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GOODBYE AMORE MIO!

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/12/09 DAL BENEMERITO SKINNER POI DAVINOTTATO IL GIORNO 13/11/18
Commedia sentimentale firmata Neil Simon. Una sceneggiatura di qualità superiore, nel campo, che ha fruttato l'unico Oscar in carriera per Richard Dreyfuss (batté nientemeno che il Travolta del sabato sera) e la nomination per Marsha Mason, deliziosa Audrey Hepburn in tono minore. Piantata in apertura dall'uomo con cui viveva - un attore partito d'improvviso per l'Italia causa chiamata di Bertolucci - Paula (Mason) si ritrova assieme alla figlia (Cummings) di nuovo da sola, ballerina ormai in disarmo senza un avvenire chiaro davanti a sé. Una tristezza ineludibile almeno fino all'arrivo di Elliot Garfield (Dreyfuss), attore scespiriano collega dell'ex di Paula cui quest'ultimo ha ceduto l'appartamento di lei in subaffitto. La donna sulle prime rifiuta ogni dialogo, si proclama unica ad aver diritto di abitare lì, ma quando Elliot minaccia di chiamare la polizia è costretta ad abbozzare. Sulle prime la convivenza è difficile per le usanze strampalate di lui (dorme nudo, fa meditazione la mattina...), poi i battibecchi quotidiani si fanno complicità, condivisione. Si va a fare la spesa insieme, si scherza con la piccola Lucy che apprezza l'ironia divertendosi e così, giorno dopo giorno, si raggiunge l'approdo inevitabile. Indubbiamente spassoso Dreyfuss che – proprio grazie all'aiuto di Neil Simon – sa brillare senza eccedere, più canonico il personaggio della Mason. Non v'è nulla di particolarmente memorabile nelle situazioni in cui i due si trovano (lui che suona nudo la chitarra sul letto lascia comunque il segno), ma è nella loro simpatia e soprattutto in quella della piccola Lucy (incontrare ragazzine davvero spiritose o non stereotipate fino al midollo è difficilissimo, al cinema) che il film trova la linfa per proseguire. Dreyfuss alle prese con un Riccardo III in versione gay sperando di sfondare a Broadway è una macchietta che potrebbe apparire patetica; invece nell'insieme funziona, così come piace la misura scelta dal film, la ricercatezza negli scambi e il tocco leggero di chi il genere conosce come pochi altri. E anche la regia di Herbert Ross, essenziale, tiene lontana la melassa e concede qualche timido spunto di riflessione. Dedicato a chi ama certi tira e molla sentimentali: leggeri, frivoli ma che quando interpretati e scritti con arguzia possono essere apprezzati pure dai non appassionati al genere.
il DAVINOTTI

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Skinner 15/12/09 21:31 - 595 commenti

Riuscitissima e intelligente commedia, che ha regalato a Dreyfuss un meritato Oscar oltre che Golden Globe, premio del BAFTA e altri vari riconoscimenti (pure il nostrano David di Donatello). Un film di Neil Simon più che di Herbert Ross, giocato tutto su Dreyfuss e sulla Mason, ennesima strana coppia e giocato su battibecchi, baruffe, dialoghi brillanti. Come altri film da/di Simon, quasi più (grande) teatro che cinema. A suo modo non è un film invecchiato, anche se è lontanissimo dagli stilemi della commedia sentimentale odierna.
I gusti di Skinner (Commedia - Drammatico - Western)