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Lo sceneggiatore Sacchetti e LA CASA CON LA SCALA NEL BUIO
venerdý 01 giugno 2007

UNDYING: Cosa ricordi del progetto La casa con la scala nel buio (1983) di Lamberto Bava? Sul set era presente, in veste di attore, il futuro regista Michele Soavi. Durante la lavorazione del film, il tuo ruolo era attivo (voglio dire: eri presente sul set?)...

 

DARDANO SACCHETTI: Il produttore Martino aveva comprato una bellissima villa con un bellissimo parco nel cuore di Roma, per recuperare dei soldi l'aveva affittata al suo ex organizzatore che l'ha usata come uffici e set per il film Zora la vampira (quello voluto da Carlo Verdone, n.d.a.). Un giorno Martino mi chiamò e mi disse che aveva una villa e voleva girare un film a basso costo tutto dentro la villa. Me la fece vedere e mi chiese di scrivere una storia. Si trattava di affrontare una di quelle sfide nelle quali, poi, mi sono specializzato di fare le nozze coi fichi secchi.

Il problema è che spesso ai bassi budget si accompagnavano, mentre si girava, dei prelievi indebiti. Qui bisognerebbe aprire una parentesi sui registi. Gli autori sono quelli che difendono il copione e soprattutto il film. I mestieranti sono quelli che subiscono le violenze economiche dei produttori, sperando di continuare a lavorare se chiudono un occhio, senza rendersi conto che si danneggiano e basta. Per questo Dario è un autore, non solo per la sua visionarietà, ma perchè difende la sua opera. Comunque, quando consegnai la sceneggiatura Martino mi disse che non aveva un regista. Lamberto era un mio amico. Dopo Macabro (opera d’esordio ufficiale di Lamberto, n.d.a.), che non era malvagio, non aveva avuto fortuna. Era tornato a fare pubblicità. Io suggerii a Martino il suo nome e Martino fu subito d'accordo. Il film entrò quasi subito in preparazione. Andavo spesso sul set perchè la sceneggiatura era costruita su quella casa e bisognava adattarla momento per momento. Conobbi Michele Soavi che, durante le pause, riparava la sua Triumph dolomite e faceva pesi con una sbarra infilata in due bidoni pieni di cemento. Lui aveva fatto un film con Deodato, dove Lamberto faceva l'aiuto. Credo che fosse il film su Atlantide (I predatori di Atlantide, n.d.a.), film molto sfortunato a causa dei produttori che si erano avventurati in un genere a loro sconosciuto. Era obiettivamente un film non riuscito a cominciare dalla storia. Al contrario, considerando che La casa con la scala nel buio costò meno di duecento milioni, quello fu un piccolo miracolo. Gli mancava poco, come spesso accade ai film di Lamberto, per essere di categoria superiore. Solo con Dario che lo sprona a dare il meglio, Lamberto fa vedere le sue qualità, anche se è debole nella scelta del cast e nella direzione degli attori.

 

Parte di un'intervista a Dardano Sacchetti raccolta dal benemerito UNDYING

 

• Link alle altre parti dell'intervista:

Lo sceneggiatore Dardano Sacchetti parla di L'Ultimo squalo, Paura nella città dei morti viventi, Camping del terrore, Apocalypse tomorrow, Assassinio al cimitero etrusco, Quella villa in fondo al parco, Morirai a mezzanotte, Spettri, Lo squartatore di New York, Amityville Possession, Inferno, Il Maestro del Terrore, Per Sempre, La casa dell'orco, L'aldilà, Shock, Reazione a catenaLa chiesa, Demoni, Zombi 2, Il Gatto a nove code

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