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INTERVISTA A GINA ROVERE
martedý 27 settembre 2016
ImageIl nostro sempre solerte GEPPO (GIACOMO DI NICOLO'), inviato di Germania specializzatosi in interviste, ha trovato in Gina Rovere un'attrice spontanea e simpaticissima, di ottima memoria, che ha ricordato i suoi trascorsi nel cinema a fianco di grandi attori e registi regalandoci aneddoti gustosi e lasciando trasparire tutta la sua sincerità d'animo. La ritroviamo con Bud e Terence in Dio perdona... io no, con Totò in Risate di gioia o La cambiale, con Franchi nel memorabile Ultimo tango a Zagarol ma anche in classici come I soliti ignoti o Adua e le compagne, nel Cuore di cane di Lattuada e in molti altri celebri titoli ancora. Inutile dire che ancora una volta ringraziamo Giacomo e la disponibile quanto divertente Gina!

Giacomo: Gina, il tuo esordio cinematografico te lo ricordi?
Gina:
Sì, mi ricordo che andai a fare un provino per un film con Renato Rascel, il film era Io sono la primula rossa. Era un provino per vedere la mia fotogenicità; lì non parlavo, non recitavo, stavo lì e dovevo solo sorridere. E questo fu il mio primo esordio davanti alla macchina da presa.

ImageGiacomo: Nel '58 partecipi al film I soliti ignoti di Mario Monicelli. Un capolavoro, la storia della commedia all'italiana.
Gina:
È successo così: Monicelli mi prese perché diceva che gli portavo fortuna. Ero una ragazza molto allegra, sociale, simpatica ed ero figlia di operai; mio padre faceva il camionista e quindi a casa mia si rideva e si scherzava sempre. Facevo una vita semplice e portavo questo mio carattere nell'ambiente del cinema dove questi signori non erano abituati a un certo tipo di spensieratezza, per cui mi conoscevano e volevano tutti la mia compagnia. Ci si raccontava le barzellette, si facevano tante risate...

Giacomo: Ne I soliti ignoti interpreti la moglie di Marcello Mastroianni.
Gina:
(sorride pensierosa). Marcello era una persona tranquilla, molto educata, molto gentile e non aveva l'aria da divo.  

Giacomo: Un film che mi piace molto è La cambiale, con Totò e Peppino De Filippo, nelquale interpreti la mitica "Capponi Lola".
Gina:
Caspita, "Capponi Lola"... E' rimasto nella storia quel personaggio! Fu un'esperienza favolosa. Un film che ricordo con tanta simpatia. Ti dicevo che ero figlia di un camionista e a casa c'erano pochissimi soldi; io dovevo girare una scena con Totò e Peppino, la gag quando entro nel loro ufficio...

ImageGiacomo: ...come no! Il famoso ufficio "Posalaquaglia & Posalaquaglia", adoro quella scena... da impazzire.
Gina:
(Risate) ...esatto! ...e indossavo una magliettina celeste, faceva un freddo quella sera in quello studio dove giravamo, e feci il conto di quanto mi poteva venire a costare una polmonite, se ci rientravo con i soldi che mi davano; avevo fatto il conto del dottore e delle medicine... e se mi sarebbe poi avanzato qualcosa, con i soldi che mi davano per fare quella scena lì. (Ride)

Giacomo: Totò e Peppino che rapporti avevano?
Gina:
Loro due scherzavano sempre e quando recitavano andavano a soggetto e tu dovevi essere all'altezza della situazione. Le parole scritte sul copione c'erano, però poi loro due aggiungevano e toglievano, facevano come gli pareva. Si capivano in una maniera meravigliosa, andavano veramente molto d'accordo.

Giacomo: Il regista de La cambiale era Camillo Mastrocinque.
Gina:
Non ho avuto molta confidenza con Mastrocinque; era molto distaccato, con me; forse con gli altri no, ma io ero un'attrice giovane, una ragazza a cui non davano molta importanza, all'epoca. Poi dopo, lavorando e lavorando, e facendo altre cose migliori che cominciano a farti guadagnare maggiore rispetto... altrimenti non ti consideravano, rimanevi una delle tante.

ImageGiacomo: Con Totò fai anche Risate di goia.
Gina:
Totò era un gran signore. Pensa che durante una pausa di Risate di goia venne a sedersi accanto a me e mi cantò la canzone "Core analfabeta", che aveva appena scritto... Fui la prima ad ascoltarla! Totò mi disse: "Rovere, ascolta cosa ti faccio sentire", e iniziò a cantare. Io gli dissi "Principe, ma quanto è bella!" e lui rispose "Ehhh, chesta è 'na cosa grande". Ce l'aveva scritta su un pezzettino di carta... questi sono momenti che ti rimangono impressi. Poi il film è meraviglioso: c'erano Ben Gazzara, Anna Magnani... Ecco, la Magnani era una tigre con tutte le altre persone ma con me è stata carinissima; avendo io un carattere così solare... ridevo e scherzavo come ero abituata a fare e lei mi guardava da lontano; perché lei le odiava, le donne... le odiava tutte, perché una bella donna gli aveva portato via Massimo Serato, hai capito? Massimo Serato era un donnaiolo terribile e Anna ha sofferto tanto, a causa sua. E mi ricordo una sera mentre stavamo girando una scena; ad un certo punto mi viene vicino e mi dice "A cavallò' annamo, viè' co mme"; io dissi: "Dove, signora?" e Anna: "Dai che te porto in sala proiezione". Sono stata l'unica donna che lei ha portato in sala proiezione. Poi in Risate di goia girammo una scena dove io dovevo litigare con lei; quando ci fu lo stop Anna va da Monicelli e gli dice "'A Monice'... sta Rovere ce l'ha proprio quadrati!" (Risate).

ImageGiacomo: Con Gino Cervi e Fernandel fai Don Camillo Monsignore ma non troppo.
Gina:
Sì, con Gino... come no. Ero andata ad abitare nella casa del prete e la sera scappavo, andavo in piazza a Brescello perché mi aspettavano tutti i compagni di lavoro, e Gino mi aspettava perché poi giocavamo a scopa. Gino, la moglie e io ci mettevamo al tavolinetto seduti in piazza a giocare a carte. Passavamo delle ore. Mi ricordo anche che l'aiuto regista aveva organizzato una festa e ci siamo messi lì a cantare. Due anni fa mi hanno invitata a Brescello dove hanno fatto una festa e sono stata lì a raccontare questi aneddoti... è stato bellissimo. Ho dei ricordi stupendi guarda... ho conosciuto tante gente bella e simpatica. Anche gente antipatica, ma tanto quella non la frequentavo quindi nun me ne fregava niente (ride).

ImageGiacomo: Nel 1960 giri Adua e le compagne, un film che ha fatto la storia del cinema italiano.
Gina:
Bellissimo. Ho uno splendido ricordo di Simone Signoret, una persona meravigliosa. Mi adorava e quando era ora di pranzo voleva andare a mangiare solo con me! Siamo stati sei mesi in quel casale lì sull'Appia, è stato un periodo stupendo. Sembrava che stessimo in villegiatura... un'armonia indimenticabile. Il regista era Antonio Pietrangeli, che ricordo come una persona gentile, un grande uomo. Poi nel film c'era anche Sandra Milo, che è stata la mia testimone di nozze, una cara amica. Tu calcola che ho fatto due film contemporaneamente: Risate di goia e Adua e le compagne, uno di giorno e l'altro di notte. Finivo di lavorare di giorno e veniva la macchina a prendermi per girare l'altro film di notte. Erano un periodo pieno di impegni: la mia prima preoccupazione era quella di alzarmi e andare dal parrucchiere sotto casa. Poi avevi un pranzo di lavoro, di pomeriggio avevo un incontro per fare delle foto e la sera una cena. Sempre incontri di lavoro! Era una vita caotica... poi capitava che dovevi partire. Io mi definivo una "zingara di lusso": ero sempre pronta con la valigia in mano, partivo da un paese all'altro.

ImageGiacomo: Poi nel '62 fai Colpo gobbo all'italiana per la regia di Lucio Fulci.
Gina:
Lucio Fulci... ecco, lui era antipaticissimo; era sarcastico... No, non mi sono trovata bene con Fulci, per niente. Invece c'era Andrea Checchi che era un gran signore e ho anche un bel ricordo del meraviglioso Mario Carotenuto. Poi Gino Bramieri, un altro grande amico favoloso, molto perbene come ce n'erano pochi. Il mio personaggio di Colpo gobbo all'italiana l'ha scritto proprio Mario Carotenuto, per me. Infatti nel film mi chiamo proprio Gina. Pensa che pochi giorni fa mi ha telefonato la figlia di Mario che mi vuole incontrare perché sta preparando qualcosa per la memoria di suo padre.

Giacomo: Un altro meraviglioso film che hai fatto è Dio perdona... io no!, con Bud Spencer e Terence Hill.
Gina:
Era il loro primo film. Allora, devi sapere che il film non doveva farlo Terence Hill, lo doveva fare un altro ragazzo che si chiamava Peter Martell ma questo, due giorni prima di iniziare a girare il film, va a fare un allenamento coi cavalli... casca e si rompe le gambe. ImageTutti impazziscono a immaginare chi potesse essere il protagonista; il film doveva partire immediatamente perché c'erano pochi soldi...H anno cercato dappertutto per trovare un ragazzo che potesse sostituire Peter. Poi finalmente trovano Mario Girotti (Terence Hill), che era sotto contratto con uno dei due fratelli produttori del film. Il regista era Giuseppe Colizzi, marito di una donna che lavorava con Monicelli. Colizzi non aveva mai fatto il regista, era solo il marito di questa signora che lavorava nel cinema insieme a Monicelli. Non ti dico quello che è successo per girare questo film... non c'era una lira e Colizzi ha dovuto impegnare la sua villa, per finanziarlo.

Giacomo: E di Bud Spencer e Terence Hill cosa ricordi?
Gina:
(Ride) Terence Hill, ricordo, si prese tanti cazziatoni da Colizzi perché non riusciva a fare ciò che lui voleva. Il regista era durissimo e severissim,o con lui. Bud Spencer invece era il genero di Amato, il grosso produttore; era sposato con la figlia e questo film non lo voleva assolutamente fare. Così Colizzi cominciò a pregarlo: "Dai Bud, fammi 'sto film!" E alla fina lo fece. Quando poi uscì batté ogni record di incassi... Dovrei avere ancora i telegrammi in cui lo dicevano. È stata una cosa incredibile.

ImageGiacomo: Recentemente ti ho rivisto recitare di nuovo accanto a Terence Hill in Don Matteo.
Gina:
Esatto, ma Terence in Don Matteo stava molto sulle sue; molto signore ma molto distaccato. L'ho salutato pensando che fosse alla mano come ai tempi di Dio perdona... io no! invece no... Giusto un "buongiorno e arrivederci" e nient'altro.

Giacomo: Nel 1970 vai a Hollywood per interpretare il film Comma 22 di Mike Nichols.
Gina:
Bravo, l'unico film che ho girato a Hollywood. Gli americani volevano farmi un contratto per 8 anni ma io non ho accettato: volevo lavorare a casa mia! La mia agente ancora si strappa i capelli (risate)

Giacomo: Passiamo ad un altro film che a me piace da morire, Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella,  del grande Nando Cicero.
Gina:
Guarda, anche questa è stata una di quelle soddisfazioni che non ti dico. Tu non sai quanto ha incassato questo film e quanto successo che ha avuto. ImageDevi sapere che quando giravo la scena dove ballo con Carlo Giuffré... e l'orchestra sapeva che io avrei fatto dei rumori... partiva la batteria per coprire questi rumori, solo che quando giravamo il film i rumori non c'erano... Quando sono andata alla prima del film e c'era il sonoro, tutto perfetto eccetera... sono scappata, mi sono vergognata come una ladra; mi sono messa un foulard in testa e sono scappata via dalla sala di proiezione! Mi sono vergognata a morte perché girando non mi ero resa conto che la scena sarebbe uscita così. Un altro momento forte è la cena con Carlo Giuffré: mi sono sentita male quel giorno, perché quando mi hanno fatto girare la scena avevo appena mangiato! Ero appena andata a pranzo perché stavamo girando ai Castelli Romani e mi sono fatta mettere un secchio sotto ai piedi perché appena finito di girare la scena... Ma è stato un film che mi ha dato tanta soddisfazione, come ti dicevo fu un grande successo.

Giacomo: Raccontami qualcosa su Nando Cicero.
Gina:
Nando Cicero era una persona deliziosa, un signore elegantissimo, molto gentile, molto carino e soprattutto era molto preparato.

ImageGiacomo: E sempre con Nando Cicero giri Ultimo tango a Zagarol, con Franco Franchi.
Gina:
Nando Cicero mi è rimasto più impresso in questo film perché non faceva altro che litigare con Franco Franchi. Cicero voleva fare le scene in un certo modo e Franchi in un altro, per cui erano liti continue sul set e sospensioni nella lavorazione. Sempre sempre sempre a litigare... Alla fine dovevano dar ragione a Franco altrimenti il film non andava più avanti.

Giacomo: Tra l'altro Franco in un'intervista disse che Ultimo tango a Zagarol è un film che non ha mai amato.
Gina:
Faceva finta di non amarlo, secondo me, perché poi invece il film gli ha regalato tante soddisfazioni. Sai che questo è un film che guardano nelle scuole?

Giacomo: E di Franco Franchi cosa ricordi?
Gina:
Franchi negli ultimi tempi era molto avvilito. Lui aveva un bar a Roma e io andavo sempre a trovarlo. Aveva intenzione di fare un grande spettacolo; mi diceva: "Gina, facciamo un bello spettacolo stupendo, dai, facciamo questo, facciamo quello...". Era molto avvilito perché l'avevano messo in mezzo a una brutta storia, una strana situazione... Io andavo a trovarlo perché mi diceva sempre: "Dai Gina, vienimi a trovare, vienimi a trovare". Io andavo lì e c'erano la moglie, il figlio e i suoi amici in quel bar. Era molto bello. Franco era una gran brava persona e simpaticissimo; pensa che una sera eravamo a una premiazione con Franco Merli ed Enzo Cerusico, un altro amichetto mio, e insieme abbiamo improvvisato uno spettacolo... così... eravamo quattro o cinque attori su un palcoscenico e insieme abbiamo combinato un casino quella notte, in una trattoria... ImageGuarda, mi ricordo cose che oggi non esistono più. Franco era di una generosità unica, lo venivano a trovare e lui dava soldi a tutti. Totò stava sul signore, Franco sulla semplicità. Franco invitava a pranzo tutti... era amico di tutti.

Giacomo: Poi nel '74 fai Farfallon, questa volta con Franco Franchi insieme con Ciccio Ingrassia.
Gina:
Di questo film mi ricordo poco e niente, non è stata una cosa piacevole. È stato un film così...

Giacomo: In che senso?
Gina:
Cioè, ti spiego; non mi piaceva la situazione, non mi piaceva l'ambiente, non mi è piaciuto niente, di Farfallon. È stata una vera  stupidaggine, per me.

Giacomo: Farfallon tra l'altro è stato diretto da Riccardo Pazzaglia. 
Gina:
Guarda, devo essere sincera, neanche Pazzaglia ricordo. Non ci ho avuto a che fare. Il film era poca roba, poche scene... poco affiatamento!

Giacomo: Che rapporti avevano Franco e Ciccio sul set?
Gina:
Ti posso dire una cosa... loro due discutevano molto sul set, ma era normale: dopo tanti anni è una cosa che succede a tutte le coppie; però lavoravano sempre insieme perché funzionavano. Ciccio è stato una grande persona per Franco, e Franco per lui. Con Ciccio ho fatto successivamente anche Giovani e belli, ma il film non ha avuto purtroppo molto successo.

ImageGiacomo: Passiamo a Lando Buzzanca, con lui hai girato San Pasquale Baylonne protettore delle donne.
Gina:
Esatto, con Lando Buzzanca e Gianni Cavina. Lando è una persona simpaticissima; mi invitò a casa sua dove ho conosciuto la moglie che purtroppo non c'è più... ho conosciuto anche i fratelli, di Lando. Me lo ricordo con tanto piacere, Lando; era molto spiritoso. Però di quel set ricordo soprattutto uno scherzo che feci a a Gianni Cavina: lui doveva portare un camion e io gli feci mettere in testa un cappellone grosso (ride) e faceva un caldo terribile... Feci lo scherzo d'accordo col regista, che fingeva di girare la scena con Gianni col cappello in testa che gli andava a destra e sinistra e lui che non ce la faceva più... Alla fine del ciak il regista gli dice: "Va bene Gianni, adesso togliti il cappello che giriamo sul serio". E Gianni: "...Come levati il cappello?" "Sì, è stata la Rovere che te l'ha fatto mettere!". Gianni è sceso dal camion e ha cominciato a corrermi dietro come un matto (risate)... penso che ancora adesso mi maledica, per quella volta!

ImageGiacomo: Con Alberto Lattuada fai Cuore di cane.
Gina:
Un grande film. C'erano Max Von Sydow, Eleonora Giorgi e Cochi Ponzoni. Con Max Von Sydow non potevo dialogare perché parlava un'altra lingua e quindi l'ho conosciuto pochissimo. Anche questo film è stata una bella esperienza. Lattuada comunque era molto severo, molto chiuso, molto burbero... molto per i cavoli suoi insomma.

Giacomo: C'era anche Mario Adorf in Cuore di cane.
Gina:
Ecco, Mario Adorf era una persona che si distingueva dagli altri, era una persona semplice e molto carino.

Giacomo: Hai lavorato anche Bruno Corbucci, parlami un pò di lui.
Gina:
Come no. Bruno era simpaticissimo; con lui ho fatto teatro, uno spettacolo nel '63 che si chiamava "Masaniello". Prima l'aveva fatto Modugno e andò male, invece il nostro ebbe molto successo. Bruno era proprio come me, caratterialmente... Simpaticissimo: barzellette, scherzi, risate...

ImageGiacomo: Hai anche lavorato con Roberto Benigni ne La vita è bella.
Gina:
Ma è stata una piccola cosa... che poi è stata tagliata, nel film. Non era una grande parte, facevo la cameriera della casa di Benigni. Tagliarono la parte altrimenti sarebbe uscito un film troppo lungo... Hanno tagliato mezzo film, figurati! Però alla fine è venuto molto bene, ha avuto un successo staraordinario.

ImageGiacomo: Sei stata diretta anche da Carlo Verdone nel film Gallo Cedrone.
Gina:
Sì sì, Carlo è una persona carinissima, un ragazzo intelligentissimo e mi ha mandato una splendida lettera con tante belle cose... Adesso sono tre o quattro anni che non sto più nel giro perché avevo cambiato agente. Sono ritornata con la mia vecchia agente di una volta e vediamo cosa succede.

Giacomo: Senti Gina, cosa ne pensi del cinema italiano attuale?
Gina:
Vedi caro Giacomo... oggi questo lavoro è uno dei più difficili da fare; sembra facile ma non è così. Tu ti presenti a fare un provino ma non è solo il regista che decide. Cominciamo dall'operatore: se tu non gli stai bene allora ti rovina, poi ci sono il regista, il produttore, il direttore di produzione... Ci sono come minimo sette o otto persone che devono decidere se tu sei quello giusto, per cui diventa tutto difficile. A meno che non scoppi una bomba e dicano decisamente: "Voglio lui, voglio lei". Devi sapere che per me queste cose valgono ancor di più: mi presentavo ai provini e... Giacomo, questo che ti dico non è presunzione credimi, è che io ero talmente strana e particolare ai miei tempi che di donne come me non ce n'erano molte, e se mi prendevano era perché avevano proprio necessità e bisogno di un tipo come me; poi avevo il mio bel caratterino, perché non mi portavo sulle spalle nessuno e non ero amante di nessuno; venivo scelta proprio perché servivano le mie capacità. Devi sapere che in questo mondo purtroppo se non hai nessuno che ti spinge è molto difficile andare avanti, molto. Negli ultimi anni ho fatto tante fiction, ma da un po' di tempo a questa parte non c'è più lavoro; quando hai 20 o 30 anni hai tanti personaggi da interpretare, poi quando vai avanti non ci sono più personaggi per te, o per lo meno quando ci sono lavori uno o due giorni. Recentemente ho fatto una cosa per la televisione e ho lavorato un giorno; figurati, poco e niente. Questo succede in Italia, mentre invece in America hanno tanti personaggi meravigliosi. Adesso nel cinema ci sono i clan, è proprio tutto un cerchio ristretto. Cioè, se tu fai parte di quel clan allora lavori. Per la televisione la stessa cosa: se le redini sono in mano a qualcuno allora lavorano solo quelli che dicono loro, loro amici eccetera. A meno che tu non sia libero professionista. Allora lavori con i liberi professionisti (che sono pochissimi) e quando lavorano c'è poco da fare. Il cinema di oggi è tutto un altro ambiente: una volta c'era l'entusiasmo di un tempo. Mi sembra, non vorrei sbagliare, che ci sia un certo riavvio del mio vecchio cinema, quello vero, perché pochi giorni fa stavo vedendo un film dove addirittura Valerio Mastandrea era uno dei produttori; un lavoro molto bello e ho visto dei ragazzi che recitavano davvero bene... insomma, mi sembra che qualcosa si sta muovendo... qualcosa che si rinnova e che... ben venga.

Giacomo: Gina, grazie a nome mio e del Davinotti per questa intervista. Intervistarti è stata un'immensa emozione per me, difficile da dimenticare. Con te ho attraversato tutto il vero cinema italiano.
Gina:
A me ha fatto piacere aver parlato con te... ti ringrazio, sei veramente carino e la gente come te dovrebbe avere tanta fortuna.


INTERVISTA INSERITA IL 27/9/2016 DAL BENEMERITO GEPPO
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