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INTERVISTA A LUCIO MONTANARO
venerdý 04 gennaio 2019
ImageIntervistare Lucio Montanaro è come entrare dal vivo in un film di Mariano Laurenti o di Michele Massimo Tarantini. Sono state più le risate che le domande. Parlare di Lucio Montanaro è come parlare di uno di famiglia. La sua semplicità e la simpatia ti entrano subito dentro fino a fartelo considerare uno di famiglia. Nella vita è come lo si vede sullo schermo: un uomo autentico, dalla battuta spontanea, mai banale, pronto ad ascoltare prima che a parlare... e da buon pugliese è ricco di saggezza.
Giacomo di Nicolò (Geppo)
 
GIACOMO: Lucio, come prima cosa ti chiedo: come nasce Lucio Montanaro artista?
LUCIO: Da piccolo amavo fare il cinema. Ero stato inventato da mia madre, dai miei genitori, dalla fede religiosa per fare l'artista; cioè alla fine ho fatto quello che da piccolo sognavo di fare, perché sono cresciuto con le recite insieme ai miei compagni di scuola, e con le barzellette. Imitavo Nini Rosso facendo la sua "Ballata della tromba", imitavo Alberto Lionello... praticamente ho fatto sempre spettacoli e tutti mi ripetevano che la mia vita sarebbe stata quella dell'attore. Ebbene, la vita da attore è arrivata mentre facevo la maturità classica nel 1971. Un giorno venne Vittorio Caprioli a Martina Franca per girare un film; aveva bisogno di un tipo molto simpatico e caratteristico della zona: tutti gli fecero il mio nome, lui mi scelse e così girai il mio primo film, bello e simpatico: Vieni, vieni amore mio, con Imma Piro, Ciro Ippolito e altri attori con i quali sono poi andato avanti fino ad arrivare al grande Luciano Martino.
 
GIACOMO: Riguardo al film Vieni, vieni amore mio volevo chiederti una cosa. Il film l'ha appunto diretto Vittorio Caprioli, più noto come ottimo attore. Mi interessa invece sapere che tipo di regista era.
LUCIO: Caprioli era un artista completo, molto bravo. All'epoca non capivo molte cose, era appunto il mio primo film. Solo dopo, con gli anni, ho compreso cosa significasse tecnica al cinema. Ricordo che ci diresse tutti in modo piacevole; rimase molto soddisfatto del film. Da lì mi portò a Roma. La cosa bella, che ci tengo a sottolineare, è che avevo preso la maturità classica e un membro interno della commissione si chiamava Vincenzo Caprioli, professore di latino e greco. Cominciavo la mia carriera cinematografica con Vittorio Caprioli! Finivo la scuola con Vincenzo ed iniziavo con Vittorio, un altro Caprioli.
 
ImageGIACOMO: Tra l'altro il film Vieni, vieni amore mio è stato scritto da Franca Valeri.
LUCIO: Franca Valeri era all'epoca la compagna di Vittorio. Guarda, ti voglio dire una cosa molto divertente, con tutto il rispetto per Franca Valeri che è un'ottima persona e che stimo tantissimo. Recentemente ho rivisto il film... Ricordo che all'epoca dopo le riprese andai dai direttori di produzione, due grandi del cinema come Mario Cotone e Ugo Valente. Gli chiesi dove venisse proiettata la prima del film; loro risero: "Sicuramente all'Arena di Verona, perché lì ci sono le sedie di pietra e nessuno potrà gettarle sullo schermo!" (risate).
 
GIACOMO: Come fu la collaborazione con Luciano Martino?
LUCIO: Dopo questo film entrai nella grande casa di Luciano Martino, uno dei maggiori produttori italiani. Credimi, era un previlegio di pochi. Non era facile entrare nella sua scuderia, convincerlo. Se non ti amava come attore non ti scritturava. Gli attori li trattava molto bene, ci ha resi popolari, ci ha fatti entrare in una grande pagina della commedia all'italiana; molti fan ci ritengono dei miti e io li ringrazio tutti, tutti quelli che continuano a guardare i nostri film. Anche se economicamente non si guadagnava molto. Oggi, caro Giacomo... uno più è deficiente e più guadagna... Noi i soldi ce li guadagnavamo veramente, con grandi sacrifici. Nonostante tutto, con quel poco che guadagnavamo all'epoca stavamo bene. Era un lavoro che ci ha davvero formati: c'era un rapporto professionale tra attori, registi, sceneggiatori... Noi collaboravamo alla sceneggiatura perché avevamo tutti un dono naturale. Io recitavo a seconda di come mi sentivo, non so se rendo l'idea. Mariano Laurenti mi diceva: "Lucio, fai tu!", Nando Cicero diceva: "Lucio, cosa ne pensi?"... e noi aggiungevamo sempre qualcosa di nostro. Anche la più stupida fesseria risultava importante.
 
GIACOMO: Ti ha diretto anche Luciano Salce nel film La presidentessa.
LUCIO: Luciano Salce, certo, mi voleva molto bene. Mi disse (imita la voce di Salce): "Il nostro rapporto non finisce qui, caro Lucio, io ti voglio in un altro lavoro... e tu ci sarai!" Mi scelse infatti poi per il film Una moglie, due amici, quattro amanti.
 
ImageGIACOMO: Esatto, Una moglie, due amici, quattro amanti con Luciano Salce, Renzo Montagnani e Olga Karlatos. Parlami un po' di Renzo Montagnani.
LUCIO: Un gran signore, Renzo, mi voleva bene. Persona perbene anche sul set, molto preparato. Di questo film ricordo un episodio divertente: io facevo il factotum dell'hotel e Renzo Montagnani con Olga Karlatos dovevano prenotare una camera. Io, con i miei tic, dicevo: "Con bagno, con bagno, con bagno...". Scoppiarono a ridere al punto che dovettero fermare il film perché non riuscivamo più a girare. Montagnani e la Karlatos ridevano, con le lacrime agli occhi (ride). Montagnani allora venne da me e mi baciò sulla guancia dicendomi (Lucio imita la voce di Montagnani): "Lucio, sei un grande!". Che bella persona che era Renzo... pace dove riposa. Invece Olga Karlatos me la ricordo con questi occhi meravigliosi... bellissima donna!
 
GIACOMO: Raccontami qualcosa di Nando Cicero.
LUCIO: Nando era un genio, e come tutti i geni il Padreterno se li porta via. Tanti ricordi...
 
GIACOMO: E Francesco Milizia lo hai conosciuto?
LUCIO: Sì, come no, un altro genio della scrittura. Certi uomini sono unici. Milizia iniziava a scrivere una sceneggiatura alle 7 di mattina e la terminava alle 8 di sera. La consegnava già battuta ed era una sceneggiatura di gran valore! Un grande personaggio. Aveva molta pazienza e precisione.
 
ImageGIACOMO: Con Edwige Fenech fai diversi film, ad esempio La soldatessa alla visita militare e La soldatessa alle grandi manovre. Parlami un po' di Edwige.
LUCIO: Edwige era molto perfetta... e molto bona (ride simpaticamente). La ricordo bellissima. L'ho rivista due anni fa e mi ha detto ridendo: "Lucietto, non cambi mai! Come stai?" Baci a destra e a sinistra e c'era gente che in quel momento mi invidiava. Conosco degli imprenditori importanti che mi dicono: "Senti Lucio, fammela almeno solo conoscere... ti do quello che vuoi!" Pensa te!
 
ImageGIACOMO: Nel film L'insegnante va in collegio reciti accanto a Leo Colonna. Hai notizie di lui?
LUCIO: Diciamo che Leo Colonna è sparito nel nascere. Era figlio di un industriale milanese, non so con tutta sincerità che fine abbia fatto. Non l'ho più rivisto. L'unica cosa che ricordo bene di lui è che usava... Giacomo non ridere... un profumo molto prestigioso di New York. Alloggiava al Park Hotel, stavamo girando L'insegnante va in collegio e ci ospitò nella sua stanza. Eravamo io e Alvaro Vitali; vidi nel suo bagno questo bellissimo profumo e glielo consumai tutto. Lui non ne trovò più neanche una goccia. Ci chiese chi l'avesse consumato, Risposi: "Boh, sicuramente qualche figlio di buona donna!" (risate).
 
GIACOMO: Un altro attore sparito è Marco Gelardini, con cui hai fatto L'insegnante viene a casa.
LUCIO: Anche lui: tutti attori che sono spariti. Anche lui non l'ho più sentito! All'epoca avevano il ruolo del bello, che poteva essere una fortuna oppure una sfortuna... Perché dipende anche dalla fortuna. Oggi il ruolo del bello continua a farlo Raoul Bova. Noi avevamo Leo Colonna e Marco Gelardini, ma non hanno avuto la stessa fortuna di Bova!
 
GIACOMO: Con Gloria Guida fai L'infermiera di notte! Parlami un po' di lei.
LUCIO: Gloria Guida aveva una personalità particolare, era molto introversa, ma comunque una bravissima e bella persona, ci mancherebbe!
 
ImageGIACOMO: Fai anche Zio Adolfo in arte Führer con Adriano Celentano, regia di Castellano e Pipolo.
LUCIO: Sì, lì ho conosciuto Celentano. Una persona molto strana. Sul set arriva da me e mi dice (Lucio imita la voce di Celentano): "Uè... ma tu sei un pugliese?". Un uomo molto carismatico, ma un tipo davvero strano... che spesso diceva  cose senza significato (ride). Con lui ho fatto anche La locandiera.
 
GIACOMO: Infatti, La locandiera, regia di Paolo Cavara.
LUCIO: Bravo, Paolo Cavara! Quando uscì il film rimase otto mesi al Barberini. Io facevo il maggiordomo. Cast eccezionale: il grande Celentano, Claudia Mori, Paolo Villaggio... un grande personaggio.
 
GIACOMO: Come sei entrato in questo film?
LUCIO: Arrivai da Cavara, mi vide e disse: "No, no, no... non va bene!" Risposi: "D'accordo, peccato!" Tornai a Martina Franca e incontrai Pietro Innocenzi, grande produttore amico mio! Gli raccontai di come era andata male con La locandiera. Innocenzi mi portò da Paolo Grassi che era amico di Cavara. Grassi chiamò Cavara e gli disse: "Prendi Montanaro, perché è molto meglio di Banfi!" Ci tengo a sottolineare, caro Giacomo, che io non ho mai dato peso a queste parole, non me ne fregava niente, per carità: Banfi è Banfi, io sono io... ci mancherebbe!
 
ImageGIACOMO: Lucio, nel 1980 giri un film con Marino Girolami, La liceale al mare con l'amica di papà. Hai avuto modo di conoscere Marisa Mell su quel set?
LUCIO: Sì certo, il film lo girammo a Martina Franca. Marisa Mell la ricordo come un'attrice molto bella, una donna affascinante e soprattutto, ci tengo a sottolinearlo, una gran signora, caro Giacomo.
 
GIACOMO: E di Marino Girolami cosa ricordi?
LUCIO: Ma sai, erano tutti registi preparati: lui, Nando Cicero, Mariano Laurenti, Michele Massimo Tarantini... erano maestri della comicità e soprattutto maestri della tecnica. Sapevano usare la macchina da presa, sapevano girare i film con ottime inquadrature; imparavi molto, da loro.
 
GIACOMO: Successivamente inizi una lunga collaborazione con Alfonso Brescia.
LUCIO: Sì la grande scuola di Alfonso Brescia. Anche i suoi film sono diventati dei cult. La famosa sceneggiata napoletana...
 
GIACOMO: Infatti, quelli che hai interpretato con Mario Merola.
LUCIO: (commosso) Era una persona meravigliosa, Mario Merola, amante del popolo. Io mi divertivo a lavorare con lui. Me lo ricordo sul set del film I contrabbandieri di Santa Lucia: eravamo in un parco, un giardino meraviglioso, e vedemmo un orso bianco che camminava. Si alzò con le zampe posteriori. A quel punto Mario Merola (Lucio imita la voce di Mario Merola) mi disse: "Lucio, famme capi' 'na cosa, tu che hai studiato; ma chille tutto bianco che animale è?". "Mario, quello è un cane!" gli risposi, e Merola (Lucio imita ancora la voce di Merola): "'Nu cane? Io mai aggio visto 'nu cane accussì gruosso!". In quel momento arrivò Ciro Ippolito e Merola gli fece la stessa domanda. "Mario, quello è un orso bianco!", gli rispose Ippolito, e Merola (Lucio imita la voce di Merola): "Un orso bianco? Cirù, chiamami per cortesia a Montanaro che gli sputo 'nfaccia!" (risate).
 
ImageGIACOMO: Ma quando Merola nei film ti dava gli schiaffi te li dava sul serio?
LUCIO: Ma no... erano solo carezze! Quante risate con Merola. Poi nel film Napoli Palermo New York mi butta un piatto di spaghetti in faccia (ride)... Film molto belli, caro Giacomo, tu non puoi credere quanto sia piacevole quando ti fermano per strada perché ti vogliono abbracciare: non c'è emozione più bella! Non ti ci puoi abituare perché sono delle continue novità; è come quando esci per la prima volta in pubblico... e devi far ridere. Recentemente ho fatto uno spettacolo a Napoli e alla fine ho detto al pubblico: "Io non sono napoletano come voi, però voglio dirvi una cosa con tutto il cuore: io appartengo a Napoli, grazie ai film che ho fatto con Merola!". I napoletani quando sentono questa cosa mi riempiono di abbracci e applausi: emozioni che non si possono spiegare, ripeto!
 
ImageGIACOMO: Raccontami qualche aneddoto sul film Napoli... la camorra sfida, la città risponde. Lì hai anche diverse scene con Antonio Sabàto.
LUCIO: No no no, non lo voglio neanche ricordare, Antonio Sabàto. Era una persona che sul set litigava continuamente con Alfonso Brescia. Io vedevo queste liti e non capivo il motivo. Sabàto ce l'aveva proprio con me! Non so perché, Giacomo. Ricordo che dovevo girare una scena con lui e a un certo punto si arrabbia: "Tu questa scena non la devi fare così ma con tono più cattivo". "Ma scusami Antonio", risposi, "Tu cosa vuoi da me? Non puoi comandarmi sulla mia interpretazione. Io faccio quello che mi dice Alfonso... il regista è lui!" Alfonso, dietro la macchina da presa, sentì tutto e mi disse a voce alta: "Lucio, lascialo perdere quello lì, non stare a sentirlo!". Ci rimasi male, caro Giacomo, ci rimasi male perché io mi sento ancora un pupillo di bontà, non ho mai malignato su nessuno. Con Antonio Sabàto purtroppo è andata così. E ancora oggi mi chiedo "Perché l'ha fatto?" Non lo so! Un'altra persona simile era Giacomo Rizzo: per carità, un brav'uomo, ottimo attore, molto educato... ma sul set del film Zappatore cercava di fare la primadonna a ogni costo. Alfonso lo rimproverava: "Voi due siete solo la spalla!"
 
GIACOMO: Passiamo a un altro film, sempre di Alfonso Brescia: Carcerato, dove reciti accanto alla grande Regina Bianchi.
LUCIO: Meravigliosa. Che cosa si può dire a una donna come Regina Bianchi? Alcune di loro non dovrebbero mai morire. Sul set ti insegnava tante cose... veniva dalla scuola di Eduardo.
 
GIACOMO: Un altro eccellente attore che in un certo senso apparteneva alla squadra Merola/Brescia era BiagioPelligra, un attore che adoro!
LUCIO: Biagio Pelligra è una bravissima persona: interpretava sempre ruoli da cattivo, da mafioso, ma in realtà è un'ottima persona.
 
ImageGIACOMO: Parliamo di Zampognaro innamorato con Carmelo Zappulla, regia di Ciro Ippolito.
LUCIO: Sì, lì facevo coppia comica con Franco Bracardi che sul set mi diceva: "Lucio, ma questa è una pazzia, girare con le pellicce adosso in pieno agosto!" È stato un film molto faticoso. Davvero si moriva dal caldo.
 
GIACOMO: E Carmelo Zappulla com'era sul set?
LUCIO: Era il fenomeno dell'epoca perché era un cantante di successo; e ha continuato ad essere un fenomeno, per quanto riguarda la canzone napoletana, come cantante. Come attore diciamo invece che ha fatto pochi film.
 
ImageGIACOMO: Lucio, un film che adoro è La dottoressa preferisce i marinai, dove hai delle scene davvero esilaranti con Gordon Mitchell.
LUCIO: Premetto che inizialmente non volevo farlo, questo film, perché non mi convinceva il mio ruolo. Stavo per rifiutarlo. A convincermi fu proprio Michele Massimo Tarantini. Venne a dirmi nell'orecchio: "Lucio tu c'hai il più bel ruolo del film, accettalo!" E aveva ragione: ho molti primi piani! Un ruolo che è rimasto nella storia, con la medicina antiscorregge... Michele Massimo Tarantini si era inventato questa cosa che... io e Renzo Montagnani abbiamo avuto i ruoli più divertenti! È un film che trasmettono spesso su Rete 4 ("I bellissimi di Rete 4"), sempre con ascolti notevoli. La dottoressa preferisce i marinai è tra i film che Quentin Tarantino ama. Se tu chiedi a Tarantino chi è Carlo Verdone non lo sa. Quentin ha portato i nostri film al Festival di Venezia! Io lo conobbi, al Festival di Venezia, e mi disse: "Io ti vorrei nel mio Bastardi senza gloria; mi voleva dare il ruolo di quello che pittava la saracinesca. Tutti questi anni di grandi sacrifici, caro Giacomo, ci hanno permesso di restare nella memoria di tanti... di chi di noi ci si può dimenticare? Di nessuno! Quanto a Gordon Mitchell (ride)... Io a Gordon Mitchell rompevo le palle. Gli dicevo: "Gordon, hai rotto le palle, sono quarant'anni che vivi in Italia e ancora non sai parlare l'italiano!" (risate). La sera al ristorante, dopo le riprese, gli facevo ordinare olive e provolone (risate).
 
GIACOMO: Nel film c'era anche Paola Senatore...
LUCIO: Una donna esuberante: molto bella e aveva una vaga somiglianza con la Fenech.
 
GIACOMO: Senti Lucio, una curiosità: Michele Massimo Tarantini molto spesso usava nei suoi film un caratterista: sto parlando di Thomas Rudy. Te lo ricordi?
LUCIO: Sì, me lo ricordo, ho fatto diversi film con lui, ma più che caratterista era un amico di Michele Massimo Tarantini. Non so dare una definizione a Thomas Rudy.
 
GIACOMO: Hai notizie di lui?
LUCIO: No, assolutamente. L'ho frequentato poco, onestamente.
 
ImageGIACOMO: Nello stesso periodo, parliamo del 1981, fai coppia con il compianto Vincenzo Crocitti nel film La settimana al mare.
LUCIO: Bravo, c'era anche Anna Maria Rizzoli che ho sentito pochi giorni fa. Vincenzo Crocitti era un signore, un grande amico e persona perbene. Sapeva lavorare senza gelosie, un uomo di grande umiltà. Era molto generoso, si faceva amare e io sul set andavo molto d'accordo con lui.
 
GIACOMO: La scena cult è senza dubbio il finale, quando vi beccate gli schiaffi da Francesca Romana Coluzzi dentro l'armadio.
LUCIO: (Ride) Non ne parliamo, non ne parliamo... con Bombolo ed Enzo Cannavale ci siamo beccati un mare di schiaffi, ma sul serio: Francesca Romana Coluzzi aveva una mano davvero pesante! Era tutto improvvisato e Mariano Laurenti, dietro la macchina da presa, moriva dalle risate: "Continuate, continuate così!" e noi a prenderci le pizze da Francesca Romana Coluzzi. Alla sera tornai in albergo con una faccia gonfia così, ma anche gli altri... Cannavale, Bombolo, Crocitti... (risate).
 
GIACOMO: E di Enzo Cannavale e Bombolo cosa ricordi?
LUCIO: Ah, Giacomo, qui ti devo raccontare una cosa divertente. Eravamo al ristorante, durante la lavorazione del film La settimana al mare e mi ero messo d'accordo con Cannavale per fare uno scherzo a Bombolo. Cannavale mi descrisse come un grande proprietario terriero, un miliardario. Disse a Bombolo che avevo ereditato dalla nonna circa 850.000.000 di lire più 14 masserie e il bestiame. Bombolo ascoltava interessato a bocca aperta e mi disse (Lucio imita la voce di Bombolo): "...E tu co' tutti 'sti sordi stai qui a seguitare 'sti quattro stracciaculi... ma mandali affanculo tutti quanti!" (risate). Io e Cannavale morivamo dalle risate!
 
ImageGIACOMO: Sempre con Cannavale e Bombolo fai Tutta da scoprire, dove interpreti il ruolo di uno sceicco!
LUCIO: Ti ricordi anche di questo film? Ma sei proprio un vero cultore! Questo non era facile perché lì è arduo riconoscermi: ero travestito da sceicco coi baffi. Bravo Giacomo: bellissimo film con Nadia Cassini. Girammo a Lecce.
 
GIACOMO: Un altro film, ancora per la regia di Michele Massimo Tarantini, è Giovani, belle... probabilmente ricche, dove reciti in coppia con Olivia Link. Parlami un po' di lei.
LUCIO: Bella, bella veramente. Un'attrice polacca... avevano preso lei perché, se non ricordo male, il film era una coproduzione con la Polonia.
 
GIACOMO: Era un film prodotto da Luigi Borghese, ex marito di Barbara Bouchet.
LUCIO: Esatto! Borghese era un uomo di grande spessore, mi dispiace sia morto
 
ImageGIACOMO: Nel 1982 fai Quella peste di Pierina, regia ancora di Michele Massimo Tarantini.
LUCIO: Sì, quello l'ho fatto con Marina Marfoglia: all'epoca era la fidanzata di Mal nonché un'amica di Oreste Lionello; fu proprio Marina a portarlo nel film. Bella esperienza aver lavorato con Oreste Lionello, artista completo!
 
GIACOMO: Continuando per gli anni '80 ti vediamo in diversi film accanto a Nino D'angelo. Per esempio Popcorn e patatine.
LUCIO: Nino D'Angelo, sì. Una brava persona anche lui, perché veniva dal niente. Siamo rimasti amici e mi vuole molto bene. Qualche giorno fa l'ho incontrato perché sono andato a vederlo a Teatro con il suo nuovo spettacolo, "Lacrime napulitane"... e lì ci siamo riabbracciati come vecchi amici.
 
GIACOMO: Ti dirige anche Francesco Massaro nel film I carabbinieri. Massaro che tipo di regista è?
LUCIO: Un pazzoide, molto bravo ma pazzoide; cambiava spesso idea, alla Fellini; ci tenne quaranta giorni a Cinecittà poi una mattina arrivò sul set e disse (Lucio imita la voce di Massaro): "Oggi girate voi!". Poi un'altro giorno, sempre durante le riprese (Lucio imita ancora Massaro): "Fermatevi un attimo, ho dimenticato una cosa alla Vides, ci vediamo domani mattina!" Se ne andò di nuovo e il set rimase senza regista. Tutti noi a bestemmiare... praticamente non si girava mai!
 
ImageGIACOMO: Passiamo un po' agli anni '90. Parlami del film Club Vacanze. Come sono andate lì esattamente le cose?
LUCIO: Tutto sommato direi bene. C'era sul set quel rompiscatole... come si chiama? L'altro attore comico, no Alvaro Vitali... Andy Luotto, ecco. Un gran rompiscatole, ed è rimasto tale. Io ti parlo sinceramente, eh! Stava rovinando il film con i suoi atteggiamenti strambi e Alfonso Brescia si arrabbiava, perché era il primo film comico di Alfonso. Non fu un grande successo; andò benino diciamo. Poi fu acquistato dalle TV private.
 
GIACOMO: Ma in Club Vacanze hai collaborato anche tu alla produzione, se non sbaglio.
LUCIO: Sì, non te lo volevo dire, caro Giacomo... Alfonso non stava molto bene, non girava più film da molti anni, tutti noi avevamo attraversato quel periodo di crisi cinematografica, dal '85 fino al '92. C'era una gran voglia di fare un'altra commedia classica, quindi proposi io stesso di fare questo film a Martina Franca in collaborazione con l'Hotel Dell'Erba. E nacque  Club Vacanze. Tutto qui! È stata un po' la voglia di tornare sul set per divertirci un po' come ai vecchi tempi...
 
GIACOMO: Lucio, i tuoi prossimi progetti?
LUCIO: Sto lavorando a due cose molto importanti, per me. Sto finendo di scrivere il libro sulla mia vita artistica, in collaborazione con Lorenzo Procacci. Anzi Giacomo, ti chiedo una cortesia: scrivimi una tua prefazione perché ci tengo ad averti nel mio libro, ho visto che sei molto preparato e simpatico. Nel libro racconterò molte cose di me e della mia carriera. L'altro progetto è un tributo che voglio dedicare alla commedia sexy e che si svolgerà a settembre 2019 a Martina Franca: ci saranno Gloria Guida, Barbara Bouchet, Mariano Laurenti, Alvaro Vitali, Anna Maria Rizzoli... e tu sei invitato: sei ospite mio insieme a Lorenzo Procacci.
 
GIACOMO: Grazie Lucio davvero, verrò sicuramente, sarà una nuova piacevole esperienza per me.
LUCIO: Ti ringrazio per questa intervista, ti sono molto grato. Grazie di cuore!
 
INTERVISTA INSERITA IL 04/1/19 DAL BENEMERITO GEPPO
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