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LE LOCATION ESATTE DI "MILANO CALIBRO 9"
lunedý 29 giugno 2009
ImageForse il noir italiano per eccellenza, il capolavoro di Di Leo ha nell’ambientazione milanese la giustificazione del suo stesso titolo. Nelle immagini in cui si riprende il capoluogo lombardo dall’alto con i suoi simboli (il grattacielo Pirelli in primis) si avverte già l’importanza che almeno teoricamente dovrebbero avere le location milanesi. Poi, come ampiamente ripetuto da chi al film ci lavorò, per prodotti simili i soldi non erano sempre moltissimi e capitava spesso che gran parte delle scene si girassero a Roma fingendo di stare più su. Infatti, come vedremo, oltre alla presenza di alcune location milanesi fotografate già al tempo da Nemesi, Renato e Venticello, andremo a scoprire molti luoghi eminentemente romani e nascosti, entreremo virtualmente negli studi della DEAR dove vennero girati molti esterni “mascherati” e cercheremo posti quasi “introvabili” come la cava dell’esplosione iniziale o il luogo del pestaggio di Ugo Piazza, dove praticamente non esistono edifici di riferimento intorno tranne...
Ma cominciamo subito a raccontare il film location per location:

Image 01. TORRE BRANCA,  DUOMO (Squadra Volante Ligera)
L’apertura del film è sulla Torre Branca di Parco Sempione, ripresa in tutta la sua altezza da una carrellata che la inquadra dall’alto in basso. Lo stesso uomo che vediamo passarci sotto (Omero Capanna) lo ritroviamo poco dopo davanti al Duomo, dove avverrà il primo scambio del pacchetto contenente i soldi. Le riprese in Piazza del Duomo si sprecano (in modo da caratterizzare immediatamente il film per le sue location milanesi) e ci si mette di mezzo pure Di Leo in persona, che vediamo in cabina telefonica in uno dei suoi camei più celebri. La ragazza coi soldi (Imelde Marani), intanto, scende in Galleria del Sagrato (vale a dire in metropolitana, perché lassotto c’è una vera “città sotterranea” che collega tutte le fermate della zona).
Foto: Nemesi

Image 02. IN METROPOLITANA E AGLI STUDI DELLA DEAR (Zender)
La ragazza consegna il pacco a uno dei tanti corrieri (Sergio Serafini), il quale sale in metropolitana (ed è proprio quella milanese, come confermato dalle linee rossa e verde in una delle targhette appese all’interno e dallo stemma della città visibile all’esterno dei vagoni). Ne scenderà a Porta Venezia (come confermato da una scritta appena visibile in una delle inquadrature, che indica via Spallanzani) mentre l’azione si sposta di nuovo sull’uomo visto in apertura (Capanna) e su Rocco (Mario Adorf), che apre il pacco per trovarci dentro... cartaccia! E’ questa la prima scena ambientata agli studi DEAR di via Romagnoli a Roma, citati anche nei titoli di testa. Riconoscibile, sullo sfondo, il palazzo con terrazze che dà proprio su via Romagnoli. I protagonisti si trovano quindi, in questo caso, a ridosso dell’uscita.

Image 03. LA VENDETTA DI ROCCO (Zender, Ellerre)
Nella mala non c’è bisogno di tante prove per farsi giustizia come meglio si crede: Rocco (su ordine del suo padrone, si suppone) riunisce quelli che lui ritiene responsabili della scomparsa del denaro e li lega all’interno di una grotta. Poco dopo accende la miccia e li fa esplodere. Come arrivare a scoprire dove siano le rocce in cui è ambientata la scena? Da soli è impossibile, a meno di non essere geologi specializzati. L’alternativa è parlare con chi ha lavorato al film. Così siamo risaliti a una zona precisa della città e, affidandoci poi agli specialisti romani, abbiamo individuato il grande spiazzo sulla via Ardeatina dove, come vedrete nelle tavole, esistono davvero rocce molto simili. E’ partito in missione Ernesto, il quale però si è dovuto fermare di fronte alle difficoltà di perlustare una zona sepolta dall’erba. Dalle foto scattate, comunque, non avrete difficoltà a comprendere come il posto sia effettivamente proprio quello.
Foto: Ernesto

Image 04. TITOLI DI TESTA (Squadra Volante Ligera)
Nei titoli di testa Di Leo si scatena e piazza tutta una serie di scorci caratteristici della Milano dei Settanta, accompagnati dalle belle musiche di Bacalov e degli Osanna. Da panoramiche in seminotturna si passa ai Navigli (Alzaia Naviglio Grande, i ponti), alla Darsena (con evidenti lavori in corso), di nuovo al Duomo, alla stazione centrale, mentre nei paesaggi dall’alto a fare la parte del leone è il grattacielo Pirelli, uno dei non troppi simboli del capoluogo lombardo.
Foto: Nemesi

Image 05. UGO PIAZZA ESCE DI PRIGIONE (Squadra Volante Ligera)
Il film riprende mostrandoci Ugo Piazza (Gastone Moschin) mentre esce dal carcere di San Vittore prima di venir recuperato e “catechizzato” da Rocco, che passa in Mercedes nera. Presumibilmente i giardini sono quelli di Parco Sempione, ma poiché trovare il punto esatto non ha molto senso (non si vede nulla di riconoscibile) è più interessante notare come, una volta prelevato Piazza, l’auto sgommi via ritrovandosi tanto per cambiare all’interno degli studi della Dear di via Romagnoli a Roma (vedrete le immagini nelle tavole dedicate agli studios).
Foto: Nemesi

Image 06. PIAZZA MALMENATO DA ROCCO TRA LE BARACCHE (Zender, Ellerre)
Giunti in un posto completamente desolato, Rocco e gli altri gliele danno di santa ragione al povero Ugo Piazza. Piazza si è fatto begli anni di prigione, è vero, ma tutti lì son convinti che i soldi li abbia presi lui e si sia fatto sbattere dentro per salvarsi dalle vendette dell’Americano (Lionel Stander) e dei suoi. L’Americano però (e nemmeno Rocco) non dimentica, e il pestaggio ha il compito di portare Piazza a confessare. Niente da fare: che può dire il poveruomo? I soldi non li ha presi lui, chiedete a qualcun altro. Anche per questa fondamentale scena nessun indizio al di fuori del cabinotto di un palazzo che spunta dietro ai protagonisti. Ma come trovarlo, quel palazzo? Si è di nuovo chiesto aiuto al cast tecnico, ricevendo l’informazione sicura: via di Tor Carbone a Roma, nei pressi di un centro di tiro con l’arco. Cerca con google, scartabella, guarda in giro e infine il palazzo salta fuori (grazie a Ellerre), proprio a ridosso di un’area tuttora semiabbandonata. Lì, proprio lì, Ugo Piazza venne pestato da Rocco e i suoi. Di nuovo Ernesto in missione con scooter per foto del luogo scattate ora, che vedrete nella tavola.
Foto: Ernesto
 
Image Image 07. PIAZZA VA DAL CHINO (Zender, Squadra Volante Ligera)
Dopo essere stato malmenato da Rocco e i suoi in un’ulteriore occasione (in un albergaccio di quarta categoria, dove gli interrompono un rapporto con una prostituta), Image Piazza decide di andare a trovare il caro amico Chino (Philippe Leroy), che scopriamo vivere in una casa a ringhiera che affaccia su Ripa di Porta Ticinese. Si passa prima dalle parti di Viale Gorizia, poi sulle sponde molto pittoresche del Naviglio. Infine ecco il portone di casa dell’anziano Don Vincenzo (e di Chino, che con lui vive). Piazza entra nel cortile, fa un piano e si ritrova sul pianerottolo dove affaccia la porta di Don Vincenzo (Ivo Garrani). Rocco andrà a stanarlo pure lì, ma il pestaggio questa volta viene sventato dall’intervento risoluto del Chino.
Foto: Nemesi

Image 08. PIAZZA DALL’AMERICANO (Squadra Volante Ligera, Zender)
L’Americano, ovvero il grande boss per cui Rocco lavora, ha i suoi uffici alla Torre Velasca (sempre a Milano), o almeno questo è quello che il regista vuol farci credere, perché poi l’ufficio dell’Americano è stato invece ricostruito come molte altre cose ai Dear studios di Roma. Ad ogni modo Piazza arriva, guarda verso l’alto e Di Leo ci regala una bella carrellata sulla Torre. L’uomo prosegue e lo vediamo entrare dall’accesso principale al piano terra della torre (altro simbolo milanese, peraltro).
Foto: Zender

Image 09. IL NIGHT CLUB DOVE NELLY BORDON BALLA SEMINUDA (Zender)
Una scena che ha fatto epoca. Per la bellezza della Bouchet, certo, ma anche per come Di Leo ha saputo filmarla ribaltando le inquadrature e seguendone la sinuosa danza orientaleggiante. Piazza è lì, lei era una sua vecchia fiamma e pare voler tornare con lui. Beve seduto al banco, Nelly va a salutarlo. Non era chiarissimo il luogo in cui fosse stata girata la scena, e per scoprirlo ci siamo aiutati anche con un altro film, La banda del Gobbo. Secondo certe indicazioni il bar doveva essere lo Scarabocchio o il Puffo. Sapendo che La banda del Gobbo era girata allo Scarabocchio abbiamo fatto due confronti e trovato persino un’immagine del night oggi (in Piazza dei Ponziani 8 a Roma) che ci mostra come il posto sia davvero quello. L’esterno viene ben inquadrato nella Banda del Gobbo, a differenza che in Milano Calibro 9 in cui invece ci viene mostrato solo l’interno; i divanetti, il bancone ma soprattutto il soffitto a quadrettoni non lasciano adito a dubbi: il posto è quello!

Image 10.LA BOMBA IN CENTRALE (Squadra Volante Ligera)
Piazza torna a lavorare per l’Americano (che tuttavia non crede affatto che lui sia innocente e non si sia intascato i soldi scomparsi) e, come prima cosa, prende parte a uno scambio pericoloso di pacchi che avviene in Stazione Centrale. Vediamo Piazza all’arrivo dei binari, quindi un colloquio in una cabina telefonica poco distante. Colui che ha con sè il pacco bomba si ferma a mangiare al Motta (sempre lì in stazione, davanti ai binari, dove oggi c’è sempre uno snack ma dal nome diverso). Dal treno scende la vittima (Bruno Bertocci), che si avvia alle toilette della stazione col pacco scambiato poco prima. Pacco che esploderà lì, col responsabile (Ernesto Colli) in fuga dalla stazione (passerà davanti al Grattacielo Pirelli, che sta sempre in Piazza Duca D’Aosta, il piazzale antistante la stazione). La cabina telefonica da cui poi chiamerà esplodendo a sua volta è però di nuovo agli studi della DEAR di Roma.
Foto: Nemesi

Image 11. AL BOWLING (Markus)
Un vecchio (Alessandro Tedeschi) cammina per la strada finché raggiunge l’insegna di un bowling. Scopriremo che il vecchio è un tramite. Siamo al bowling di Cinisello Balsamo, poco prima del punto in cui viale Fulvio Testi passa sopra all’autostrada. Il luogo l’ha scoperto Markus, che ricordava bene la zona ed è riuscito a ricordare quale fosse. Dall’esterno si passa all’interno e qui troviamo il vecchio che consegna una borsa a Nicola (Giuseppe Castellano), che lo sta aspettando. Si vedono un po’ le piste, quindi la toilette, teatro della verifica del contenuto della valigetta.
Foto: Zender/Markus

Image Image 12. PASSAGGIO DAVANTI AL PENNEY (Markus)
Piazza, Rocco e gli altri sono in auto, di notte, e li vediamo svoltare in direzione di un grande centro commerciale, il Penney. A lungo si è discusso di dove potesse essere (nemmeno si sapeva se fosse a Roma o a Milano). Ci indagò per primo Renato, che precisa: “Sono dei grandi magazzini, famosi negli Usa mentre in Italia furono attivi solo dal 1970 al 1978, poi vennero rilevati dal gruppo La Rinascente”. A trovare il posto è stato però Markus, che ha individuato in un’inquadratura il frammento di un logo (riuscendo mirabilmente a ricondurlo a quello della Atlas Copco, una società i cui uffici sono proprio vicini al bowling di Cinisello). Si è così arrivati a capire che l’ex Penney è oggi il Brico Center di Cinisello Balsamo, che mantiene tuttora intatta la striscia che “taglia” orizzontalmente in due l’ampio edificio. Riconoscibile per molto aspetti, la zona è senza dubbio quella, come vedrete nelle tavole.
Foto: Zender/Markus

Image Image 13. SCONTRO A FUOCO COL CHINO E DEAR STUDIOS (Zender)
Dopo aver percorso il breve tratto di strada, tuttavia, l’auto di Piazza e Rocco prosegue per via Cantù, quindi scompare inghiottita dal buio. Ricomparirà a sorpresa a Roma, nei soliti Dear studios di via Romagnoli. E’ qui che sono riuscito a ritrovare i luoghi esatti, interni agli studios, in cui la scena dell’agguato a Don Vincenzo e a Chino venne girata. E’ invece tutto merito di Nemesi aver capito che la zona è la stessa medesima in cui il Chino, pochi minuti dopo, parla con la barbona incontrata per strada: il palazzo sullo sfondo è quello che si vede nella scena dell’agguato! Riguardando il film, comunque, ho notato che le scene alla Dear sono molte più di quanto non si creda: persino la foto in bianco e nero che vede il commissario e in cui si notano i due malviventi davanti a un muro è stata scattata davanti al muro della Dear! Quello che quindi è stato fatto nelle tavole è cercare di ritrovari i punti esatti ALL’INTERNO degli studios per arrivare a dimostrare quali scene sono state sicuramente girate lì.

Image 14. LA VILLA (Zender)
Altra location capitale, la villa in cui si consuma la sparatoria finale. Chino va a stanare l’Americano nella sua villa e darà il via a un fuorioso scontro a fuoco che avrà, a quanto pare, un unico vero vincitore: Piazza! Poteva essere a Milano la villa? Difficile. E infatti, sempre parlando con chi al film ci lavorò siamo riusciti a sapere che la villa stava nei pressi di via Appia Antica e via Pignatelli. Una zona non così piccola, da scandagliare. Soprattutto in considerazione che lì è zeppo di ville con piscina e che il paesaggio dal 1971 a oggi è cambiato drasticamente. Il punto fermo che però ci fa identificare la villa come quella in via Lucio Volumnio 35 è la piscina: la forma, la sua inclinazione rispetto alla villa, la distanza dalla stessa, la grossa grata di scarico ancora presente sul fondo, lo scalino... ci hanno inevitabilmente fatto concludere che la villa non può che essere quella, nonostante oggi si presenti in modo molto differente da allora. Riconoscerete la fila di alberi accanto alla piscina e, se poteste andare lì come Ernesto ha fatto, vi accorgereste di come le ville della zona assomiglino straordinariamente (come colore, comignoli...) a quella che si vede nel film.
Foto: Ernesto

Image 15. DI CORSA VERSO L’AUTOSTRADA (Renato)
Terminata la sparatoria Piazza fugge dalla villa e prende l’auto parcheggiata là fuori che (ma guarda un po’) in realtà è di nuovo ai Dear studios di Via Romagnoli (anche questa scena la troverete nelle tavole degli studios). Accelera e in un battibaleno si trova da Roma a Milano, più precisamente in via Campanella dove sta l’ingresso alle autostrade. Passa di lì sfrecciando (ma lì sfrecciano un po’ tutti, tanto che per fare la foto non è stata una passeggiata di salute...) per arrivare alla barriera di Capriate (presumibilmente), visto che poco dopo si ritrova all’uscita per Arese (oggi molto differente, non presenta elementi che permettano un’identificazione certa). La imbocca e... come per magia... ecco che si ritrova in un posto del tutto inatteso (non per chi guarda il film, certo, che non può cogliere la cosa).
Foto: Zender

Image Image 16. IL CONVENTO DIROCCATO DOVE SONO NASCOSTI I SOLDI (Zender)
A lungo abbiamo creduto che il convento potesse davvero trovarsi ad Arese o in zona, ma alla verità siamo arrivati grazie al solito fondamentale aiuto di chi in quei posti ci lavorò davvero e che ci ha spiegato come la scena non venne girata questa volta né a Roma nè a Milano. Un posto che insomma o ci abiti o non lo trovi neanche a morire. Un convento di Bolsena, ci è stato detto. Ho cercato (anche attraverso immagini su internet non facili da reperire e da ricondurre a quelle del film) e infine ci sono arrivato; è proprio così: siamo a Bolsena, al Convento di Santa Maria del Giglio oggi casa per ferie (restaurata). Recatomi personalmente sul posto ho potuto ammirare il luogo esatto, che esternamente non è affatto cambiato. Quello che Di Leo inquadra è l’ingresso al cortile (la facciata con chiesa è un’altra), mentre la balconata in cima al campanile dove Piazza nascose la borsa coi soldi è oggi non raggiungibile causa scale pericolanti. Le foto fatte spazzano via ogni dubbio, ad ogni modo.
Foto: Zender

Image Image 17. QUESTURA E BAR DI FRONTE (Zender)
Quando tutto sembrava concludersi per il meglio, Piazza torna in autostrada e viene fermato dagli uomini della polizia. Con tanto di borsa zeppa di soldi (ma nessuno lo sa) verrà accompagnato in questura dove reincontrerà il sopravvissuto Rocco, che comincia a guardare Piazza con occhio diverso, colmo d’ammirazione. La questura è la vera questura di Milano in via Fatebenefratelli, e il bar da cui Piazza telefona a Nelly (Bouchet) è tuttora un bar posto proprio di fronte alla questura (anche se oggi le vetrate che danno sulla strada sono un po’ cambiate).
Foto: Zender

Image 18. IL FINALE A CASA DI NELLY (Squadra Volante Ligera)
L’appartamento in cui vive Nelly, già molto visto nelle scene precedenti e sul quale di fatto si chiude il film, è stato ricostruito appositamente in studio proprio come l’ufficio (quello che è esternamente a Torre Velasca) dell’Americano. Un gran bel lavoro di design, rifinito quasi completamente usando il bianco e nero. Se però gli interni sono agli studios, l’esterno è ben visibile nel film. O meglio, è visibile la strada in cui Piazza smonta dall’auto per salire da Nelly. Ed è ben visibile il portico entro cui dovrebbe ipoteticamente entrare Piazza. Purtroppo la realtà ci dice che Moschin, una volta sceso dall’auto, non salì da nessun parte...
Foto: Nemesi/Zender

Tavole e testi: Zender. Foto: è indicato paragrafo per paragrafo.

ARICOLO INSERITO DAL BENEMERITO ZENDER (con il GRANDE aiuto dell'intera SQUADRA VOLANTE LIGERA, MARKUS, ELLERRE, ERNESTO)
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