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LE LOCATION ESATTE DEL "SEGNO DEL COMANDO"
lunedý 08 giugno 2009
ImageUn lavoro imponente, perché trovare tutte le location di uno sceneggiato lungo 5 puntate non è cosa da tutti. L’ha fatto Mades, che si era già occupato di postare su Youtube parte di questo lavoro attraendo subito la nostra attenzione. Quando gli chiesi se fosse interessato ad analizzare lo sceneggiato (dal punto di vista delle location) per il nostro sito, accettò subito di buon grado e con estrema cortesia, sottoponendosi all’estenuante lavoro che la nostra complessa impostazione comporta; cioè ricostruire, attraverso le location, anche la trama del Segno del Comando e il modo in cui aveva ritrovato i luoghi fotografati. Il lavoro che avete di fronte è di grande precisione, e aggiunge spesso ai luoghi notazioni riguardanti gli stessi, completando un lavoro molto lungo ma allo stesso tempo affascinante e che riporterà chi conosce e ama il Segno del Comando, molti anni indietro. Qui sotto, quindi, avrete grazie a Mades il modo di ripercorrere la storia ideata dagli autori verificando lo stato attuale di tutte le location più importanti (e non solo) toccate da Ugo Pagliai e il resto del cast. Cominciamo subito:


Image Image 01. IL PROFESSOR EDWARD FORSTER GIUNGE A ROMA E SI RECA A VIA MARGUTTA
La sequenza iniziale dello sceneggiato ci mostra Lancelot Edward Forster (Ugo Pagliai), professore di letteratura inglese a Cambridge, giunto da poco a Roma, mentre si reca in via Margutta 33, presso lo studio del pittore Marco Tagliaferri il quale, in una lettera d'invito, gli ha promesso importanti rivelazioni su un diario di Lord Byron, scritto durante un soggiorno romano del poeta. Il diario è il documento più importante di una prossima conferenza che il professore inglese dovrà tenere sul tema 'Byron a Roma', presso il British Council della capitale. Insieme alla lettera, Tagliaferri ha inviato a Forster anche una foto di un piazza romana, citata nel diario di Byron, e fino ad allora ritenuta dal professore frutto della fantasia artistica del poeta: si tratta della famosa piazza con 'rudere di tempio romano, chiesa rinascimentale e fontana con delfini' che costituirà uno dei principali motivi conduttori dell'intero sceneggiato.
Image Ad accogliere Forster nello studio di via Margutta non c'é, però, il pittore romano, ma la sua modella, l'affascinante e misteriosa Lucia, che gli dà appuntamento per cena, presso una locanda di Trastevere, e gli raccomanda di alloggiare in un albergo di Trinità dei Monti: l'hotel Galba, dove Forster andrà.

In questo caso, la ricerca dei luoghi delle riprese, per la loro perfetta coincidenza con quelli mostrati nello sceneggiato, non ha presentato alcuna difficoltà, e non è stato neanche difficile entrare nel cortile del condominio di via Margutta 33 che, a detta del giovane e gentile portiere dello stabile, rappresenta una meta piuttosto frequentata dagli appassionati del Segno del Comando, romani e non, che ripercorrono gli itinerari di Forster & company.


Image 02. LUCIA ACCOMPAGNA FORSTER ALLA TAVERNA DELL'ANGELO
Con la speranza d'incontrare finalmente il pittore Marco Tagliaferri, Edward Forster si reca all'appuntamento serale con Lucia e, dopo un breve incontro ai piedi della scalinata di piazza di Spagna, i due si recano insieme alla Taverna dell'Angelo, una locanda di Trastevere.

Nella ricerca dei luoghi mostrati in quest'episodio, tralasciando la famosa scalinata di piazza di Spagna, ho concentrato l'attenzione sui vicoli attraversati da Lucia e Forster mentre si recano alla Taverna dell'Angelo. In particolare, per trovare il vicolo della locanda (che lo sceneggiato ci mostra essere a Trastevere), ho innanzitutto confidato sul fatto che le riprese fossero state effettivamente realizzate nel popolare quartiere romano. Image Successivamente, ho ricostruito una pianta approssimativa del vicolo, analizzando vari fotogrammi dello sceneggiato, e ho poi confrontato il risultato ottenuto con i vicoli di Trastevere, su uno stradario di Roma. E' una tecnica che avevo già utilizzato con successo per trovare altri luoghi del Segno del Comando. Tra le viuzze che corrispondono alle caratteristiche di quello della Taverna dell'Angelo (una stradina corta, chiusa all'estremità da altri due vicoli, di cui uno con tracciato leggermente obliquo), c'è anche un tratto del vicolo del Piede. La conferma definitiva che si trattava dello stesso luogo è arrivata, poi, dal confronto di alcuni particolari, come la disposizione degli ingressi e delle finestre delle case del vicolo, e i dettagli del portone che rappresenta l'entrata della locanda. Per quest'ultimo elemento, occorre aggiungere che, in una ristrutturazione avvenuta nel 1972, testimoniata da una piccola targa di marmo inserita nel muro del palazzo, è stata tolta la pietra che, invece, nelle immagini dello sceneggiato, si vede davanti all'ingresso della taverna. In un secondo momento, sicuro ormai di essere sulla pista giusta, e semplicemente aggirandomi tra le stradine prossime al vicolo del Piede, ho trovato anche il vicolo del Cipresso.


Image 03. IL FURTO DELLA BORSA E IL CAFFÈ GRECO
Alla Taverna dell'Angelo, Forster, dopo avere atteso invano l'arrivo di Tagliaferri, stordito e confuso, forse per il vino bevuto, perde i sensi. Il professore inglese si risveglia a notte fonda nella sua auto e si accorge che la sua borsa, che contiene la copia del diario di Byron, è scomparsa, mentre della Taverna dell'Angelo non c'è più alcuna traccia; trova, inoltre, appoggiato su un sedile dell'auto, il medaglione che Lucia indossava quella sera. Dopo aver denunciato l'accaduto al più vicino commissariato di polizia, all'alba, Forster si precipita nuovamente in via Margutta, presso lo studio di Tagliaferri, per cercare Lucia, ma nessuno gli risponde. Lo accoglie, invece, da un appartamento adiacente allo studio, un vecchio colonnello in pensione, ultimo discendente della famiglia dei Tagliaferri, che gli rivela che il pittore romano e la sua modella sono morti cento anni prima, in circostanze misteriose. Ancora sconcertato dalla notizia, e seguendo un ultimo consiglio del vecchio colonnello, il professore inglese si reca presso il Caffé Greco di via Condotti, dove scopre la sua sorprendente somiglianza con un autoritratto di Marco Tagliaferri.

La piazzetta dove Forster si risveglia e si accorge del furto della sua borsa è largo M. D. Fumasoni Biondi, adiacente a piazza di S. Maria in Trastevere. Anche in questo caso, per individuare il luogo, ho fatto ricorso all'espediente che ho usato per trovare la via della Taverna dell'Angelo: ho tracciato un disegno approssimativo del posto e ho poi cercato la piazza corrispondente su una mappa di Trastevere.
L'Antico Caffé Greco, fondato nel 1760 dal 'levantino' Nicola Della Maddalena, si trova a via dei Condotti, a due passi da piazza di Spagna; è il caffé più famoso e importante della capitale e, per secoli, è stato meta di turisti e intellettuali.


Image 04. FORSTER SI CONFIDA CON OLIVIA E INCONTRA BARBARA ALLA SCUOLA BRITANNICA
Su una terrazza della Casina Valadier, Edward Forster confida le sue vicissitudini romane e le sue preoccupazioni ad Olivia, un' amica inglese che risiede all'hotel Galba, lo stesso albergo dove alloggia il professore inglese. Successivamente, Forster si reca alla Scuola Britannica, dove incontra Barbara, la giovane segretaria dell'addetto culturale dell'ambasciata britannica George Powell. La ragazza rivela al professore che la foto della piazza citata da Byron è un rudimentale fotomontaggio ricavato da un quadro dell'ottocento.

Image La Casina Valadier è una palazzina in stile neoclassico appollaiata sulla terrazza del Pincio, a pochi metri da piazza del Popolo; ospita un rinomato caffé-ristorante, ed è facilmente riconoscibile dalla maggior parte dei romani, e da molti turisti che hanno visitato la capitale. Più discreta è la presenza dell'Accademia Britannica, che si trova a piazzale W. Churchill 5 (ex via Gramsci 61), a due passi da Villa Borghese; tanto discreta che, non conoscendone l'esistenza, all'inizio ero convinto che si trattasse della Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Soltanto dopo una verifica, fatta quasi per caso, mi sono accorto che i due edifici, che tra l'altro sono affiancati, pur somigliandosi, mostrano delle differenze significative: ad esempio, la costruzione dell'Accademia presenta un frontone triangolare e le colonne sono quasi prive di basamento, mentre la Galleria ha un frontone rettangolare e tutte le colonne posano su un massiccio piedistallo. Successivamente, per venire a capo del problema, mi sono affidato alle immagini dello sceneggiato, che mostrano, in una breve sequenza, la scritta 'Scuola Britannica' su una bacheca dell'istituto in cui Forster incontra Barbara. Dopo vari tentativi andati a vuoto, cercando su Internet testualmente una 'British School at Rome', sono finalmente arrivato all'Accademia di piazzale Churchill.


Image Image 05. FORSTER SI RECA A PALAZZO ANCHISI
Durante una visita alla biblioteca Angelica, Edward Forster scopre che il quadro della fantomatica piazza citata nel diario di Byron è un'opera di Marco Tagliaferri, e che il dipinto appartiene al principe Anchisi, un invadente e stravagante nobile romano, appassionato di occultismo, da poco conosciuto. La scoperta induce il professore inglese a recarsi, di sera, pressa la residenza del principe. A palazzo Anchisi Forster non trova nessuno ad accoglierlo, ma gli appare, invece, la spettrale e sfuggente figura di Lucia.

La biblioteca Angelica si trova in piazza S. Agostino 8, nei pressi di piazza Navona, e fu fondata nel 1604 dal vescovo agostiniano Angelo Rocca. Fu la prima biblioteca pubblica italiana. Oggi è una biblioteca statale ed è gestita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Image Il palazzo del principe Anchisi corrisponde nella realtà a palazzo Mattei di Giove che si trova in via dei Funari, a due passi da piazza Venezia. L'edificio ha anche un'entrata secondaria a via Caetani. Il palazzo fu costruito per volere di Asdrubale Mattei, duca di Monte Giove (Terni), tra la fine del cinquecento e l'inizio del seicento, su progetto di Carlo Maderno. Oggi è di proprietà dello Stato Italiano e ospita varie istituzioni, come il Centro di Studi Americani, la Discoteca di Stato e la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea. L'edificio è liberamente accessibile e rappresenta uno di quei luoghi, appartati e affascinanti, di cui è ricca la capitale, e che sono sconosciuti anche alla maggior parte degli stessi romani.
Ho scoperto il palazzo grazie al dettaglio di un fotogramma che mostra il fontanone presente nel cortile dell'edificio. Tramite Internet, ho trovato facilmente la fontana, e la descrizione del palazzo a cui appartiene, in un sito (www.info.roma.it) dove sono catalogati monumenti, palazzi, strade e altri elementi architettonici e urbanistici di Roma.


Image 6. LA CHIESA DI SANT'ONORIO AL MONTE
A Edward Forster viene mostrato un antico orologio su cui è incisa la scritta 'S.Onorio'. L'orologio fa parte della collezione del vecchio colonnello Tagliaferri, improvvisamente deceduto. Il prezioso oggetto è un'opera di un'orafo del settecento, Ilario Brandani, che ha realizzato anche il medaglione indossato da Lucia alla Taverna dell'angelo. La scoperta induce il professore inglese a recarsi presso la chiesa di Sant'Onorio al Monte, nella speranza di avere notizie del pittore Marco Tagliaferri e dell'orafo Brandani. Nonostante la cortese disponibilità del parroco, la visita ha, però, un esito negativo.
In un secondo tempo Forster, accompagnato dal funzionario britannico George Powell, torna nuovamente a Sant'Onorio al Monte, sulle tracce, questa volta, del Salmo XVII del compositore Baldassarre Vitali, anch'egli del settecento, di cui la chiesa, secondo quanto gli ha riferito il parroco nella prima visita, possiede l'opera completa. Il professore intuisce che la partitura del Salmo XVII potrebbe contribuire a svelare, almeno in parte, il mistero della storia in cui si trova coinvolto. Ancora una volta, però, Forster andrà incontro ad una amara delusione: la chiesa custodisce effettivamente tutti i salmi di Baldassarre Vitali tranne uno, proprio il XVII.

Image Nello sceneggiato, Sant'Onorio al Monte sembra essere una chiesa di campagna, o, comunque, un posto difficilmente collocabile all'interno di una metropoli come Roma. In realtà, ci troviamo proprio nel cuore della capitale. Infatti, Sant'Onorio al Monte non è altro che la chiesa monumentale di San Gregorio al Celio, edificata in uno spazio compreso tra il Circo Massimo e il Colosseo. In particolare, nello sceneggiato, Forster incontra il parroco all'interno di uno dei tre oratori che affiancano la chiesa.
Per individuare il posto mi sono avvalso, ancora una volta, di Internet, trovando la risposta che cercavo in una pagina di Wikipedia che elenca e descrive gran parte delle chiese romane. Da San Gregorio al Celio è stato facile risalire, poi, al vicino clivo di Scauro, dove si trova la Basilica dei SS. Giovanni e Paolo, che si vede, per qualche istante, nelle prime immagini dell'episodio.
Gli oratori di S. Gregorio al Celio, grazie al lavoro di un gruppo di volontari, possono essere liberamente visitati di mattina, ogni martedì, giovedì, sabato e domenica. Nella zona sono comunque accessibili anche altri siti archeologici e monumentali di estremo interesse, risalenti all'epoca romana e medievale. Una citazione particolare merita, infine, il 'triclinium', ovvero il tavolo di marmo dell'oratorio di S.Barbara, su cui, nello sceneggiato, Forster, Powell e il parroco si soffermano per consultare i salmi di Baldassarre Vitali: è un tavolo di origine medievale sul quale Papa Gregorio Magno in persona serviva il pranzo, ogni giorno, a dodici poveri di Roma. Al tavolo è legata anche una antica leggenda secondo la quale, un giorno, un angelo si unì, come tredicesimo commensale, alla mensa dei poveri di San Gregorio. L'evento è rappresentato anche in un affresco dell'oratorio.


Image Image 7. FORSTER E POWELL AI FORI IMPERIALI
Dopo la deludente visita a S. Onorio al Monte, Edward Forster e George Powell si recano alla basilica di Massenzio dove, durante una pausa delle prove di un concerto, interrogano il direttore d'orchestra sul salmo XVII di Baldassarre Vitali. Successivamente, i due s'incontrano con Barbara, l'assistente di Powell, in un ristorante ai Fori Imperiali.

Image La sequenza di quest'episodio è stata interamente girata nella zona dei Fori Imperiali. All'inizio, Forster e Powell sono ripresi mentre conversano con un direttore d'orchestra, tra i monumentali resti della basilica di Massenzio; poco dopo i due si recano presso i Mercati di Traiano, dove attendono l'arrivo di Barbara, con cui hanno un appuntamento; infine, tutti ci vengono mostrati tra i tavoli di un ristorante, mentre commentano le ultime vicende accadute a Forster. Ogni luogo citato in quest'episodio è facilmente riconoscibile, compreso il ristorante o taverna Ulpia, che si trova in piazza del Foro Traiano 1, a pochi metri da piazza Venezia. Infatti solo la terrazza di questo locale, che si affaccia direttamente sui resti dei Mercati Traianei, offre la possibilità di riprendere la Casa dei Cavalieri di Rodi (detti, in seguito, Cavalieri di Malta) con la stessa angolazione con cui è mostrata nello sceneggiato.


Image 8. L'ISOLA TIBERINA
Durante l'incontro al ristorante dei Fori Imperiali, Forster rivela a Powell e a Barbara che, secondo lo spirito evocato durante una seduta medianica a cui ha partecipato, il quadro di Tagliaferri (con la famosa piazza citata nel diario di Byron), si trova su una 'nave a remi'. Dopo un primo momento di perplessità, Barbara suggerisce a Forster che la misteriosa barca potrebbe essere l'isola Tiberina, che, in base a un'antica leggenda, è sorta nel luogo dove è affondata una nave. Poco dopo, confidando nell'intuizione dell'assistente di Powell, il professore inglese si reca sull'isola.


Image 9. EDWARD FORSTER SCOPRE LA CASA DI SIR PERCY O. DELANY
Edward Forster è convinto che, per chiarire la vicenda in cui si trova implicato suo malgrado, sia necessario decifrare un passo del diario romano di Lord Byron: 'Ricordo ancora notte indimenticabile in casa di O. Che io sia dannato se accetto ancora un suo invito'. Infatti, proprio nella casa del fantomatico 'O', secondo il professore inglese, Byron ha vissuto alcune drammatiche esperienze negromantiche, descritte nel suo diario, e legate al mistero del Segno del comando. Dopo frenetiche ricerche nelle biblioteche romane, Forster scopre, finalmente, che l'ospite di Byron era Sir Percy Delany, soprannominato Oberon. Il professore inglese scopre, inoltre, che la residenza romana di sir Percy si trovava in un palazzo di via delle Tre Spade 119.

Nello sceneggiato, durante le ricerche di Forster nelle biblioteche romane, sono mostrati gli ingressi della Biblioteca Nazionale Centrale e della storica Biblioteca Casanatense. Nel primo caso, il luogo ripreso coincide esattamente con l'entrata della vecchia sede della Biblioteca Nazionale (oggi in viale Castro Pretorio 105) che si trovava in via del Collegio Romano 27, vicino a piazza Venezia, e dove attualmente ha sede il ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Image La Biblioteca Casanatense, invece, si trova in via di S. Ignazio 52, tra piazza della Minerva e via del Corso, mentre, stranamente, lo sceneggiato ce la mostra in via dell'Erba 1, presso Borgo S. Angelo, a ridosso di piazza S. Pietro. La location è facilmente riconoscibile grazie al 'Passetto di Borgo', ovvero al corridoio ricavato nelle mura Vaticane, conosciuto anche come 'Papadotto', che permetteva ai Pontefici di rifugiarsi rapidamente in Castel S. Angelo, in caso di pericolo.
La casa di Sir Percy Delany, che nella finzione si trova in una immaginaria via delle Tre Spade, corrisponde, invece, a Palazzo Vecchiarelli, che si affaccia sull'omonima via, in prossimità di piazza dei Coronari. Pur trovandosi in una zona che avevo già più volte frequentato durante la ricerca di altre location del Segno del Comando, sono riuscito a individuare palazzo Vecchiarelli soltanto grazie al suo portone d'ingresso, e ricorrendo al sito che avevo già consultato per trovare palazzo Mattei di Giove, descritto nell'episodio di palazzo Anchisi (www.info.roma.com).


Image 10. PIAZZA CON RUDERE DI TEMPIO ROMANO, CHIESA RINASCIMENTALE E FONTANA CON DELFINI
Recatosi in via delle Tre Spade 119, una musica d'organo guida Edward Forster nell'abitazione di un vecchio signore, ormai cieco, che lo riceve cordialmente nella sua casa, ricca di oggetti d'arte e antiche memorie. Conversando con il colto e raffinato padrone di casa, il professore apprende che la musica d'organo che ha sentito al suo arrivo è quella del salmo XVII, o 'della Doppia Morte', di Baldassarre Vitali, e che la partitura del salmo, a lungo cercata dallo studioso inglese, si trova proprio nell'abitazione del suo ospite. Ma, soprattutto, Forster scopre che la casa di via delle Tre Spade si affaccia sulla piazza che, un tempo, corrispondeva a quella descritta nel diario di Byron: la misteriosa 'piazza con rudere di tempio romano, chiesa rinascimentale e fontana con delfini'.

La celeberrima piazza del Segno del Comando, un tormentone che attraversa l'intero sceneggiato, è, nella realtà, piazza dei Coronari. Per trovare il luogo, sono partito, innanzitutto, dal presupposto di doverlo cercare nella zona di via dei Coronari: avevo già scoperto, infatti, in precedenti sopralluoghi, che in quella zona di Roma erano state girate molte delle riprese della quinta puntata dello sceneggiato. Successivamente, per individuare la piazza, ho utilizzato, per la prima volta, la tecnica di cui mi sono servito per trovare in seguito altre location: ho realizzato, cioè, una pianta approssimativa del luogo, e l'ho confrontata, su uno stradario, con le piazze della zona di via dei Coronari. L'esito è stato immediato e positivo. Infatti, in quella zona, solo piazza dei Coronari corrisponde alla forma del luogo che ci viene mostrato nello sceneggiato.


Image 11. L'INSEGUIMENTO DI LUCIA
Durante la visita alla casa di via delle Tre Spade, Edward Forster, affacciato alla finestra, vede in strada Lucia, la modella del pittore Tagliaferri. Il professore si congeda frettolosamente dal suo ospite e si precipita giù per le scale; ma Lucia fugge, ed egli è costretto a inseguirla per i vicoli della vecchia Roma.

Image L'inseguimento di Lucia, accompagnato dalla suggestiva musica del salmo XVII di Baldassarre Vitali, è, probabilmente, l'episodio più famoso dell'intero sceneggiato, ed è stato girato interamente in prossimità di via dei Coronari. In ordine di apparizione, i vicoli attraversati da Lucia e Forster sono: arco degli Acquasparta, via dei Tre Archi e vicolo di S. Trifone. L'inseguimento termina, poi, in piazza di S. Salvatore in Lauro, un luogo del Segno del Comando che già conoscevo da tempo, e da cui sono partito per la ricerca delle location, non solo dell'episodio in questione, ma dell'intero sceneggiato. Per scoprire gli altri vicoli, semplicemente, e, a dire il vero, all'inizio, senza troppe speranze, mi sono inoltrato, poi, nelle stradine prossime alla piazza, trovando, dopo varie escursioni e quasi per caso, via Dei Tre Archi e l'adiacente vicolo di S.Trifone. In un secondo momento, infine, ho completato la ricerca individuando, a poche decine di metri dagli altri vicoli, Arco degli Acquasparta.


Image 12. IL PALAZZO DELLA SEDUTA SPIRITICA
Lucia, inseguita da Forster, entra in un antico palazzo, dove, qualche giorno prima, il professore inglese ha partecipato a una drammatica seduta spiritica.

Il palazzo della seduta spiritica corrisponde, nella realtà, all'ex convento annesso alla chiesa di S. Salvatore in Lauro, che domina l'omonima piazza. Oggi, i locali del vecchio convento sono spesso sede di mostre e manifestazioni culturali. Come ho già accennato in precedenza, conoscevo da tempo questa location del Segno del Comando, anche se non ero mai entrato nel palazzo. La sequenza dello sceneggiato, a cui fanno riferimento le immagini associate a questo episodio, si trova nella quinta e ultima puntata, mentre dalla terza puntata, in cui Forster partecipa alla seduta spiritica, è stata tratta l'immagine della fontanella, che si trova a pochi metri dagli ingressi del convento e della chiesa.


Image 13. LA SARTORIA PASELLI
L'inseguimento di Lucia da parte di Forster termina nei locali della sartoria teatrale Paselli, che si trova nello stesso palazzo della seduta spiritica. Nel frattempo, all'insaputa di Forster, giunge alla sartoria anche Lester Sullivan, un faccendiere irlandese soprannominato il 'Barone Rosso', a sua volta pedinato dall'addetto culturale dell'ambasciata britannica George Powell.
 
Anche la ricerca degli esterni della sartoria Paselli non ha presentato particolari difficoltà. Infatti, l'ingresso della sartoria si trova nel vicolo dei Marchegiani, una stradina contigua a piazza di San Salvatore in Lauro, già più volte citata per le location della seduta spiritica e dell'inseguimento di Lucia.
Una insperata scoperta è stata, invece, quella del cortile che Sullivan attraversa cercando di sfuggire a Powell: l'ho trovato, per caso, durante la visita al chiostro dell'ex convento della chiesa di San Salvatore in Lauro.


Image 14. IL CORTILE DELL'ANGELO
Al British Council, durante la conferenza del 28 marzo, Edward Forster svela al pubblico tutto ciò che ha scoperto sulla storia del Segno del Comando e dei suoi protagonisti. Grazie alla corretta interpretazione degli appunti del diario di Byron, il professore inglese ricostruisce in dettaglio l'intera vicenda, e si dice certo di sapere dove è nascosto il misterioso oggetto che ha deciso il destino di tante persone, e a cui sembra legato anche il suo. Secondo Forster, infatti, il Segno del Comando è celato in un cortile sorvegliato da un 'messaggero di pietra', ovvero dalla statua di un angelo, in via delle Tre Spade 119, in prossimità della casa che fu un tempo l'abitazione del compositore Baldassarre Vitali e, successivamente, di Sir Percy O. Delany. Subito dopo la conferenza, Forster si reca presso il cortile dell'angelo, e trova ad attenderlo il funzionario britannico George Powell.

Il cortile dell'angelo, ossia il giardino degli oratori di S. Gregorio al Celio, è stato l'ultimo luogo del Segno del Comando che ho trovato, ma la sua ricerca, a differenza delle altre location già descritte, è stata lunga e travagliata. Le difficoltà si presentarono fin dal principio. Innanzitutto, non sapendo su quale zona di Roma concentrare la mia attenzione, fui costretto ad includere nella ricerca tutte quelle che avevo già visitato, confidando sul fatto, per nulla certo, che tra di esse ci fosse quella del luogo che cercavo. Poi, pensai bene di risolvere il problema cercando il cortile dell'angelo sulle mappe di Google, dopo averne tracciato un contorno più o meno esatto. Questa tecnica, già usata altre volte con successo, mi portò completamente fuori strada; tanto che, a un certo punto, persa ogni speranza, decisi di abbandonare le ricerche. Fu soltanto quando tornai, per la seconda volta, agli oratori di S. Gregorio al Celio, per fotografarne gli interni, che, ad un certo punto, la mia attenzione fu attirata da un basamento di marmo che, fino a quel momento, avevo completamente ignorato. Esso corrisponde esattamente, nella forma e nella posizione, a quello che lo sceneggiato ci mostra quando Edward Forster entra nel cortile dell'angelo. Successivamente, ancora incredulo, cercai altri indizi che confermassero la scoperta, e ne trovai diversi, come i gradini dell'ingresso, un canale di scolo e alcune aperture dei muri circostanti. Dopo averli confrontati con le immagini dello sceneggiato, fui certo di aver trovato, finalmente, il misterioso luogo del 'messaggero di pietra'.


Image 15. NEL VENTRE DI ROMA
Durante il sopralluogo al cortile dell'Angelo, Edward Forster e George Powell scoprono una botola da cui si calano nel sottosuolo di Roma, per poi ritrovarsi, a pochi minuti dalla fatidica mezzanotte del 28 marzo, tra gli scavi della metropolitana in costruzione.

Le riprese di quest'episodio sono state girate (quasi) certamente nei sotterranei della chiesa di S. Crisogono a piazza Sidney Sonnino (Trastevere). L' indizio che mi ha portato a S. Crisogono l'ho trovato accidentalmente su Internet, e precisamente su un sito dedicato alla canzone italiana degli ultimi decenni (http://www.galleriadellacanzone.com). In una pagina del sito, dedicata alla canzone 'Cento campane', sigla finale del Segno del Comando, si accenna anche ai luoghi delle riprese dello sceneggiato, tra i quali sono citate le 'catacombe' di piazza Sonnino. Ma a piazza Sonnino non ci sono catacombe, e quindi ho pensato che il sito si riferisse, piuttosto, ai sotterranei della chiesa di S. Crisogono, che si trovano nella stessa piazza. Quando però ho visitato il sito, non sono riuscito a trovare riscontri tali da fugare ogni dubbio sulla corrispondenza dei sotterranei di piazza Sonnino con quelli mostrati nello sceneggiato. Soltanto in un secondo momento ho avuto la conferma che si trattava della location giusta, da un altro 'cacciatore' dei luoghi del Segno del Comando che, a sua volta, aveva appreso la notizia da un'intervista all'attore principale, Ugo Pagliai.

Le tre location mancanti (il vero cimitero degli inglesi, Palazzo Anchisi e la casa di cura) le trovate CLICCANDO QUI.

Testi e foto: Mades - Tavole: Zender

APPROFONDIMENTO INSERITO DAL BENEMERITO MADES
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