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NOI DUE SOLI

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/9/09 DAL BENEMERITO R.F.E. POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/7/18
Avventura postatomica che però, prima di raggiungere la suggestiva seconda parte che anticipa abbastanza clamorosamente L'ULTIMO UOMO DELLA TERRA di Ragona aprendosi su squarci di una Roma incredibilmente deserta, passa per una prima molto più convenzionale: Walter (Chiari) è operaio in fabbrica assieme a Carlo (Campanini). I due condividono il letto in una casa sovraffollata e per il primo, innamorato corrisposto della bella collega Gina (Rémy), pensare a un avvenire con lei è difficile. Tanto più che la ragazza è ossessionata dal padre (Feliciani) che la vorrebbe invece sposata a un suo superiore in fabbrica (Vianello). Una vita a scontrarsi con i problemi di ogni giorno, aggravati da una lotta interna col capo del personale (Tedeschi) destinata a condurlo sull'orlo del licenziamento. Cacciato di casa assieme a Carlo, troverà da dormire in un rifugio antiatomico proprio la notte in cui la terrificante bomba “Yota” sperimentata in Messico distruggerà l'intera popolazione mondiale. Il risveglio in una Roma senza un'anima toglie il fiato e si riallaccia alle visioni postatomiche spesso descritte nella letteratura fantascientifica di quegli anni (“Il giorno dei trifidi” di Wyndham è dell'anno prima, ma “I am Legend” di Matheson, da cui verrà tratto il classico di Ragona, è di due anni successivo!). Walter, che in fabbrica riabbraccia Gina rimasta chiusa nella camera di sterilizzazione e quindi salvatasi dall'annientamento, si ritrova padrone con lei della città (pur se il titolo NOI DUE SOLI non tiene conto dell'amico Carlo, dapprima ignorato quindi costantemente richiamato per risolvere problemi in un tiramolla ove l'amicizia pare del tutto secondaria all'amore): la riempie di gioielli, la porta in stanza al Grand Hotel, ma scopriremo presto che ritrovarsi d'improvviso soli significa anche fare i conti con problemi ben più irrisolvibili di quelli dovuti al sovrappopolamento. E su questo gioca il trio di registi (assieme a Girolami sono accreditati pure Metz e Marchesi), che però deve gestire un Chiari poco funzionale a livello comico, nonostante gli sforzi da lui compiuti in tal senso; si veda ad esempio la lunga scena della lite con Tedeschi, in cui Walter dapprima prega il suo superiore di non licenziarlo, poi rientra nell'ufficio per sbeffeggiarlo dopo aver saputo di aver vinto al Totocalcio, infine torna di nuovo sui suoi passi poiché la vincita ammonta a sole mille lire (il 13 l'avevano azzeccato in ventimila!). Meglio va quando si vira nella fantascienza, anche se pure in questo caso resta Campanini il più divertente. In defintiva un film dalla doppia faccia, in cui quella sorridente della satira resta comunque preponderante. Splendida Hélène Remy, Vianello utilizzato in un ruolo serioso, Tedeschi in uno simile a quello che avrà Agus con Villaggio, Viarisio il personaggio chiamato in causa per l'ultimo, beffardo colpo di scena. Il finale, che chiude nell'unica maniera possibile per una commedia, suggerisce l'ovvio messaggio positivo sotteso al film: al mondo siamo in tanti, conviene andare d'accordo perché se non ci fosse nessuno sarebbe sicuramente peggio.
il DAVINOTTI

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R.f.e. 28/9/09 19:27 - 819 commenti

Dietro un'apparente parodia dei film di fantascienza del filone "dopobomba" (Chiari, Campanini e la Remy sono gli unici sopravvissuti in un mondo dove tutti sono scomparsi a seguito dell'esplosione di una superbomba) si cela un poco riuscito apologo (molto "all'americana") sull'intraprendenza personale, la necessità della presenza degli "altri" magari proprio perché ci sia più soddisfazione a batterli e raggiungere i propri obiettivi nella vita. Velleitario, ma con alcuni momenti divertenti.
I gusti di R.f.e. (Avventura - Azione - Erotico)

Manfrin   24/5/15 11:45 - 288 commenti

Divertente performance della coppia Chiari-Campanini, diretti con garbo da Girolami e dove si nota il tocco del grande Marcello Marchesi. Vicenda a suo tempo (1952) abbastanza originale dove Chiari è travolgente più che mai e la Remy splendida. Ottimi anche i comprimari, con Vianello che fa l'antipatico. Da riscoprire.
I gusti di Manfrin (Giallo - Poliziesco - Thriller)

Zelig46 2/11/12 17:07 - 22 commenti

Questo film, all'apparenza molto semplice, si rileva, ad una attenta visione, un precursore. Anticipa ad esempio di sette anni La fine del mondo del 1959 e di 23, con Enrico Viarisio, il Fantamegadirettoregalattico fantozziano accostandosi abbastanza bene alla visione ottimistica della vita di Miracolo a Milano e di certi film di Frank Capra (non certo per la qualità, ma per le tematiche affrontate). Una tema musicale struggente di Nino Rota completa degnamente il quadro. Un piccolo/grande film.
I gusti di Zelig46 (Documentario - Fantascienza - Guerra)