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INTERVISTA A GIANLUCA MANUNZA
giovedý 28 luglio 2011
ImagePubblichiamo qui l’intervista fatta dal nostro amato Giacomo di Nicolò (alias Geppo) a Gianluca Manunza in esclusiva per il Davinotti.

Se amate il cinema di Lino Banfi e Alvaro Vitali oppure di Bombolo e Cannavale allora avrete sicuramente capito di chi si tratta. Sto parlando di Gianluca Manunza, il piccolo attore che ne La ripetente fa l'occhietto al preside interpretava il figlioletto di Lino Banfi, oppure il figlio di Enzo Cannavale in La settimana bianca; ma forse lo ricordiamo sopratutto in Qua la mano, dove interpretava il figlio di Enrico Montesano con la mania di farlo battezzare direttamente dal Papa (interpretato da Philippe Leroy). Ho avuto il piacere di incontrarlo e di chiacchierare con lui. Gianluca, oltre a essersi dimostrato gentilissimo e di una cortesia straordinaria, ci ha anche concesso di pubblicare alcune sue foto appartenenti al suo archivio personale.

GEPPO: Gianluca, innanzitutto grazie di cuore per aver accettato l'intervista.
GIANLUCA: Grazie a te Giacomo.

GEPPO: Parlami un po' di te. Dove sei nato?
GIANLUCA: A Roma, nel quartiere di Cinecittà, ben 39 anni fa. All'epoca era considerata una borgata ai margini della città, dove la semplicità e la solidarietà tra le persone erano i principi del vivere quotidiano. Ho due sorelle ed io, essendo il più piccolo, ero il cocco di mamma. Sono cresciuto con un'educazione direi tradizionale, ho conseguito il diploma di maturità presso il Cine e Tv, istituto di stato per la cinematografia e televisione Roberto Rossellini, e da due anni mi sono trasferito in Toscana con mia moglie, sposata nel 2004.

ImageGEPPO: Devi sapere che da piccolo ti vedevo nei film e ti invidiavo, perchè ti vedevo recitare accanto ai miei miti: Bombolo, Enzo Cannavale, Lino Banfi e Alvaro Vitali. Che ricordi hai di questi personaggi?
GIANLUCA:
Un ricordo splendido, avendo lavorato con loro quando avevo solo 8 anni; per me era un gioco, non lavoro. Bombolo era un personaggio fuori e dentro lo schermo: umile, generoso, sempre affettuoso nei miei confronti, ed era rimasto la solita persona che vendeva i piatti davanti all'Upim. Lino Banfi è stato il primo che ho incontrato: con me passava molto del suo tempo sul set per insegnarmi ad essere naturale, spensierato... Nei film mi ha fatto sempre da padre e lui è stato bravissimo a farmi sentire suo figlio anche fuori dal set. Poi ci accomunava il fattore calcistico: era romanista come me... un grande! Alvaro Vitali era ed è un concentrato di comicità e talento naturale: sprizzava gioia e felicità da tutti i pori, un'energia fuori dal comune... con lui si rideva sempre, non c'era mai un minuto di noia, e poi da lui ho imparato molto sul piano culturale; aveva girato molto l'italia e mi raccontava spesso dei suoi viaggi, sapeva mille cose... Anche lui aveva lavorato con i più grandi sel teatro (non dimentichiamo che ha recitato nel Rugantino con Enrico Montesano, Aldo Fabrizi, Bice Valori... mostri sacri...) Insomma, ho dei bellissimi ricordi: tutte persone meravigliose!

GEPPO: Che ricordi hai di Enzo Cannavale?
GIANLUCA:
Enzo Cannavale... scomparso da poco. Un ricordo bellissimo: con lui ho lavorato in diversi film, perciò c'era anche una confidenza diversa. Molto umile anche lui, pronto alla battuta... con un comportamento fuori dal set molto signorile. Buono, disponibile, elegante, mai banale, molto silenzioso ma da buon napoletano vitale e sorridente. Da lui ho imparato la generosità napoletana: era sempre pronto a regalarti una parola di incoraggiamento, diceva un sacco di battute divertenti e da buon napoletano aveva una grande saggezza. il cinema e il teatro italiano con la sua scomparsa hanno perso molto. Una grave perdita, per le nuove leve. Enzo era un papà per me... mi dava sempre consigli paterni. Un saluto particolare alla sua famiglia da parte mia.

ImageGEPPO: Hai recitato anche con le più belle attrici italiane: Edwige Fenech, Gloria Guida e Anna Maria Rizzoli. Chi fu l'attrice che ti colpì di più sul set e quella con cui ti trovavi meglio?
GIANLUCA:
Mi trovavo bene con tutte, e tutte mi colpirono. Edwige Fenech era dolcissima, molto affettuosa. Con Anna Maria Rizzoli, con la quale ho lavorato di più, a un certo punto ci eravamo fidanzati...  Gloria Guida molto affettuosa e dolce. Mi colpì la loro semplicità e disponibilità. Non avevano proprio il comportamento da dive.

GEPPO: Il tuo primo film è La poliziotta della squadra del buon costume di Michele Massimo Tarantini del 1979. Interpretavi il piccolo Armandino. Come sei entrato nel mondo del cinema?
GIANLUCA:
Ma come in tutte le cose, per caso. All'epoca c'era una signora, che io conoscevo come "la signora Calò". Era un capogruppo, aveva contatti con il cinema, e quando servivano dei figuranti o delle comparse per scene di massa, veniva contattata. Io iniziai così: una volta servivano dei bambini e lei contattò mia madre per piccole parti. Poi un giorno lei mi chiamò, per un provino ai De Paolis: era una piccola parte nel film di Tarantini, e piacqui subito per la mia spontaneità e sfrontatezza.

ImageGEPPO: Michele Massimo Tarantini che tipo di regista è?
GIANLUCA:
Ho un ricordo lontanissimo di lui, ma era un regista paziente, che si divertiva e trasmetteva la cosa a tutti, producendo un'atmosfera serena e distesa.

GEPPO: Nello stesso anno hai partecipato nel film La liceale seduce i professori di Mariano Laurenti.
GIANLUCA:
Mariano è stato un padre lavorativo straordinario: lui era più giocherellone di tutti gli attori comici con cui ha lavorato, era sempre pronto a suggerire battute, sempre con il sorriso... si divertiva un mondo a girare film. Veramente bravo, umano e sempre disponibile. Io sono contento, in un certo qual modo, che le persone apprezzino ciò che Mariano ha fatto: la sexy commedia è un modo per divertire e raccontare senza mai essere volgari e inestetici. Io sono un privilegiato ad aver condiviso tanti bei momenti di divertimento e umanità con persone di tale talento comico (di cui ora si sono un po' perse le tracce). Vorrei rivedere Mariano, una persona che scriveva i film pensando sempre a una parte per me. A lui devo molto. Gli stavo simpatico... forse. Lui è forse il più comico di tutti, auto ironico... chissà se si ricorda di me dopo tanti anni; la verità è che anche io per timidezza e rispetto non li ho mai più chiamati... per non rompere le scatole.

ImageGEPPO: Poi nel 1980 hai girato Qua la mano, più precisamente l'episodio "Sto così col Papa", accanto a Enrico Montesano e Adriano Russo diretto da Pasquale Festa Campanile. Raccontami qualche curiosità su questo film. Interpretavi il figlio di Montesano.
GIANLUCA:
Pasquale Festa Campanile era un regista serio, silenzioso, rifllessivo. Enrico Montesano era un personaggio fuori dal set molto riservato, a tratti burbero. Non cattivo, intendiamoci, anzi molto professionale, e come tutte le persone umane aveva i suoi alti e bassi. Lui aveva la sua sedia con su scritto ""Er più", sulla quale per fargli uno scherzo una volta scrissero sopra una parolaccia che inizia con la lettere S... Quella mattina arrivò sul set non proprio di buon umore, e lo scherzo  non riuscì proprio. Ma Enrico Montesano, un vero professionista e signore, secondo me soffriva (all'epoca era molto famoso) l'impossibilità di una vita normale...

GEPPO: Un altro grande cult-movie che hai interpretato, e che a me personalmente piace tantissimo, è La settimana bianca, con Bombolo e Cannavale, diretto ancora da Mariano Laurenti.
GIANLUCA:
Il primo ricordo è che per me era la prima volta che andavo sulla neve... un albergo a 4 stelle con tante persone intorno che mi facevano sentire importante e coccolato... Era bellissimo per me, ragazzino di città, andare sulla neve; poi ci sono stato più di un mese... fantastico!

GEPPO: Hai un ricordo particolare di Gianfranco D'Angelo?
GIANLUCA:
Gianfranco D'Angelo è un vero simpaticone: mi raccontava un sacco di barzellette e si divertiva da matti a farmi ridere. Però lui andava sempre al letto presto. La mattina voleva essere in forma, quindi mangiava e poi dritto a letto!

ImageGEPPO: Qual è stata la scena più difficile da girare?
GIANLUCA:
Difficile... mmhh... eravamo sul set de La settimana bianca, e con lo slittino dovevo prendere al volo Enzo Cannavale: colpii molto forte con il naso sulla sua schiena e andai in terra. Molte volte andai in terra. Solo dopo un po' di ciak sono riuscito a fare la scena buona....

GEPPO: In
La settimana bianca c'erano anche Jimmy Il Fenomeno e Vincenzo Crocitti.
GIANLUCA:
A me Jimmy spaventava molto (non dimentichiamo che all'epoca ero piccolo), però con me era buono e socievole. La sua bravura era ironizzare sui suoi problemi, però a me spaventava la sua... come dire... per non essere frainteso e poco elegante diciamo il suo essere fuori dal comune ecco... Vincenzo Crocitti era un compagnone, prendeva tutto molto alla leggera, si divertiva a fare il suo lavoro. Secondo me il cinema italiano non ha mai riconosciuto il suo talento come meritava; ha fatto sempre parti di secondo piano o di spalla, ma lui aveva un gran talento. Anche la sua scomparsa è passata un po' in sordina... e questo mi è dispiaciuto. Un vero signore.

GEPPO: Come hai preso la scomparsa di Vincenzo Crocitti?
GIANLUCA:
Male putroppo... ci ha lavorato negli ultimi tempi un mio amico nella serie Carabinieri... il mio amico è Giampiero Lisarelli (nella fiction interpretava Prosperi). Crocitti era sullo schermo come nella vita: pragmatico, quasi triste nella sua comicità... una persona semplice di grande umanità, riservato, mai banale... era sempre pronto ad ascoltare e mai a parlare.

GEPPO: Dove avete girato La settimana bianca? Ti ricordi qualche aneddoto relativo alle riprese?
GIANLUCA:
Il film è stato girato interamente in Val di Susa, ai confini con la Francia, un posto che all'epoca, turisticamente parlando, non era molto conosciuto ma che adesso è meta di molti. Mi ricordo che eravamo ospiti della regione Piemonte e per quante se ne combinavano ogni tanto rischiavamo di essere cacciati dall'albergo. ImageUna sera in albergo successe questo: Jimmy il Fenomeno era innamorato degli occhi di Bombolo e ci fu addirittura il matrimonio tra loro due con Bombolo vestito da sposa... Mariano Laurenti disse: "Ma che scrivo a fare i film, ma quale copione.... basta che riprendo questi momenti, sai che filmoni escon fuori!". Fu una serata di puro e sano divertimento... le vere comiche erano fuori dal set, erano tutti dei talenti incredibili: ogni cosa era spettacolo e spensieratezza, bastava un discorso serio per ironizzarci.

GEPPO: In questo film c'era anche Giacomo Furia.
GIANLUCA:
Un uomo buonissimo. Lui è un grande. Lavorò con Totò e Peppino ne La banda degli onesti.  Ne La settimana bianca ha girato delle bellissime scene con una giovanissima Carmen Russo.

GEPPO: Nel 1981 esce
La ripetente fa l'occhietto al preside con Lino Banfi e Alvaro Vitali.
GIANLUCA:
Qui ero un po più grande, e l'amicizia con loro due, come colleghi, era più confidenziale, dalmomento che avevamo lavorato già insieme. Eravamo a Trani, in terra di Lino Banfi, stavamo spesso insieme anche fuori dal set. Anche quella fu una tra le esperienze migliori. C'erano anche Gloria Guida e Ninetto Davoli, attore in film del grande Pasolini. Sono stato fortunato a lavorare sempre con attori che mi hanno trasmesso la vita vera, dentro e fuori il set.

ImageGEPPO: All'epoca come venivano accolte queste commedie sexy?
GIANLUCA:
Sai, ero piccolo, non era un problema che mi ponevo; per me era un privilegio e un gioco, mi bastava quello.

GEPPO: Nel 1983 cambi direzione e fai una parte anche in State buoni se potete di Luigi Magni.
GIANLUCA:
Non cambiai direzione per scelta. Per me era una cosa bellissima stare nel mondo dello spettacolo, ma la sorte decideva i film per me. In State buoni se potete facevo parte del gruppo di bambini. Johnny Dorelli interpretò benissimoil personaggio, paziente e buono con noi piccole pesti, in uno scenario totalmente diverso. Parecchie scene sono state girate a Cinecittà in teatri di posa. Altra splendida esperienza dove tutto era finto. Con noi lavorò anche Angelo Branduardi, che ci insegnò la musica con la M maiuscola (infatti c'è una scena in cui noi suoniamo e cantiamo grazie a lui): anche lui una gran persona.

ImageGEPPO: C'è una differenza tra un regista come Luigi Magni e Mariano Laurenti o Michele Massimo Tarantini?
GIANLUCA:
La differenza non c'è: sono tutti dei bravissimi registi, ognuno interpreta il cinema in modo diverso ma tutti hanno passione, professionalità e il sorriso. Tutti loro erano partecipi alla recitazione, davano consigli sul come prendere la luce, mi insegnavano i trucchi per ricordare le battute, per fare in modo di essere il più naturale possibile... tutto questo sempre con sorriso e calore umano. Sono delle grandi persone, prima di essere registi, io non ho mai visto differenze.

GEPPO: Hai fatto anche altre cose: un'apparizione con Ben Gazzara nello Uno scandalo per bene, varie pubblicità e un video per "Fantastico".
GIANLUCA:
Sì, Uno scandalo per bene, regia di Pasquale Festa Campanile. Faccio una piccola parte. Poi appunto, appartenevo al gruppo che fece un video per la sigla di "Fantastico" su Rai 1, ma non ricordo quale. Poi ancora delle pubblicità per qualche dentifricio, per una marca di ciclomotori...

GEPPO: Negli ultimi anni ti hanno contattato per interpretare una fiction o ti hanno proposto un nuovo film?
GIANLUCA:
No, sono passati secoli. L'ultima cosa che ho fatto era Colpo di fulmine per la regia di Marco Risi con Jerry Calà e Vanessa Gravina.

ImageGEPPO: Che attività svolgi oggi?
GIANLUCA:
Adesso sono un magazziniere esperto, che lavora nel fotovoltaico, lavoro anche come fotografo con servizi e mostre fotografiche.

GEPPO: E come mai non hai continuato nel cinema?
GIANLUCA:
Non ho continuato... il perchè non so, diciamo che tutto è finito com'è cominciato... per gioco. Non credo neanche che ci sia stato un inizio.

GEPPO: Frequenti ancora personaggi dello spettacolo?
GIANLUCA:
No, non più.

GEPPO: A quale film sei particolarmente legato?
GIANLUCA:
Non c'è ne uno in particolare, con ognuno ho un legame particolare e indissolubile, non saprei cosa rispondere...

GEPPO: Li rivedi spesso questi film?
GIANLUCA:
Guarda, la cosa mi imbarazza... non li guardo mai. Mia moglie sì... anzi, lei è molto orgogliosa del mio passato cinematografico... io meno.

GEPPO: Sei rimasto sorpreso nel trovarti contattato da me per l'intervista?
GIANLUCA:
Il fatto che tu mi abbia cercato per me è stata una sorpresa... un'intervista poi...

GEPPO: Gianluca, grazie di vero cuore per questa splendida intervista e per questa stupenda amicizia.
GIANLUCA:
Grazie a te Giacomo e a tutti gli amici del sito Davinotti per avermi fatto rivivere delle bellissime esperienze. Mi hai fatto sentire importante per un attimo... grazie di nuovo amico mio!

INTERVISTA INSERITA DAL BENEMERITO GEPPO
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