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LE MALIZIE DI VENERE: VERSIONE ORIGINALE E ITALIANA
sabato 22 maggio 2010
ImageIl film Malizie di venere fu girato da Massimo Dallamano nel 1969 tra il Lago di Tegernsee (spacciato per quello di Ginevra, come ha scritto Lucius nella sezione location), Barcellona, le vicinanze di Barcellona e sulla Costa Brava, ma all’inizio esordì solamente sul mercato tedesco per problemi di censura che in Italia non vennero risolti nemmeno dopo ripetuti ricorsi.
ImageL’ostracismo sul nostro territorio sarebbe diventato permanente se non fosse stato per il successo del film Malizia con la stessa Antonelli nel 1973.
Ecco allora che il produttore si accorse che conveniva sfruttare la scia e pensò bene di venire a patti con la commissione: tagliò molte scene esplicite e le sostituì con scene girate ex novo di un processo (in cui figurano alcuni caratteristi abituali per l’epoca) che si ipotizzò aver avuto luogo dopo la storia principale, che venne quindi narrata in flashback. La durata passò da 85 a 80 minuti.
Se uno conosce già il film originale si tratta di un stravolgimento non da poco – quasi mezz'ora di scene nuove inframezzate – che a detta di alcuni compromette irrimediabilmente l’essenza del film.
Per me, forse perchè ho visto prima la versione post-censura, l’integrazione non è affatto scandalosa e non intacca la bellezza delle scene girate dal Dallamano e delle musiche del Reverberi.

ELEMENTI DI TRAMA
Base del film è il romanzo "Venere in pelliccia” dello scrittore austriaco Leopold Masoch che, trasposto negli anni '60, narra del rapporto tra Severin, ricco e annoiato nobiluomo e Wanda, donna disinibita anzi proprio ninfomane. Dopo averla vista in vacanza sul lago, lui la spia mentre fa l’amore con il barcaiolo e poi decide di farsi avanti. Sviluppa così una relazione intensa ma senza pretendere l’esclusiva del suo corpo, anzi sottoponendosi a ripetute umiliazioni quando, anche dopo essersi sposati, lei continua ad intrattenersi con altri uomini.
ImageIl racconto ondeggia tra accenti romantico/decadenti di buona intensità (anche se alcuni dialoghi si avvicinano pericolosamente al fotoromanzo rosa) e aspetti sadomaso: non mancano frustini, catene e cavalcate a quattro zampe.
Il nostro eroe è talmente schiavo d'amore della sua musa dominatrice da volersi prendere la colpa di un omicidio da lei commesso durante l'orgia finale nella villa. E’ questo passaggio a dare lo spunto per l’avvio della vicenda processuale creata ad hoc per la versione italiana.

ImageCOVER E TITOLAZIONI
A riprova che l’uscita del film intendeva sfruttare il successo di Malizia il fatto che la prima cover italiana riportasse una foto tratta proprio da Malizia e che le parole "di Venere" scomparissero sotto alla parola Malizie opportunamente ingrandita.
Nelle versioni straniere viene mantenuto il titolo del romanzo ispiratore: “Venus in Furs” (International title), “Vénus en fourrure” (Francia) e “Venus im Pelz” (Germania). Negli Usa si trova anche “Devil in the Flesh” e in Spagna viene adottato “El placer de Venus”.
Nelle cover straniere si utilizza spesso l’immagine che ritengo più esplicativa, quella della Antonelli con in mano il frustino con cui infligge al suo partner le punizioni.
Da notare poi le coincidenze con l’altrettanto interessante Paroxismus di Jesus Franco: stesso anno (1969), stesso titolo internazionale (Venus in Furs), stesse traversie censorie.

LA CRITICA
La critica ufficiale lo ha distrutto: per il Morandini è un “rozzo film indifendibile” . Giudizio negativo anche dal Mereghetti che però dimostra di conoscere poco il film (lui o i suoi galoppini...) in quanto descrive Severin come un “anziano spasimante”. Sul Davinotti il film ha acceso un ampio dibattito ondeggiante tra il monopallino di Legnani e il voto massimo del Fauno.


LE DIFFERENZE

Le differenze dall’originale si sostanziano in:

A) tagli delle scene quando diventano troppo bollenti

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foto 1:
quando Wanda si “fa” il barcaiolo la versione italiana si blocca con lei a seno scoperto, nell’originale si vede anche l’amplesso, seppure in penombra
foto 4: l’amplesso equino: nella versione originale ci si sofferma sulla penetrazione
foto 5: Wanda e Severin nella villa: lei lo cavalca sculacciandolo e la cosa finisce lì nella versione italiana; nell’originale si continua con i due avvinghiati per terra


B) utilizzo dell’odiosissimo effetto nuvoletta psichedelica per coprire i particolari anatomici

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foto 2 e 3: Wanda e Severin si amano nel boschetto vicino al lago


C) eliminazione di intere sequenze

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foto 6: il rapporto tra le due cameriere rimane di semplice amicizia nella versione censurata; nell’originale si vedono baciarsi in corridoio e amarsi tra le pareti della stanza
foto 7: una “messa nera” che onestamente non c’entrava con il resto e sembrava messa lì solo per “non farsi mancare nulla”
foto 8: nell’orgia finale Severin viene umiliato facendogli indossare una museruola da cane. Le bellissime sequenze in soggettiva sono state purtroppo eliminate dall’originale.


D) aggiunta delle scene del processo

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foto 9: Paul Muller nel ruolo del pm
foto 10: Giacomo Furia fa l’avvocato
foto 11: Venantino Venantini hippy di borgata parla delle abitudini di Wanda
foto 12: la cameriera (Renate Kasché) che testimonia per scagionare Severin

foto 13: a corredo dei fotogrammi filmici anche una pregevole foto scattata durante le riprese dell’orgia finale.

APPROFONDIMENTO INSERITO DAL BENEMERITO CAPANNELLE
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