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LE LOCATION ESATTE DI "ANONIMO VENEZIANO"
lunedì 03 ottobre 2011
ImageLa situazione al via delle ricerche: Curiosamente era già noto che il film fosse stato girato a Venezia (in parte grazie anche al titolo, credo), ma non era ancora stata avviata una ricerca dei luoghi esatti, salvo qualche sporadica location perlopiù facilmente riconoscibile.

Questa è la storia di una delle più lunghe gestazioni in cui è incorso uno speciale location davinottico. La ricerca dei luoghi di Anonimo veneziano era partita già tre anni fa e molte di esse erano anche già state fotografate nel 2009, solo che mancava una fonte decente da cui ricavare i fotogrammi. La vhs era di qualità scadente, e un film così, in cui le location mirabilmente fotografate da Marcello Gatti rivestono un'importanza fondamentale (buona parte del film si svolge tra calli, ponti e canali), meritava di meglio. Poi ecco che un giorno mi accorgo che in Spagna il dvd era uscito (pure con la traccia in italiano) e decido di acquistarlo. Grossa la delusione, nonostante la qualità video sia nettamente superiore a quella del vhs: mancano infatti alcune scene presenti nella versione italiana, per le quali sono quindi dovuto ricorrere alla vhs... La forza delle immagini restitute dal dvd rende ad ogni modo giustizia a quella che resta una pellicola di grande successo e molto particolare, un melodramma maturo puntellato dalle immortali note di Stelvio Cipriani e dall'Adagio per oboe e archi di Alessandro Marcello. Cominciamo quindi il viaggio e lasciatevi trascinare (se avete visto il film) dai ricordi. Perché se è vero che sul valore dello stesso i pareri sono contrastanti, sull'abilità nello scegliere le location solitamente tutti concordano. Non si è precisata la città per le location perché sono tutte, senza eccezioni, veneziane, e sono stati aggiunti brevi citazioni di dialoghi per illustrare meglio le situazioni brevemente descritte. Un ultimo ringraziamento all'insostituibile Grada, che mi ha aiutato nell'estenuante compito di trovare tutte le location e fotografarle...

Image Image 01. INCONTRO ALLA STAZIONE (Zender)
Enrico (Tony Musante) si aggira per la stazione di Venezia pensieroso. Sta attendendo il treno che riporterà da lui Valeria (Florinda Bolkan). Valeria arriva, sul binario 6, e il primo scambio di battute non è di quelli che rompono il ghiaccio… “Grazie d’essere venuta”, dice lui. “Me l’ha consigliato l’avvocato”, la freddissima risposta di lei. Insieme i due si avvieranno a prendere il vaporetto sul pontile di fronte alla stazione. Seguirà breve viaggio cartolinesco sul Canal Grande (con passaggio obbligato sotto il Ponte di Rialto). La stazione di Venezia non è troppo cambiata da allora, anche se l'atrio principale è attualmente in divenire e quindi di fatto scarsamente fotografabile. Fino a poco tempo fa era ancora come lo vedete nel film (con alcune differenze nella disposizione dei negozi, ovviamente).

Image 02. IL RICORDO DEL PRIMO INCONTRO A CA’ FOSCARI (Zender)
Durante il tragitto sul Canal Grande il vaporetto passa di fronte a Ca’ Foscari (poco plausibile come percorso, si vede come il montaggio sia stato fatto fregandosene della reale direzione delle linee di allora e di oggi, come prevedibile e giustificabile). A quel punto Enrico ricorda il giorno in cui per la prima volta si incontrarono, in quella scuola. In realtà però le immagini non ci mostrano affatto il cortile e il palazzo di Ca’ Foscari quanto quelli del Conservatorio Benedetto Marcello, ad almeno un chilometro da lì e già usato molto di frequente dal cinema (anche per la bellezza stessa del palazzo, sito a ridosso di Campo San Stefano).

Image 03. A PASSEGGIO PER LA SALUTE (Zender)
Scesi dal vaporetto in un pontile non identificabile (troppi stacchi di montaggio, inquadrature strettissime) i due cominciano a discorrere passeggiando, e il primo scorcio che vediamo è quello celeberrimo di Campiello Barbaro, dietro Palazzetto Dario alla Salute, ancora una volta una location utilizzatissima dal cinema, visto che si tratta di uno dei campielli più suggestivi dell'intera città. Quattro passi e corentemente i due fanno un ponte e passeggiano sulla fondamenta Ospedaletto, che sta lì nei pressi, sempre nella zona della Salute. Il pub "Ai gondolieri" resiste ancor oggi, a conferma di una città tra le meno cambiate, nel corso degli anni. Valeria ed Enrico intanto cominciano a parlare di soldi e avvocati…

Image Image 04. DOVE ABITAVA ENRICO (Zender)
Appena svoltato l’angolo, alla Salute, i due si ritrovano improvvisamente da tutt’altra parte. “Abiti sempre qui a San Samuele?” chiede Valeria. Ed in effetti i due si trovano proprio a San Samuele (visibile il cartello con l’indicazione per Palazzo Grassi), dalla parte opposta del ponte dell'Accademia ovvero sulla riva opposta del Canal Grande. Si parla anche dei figli, che Enrico non vede da un pezzo… Poi un passaggio per il ponte accanto a Piscina San Samuele, altra location abusata dal cinema di ogni tempo. Oggi le ringhiere in legno sono diventate di ferro, ma la forma caratteristica del ponte è rimasta la stessa.

Image 05. TAPPA AL BAR DI SANTO STEFANO (Zender)
“Ci mettiamo qui fuori?”. Enrico propone di sedersi sui tavolini esterni del bar che fa angolo con Calle San Maurizio, un locale che ha cambiato proprietario infinite volte ma che ha sempre mantenuto uno status di bar d’elite. Due caffè (con pillole) servito al tavolo, piccola chiacchierata col barista (citazione anche per “Il gazzettino”, storico quotidiano locale ancora in vita). Siamo in Campo San Stefano, a pochi passi dalla finta Ca' Foscari incontrata precedentemente. Anzi, il palazzo sullo sfondo è proprio quello a fianco del Conservatorio.

Image Image 06. SOTTO I PORTICI E IN GONDOLA (Zender)
Sale il vento, e i due in un attimo si ritrovano ben distante da San Stefano, visto che siamo invece nel sotoportego Zambelli che dà su Campo San Giacomo Dall'Orio. Si risvegliano i ricordi e partono ancora i flashback. Ci si rinfacciano le reciproche sofferenze e si fa un passaggio sul Canal Grande nella gondola che porta a San Stae (di cui si vede charamente la chiesa). E’ ancora il momento di parlare di divorzi e avvocati. I due scendono correttamente a San Stae ma subito dopo sono sorprendentemente di nuovo a San Polo (perché prendere la gondola per ritornare subito indietro, ci si chiede. Ma andiamo, il cinema è fatto così, lo sappiamo tutti).

Image 07. A TEATRO (Zender)
Enrico è un direttore d’orchestra, e quando lo vediamo provare, solitario, in teatro, davanti alla stupita Valeria, imitando con la bocca i suoni degli strumenti (subentrerà in colonna sonora la musica “con orchestra” che andrà a sovrapporsi al popopopo di Enrico), le immagini mostrano una struttura ricchissima sulle cui poltrone Valeria si siede. Il teatro in cui si consuma questo simpatico siparietto è quello celeberrimo della Fenice, in campo San Fantin. Pochi dubbi in proposito, visto che una simile ricchezza scenografica non poteva che appartenere al più importante teatro di Venezia (e non solo).

Image Image 08. RITORNO ALLA CASA D’UN TEMPO (Zender)
“Eccola”. Enrico e Valeria si fermano davanti alla casa che li ospitò appena sposati. Siamo in Campo della Maddalena. Nuovi flashback del loro arrivo in casa, felici. La casa ora è diventata una sartoria e il proprietario, disturbato da Enrico che suona per farlo accorrere in finestra, non accetta di far salire i due per l’improvvisato Amarcord. “Avevo sempre fame, non facevo che mangiare”, dice lei. “Nessuno ha fatto l’amore come noi due”, insiste lui che tenta continuamente il riavvicinamento. Il campiello, che si apre a destra della lunga Strada Nuova provenendo dalla stazione, è molto suggestivo e conserva intatto ancora quasi tutto di ciò che si vedeva quarant'anni fa.

Image Image 09. PASSEGGIATA TRA I PANNI STESI (Grada)
Sempre continuando la loro conversazione, Enrico e Valeria passeggiano su una fondamenta girando poi a sinistra ed entrando in una zona di case popolari dove la prima cosa che si nota sono i tantissimi panni stesi sulle corde tirate tra le case. Trovare questa location è risultato particolarmente arduo. Benché non siano tantissime le zone che a Venezia possono presentare un “paesaggio” simile, rintracciare il punto esatto ha significato visitare più posti prima di arrivare alla soluzione. Alla fine Grada è giunta in una zona della Giudecca che poteva assomigliare a quella del film e, facendo veloci raffronti coi fotogrammi, ha potuto concludere che la scena venne girata in rio di Sant’Eufemia girando poi verso Calle del Cantier e Calle de mezzo.

Image 10. A PARLAR DI GRANCHI CONVERSANDO SU EMILIO (Zender)
“Cosa volevi da Emilio?”. “Non me ne frega niente di Emilio!”. Emilio è il nuovo fidanzato di Valeria, il cui solo nome fa alzare la voce a Enrico, che stava invece parlando di come si pescano i granchi e si conservano. “Mi fa schifo la tua mentalità boghese”, insiste Enrico. “Tu hai sempre giocato con me, con le mie paure…” replica Valeria. Il bello scorcio sulla laguna è ancora alla Giudecca, l’isola che sta di fronte alle Zattere. La scena, visivamente molto suggestiva, è stata ripresa da Ponte Sant’Angelo lungo la parte terminale del rio di Ponte Longo. Un altro posto in cui il tempo pare essersi fermato.

Image 11. LA CONVERSAZIONE SI DRAMMATIZZA SUL PICCOLO PONTE (Manrico)
Continuando a parlare di Emilio, la conversazione si scalda. Enrico comincia ad alzare la voce, a dare addosso alla povera Valeria che finisce in lacrime su un piccolo ponte che ancora mostra una zona suggestiva di Venezia, con i panni stesi e un ponte che si apre su una fondamenta. Il ponte, per la precisione, è quello di Riello sull’omonima fondamenta, nella zona che da Via Garibaldi si dirige verso Castel San Piero. Una zona popolare distante dalla zona precedente, facendo immaginare un giro per la città molto particolare e vario. Per trovare il luogo esatto ho chiesto al nostro utente veneziano Manrico, che dopo una verifica e richieste diffuse ad amici e conoscenti, è riuscito infine a scovare il ponte.

Image Image 12. A PRANZARE IN TRATTORIA (Zender)
“Che senso ha questo pellegrinaggio?”, chiede lei. “Ma niente, mica tutte le cose devono avere un senso”. Fatto sta ch alla fine i due si fermano per il pranzo. Nessun mistero sul luogo scelto dai due. Come ben mostrato dalle immagini siamo alla nota Locanda Montin, sulla Fondamenta di Borgo. E' un locale molto noto, che ha ospitato personalità di ogni genere e al cui interno campeggiano ancora i fotogrammi di Anonimo veneziano. Qui i due si accomoderanno sedendosi in giardino. Poca gente, atmosfera familiare, la locanda non è poi cambiata molto da allora. I due, durante il pranzo, si lasciano di nuovo andare ai ricordi: “Era bello? Dimmi…. Ti prego, voglio saperlo” domanda lui. “Con te… meraviglioso”, risponde Valeria.

Image Image 13. IL SENSO DELLA MORTE, SUL PONTE (Zender)
I due, dopo pranzo, si ritrovano ancora alla Giudecca, nel punto dove Enrico aveva cominciato a parlare di granchi. Ed è qui che lui annuncia a lei che sta per morire. Colpo di scena: “Il fatto è che sto morendo…” “Che significa? Tutti stiamo morendo” “Ma vedi, io morirò presto davvero, cinque o sei mesi, forse meno, hanno detto i medici”. Lo shock è forte, Valeria non se l’aspettava, e questa confessione cambierà chiaramente il rapporto tra i due, aprendo una nuova fase della permanenza di Valeria a Venezia. Siamo sul Ponte Longo all'imboccatura del canale visto prima, come detto precedentemente, alla Giudecca.

Image 14. SEDUTI IN PANCHINA E A FARE DA ARBITRI A RUBABANDIERA (Zender)
Continuando a parlare della drammatica situazione di Enrico, i due si ritrovano seduti su una panchina. Dietro di loro un gruppo di ragazzini ha bisogno di qualcuno che regga il fazzoletto per farli giocare a rubabandiera. Enrico accetta di fare da arbitro mentre Valeria resta seduta, pensierosa, in panchina. I due sono in questo momento seduti lungo Viale Piave, guardano il Canale di Sant'Elena e davanti a loro vedono nientemeno che lo storico stadio dove gioca ancor oggi il Venezia. Il "Penzo", con le sue inconfondibili finestrelle, occhieggia sempre sulla sinistra del fotogramma.

Image Image 15. A STRUGGERSI AL PORTO (Zender)
Valeria si abbandona sulla spalla di Enrico: “Vorrei che fossi già morto”… “Lo so”, risponde lui. Intanto qualcuno viene a dir loro che non si può stare dove stanno, invitandoli a seguirlo per uscire (scena non presente sul dvd restaurato…). I tre insieme si dirigeranno verso i capannoni della Marittima, oggi quasi completamente abbattuti o riconvertiti in altro. Image Parlano del concerto che dovrà tenere Enrico, sulle note dell’Anonimo Veneziano di Benedetto Marcello. A dare la posizione esatta è una torretta che oggi non esiste più se non nelle mappe di Google e Bing. Grazie ad essa siamo anche in grado di individuare il “tunnel” esatto in cui Enrico e Valeria entrano per ritrovarsi, come per incanto, ad uscirne ben distanti…

Image 16. VERSO SANTA MARTA (Zender)
Non si capisce bene come, ma l’uscita del capannone in cui i due erano entrati ci si vuole far credere che sia lo stesso dal quale li vediamo uscire. In realtà non è affatto così e, per quanto non si sia poi distantissimi, siamo in realtà da tutt’altra parte. I due infatti escono davanti al rio di Santa Marta, dove lui le chiede se lei vuole essere riaccompagnata in stazione. “No, andiamo a casa tua”, sarà la risposta. E' chiaro che il rapporto tra di loro sta cambiando, com'è chiaro che in questo la tragica rivelazione di lui ha avuto un'importanza fondamentale.

Image 17. CASA DI ENRICO (Zender)
La casa di Enrico è una delle più celebri case veneziane: si tratta della cosiddetta casa dei tre occhi, alla Giudecca, caratterizzata da tre grandi finestre sul canale della Giudecca di forma inusuale. Enrico parla della sua malattia mentre Valeria è sempre più intristita dalla situazione. Parlano di dove faranno l’incisione. “A San Vidal, c’è un’acustica perfetta”, dice lui. E sarà davvero così, come vedremo. I due saliranno fin sul terrazzo con vista della casa, che è proprio quello della casa dei tre occhi. Ora è lei che non vuole più partire. Faranno l’amore…

Image 18. AL MERCATO DI RIALTO (Zender)
Si parla di suicidio. “La vita ti vuol regare e tu con un anticipo magari del tutto ridicolo la freghi”. E’ naturale che chi è in punto di morte pensi al suicidio. “Essere il più forte, quello che decide”. Ma Enrico non ce l’ha fatta, e i due camminano sulla riva di Rialto dove sta il mercato (ma se ne vedono solo le bancherelle vuote). Enrico confessa di aver paura di morire (“Perché non dovrei aver paura?”) e questo dà il via a un nuovo spensierato flashback di quando i due erano innamoratissimi.

Image 19. L’AMORE SULL’ERBA (Zender)
I ricordi, come detto, riattivano nuovi flashback. Qui i due si rincorrano tra l’erba come nella più classica delle iconografie tradizionali dell’idillio amoroso. Seminudi corrono nel verde per sedersi sul molo con vista sulla laguna. Non è stato facile trovare la certezza, per questa location, ma alla fine ci siamo arrivati. Sullo sfondo, con un po' di sforzo (e fotografie alla mano) si possono infatti riconoscere il campanile e la chiesa di Burano. Da come quindi è orientato il molo e dai cipressi che ornano l'isola si capisce che i due correvano sull'isoletta di San Francesco del deserto, dove sta il celebre monastero.

Image Image 20. A COMPERARE UN VESTITO PER VALERIA (Grada)
“Adesso ti comprerò un vestito da regina, come le regine di un tempo che nelle grandi occasioni si vestivano tutte d’oro e d’argento… Qui fanno i broccati più belli del mondo”, assicura Enrico. Siamo alla Bevilacqua in campo san Zan Degolà e Valeria proverà un gran numero di vestiti mentre grande spazio viene lasciato alla colonna sonora. La scena è molto lunga e tra le altre cose mostra abbondantemente l'interno del "negozio", dove ancora oggi vengono conservati gli antichi telai. Una preziosa testimonianza di come lavoravano gli antichi tessitori.

Image Image 21. A SAN VIDAL PER L’INCISIONE (Zender)
Accompagnato da Valeria Enrico, chiamato dagli altri “il professore”, arriva alla chiesa di San Vidal, in Campo San Stefano verso il ponte dell'Accademia. “Anonimo veneziano, concerto in do minore per oboe e archi, secondo movimento adagio, registrazione prova”, annuncia la voce dello studio, e il concerto comincia. Valeria ascolta per un po’ finché, distrutta dal dolore, esce. Con la suggestiva vista su Campo San Stefano si chiude il film. Titoli di coda e spettatori a piangere. Se esiste un film più strappalacrime di questo ditelo...

Testi: Zender - Tavole: Zender - Foto: Zender e Grada

APPROFONDIMENTO INSERITO DAL BENEMERITO ZENDER (con l'aiuto di GRADA)
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