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LA PROFUMERIA MASCHILE NEL CINEMA ITALIANO
giovedì 07 gennaio 2010
ImageIn questa occasione vi profumerò. Sì, avete letto bene, infatti l’approfondimento che andrà a seguire argomenterà l’utilizzo dei profumi maschili nel cinema italiano degli Anni Settanta e Ottanta. Questo speciale sarà rigorosamente “inutile” come da tradizione trashistica-markussiana della serie.
Buon divertimento

II° approfondimento inutile Markus
"Eau de toilette pour l’homme? Non, pour le cinémà!"


Prima di iniziare l’analisi, desidero esporvi dei dati per così dire storiografici sull’argomento, essendo piuttosto ferrato sull’argomento per via della mia prestigiosa collezione di profumi maschili vintage ed essendone consumatore accanito, per buona pace di colleghi ed amici che da anni e anni devono subire passivamente i terribili e forti profumi tabaccosi gettati a piene mani su sul mio corpo prima di uscire!
L’alta profumeria maschile non è stata molto presente nel nostro cinema, specie se confrontata con altre categorie merceologiche quali gli onnipresenti superalcolici, le bevande analcoliche o le sigarette. Il fatto è misterioso, giacché i settimanali e i mensili dal 1965 al 1990 erano ricchi di campagne pubblicitarie di eau de toilette maschili e, tra l’altro, proprio in quel lasso di tempo ottennero la massima conquista del “nuovo” uomo che, dimessi i panni del “rude cavernicolo”, iniziò ad occuparsi del proprio aspetto fisico senza inutili inibizioni, affidandosi ad una o più marche apposite frequentemente legate a nomi prestigiosi dell’alta moda.  In contrapposizione, la donna (almeno negli anni della contestazione) temporaneamente si discostò (seppur limitatamente) dalla cosmesi; in breve tempo ci fu quindi una sorta di bilanciamento dei ruoli he allineò le due distinte esigenze.

Nel cinema popolare italiano il profumo, quand’era presente, lo era quasi sempre in funzione del racconto. Elencherò quindi dei casi lampanti e chiarificatori con l’accortezza di specificare le note della fragranza lì presentata:

Image • Nino Manfredi
, nell’ultimo episodio di Vedo nudo (1969), si cosparge abbondantemente il viso di dopobarba astringente Hanorah for men, le cui classiche note sono forti di agrumi. Il viso del compianto Nino appare dopo questa operazione fresco e tonificato. Affronterà le nudità con un volto riposato ed appagato…

• Pino Caruso
nel film La governante (1975), tenta nel cuore della notte - in vestaglia - di sedurre una bella donna; per questo motivo saggiamente - prima - si friziona il corpo con del provocante Monsieur Rochas, un eau de toilette dalle note floreali con un sentore legnoso di fondo mentre, sul tavolino a lato, Caruso ha anche in alternativa un flacone del tabaccoso Dunhill London. Scelse quindi quanto di meglio poteva offrire il mercato in quel momento come coadiuvante della seduzione.

Sempre nel 1975, nel film Grazie… nonna, l’allora attore Giusva Fioravanti compie la stessa operazione di seduzione ma affidandosi al mitico Pino silvestre Vidal, una eau de toilette dalle note boschive di pini selvaggi. Ottima scelta, ma quella sera non era aria e la bella Fenech gli rifilò il classicissimo ed amaro “due di picche”. Pazienza, lo comprendo e ne sono solidale… il giovinotto si rifarà…

Il tenebroso Luciano Catenacci, ne Il giustiziere sfida la città, in compagnia di una donna di facili costumi usa la spagnola Agua brava, una colonia speziata e secca nello stesso qual tempo, il cui slogan piuttosto trash settantiano era: “Agua brava…e le parole non servono più”; infatti il compianto Catenacci non è che fosse particolarmente ciarliero, per cui la scelta della fragranza si rivelò più che mai personalizzata!

ImagePaolo Villaggio nel ruolo di Fantozzi (serie di film dal 1975 al 2000), ci presentò una scena ripetuta in più pellicole che ormai è storia del nostro cinema popolare: in Fantozzi, in particolare, non perde occasione per inondarsi (sciaguratamente nelle zone intime) di un’acqua di colonia. Che profumo era? L’ho identificato: è l’agrumato  Gold medal di Atkninsons.

Alberto Sordi, nel film Quelle strane occasioni (1976), dopo una rasatura elettrica desidera disinfiammare il viso con l’agrumato Men’s club 52 di Helena Rubinstein. La pelle del simpatico Albertone si fa chiaramente rassodata, pronta per affrontare una bella giornata in ascensore con la Sandrelli (situazione in cui molti uomini, compreso me, dopo barba o non vorrebbe trovarsi).

L’uomo che non deve chiedere mai Franco Nero, ne Il bandito dagli occhi azzurri (1980), quale acqua di colonia poteva spargersi sul collo con così tanta foga prima di recarsi nella misteriosa sauna notturna? E' chiaro, il Denim, le cui note sono forti di legni pregiati e rari muschi selvaggi. Il potere seducente di questo profumo è così forte che fece persino colpo su un uomo! In considerazione del fatto che lui nel film è etero, la scelta s’è rivelata (è il caso di dirlo) a “posteriori” piuttosto rischiosa!

In Mia moglie è una strega (1980) c’è invece un bell’esempio di lancio di gamma di prodotti maschili; infatti, in bella vista nel bagno dell’appartamento di Renato Pozzetto, notiamo l’allora nuova linea dello stilista Gherardini e cioè l’agrumato-dolce Uomo Ghe, il cui suono non pare molto virile… ma tant’è…

Il simpatico caratterista Enzo Robutti, nel film Mia moglie torna scuola (1981), accingendosi ad andare a trovare la prosperosa Carmen Russo nella sua stanza, si inonda di dopo barba Mennen: un cipriato dalle note muschiate che è ottimo al mattino per spegnere il fuoco del rasoio, ma inadatto per la seduzione serale, specie se non si è particolarmente attraenti (infatti la serata si rivelerà diversa dalle aspettative. Grave errore Enzo!)

Nel film Cuori nella tormenta (1984) Carlo Verdone, prima di accingersi a letto con l’allora bella e giovane Marina Suma, sensatamente si strofina quasi a sangue il corpo con l’aromatico Vetyver Carven. Mi complimento con Carlo… ottima scelta sia per la donna che per il profumo!

ImageNel divertente film Provare per credere (1986) il compianto Guido Angeli si spruzza sul viso con grande soddisfazione l’aromatica colonia Aramis. Il viso dell’uomo-Aiazzone appare rassodato e con un improvviso velo di abbronzatura rafforzante il suo indiscutibile charme. Questo rossore ipotizzo sia scaturito per via del bruciore, seppur benefico, dell’alcool sul suo volto.

Nel film Delitti e profumi, come da titolo, i profumi devono apparire e infatti in una scena girata all’interno del bagno di Jerry Calà con Umberto Smaila, i due ci divertono con uno sketch su uno sfondo di campionario di profumeria maschile vintage sicuramente messo lì non a caso. Troviamo l’aromatico Patou pour homme, l’erboso Vetiver di Carven, l’agrumato Eau Sauvage, gli speziati Yatagan di Caron e Givenchy Gentleman, oltre che un deodorante spray dell’enigmatico Drakkar di Guy Laroche e un raro flaconcino del prezioso talco Equipage d’Hermes, un profumo tabaccoso ed originale.

Pupi Avati dimostra in due film un singolare interesse nei confronti del mondo della profumeria:
In Regalo di natale (1986) ci viene mostrato Carlo Delle Piane che si reca più volte nel bagno dell’ormai nota villa di Fregene mostrando nell'inquadratura due classici dell’alta profumeria maschile Anni Ottanta: il tabaccoso Trussardi Uomo ed il cipriato Santos di Cartier. Stando attenti, all’inizio di Regalo di natale, quando Carlo Delle Piane pronuncia la frase “una bella lavata di faccia mi rimetterà in sesto”, va in un altro bagno e ci viene mostrato il classico flacone nero di Soldano Uomo, un agrumato con fondo tabaccoso. Peccato che l’attore confidenziale Carlo Delle Piane non se ne sia messa qualche goccia come porta fortuna per la partita, sarebbe stata una “trashata” pazzesca che avrebbe fatto storia!

ImageL’anno successivo il sommo Lino Capolicchio nel film Ultimo minuto, mentre si presta a mortificare Ugo Tognazzi ufficializzandogli sostanzialmente la fine della sua carriera, con estrema disinvoltura si schiaffeggia il collo ed il viso a piene mani con le note tabaccose e speziate del Balafre di Lancome. Interessante notare come l’implacabile telecamera del solerte Pupi Avati inquadra nel bagno l’alternativa (in quel momento non adoperata dal “sommo”) Krizia Uomo, la cui fragranza è fortemente erbosa. Da questo traspare che Lino gradiva le noti forti e virili, forse per accentuare la sua personalità. Nello stesso film “casualmente”  la figlia di Ugo Tognazzi (interpretata da Elena Sofia Ricci) lavora in una profumeria e, quando lui la va a trovare, la telecamera compie una bella inquadratura degli articoli in vendita: un trionfo della profumeria maschile Anni Settanta ed Ottanta! Qui troviamo le fragranze fortemente muschiate di Jules di Christian Dior e Rothschild pour Homme; Gli speziati Kouros, YSL e Lancetti Uomo; gli agrumati Mitos di Napoleon e l’YSL pour Homme, oltre che le dolciastre colonie Morris e Tabac. Tognazzi in questa occasione si rivolge alla figlia dicendole: “vorrà dire che mi regalerai un dopobarba!”.  Che dire… in due film, il grande regista Pupi Avati c’ha profumati abbondantemente!

In conclusione posso aggiungere che, come spesso è capitato con altri generi, all’inizio degli Anni Novanta questa rappresentazione è andata a scemare e dopotutto (come scritto in precedenza) non è stata nemmeno tanto sfruttata. Ho comunque trovato un ultimo uso del profumo nel film come espediente per sedurre una ragazza nella fiction “delle sfighe” I ragazzi del muretto (1991/96). Qui l’attore Amedeo Letizia (oggi produttore), in una delle tante puntate, prima di un appuntamento galante si applica abbondantemente sul collo il muschiato dolce Obsession di Calvin Klein, ma datosi che lo sceneggiato ruotava sulle sciagure che l’amara vita ci propone, lascio a voi, gentili ed ora profumati lettori immaginare l’esito della seratona galante…

Image LA PUBBLICITA' DEI PROFUMI MASCHILI VINTAGE

Com’è stato accennato nell’approfondimento, il mondo dell’alta profumeria maschile è sostanzialmente nato a partire a dai primi Anni Sessanta, poiché precedentemente era una tendenza essenzialmente femminile. All’uomo erano concesse solo poche acque di colonia agrumate e dopo barba molto blandi, usati solo per le grandi occasioni e in ogni caso dai benestanti. Le nuove mode e anche i riferimenti estetici cinematografici hanno col tempo sdoganato tutta una serie di prodotti specifici per le esigenze maschili, a partire da quelli essenziali e cioè legati al gesto quotidiano della rasatura. Per farlo, i pubblicitari hanno (per almeno un ventennio) dovuto associare l’uso di questi prodotti con il fatto che, se ci si avvaleva di quella linea uomo piuttosto che di un’altra, le donne sarebbero poi, come si suol dire, “cadute ai vostri piedi”, oppure,  in alternativa, magnificando una mascolinità virile spesso al limite del ridicolo o associandola al successo professionale.

In questa tavola quindi troverete qualche esempio di pubblicità di fragranza maschili “vintage”  che testimoniano in modo sostanziale quanto scritto.

APPROFONDIMENTO INSERITO DAL BENEMERITO MARKUS
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