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I GOBLIN: HORROR MUSIC MA NON SOLO
lunedì 16 agosto 2010
ImageDifficile trovare un altro gruppo musicale di tale rilevanza anche internazionale (non dimentichiamo che i dischi dei Goblin sono tra i pochissimi dischi italiani davvero ricercati all’estero) che abbia affiancato la propria carriera alle colonne sonore. I Goblin possono contare su legioni di fan in tutto il mondo, collezionisti incalliti alla ricerca costante di rarità. Un vero culto sotterraneo che non potevamo non celebrare (visto quanto le loro opere siano tanto spesso legate al cinema) in un modo un po’ particolare: non solo ripercorrendone la carriera, ma cercando di fare particolare attenzione ai cambiamenti di formazione, da sempre argomento che appassiona i cultori del gruppo. Simonetti fin quando ha suonato? Chi c’era nella formazione di Contamination o Buio Omega? Le copertine dei cd dicono spesso poco o niente della formazione, e ricostruirne la storia (con schema conclusivo) è stato un appassionante (per me) lavoro d’archivio tra libri, dischi e informazioni frammentarie prese un po’ ovunque. Perché se ne parla, certo, ma molto spesso le opinioni sono discordanti.

ImageGLI ESORDI (a cura di Sangonetto)
Nato come Oliver non molto tempo prima di Profondo Rosso, il gruppo del figlio di Enrico Simonetti aveva inciso fino ad allora poco o niente (un solo album, a nome Cherry five, che uscirà tra l’altro dopo Profondo Rosso) ma frequentato molto gli studi di registrazione, dove la loro abilità strumentale era molto richiesta.
Dopo il soggiorno in Inghilterra, gli Oliver infatti tornano in Italia e depositano un demo negli archivi della Cinevox Records a Roma. Il 30 Ottobre del 1974 diventeranno I GOBLIN.
Nel frattempo alcuni componenti della band cominciano a suonare in alcune colonne sonore del 1974: Amore Libero di Frizzi e Tempera (Bordini/Pignatelli), Grazie... nonna di Enrico Simonetti (Simonetti), La preda di Bixio/Frizzi/Tempera (Morante/Simonetti).
Le colonne sonore originali sono quasi impossibili da trovare. Di recente è stata stampata in cd la colonna sonora di Amore Libero.

La preda
Qui la particolarità sta nel fatto che nella colonna sonora Claudio Simonetti, oltre a suonare le tastiere, si occupa anche della batteria (non dimentichiamo che il buon Claudio nel 1967 aveva iniziato come batterista), mentre Massimo Morante suona chitarra e basso.
ImageRiferimenti:
(Cinevox Mdf 33/77 – LP 1974)
(Cinevox Mdf 060 Singolo 1974)

Amore Libero
(Cinevox Records Mdf 33/76 LP  1974)
(Quartet Records QRSCD 12 Cd  2010)

Dopo queste collaborazioni i Goblin si chiudono in sala di registrazione per incidere il loro primo album, quello che avevano portato in Inghilterra. Tracce di questo disco si hanno già nel 1972 grazie a una registrazione demo di 18 minuti (regalatami da Clive Heynes, ex Oliver) incisa nella cantina di Claudio Simonetti. Claudio era alle tastiere, Massimo alla chitarra, al basso e alla voce. Il tutto registrato con un Revox a nastro dove venivano fatte delle sovraincisioni suonando sulle track precedenti aggiungendo uno strumento alla volta (all’epoca non esistevano i multipiste). Il demo venne dato a Clive Haynes per poter poi imparare i brani a memoria. In realtà Clive in sala d’incisione quasi non ci arriva neppure, e dopo alcune prove viene sostituito da Tony Tartarini.

ImagePROFONDO ROSSO (a cura di Sangonetto)
La band comincia a registrare verso la fine del 1974 e l’inizio del 1975. Proprio durante la fase di registrazione, negli studi Cinevox, entra Daria Nicolodi che è alla ricerca di un gruppo Rock Progressive da affiancare a Giorgio Gaslini per la colonna sonora di Profondo Rosso. L’attrice, dopo aver ascoltato molti demo, sceglie i Goblin per la colonna sonora. Il lavoro degli Oliver viene quindi accantonato e la band in pochi giorni realizza tre brani per il film: Profondo Rosso, Death Dies, Mad Puppet. Nel frattempo Giorgio Gaslini, impegnato con i troppi concerti e il ritardo del missaggio del capolavoro di Argento, decide di abbandonare il progetto di Profondo Rosso lasciando così l'intero spazio ai Goblin per la realizzazione dei temi principali.

La registrazione dell’album degli Oliver ("Cherry Five") viene momentaneamente interrotta e i Goblin cominciano a comporre le musiche per la colonna sonora di Profondo Rosso. L’album viene finito di registrare intorno a Febbraio. Nel frattempo abbandona la band Carlo Bordini, sostituito da Walter Martino. In quel periodo vengono effettuate anche le foto ufficiali della band, le quali dovevano essere introdotte su "Cherry Five" ma che vengono invece usate per Profondo Rosso. In una foto inedita si vede anche Tony Tartarini, il quale dopo la registrazione dell’album decide di abbandonare la band non partecipando al progetto di Profondo Rosso.
Nel brano Death Dies la batteria viene suonata da Agostino Marangolo, perché nel pieno della registrazioni Claudio Simonetti e Walter Martino lasciano i Goblin per formare un trio con Stefano Cerri e partecipano a uno show televisivo suonando un bellissimo brano dal titolo "Allegria di Un Pesce Morto". La separazione dura lo spazio di quello show, perché Simonetti rientra nella band, mentre Walter Martino si unisce ai Libra.
A questo punto la formazione, dopo ennesimi cambiamenti, è la seguente:
Morante – Pignatelli – Marangolo – Simonetti

ImageLA COLONNA SONORA DI PROFONDO ROSSO: STATISTICHE (a cura di Sangonetto)
La colonna sonora di Profondo Rosso viene pubblicata il 3 Marzo 1975. Resterà per ben 52 settimane in classifica raggiungendo il 1° posto nella hit parade e restandoci per ben 15 settimane, record ancora oggi imbattuto. Nel 1975 l’album vende un milione di copie, conquistando il Disco d’oro (ad oggi ne sono state vendute tre milioni).
Profondo Rosso, nella hit parade di Lelio Luttazzi, arriva l’11 Settembre 1975 al 1° posto in classifica.
Ma ho scoperto altre cose:
i Goblin entrano in classifica con il loro lp al 20° posto il 1° giugno 1975 e salgono fin verso il 4 settembre. Dopo un breve saliscendi, a novembre si piazzano al 2° posto dietro ai Pink Floyd di "Wish You Were Here" e il 7 dicembre 1975 sono primi sia nei 45 che nei 33. Dal 21 dicembre sono secondi nei 33 giri ma rimangono al 1° posto nei 45 giri fino all'11 Gennaio del 1976.
Nella classifica dei 33 giri restano in classifica fino al 7 Marzo 1976, mentre il 1° Febbraio il 45 giri di Profondo Rosso (9° posizione) viene scavalcato dal 45 giri di Gamma di Enrico Simonetti (3° posizione).
Dettagli presi dalla rivista CIAO 2001

ImageDopo la pubblicazione delle prime stampe, la Cinevox deve rifare le copertine perché sulla prima stampa all’interno della copertina compare solo il nome di Giorgio Gaslini! I Goblin protestano con la casa discografica e successivamente vengono stampate nuove copertine con il nome di entrambi i compositori: Giorgio Gaslini e i Goblin. Le due stampe, oltre ad avere questa differenza, ne hanno anche un’altra: nella prima stampa la copertina è lucida, nella seconda opaca.
Grazie al successo di Profondo Rosso i Goblin vennero chiamati da Riccardo Cocciante per una tournee in tutta Italia. I Goblin erano il gruppo di apertura e suonavano per circa 35 minuti. Il tour parte da settembre proprio nel momento in cui la band sta per realizzare il secondo album, Roller.
In quel concerto infatti i Goblin, oltre a proporre brani di Profondo Rosso, presentano per la prima volta i nuovi brani con una chicca, il brano "Cold summer", ancora oggi inedito (non è mai stato pubblicato in nessun disco).

ImageProfondo Rosso è l’album più stampato al Mondo: ci sono stampe in vinile in 33 e 45 giri in Germania, Olanda, Portogallo, Australia, Brasile, Usa, Giappone... Molte di queste sono introvabili (soprattutto il 45 giri tedesco e il 33 giri brasiliano). In Italia sono molto rare le versioni in Stereo 8 e musicassetta. Da noi Profondo Rosso è stato ristampato più volte: l’ultima versione è quella della Btf, che ha ristampato l’album originale con vinile colorato di rosso e ha inserito all’interno un poster dedicato alla discografia dei Goblin, più di 100 foto di tutte le copertine dei dischi, discografia dettagliata e un set di articoli tratti da riviste e quotidiani dell’epoca (il tutto curato dal sottoscritto).
Con il passare del tempo e con l’avvento del compact disc si sono moltiplicate le ristampe anche su cd, dove il Giappone ha il record assoluto. Nessun altro paese esclusa l’Italia ha più stampato in vinile e cd Profondo Rosso.

>>> Scarica il file con TUTTE le edizioni del disco (a cura di Sangonetto)


ImageImageINATTESO FLOP...
Nel frattempo esce un disco in cui i Goblin sono nascosti sotto pseudonimo (Perchè si uccidono - la merde), colonna sonora in cui il gruppo, coadiuvato da altri colleghi, si firma col bizzarro monicker di Il reale impero britannico. Ma è il nome Goblin a tirare: d’improvviso diventa un punto di riferimento e il gruppo decide di tentare subito la via del disco slegato dalla colonna sonora per assumere una dimensione a tutto tondo come crede giustamente di meritare. Richiamato in pianta stabile Agostino Marangolo, batterista dai trascorsi jazz dotato di uno stile inconfondibile, e chiamato Maurizio Guarini, il gruppo incide Roller, un autentico gioiello, interamente strumentale come tutti i dischi dei Goblin (tranne due, come vedremo). E qui la prima cocente delusione: il disco si rivela un flop e subito le ambizioni del gruppo vengono ridimensionate. Addirittura, qualche anno dopo, si cercherà di rilanciare Roller riutilizzandolo come colonna sonora di un film di Romero, Wampyr, rimontato in Italia e di conseguenza anche rimusicato (un'operazione simile a quella che tanto successo aveva portato con Zombi, sempre di Romero e rimpolpato dalla musica dei Goblin). Con la stessa formazione i Goblin incidono il 45 giri Chi?, sigla dell’omonima trasmissione televisiva. Un inedito che per ascoltare tocca aspettare qualche "the best" uscito anni dopo.

ImageRITORNO AI VERTICI CON SUSPIRIA E ZOMBI
E’ il 1977 e il ritorno ai grandi numeri avviene di nuovo con Dario Argento, che richiama il gruppo per la colonna sonora del suo Suspiria, per il quale i Goblin incideranno musiche sperimentali e universalmente apprezzate. Guarini non c’è già più, ma il gruppo è ancora solido e in forma smagliante. I buoni riscontri commerciali e l’impatto strepitoso del film di Argento nella storia del cinema horror di casa nostra rilanciano i Goblin, a questo punto convinti che la colonna sonora sia la loro dimensione ideale. ImageImageIncidono infatti Yell, un’altra sigla per un ciclo di film in televisione (“Sette storie per non dormire”) e i pezzi per il film di Castellari La via della droga, che però vedranno la luce direttamente in cd solo molti anni dopo grazie alla preziosa opera di recupero della Cinevox. Poi però ci riprovano, tentando addirittura la via del disco cantato, per la prima volta. E’ Il fantastico viaggio del bagarozzo Mark, un disco in cui Massimo Morante, oltre alla chitarra, si impegna anche nel canto. Un ottimo album, piuttosto ben recensito ImageImagedalla critica dell’epoca, ma che di nuovo fallisce sotto il profilo delle vendite. Pare proprio che per i Goblin esista un’unica via per il successo: la composizione di colonne sonore. E così è di nuovo Dario Argento (indirettamente questa volta, visto che il film è di Romero) a richiamarli “in servizio”. Il film è Zombi, l’ennesimo classico, e i Goblin hanno il compito di comporre le musiche aggiungendo un sound moderno a una colonna (scialba) scelta da Romero. ImageCon i pezzi dei Goblin (nell'edizione italiana si senton praticamente solo quelli, a differenza che nell'edizione americana) il film cambia completamente e guadagna in ritmo (ma il merito è anche del nuovo montaggio di Argento) aggredendo lo spettatore. Operazione riuscita e colonna sonora soddisfacente, con ottimi riscontri commerciali. E’ sempre di questo periodo la colonna sonora di Solamente nero, film argentiano di Antonio Bido. Scritta e composta da Stelvio Cipriani, è suonata e “interpretata” con grande personalità dai Goblin (che il regista avrebbe voluto fin da subito) e proprio per questo molto ricercata tra i collezionisti.

ImagePRIME PESANTI DEFEZIONI
La via tracciata, ormai è chiaro a tutti, è quella della musica da film. C’è poco da fare: se i Goblin vogliono vendere sono giocoforza costretti ad andare in quella direzione. Il chitarrista Massimo Morante però, a questo punto, decide di andarsene, sostituito da un vecchio amico dei Marangolo, l’ottimo Fabio Pennisi. E’ il 1979 e il gruppo incide i pezzi per Amo non amo, un film italiano di Armenia Balducci. La colonna sonora, striminzitissima, esce e verrà arricchita solo di recente nella sua versione in cd. E’ di questo periodo poi, come si diceva, la collaborazione dei Goblin con Bruno Corbucci e il commissario Giraldi (Tomas Milian). Ancora con qualche pezzo firmato anche da Morante, escono nei cinema Squadra antimafia (di cui a tutt’oggi, purtroppo, non è mai stata stampata la colonna sonora) Imagee Squadra antigangsters, con interventi canori di Asha Puthli e Charlie Cannon nelle composizioni marcatamente dance. E’ a questo punto che Claudio Simonetti, affascinato proprio dagli orizzonti dance, abbandona il gruppo per dedicarsi alla carriera solista (di questo periodo l’album “Discocross”). I Goblin si ritrovano così a che fare con la formazione classica dimezzata e le voci di un effettivo scioglimento. In realtà, dopo aver sostituito Morante con Pennisi, il gruppo torna in studio richiamando alle tastiere Maurizio Guarini (uno dei collaboratori spesso “esterni” che si dice abbia partecipato anche alle session di Zombi), il quale si trova a dover prendere il posto di quello che per molti (magari a torto) è considerato la quintessenza dei Goblin, ovvero Claudio Simonetti.

ImageImageROUTINE, MA CON CLASSE
La formazione Pignatelli, Agostino Marangolo, Guarini e Pennisi (ma talvolta a suonare la chitarra c’è Roberto Puleo) dà vita a colonne sonore di ottima qualità, fortunatamente recuperate in tempi recenti dalla Cinevox in ottimi cd. Con Patrick abbiamo di nuovo un’operazione di sostituzione della colonna sonora originale, che però questa volta era del quotato musicista australiano Brian May (niente a che vedere col chitarrista dei Queen, naturalmente), mentre con Buio Omega e Contamination siamo di nuovo in territorio italiano. ImageIl film di Joe D’Amato diverrà un autentico cult (merito anche delle musiche, vogliamo credere), quello di Cozzi un po’ meno ma resterà un bell’esempio di colonna sonora puramente gobliniana che meritava assolutamente di vedere la luce in cd dopo che pezzi spuri erano stati per anni inclusi in diverse compilation di musica da film. Del 1981 (con la dipartita di Pennisi dal gruppo) è St. Helens – Uragano di fuoco, la cui colonna sonora purtroppo non si è ancora vista, né in lp né in cd, e rappresenta il primo lavoro del gruppo con un’orchestra (mixato dai Goblin a Los Angeles, tra l’altro). Solo un paio di canzoni ad essa appartenenti (con nomi diversi, ma sempre le stesse) sono state incluse in compilation e best vari, e sarebbe ora che si stampasse l’album intero.

ImageRIVOLUZIONI
I Goblin, a questo punto, non esistono quasi più. Agostino Marangolo ha abbandonato pure lui la barca e di fatto è rimasto a rappresentare il gruppo solo l’immarcescibile Fabio Pignatelli, unico membro finora sempre presente in ogni formazione dei Goblin. Il nostro ha deciso che il nome va mantenuto in vita, e nel 1982, chiamato a sé il trio Lusini, Rinalduzzi e Wilson (a cui si aggiunge il vecchio amico Guarini) incide un nuovo disco, Volo, cantato come ai tempi del Bagarozzo Mark. ImageLa title track diventa anche la sigla del programma televisivo “Discoring”. Sempre nel 1982, intanto, Dario Argento è alle prese con il ritorno al genere che l’ha lanciato: dopo l’esperienza (positiva, vista la qualità del disco) con Keith Emerson per Inferno, il regista romano riprende il filo dei thriller sanguinari che l’han reso famoso e per Tenebre richiama la formazione originale dei Goblin. Sorge un problema di contratti però: Pignatelli sta già lavorando con la sua nuova, bizzarra incarnazione dei Goblin, per cui il nome non può essere utilizzato. Accetta tuttavia di riunirsi agli antichi compagni Simonetti e Morante e il gruppo incide un capolavoro di elettronica che si sposa magnificamente con il clima moderno del film. Il nome scelto è semplicemente Simonetti Pignatelli Morante, ma che siano questi i veri Goblin (e non quelli di Volo) è fuori di dubbio.

ImageULTIMI SFRUTTAMENTI
Chiusa l’estemporanea parentesi di Tenebre (e pure quella dei Goblin versione cantata), Pignatelli torna a incidere musica per film l’anno dopo; il primo titolo è Il ras del quartiere, e qui sorgono dubbi pesantissimi: nessuno pare ricordare che formazione dei Goblin incise le poche canzoni della colonna sonora (peraltro mai uscita in nessuna forma e che oltretutto si ricorda per il gran pezzo della Pfm in apertura, “Chi ha paura della notte”), ma in molti concordano nel dire che assieme a Pignatelli c’erano ancora i “resti” dei Goblin di Volo, ovvero Wilson e Rinalduzzi (così dicono anche i titoli di testa del film). Molto di più invece si sa della soundtrack di Notturno, film e serie tv con Tony Musante: insieme a Pignatelli troviamo qui l’ottimo Agostino Marangolo, suo fratello Antonio (uno dei collaboratori esterni più presenti nella storia dei Goblin) e il redivivo Walter Martino. ImageImageDi fatto la prima storia dei Goblin finisce qui, anche se l’anno dopo, il 1984, Pignatelli riesuma lo storico monicker per firmare qualche pezzo della colonna sonora di Phenomena, il nuovo film di Argento la cui title-track (e che title track!) è opera proprio dell’ex compare Claudio Simonetti. I due collaborano per i pezzi firmati Goblin, ancora ottimi esempi di musica. Poi arrivano una serie tv firmata da Sergio Martino (Rally) per la quale a scrivere la musica è praticamente il solo Pignatelli (non è dato sapere da chi affiancato in sala incisione, ma il nome usato è ancora Goblin) e un altro film di Argento (che però produce e basta, la regia è di Soavi). I pezzi firmati Goblin di La chiesa, questo il titolo del film, sono tutti di Pignatelli, ma Simonetti e Morante sono in studio quando si tratta di eseguirli.

ImageREUNION E OLTRE
Gli Anni Novanta passano senza che il nome del più famoso gruppo italiano di musica per film venga mai scomodato. Tocca aspettare il 2000 e l’ennesima chiamata di Argento per rivedere i Goblin, questa volta in formazione storica. Simonetti, Pignatelli, Morante e Agostino Marangolo sono la line-up migliore che si possa immaginare, per il gruppo, e infatti la colonna sonora di Nonhosonno è meravigliosa e offre al film un servizio eccellente, ottenendo lusinghieri riscontri una volta tanto in contrasto con quelli meno eclatanti riservati al film. Ma è un fuoco di paglia, purtroppo, e la separazione è dietro l’angolo. ImageCinque anni dopo, con il solito Guarini al posto di Simonetti, i Goblin s’imbarcano in un tour e producono il misconosciuto Back to the Goblin, ancora un gran disco ma questa volta senza che ci si aspetti alcun riscontro commerciale di rilievo. Simonetti intanto, con i suoi Daemonia, rivisita i classici del gruppo regalandogli nuova linfa e arrangiamenti moderni davvero azzeccati. Peccato non si vedano nuove composizioni, ma la qualità dei dischi è comunque alta. Ora pare che la prossima incarnazione dei Goblin vedrà Simonetti, Morante e Guarini di nuovo insieme. Sarebbe la prima volta che Pignatelli non è della partita, e sarebbe davvero un peccato.

Per finire, ecco lo schema che riporta tutte le formazioni dei Goblin negli anni. Ovviamente può ancora contenere errori, ma è molto più accurato dei tanti che generalmente potete trovare in rete:

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APPROFONDIMENTO INSERITO ZENDER CON L'AIUTO DI SANGONETTO
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