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LE LOCATION ESATTE DI "CHE ORA E'"
lunedý 14 febbraio 2011
ImageLa situazione al via delle ricerche: Si sapeva naturalmente che il film venne girato a Civitavecchia, ma non c’è traccia attualmente su web di ricerche che vadano oltre alla citazione della città.

Le location di Che ora è sono assolutamente tutte quelle che si vedono nel film; ho tralasciato di proposito solo un paio di location di passaggio che sono: una libreria dal cui esterno Mastroianni in attesa di incontrare Troisi osserva la vetrina (circa 5’’) e una macchina fototessera dove i due protagonisti fanno le pose. Il giorno lunedì 15 novembre 2010, in compagnia del mio amico Giovanni, mi sono recato a CIVITAVECCHIA  e nell’arco di una giornata ho fatto tutti i sopralluoghi necessari. Quasi tutto è cambiato, stravolto o non esiste più; gli incontri con la gente del luogo sono stati… folcloristica, ho rischiato - ma per fortuna evitato - di andare dal commissariato e ho rischiato – ma purtroppo fallito - di entrare nella casa di Loredana (Anne Parillaud). E’ stato bello, divertente e stancante. Ma cominciamo con


Image Image 01. LA CASERMA DOVE MICHELE FA IL MILITARE (Travis)
Un uomo di 60anni, un avvocato romano di cui non ci viene mai detto il nome (Marcello Mastroianni) e un giovane napoletano (Massimo Troisi), ossia padre e figlio, si incontrano dopo una lunga lontananza a Civitavecchia, dove il giovane Michele sta svolgendo il servizio di leva. L’incontro si sviluppa durante l’arco di una giornata intera e nella medesima città (Civitavecchia, per l'appunto). L’avvocato, sceso da un taxi, attende Michele all’esterno della caserma Piave. Dopo essersi finalmente riabbracciati i due lasciano la piazza antistante la casema (in Largo Antonio Acquaroni) e si dirigono verso il centro. Questa è stata la prima location in cui mi sono recato, fuori mappatura streetview e dunque ho scattato molto fino ad ottenere quello che mi serviva (anche se naturalmente all'interno della caserma non è consentito scattare).

Image 02. PASSEGGIATA AL FORTE (Travis)
L’avvocato ha con sé dei regali ma soprattutto ha grandi progetti per il figlio: l’auto di gamma della Lancia e il lussuoso attico in largo Spinelli. "Ma papà" replica Michele "io non ho nemmeno la patente!". "Te la faccio prendere io" lo rassicura l’avvocato, "conosco un certo ingegnere…" E così discorrendo i due protagonisti passeggiano di fronte al forte michelangiolesco appena sopra il porto , per la precisione in Lungoporto Antonio Gramsci. Alle loro spalle, i traghetti della Tirrenia oggi spostati più a nord. Qui nei pressi ho incontrato un tale parecchio alticcio che mi ha parlato di svariati film girati a Civitavecchia. Non gli ho prestato molto ascolto...

Image 03. AL PORTO (Travis)
L’effetto che provoca interiormente la sirena, i ricordi della guerra e il sentimento storico. L’avvocato e Michele, affiatati, parlano a ruota libera fino a quando si avvicina un peschereccio con a bordo due amici e compagni di squadra di Michele. L’avvocato chiede loro se è vero che scongelano il pesce, lo portano a largo e lo riportano indietro facendolo sembrare fresco. La battuta provoca imbarazzo e Michele si schernisce. I due, durante questa scena, sono seduti presso il Molo Vespucci. Non era possibile avvicinarsi di più per fare foto e da quello che si vede sul web (panoramio ad esempio) il porto negli anni ha subito molte modifiche. I traghetti sono stati spostati più nord lontani dal centro, il che vuol dire anche avere allontanato il turismo che spesso evita qualsiasi visita cittadina, come mi raccontava una pasticcera di Corso Garibaldi innamorata della storia della sua Civitavecchia.

Image 04. AL BAR PER UN APERITIVO (Travis)
AVVOCATO: Qual è il miglior bar di Civitavecchia?
MICHELE: Non c’è.
AVVOCATO: E andiamoci.
Michele e il padre si recano presso un bar in Calata Principe Tommaso e consumano un aperitivo. Dal loro tavolino, attraverso l’ampia vetrata del locale, vedono i grandi traghetti sostare lungo il molo. Due uomini parlano concitamente di affari e una giovane coppia suona il jukebox. L’avvocato si interessa della vita affettiva del figlio apprendendo che una sua importante relazione è terminata. Dunque, intenerito, in un moto di entusiasmo si offre di accompagnare Michele a pranzare da Armando a Porto Santo Stefano. Il bar dell'aperitivo non esiste più. Oggi c’è in quel punto una struttura polivalente al momento (novembre 2010) chiusa. Oltre alle foto, varie testimonianze concordano che lì c’era l’unico bar possibile. Non ci sono altri bar nelle immediate vicinanze, solo il ristorante de Il sorpasso a 50 metri.

Image 05. FISCHIANDO SOTTO I PORTICI (Travis)
"Ma il massimo è la legumata!" dice l’avvocato parlando delle specialità di Armando. I due passeggiano sotto i portici di corso Marconi e sentendo fischiettare un passante in bicicletta provano a divertirsi con vari tipi di fischi fino quando, dall’altro lato della strada, il Capitano Cocchia ode fischiare e si guarda attorno con aria interrogativa... La ripresa sotto i portici è stata come detto effettuata sotto i portici di Corso Marconi a Civitavecchia (è bene qui infatti ricordare che tutte le location del film sono a Civitavecchia, prevalentemente a ridosso del porto).

Image 06. LA TRATTORIA “DEL GOBBO” (Travis)
Un altro regalo: l’avvocato dona a Michele un orologio da taschino appartenuto al padre ferroviere con una locomotiva sul retro: questo piccolo oggetto, a differenza di quelli costosi e impegnativi, suscita in Michele una grande gioia. Tra ricordi familiari dolorosi e ricordi di guerra meno piacevoli i due consumano il loro generoso pasto a base di pesce. La trattoria “Del Gobbo” dove i due pranzarono, in Lungoporto Antonio Gramsci, oggi è rimpiazzata da una banca. Ho saputo comunque che la trattoria è realmente esistita con questo nome fino a quando ha chiuso i battenti poco tempo dopo le riprese del film presumibilmente per la tarda età dei gestori. Il cameriere interpreta se stesso, nel senso che era il vero cameriere della trattoria. Questo ci suggerisce come Scola sia in fondo "figlio" del neorealismo.

Image 7. SUL LUNGOMARE: LA BIBLIOTECA, LA CABINA, LE GIOSTRE (Travis)
Una lunga passeggiata. Usciti dal ristorante Michele e suo padre passano dietro la fontana del Vanvitelli (la ritroveremo anche al punto 11) e si recano presso la biblioteca comunale (sempre in Lungoporto Antonio Gramsci) dove Michele, appassionato di libri nonché laureato in lettere, è abituale frequentatore e inventa giochi di memoria con un tale singolare pieno di tic, il signor Monaldi. Image Poi l’avvocato fa una telefonata di lavoro presso un chioscho di Viale Garibaldi, durante la quale congeda un cliente sgradito, e subito dopo sono alle giostre dello stesso tratto di lungomare: qui l’avvocato ricorda la bellezza dei parchi di divertimento statunitensi e i due sembrano tornati piccoli ed essere compagni di giochi. Il padre sogna per il figlio uno stage a New York e uno futuro da scrittore, ma l’abisso di vedute tra i due si intensifica sempre di più. La biblioteca comunale oggi è traslocata altrove. Come vedrete in tavola l’area del lungoporto è un grande cantiere: il chiosco con cabina telefonica lì non c'è più, mentre le giostre non esistono più.

Image Image 8. AL NEGOZIO DI SCARPE, AL PARCHEGGIO E INFINE AL CINEMA (Travis)
L’avvocato osserva ammirato la vetrina di un negozio di scarpe: non può fare a meno di comprarne un paio di alta classe per sé e per il figlio. Il negozio c'è ancora ed è in Via Alessandro Cialdi. Parcheggiata in Via Enrico Toti invece, c’è un’automobile identica a quella promessa in regalo a Michele, e questo causerà l’ennesima lite tra padre e figlio. Dopodiché, stanchi del lungo camminare, i due scelgono di sedersi in una sala cinematografica, dove si proietta Il tempo delle mele 3! L’ex cinema Galleria ha cambiato funzione ed è diventata una sala bingo, ma il luogo è certamente lo stesso (come vedrete in tavola) ed è in Galleria Giuseppe Garibaldi.

Image 9. LA CASA DI LOREDANA (Travis)
"Permetti Loredana? Questo è mio padre". Così esordisce Michele quando apre la porta di casa la sua ragazza, una sbalordita Loredana sorpresa in accappatoio (Anne Parillaud). E così l’avvocato fa conoscenza della ragazza, ma i suoi goffi tentativi di indagare nella sfera privata dei due giovani genera disagio e imbarazzo poiché l’anziano genitore non tiene a freno un’invadenza fuori luogo. Un abitante del luogo mi ha indicato l’esatta location dell’abitazione che io avevo già studiato preventivamente e individuato in maniera discretamente approssimativa. Sicchè mi sono recato di fronte al balcone dell’abitazione della Parillaud al primo piano dell’edificio e ho chiamato. Una signora è venuta fuori, si è detta disponibile a farci saliere e scattare una foto ma solo in un secondo momento, perché stava per uscire di casa. All’ora prestabilita ci presentiamo e citofoniamo. Non succede niente. Spostamento in altra location e siamo di nuovo lì. PEEE! Citofono. Niente. E così via, fino a quando qualcun altro risponde e ci nega il permesso di accedere all’appartamento di Sotto Portici del consolato 2. Lascio anche la mia email alla pasticcera - che conosce la signora e si presta a fare una foto al posto mio nel caso - ma senza risultati. E dire che avrei fotografato la sola finestra, verso l’esterno! Che peccato, ero così contento di avere trovato questa location! In ogni caso, le mie foto sono state fatte dalla strada, un piano più giù rispetto all’appartamento. Ben visibile, sullo sfondo, l’antica torre.

Image 10. IL BAR DEL SOR PIETRO (Travis)
A fine giornata l’avvocato e Michele si ritrovano davanti al bar del porto dal "Sor Pietro" ed entrano, nonostante le resistenze di Michele. Infatti quel bar, frequentato da umili pescatori e gestito da un anziano signore alla mano, rappresenta per Michele un’oasi felice ad anni luce di distanza da ciò che il padre sognerebbe per lui. Ma l'avvocato non può farci nulla: è quella la dimensione ideale per il figlio. Il bar è in Calata Principe Tommaso e, diversamente da quello che credevo, non è una suggestiva ricostruzione fatta ad hoc per il film ma esisteva in precedenza, anche se venne naturalmente modificato per esigenze di copione. Oggi ci rimane – oltre al fregio facilmente riconoscibile che permette l'identificazione certa – solo una panchina. E’ sorprendente immaginarsi come in uno spazio così ristretto ci potessero un tempo stare dei tavolini. Eppure...

Image 11. ALLA FONTANA, DI NOTTE (Travis)
AVVOCATO: A Roma non ci vieni, in Islanda non ci vai… ma mi dici dove vai?
MICHELE: Almeno per ora resto qua.
AVVOCATO: Qua? A Civitavecchia?!?
Image Questa battuta fece infuriare a tal punto gli abitanti locali che il sindaco dovette chiamare il regista Ettore Scola per un incontro chiarificatore, come spiega il regista a Luca Giannelli negli extra del dvd.
Siamo alla resa dei conti: i due uomini, dopo una giornata di sforzi infruttuosi in cui hanno tentato di verificare una via comune, si rinfacciano dolori e rancori, voltando le spalle l’un l’altro. Siamo al Mascherone, la fontana del Vanvitelli in Calata Principe Tommaso che avevamo già visto (inquadrata dall'alto) durante la passeggiata verso la biblioteca. Aggiungiamo qui anche una tavola riassuntiva che mostra dove siano tutte le location "portuali" del film.

Image 12. IL FINALE IN STAZIONE (Travis)
Siamo all’epilogo. I due - dopo un amaro addio - si ritrovano ancora una volta insieme. Michele raggiunge il padre che siede sul treno al binario 3 della stazione centrale di Civitavecchia in attesa di far rientro nella capitale. "Che ora è?" chiede l’avvocato. Michele prontamente estrae dalla tasca della giacca il piccolo grande dono ereditato dal nonno. Titoli di coda...

Testi e foto: Travis - Tavole: Zender - Compagni di viaggio: Travis e Giovanni

APPROFONDIMENTO INSERITO DAI BENEMERITI TRAVIS E ZENDER
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