariti e mogli che tradiscono il rispettivo consorte: una simpatica trovata (verrà ripresa anche in chiave di commedia dai francesi) che però qui tende a esaurirsi nello spazio di pochi minuti, perché l'interesse degli autori è con tutta evidenza quello di virare pesantemente verso il noir moderno, un po' alla Coen, in cui sposare la vena ironica a un intreccio assai complesso con sicari, morti improvvise, doppi giochi, truffe... E infatti, il tempo di organizzare una copertura per un giovane figlio di papà (Marsden) che vuole concedersi un'ultima scappatella prima di sposarsi ed ecco arrivare il patatrac: il ragazzo accondiscende a qualche eccesso sadomaso dell'amante e quella ci resta. Chiama così Ray (Coogan), il titolare dell'agenzia, costringendolo di fatto a trovarsi un alibi per sé, visto che nell'albergo della disgrazia secondo i documenti ci stava lui! Entrano allora in scena due criminali convocati per far sparire il cadavere e in un secondo momento pure il loro boss (Elliott), un sicario che putacaso ha avuto l'incarico di uccidere per cinque milioni di dollari il misterioso (e irrintracciabile) ex socio di Ray. Nel frattempo arriva sul posto la polizia, si fa vivo il fidanzato messicano della vittima, guadagna spazio la nuova, splendida stangona assunta in agenzia (Romijn) che pare saperne sempre più di tutti e la vicenda si fa complicata assai, tanto che seguirla non risulta affatto facile. Anche perché la sceneggiatura ha evidenti buchi, inserisce scene apparentemente superflue e personaggi non facili da memorizzare ma che poi si riaffacciano in scena a sorpresa. E mentre la regia di Checkowski e Mattila pensa soprattutto a muoversi virtuosisticamente tra gli ambienti dell'albergo al centro della seconda parte della storia, ci si prepara al gran finale, che vedrà convergere nel suddetto albergo tutti i protagonisti, mossi a loro insaputa da un gran burattinaio con in testa un piano che nessuno si è preso la briga di spiegarci e che, anche dopo averlo compreso, qualche interrogativo irrisolto lo lascerà comunque. La sensazione è insomma quella di un soggetto che avrebbe dovuto essere molto più arioso per convincere e che invece, compresso in meno di un'ora e mezza, trasforma il film in un guazzabuglio di dubbia godibilità. E questo al netto di una confezione professionale, di una recitazione discreta del cast (anche se a Coogan manca del tutto la malizia che figure come la sua di solito esibiscono ed Elliott sale decisamente troppo sopra le righe), di qualche dialogo brillante e di una Romjin radiosa. Un peccato, perché la storia in sé sa essere divertente, varia, ricca di colpi di scena e va detto che a seguirla con attenzione una certa soddisfazione la dà. Certo, bisogna mettere in conto di non distrarsi un attimo. Ad ogno modo meglio sfruttare l'idea in chiave di commedia come faranno i francesi, perché sprecarla così ha davvero poco senso...
il DAVINOTTI

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Daniela 15/4/18 23:39 - 7711 commenti

Gestore di un'agenzia che si occupa di fornire alibi a coniugi fedifraghi si trova lui stesso ad averne bisogno quando rischia di rimanere incastrato nell'omicidio di una ragazza di buona famiglia... Commedia di quelle a scatole cinesi bidoniste che può contare su un lussuoso cast di contorno, ma risulta piuttosto scialba per via di una sceneggiatura confusa ed una coppia di protagonisti di scarsa brillantezza. Attore valido in altre occasioni, qui Coogan appare fuori ruolo come disinvolto affabulatore, mentre Romijn, quando non è squamosa e dipinta di blu, è di bella figura e poco altro.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Skinner 8/1/10 17:05 - 595 commenti

A capo di un'agenzia che si occupa di trovare alibi per mariti fedifraghi si ritrova invischiato in un omicidio. Scipita commedia con ambizioni, che si rifà a modelli più alti ma con una sceneggiatura piuttosto rimasticata e prevedibile e con un cast non all'altezza nei ruoli principali (in particolare il monocorde e imbronciato Coogan protagonista). Immancabile la voce fuoricampo che commenta l'azione. Evitabile.
I gusti di Skinner (Commedia - Drammatico - Western)