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FACCIAMO PARADISO

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Facciamo paradiso
Dati:Anno: 1995Genere: commedia (colore)
Regia:Mario Monicelli
Cast:Margherita Buy, Philippe Noiret, Aurore ClÚment, Lello Arena, Moni Ovadia, Mattia Sbragia, Dario Cassini, Tigana Camara, Ubaldo Carosi, Giovanna Coletti, Renato Fornasari, Gabriella Franchini, Gianfelice Imparato, Victor Kanu, Elisa Lepore, Maril¨ Prati, Barbara Marciano, Stefano Accorsi (n.c.), Enrico Beruschi (n.c.)
Note:Liberamente ispirato al romanzo "Vite di uomini non illustri" di Giuseppe Pontiggia.
Visite:515
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/10/08 DAL BENEMERITO GUGLY POI DAVINOTTATO IL GIORNO 20/11/18
Un Monicelli decisamente poco ispirato che, nel tentativo di organizzare il film come si faceva negli anni migliori della nostra commedia coprendo l'intera esistenza o quasi del protagonista (si pensi a UNA VITA DIFFICILE o C'ERAVAMO TANTO AMATI), si perde in una lunga teoria di scene deboli, mai significative nÚ rappresentative (se non marginalmente) dell'epoca in cui vengono di volta in volta ambientate. La deputata a traghettarci dagli Anni Sessanta al 2011 (all'epoca del film il futuro) Ŕ Claudia (Buy), figlia scapestrata di un ricco industriale milanese (Noiret). Ribelle poco convinta fin dalle prime esperienze al college, dal quale fugge per partecipare a uno dei pi¨ celebri ritrovi hippie di ogni tempo sull'isola di White, vive gli anni della contestazione studentesca e quelli del femminismo sempre all'insegna di un'indipendenza di facciata pi¨ figlia di una forte immaturitÓ che di autentiche convinzioni. E mentre l'Italia e il mondo cambiano, lei vive i suoi primi amori, a cominciare da quello per il fascinoso leader degli studenti che occupano l'UniversitÓ Statale di Milano (Cassini). E' per˛ la figura di Pino (Arena) l'unica a ripresentarsi ciclicamente: napoletano timido e sfigatissimo, prova in ogni modo a far innamorare Claudia di sÚ ma ottiene solo di finire sfruttato biecamente ad ogni occasione: la spalla su cui piangere insomma, l'amico fedele su cui poter contare sempre e comunque. E non Ŕ certo lui il padre del figlio di Claudia, la quale confessa la maternitÓ a genitori rassegnati ad accettare passivamente ogni suo colpo di testa. "Sono incinta e non so di chi", annuncia nel presente dal quale si dipartono i primi flashback prima di un riaggancio che aprirÓ poi in direzione del futuro. SposerÓ un burattinaio spiantato (Ovadia) mentre la regia cercherÓ continuamente di lasciar trasparire - dai suoi incontri e dalle situazioni in cui si trova - un carattere che non emerge mai davvero, prevedibile nelle sue reazioni e trascinato dalla corrente. Il problema Ŕ che nemmeno il ritratto socio-culturale riesce mai a farsi strada, con timidi approcci alla commedia e ambiziosi passaggi come tappe insignificanti di una storia che davvero poco ha da dire. Lello Arena, lontano parente della splendida spalla di Troisi che fu, si mette in un angolo lasciandosi umiliare a pi¨ riprese, Ovadia filosofeggia vacuamente sui massimi sistemi lasciando intendere chiaramente come la pensi Monicelli mentre la Buy, sulle cui spalle pesa l'intero film, non ha ancora la statura necessaria a reggere un ruolo tanto sfumato (in compenso mostra il seno in un paio di occasioni). Non che la colpa di un film non terribile ma sbagliato possa essere attribuita a lei, ma certo era ingenuo pensare che potesse salvare da sola il risultato. Beruschi fa un piccolo cameo nei panni del prete dell'ospedale all'inizio.
il DAVINOTTI

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Galbo 7/3/10 17:11 - 10686 commenti

Tra i film decisamente minori di Mario Monicelli, Ŕ la storia di una donna che attraversa molti anni della storia italiana tra alterne vicende. Nonostante la varietÓ dei temi trattati e delle ambientazioni, il film non riesce ad amalgamare bene le vicende personali e il contesto in cui avvengono. Anche la prova della Buy, palesemente a disagio nei panni del suo personaggio, non Ŕ impeccabile.
I gusti di Galbo (Commedia - Drammatico)

Gugly 19/10/08 14:03 - 954 commenti

Storia di Claudia che, nata nel 1949, attraversa gli anni pi¨ recenti del Paese attraverso varie esperienze (il 68, il femminismo, la new age). Tentativo non riuscito di ricostruzione: la Buy sembra perennemente spaesata, pessime scenografia e fotografia, doppiaggio da paura e voce narrante intrusiva. Dignitosi solo Arena e Noiret. Scivolone di Monicelli che se non adopera la vena caustica sforna lavori insipidi.
I gusti di Gugly (Commedia - Horror - Teatro)

Tomastich 1/8/10 23:04 - 1187 commenti

Storia d'Italia post-bellica, vista tramite gli occhi di una ragazza di una famiglia bene. Margherita Buy Ŕ la protagonista di questa commedia ben orchestrata dal maestro Mario Monicelli, che non lesina critiche al movimento sessantottino (l'ha sempre detto da buon vecchio comunista) e a quello femminista. La Buy Ŕ meno ansiosa del solito (anche se non mancano le classiche inversioni ad U del personaggio) e Arena trasmette simpatia a pelle. Un buon film anni '90 made in Italy.
I gusti di Tomastich (Animali assassini - Horror - Thriller)