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LE LOCATION ESATTE DI "TENEBRE"
lunedì 01 dicembre 2008
La situazione al via delle ricerche: non è che non esistessero informazioni sulle location del film ma erano frammentarie, quasi sempre prive di indirizzo e non riguardavano molte delle location base. Successivamente, tutte le location (e molte altre) sono state inserite nel nostro libro DARIO ARGENTO, SI GIRA!

ImageEra impossibile che prima o poi la vocazione alla location del Davinotti e l’attenzione di Dario Argento alla ricerca delle stesse per i suoi film (alcune diventate negli anni veri e propri luoghi di pellegrinaggio come la Villa Scott di Profondo Rosso) non s’incontrassero. Ecco quindi a voi un approfondimento che ha coinvolto a diverso titolo almeno cinque persone lanciate sulle piste di alcune location di grande fascino che fino ad oggi avevano resistito alle ricerche (almeno a quanto si legge su internet). Da parte mia non posso nascondere che la piazza in cui venne girato l’agguato a John Saxon (il centro commerciale “Le Terrazze”) fu lo stimolo primario che fece nascere in me la passione per le location. Mi ci ritrovai per puro caso quando ancora si credeva semplicemente che Tenebre fosse girato all’Eur. Ci abitavano alle spalle dei nostri amici da poco trasferiti a Casalpalocco coi quali mi recai alle Terrazze per acquisti. Mi sedei su una panchina ad aspettare al sole e mi guardai attorno: fu uno shock! Ero nella piazza di Tenebre , un luogo che con gli anni avevo mitizzato al punto di credere che quasi non esistesse (o che comunque mai avrei saputo dove potesse essere, visto che non esistevano al tempo né i mezzi né la voglia di ora). Fu quel giorno che capii quanto potesse essere affascinante trovarsi in un luogo visto e rivisto in un film. Sono passati molti anni da quel momento, il centro “Le Terrazze” ha avuto nel frattempo la sua gloria ma restavano da scovare molte altre location, di quel film. Su internet qualcosa si trovava: spesso qualche foto (non di tutto), ma indirizzi proprio di rado. Durante una visita a Roma incontrai alcuni amici che mi portarono all’albergo che in Tenebre risulta essere (quando inquadrato dall’esterno) l’alloggio di Peter Neal (Anthony Franciosa). L’inconfondibile disegno dell’Hotel Jolly Carpegna: una nuova emozione e un’altra location che non risultava conosciuta del film. Figuratevi tuttavia la mia sorpresa (beata ingenuità...) quando scoprii che davanti non c’era ombra del luogo che aveva ospitato la cabina telefonica. “Ma come? Lui esce e ce l’ha davanti... Qui invece, di fronte alla “casa”, mi ritrovo in un posto che non c’entra niente...”. All’Eur cercai invano il cancello della Pieroni, ma al tempo ero davvero un pivello (Google earth non sapevo nemmeno cosa fosse) e fallii miseramente. Nuovo impulso si ebbe quando con Markus parlammo della villa del critico Berti (Steiner), qualche mese fa. Sarebbe da trovarla, si disse. “E’ la stessa di Acqua e sapone, annunciò lui candidamente. “Ma come? E non dici niente?” E allora vai sui titoli di cosa di Acqua e sapone: trovammo i ringraziamenti a un fantomatico Appiantica club sulla Cassia. Convinti di essere arrivati alla soluzione ci esaltammo, ma non era così: dall’alto il posto non corrispondeva. La svolta definitiva si ebbe con l’entrata in scena del misterioso Powerglide, che due mesi fa intervenne sul forum segnalando con dovizia di numeri gli indirizzi di alcune location di cui nulla sapevamo, compresa la villa! Restai di sasso e decisi che il momento era infine giunto.
Due mesi e due settimane dopo eccoci qua. Possiamo finalmente cominciare:

ImagePROLOGO. PETER NEAL A NEW YORK IN BICI E IN TAXI FINO ALL'AEROPORTO (Lucius)
Subito dopo le immagini accanto al caminetto in cui l'assassino legge il libro "Tenebrae", la scena si sposta a New York, dove l'autore dello stesso ovvero Peter Neal (Anthony Franciosa) è in bicicletta sul ImageQueensboro bridge, nella parte che separa la Roosevelt island da Manhattan. Il posto si riconosce dalle strutture in ferro e anche dai palazzi che si vedono sullo sfondo: una costruzione interessante che Argento inquadra evidenziando subito la sua attenzione per le architetture moderne. Impressione confermata quando Neal arriva in taxi all'aeroporto JFK (sempre a New York), perché arriva al "TWA Flight Center", oggi Terminal 5, che aprì nel 1962. Un vero gioiello di architettura disegnato dal grande Eero Saarinen. Come dice Wikipedia raffigura una simbolo astratto del volo ed è considerato uno dei più bei terminal del mondo!

Image1. IL GRANDE MAGAZZINO DOVE LA PIERONI RUBA IL LIBRO (Markus)
La prima immagine di Roma riprende subito su un edificio architettonicamente “importante”, a testimonianza di quanto soprattutto in Tenebre l’occhio di Argento abbia voluto soffermarsi su costruzioni moderne e all’avanguardia, mai scelte casualmente. Image L’edificio con cui si apre la parte “italiana” del film (lasciamo pur perdere l’incipit americano con Franciosa in bici) è la Rinascente di Piazza Fiume, una delle migliori opere del 900 a Roma, opera dell’architetto Franco Albini. La si inquadra da Via Salaria in modo da farne risaltare le forme, prima che la Pieroni vi entri per effettuare il furto del libro che dà il titolo al film. Verrà beccata e condotta in una specie di guardiola dove il direttore le annuncia seri provvedimenti. Ebbene, quella guardiola è scomparsa: è diventata un reparto come tanti altri, all’interno del grande magazzino, non più chiuso ai lati come si vede nel film. E’ piazzato davanti all’uscita che dà su Piazza Fiume anche se poi, quando la vediamo ripresa dall’esterno, la Pieroni esce dalla porta che dà invece su Via Salaria.

Image Image2. LA CASA E IL CANCELLO DELLA PIERONI (Markus, Powerglide, Clamel)
Accompagnata da un ragazzo in moto, la Pieroni viene smontata davanti alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo, all’Eur (una location ben nota e presente in molti film). Quando scende si trova (correttamente) in Viale dei Santi Pietro e Paolo. La vediamo dirigersi verso il marciapiedi a fianco della chiesa, ma nell’inquadratura successiva ci accorgiamo che sta invece percorrendo la via sull’altro lato e in senso opposto! Incontrato un barbone che la molesta accelererà il passo fino a raggiungere il civico 27, dove abita. Infila la chiave nel cancello ed entra. La location l’ha trovata Powerglide, anche se pure Markus era già convinto che si trattasse di Viale dei Santi Pietro e Paolo e me l’aveva detto. Precisa Powerglide: “E’ bastato girare un po’ intorno alle vie del laghetto dell’Eur, che già avevo riconosciuto guardando il film, per individuare le location”. D’altra parte che il film fosse stato girato all’Eur non era un mistero per nessuno.

Image Image3. LA TRIPLICE NATURA DI CASA NEAL (ESTERNI) (Clamel, Powerglide, Zender)
Curiosa natura, quella della casa in cui alloggia Peter Neal (Franciosa) a Roma. Vista da fuori è un edificio dal disegno molto particolare che (grazie all’aiuto di amici romani) individuai l’anno scorso e che è il Jolly Hotel Carpegna in via Pio IV al 6. ImageQuando però dall’interno della casa si guarda in basso o quando vediamo Peter Neal uscirne di corsa, si scopre che siamo in un edificio che sta nella realtà dall’altra parte di Roma ovvero di nuovo all’Eur, in via dell’Umanesimo all’incrocio con viale Oceania! Una curiosa duplice natura che ci ha imposto di trovare entrambe le location. Detto della prima, la seconda è stata individuata da Powerglide e Clamel grazie al fatto che, abitando in zona (Powerglide) o avendoci studiato (Clamel), non hanno avuto problemi a rintracciarla. Lì, in via dell’Umanesimo, la cabina non esiste più (ammesso che sia mai esistita), ma il posto è quello e abbiamo voluto fotografare anche il palazzo (molto più alto del Jolly Hotel!) che rappresentò la “reale” sede romana di Neal (nonostante nel film non si veda mai). Se ne vede giusto il giardino che gli sta attorno e la portineria, che ho fotografato e che è immediatamente riconoscibile. Se poi viìogliamo però ben vedere la cosa in fondo, scopriamo che l'interno dell'appartamento è la suite Petronius all'interno dell'Hotel Cavalieri Hilton in via Cadlolo 101 a Roma, come si può vedere da qui.

4. IL FLASHBACK (Ellerre)
Sottolineato da una musica minimale targata Simonetti/Pignatelli/Morante, il flashback con Eva Robin’s (e Michele Soavi, successivamente) rappresenta una delle parti più caratteristiche e inquietanti del film. Per capire di cosa parliamo dovremmo forse concentrarci sun una spiaggia del litorale romano (compresa tra Ostia e Torvaianica) conosciuta con il nome di Capocotta. ImageQualche chilometro dopo la tenuta di Castel Porziano del presidente della Repubblica e dopo “I cancelli”, in un punto in cui ancora esistono alcune delle più rare piante della macchia mediterranea (parte della riserva naturale di Castel Porziano), per 5 chilometri si estendono le dune che immediatamente riconoscerete come quelle viste nel film. Per avere anzi un deja-vu più completo vi rimando al seguente link (cliccate qui).
Negli Anni sessanta chi non aveva i soldi per andare a Ostia o Torvaianica si rifugiava e lì, e proprio grazie alle dune che “nascondevano”, divenne presto meta comune per i nudisti. Nei settanta si trasformò in luogo per incontri occasionali di natura spesso omosessuale, una zona in cui poter praticare amore libero senza troppi problemi. E’ da qui che bisogna cominciare a ragionare per capire il significato della scelta di Argento (che non può essere casuale). Negli Anni Ottanta, infatti, il luogo andò incontro a un degrado che lo trasformò provvisoriamente in zona in cui consumare ogni genere di rapporto al riparo da occhi indiscreti. Non stupisce insomma che il perverso flashback che causa traumi all’assassino sia stato ambientato proprio tra le dune che presumibilmente sono quelle di Capocotta (o comunque lì vicino). Per una volta realtà e finzione si avvicinano in modo inquietante. Oggi Capocotta ha comunque riacquistato una sua dignità e i ricordi dei tempi che furono restano cristallizzati solo nel memorabile flashback di Tenebre .

Image 5. LA VILLA DELLE LESBICHE (Clamel)
Un’altra location fondamentale, che ha ospitato le evoluzioni della macchina da presa chiamata Louma (la stessa che si vede in funzione nell’Inquilino del terzo Piano di Polanski), capace di muoversi all’interno di spazi ristretti con una sinuosità e movimenti del tutto inediti, è quella che ha come assoluta protagonista l’abitazione di due giovani donne omosessuali. Mentre di nuovo le musiche esasperano il clima di terrore con sonorità tecnologicamente avanzate, Argento inquadra una villa dalle forme avveniristiche, che usa il cemento per proiettare gli spazi verso l’esterno un ricordando un po’ l’architettura organica di Frank Lloyd Wright. E’ stata una tra le location più ricercate di sempre, ma su internet ne esisteva solo una foto che, a dire il vero, sembrava poter essere scattata ovunque. Nessun indirizzo preciso, nessuna indicazione che non fosse il solito, generico Eur che ha sempre accompagnato Tenebre quando si parlava delle location del film. Ebbene, non è vero: la villa in questione non è all’Eur ma più giù verso Ostia, a Casalpalocco, e precisamente all’incrocio tra via Alessandro Magno e via Semonide di Amorgo. Chi l’ha scoperta? Come ci è arrivato? Ha raccolto dapprima Powerglide delle indiscrezioni che la volevano a Casalpalocco, ma è stato il valoroso Clamel a risolvere funambolicamente l’arcano. Ci spiega lui come: “Dopo inutili giri a vuoto al quartiere Eur (che sembrava inizialmente ottimo candidato, considerato l’alto numero di altre location presenti), capisco che si rende necessario cambiare approccio alla ricerca. ImageQuindi inizio a fare delle ricerche su Google (il motore testuale) mettendo come parole chiave “cemento” “villa” “roma”, ovvero tutte le voci che meglio potevano descrivere il fotogramma da individuare. Dopo molte pagine consultate inutilmente decido di passare alla ricerca per immagini, sempre con le stesse parole chiave. Tra le tante immagini mi imbatto in quella che vedete qui a fianco. Si capiva che non era la stessa villa, ma cavolo, ci somigliava molto! Forse avevo una nuova pista. Scopro così che questa villa era stata edificata dall'architetto Busiri Vici. Il passo successivo è stato trovare la lista delle opere realizzate da questo architetto. Spulciando ecco che esce fuori che ha fatto anche una villa a Casalpalocco. Mmm... mi sembra una coincidenza strana (sempre a Casalpalocco Argento aveva girato nel centro commerciale “Le terrazze”) per cui sento di essere vicino alla soluzione del rompicapo. Googlando qua e là riesco finalmente a trovare la via esatta su alcuni vecchi documenti. Osservandola dall'alto con Google earth non si riiusciva purtroppo ad averne la certezza, ma c’erano buone probabilità. Soltanto il sopralluogo ha potuto, qualche giorno dopo, confermare la scoperta”. Ecco la storia, in pratica, di come si è arrivati a dare una “forma attuale” a una delle location più affascinanti e ricercate di sempre, fotografata ora in due tempi prima dallo scopritore ufficiale Clamel e poi anche da Powerglide, che ha immortalato pure il lato da cui scendeva la Louma.

Image 6. GLI STUDI TELEVISIVI DELL’INTERVISTA A NEAL (Ellerre, Zender)
Se la villa di Casalpalocco ha rappresentato una sfida molto interessante e stimolante (sulla quale si son rotti il capo in molti), le poche scene esterne agli studi tv in cui Peter Neal viene intervistato da Cristiano Berti (John Steiner) hanno rappresentato un mistero durato settimane, con continui voli in google earth a sorvolare Spinaceto, via di Torrevecchia, via Poggio Verde e tutte le vie dove comparissero palazzi e palazzoni (e non è facile stabilire dall’alto se un palazzone può esser quello o no). L’abbiam cercato soprattutto io, Powerglide e Clamel, questo maledetto palazzo grigio, ma alla fine, quando ero ormai certo di aver scandagliato tutti i quartieri del sud di Roma, ho mostrato l’immagine a Ellerre. Questi, da professionista delle location romane qual è (ve ne accorgerete) ha iniziato a proporre quartieri nuovi, anche nella zona nord che avevamo battuto evidentemente male. Dico evidentemente perché alla fine è stato sezionando proprio uno di quei quartieri a nord di Roma che si è arrivati alla soluzione. Ellerre sparava un quartiere nuovo e io verificavo spaziando nella zona. Alla fine è spuntato lì a Nord, in via Dina Galli, una zona anonima. Powerglide è corso a scattare le foto e il risultato è quello che vedete nella tavola qui a fianco: il posto è esattamente lo stesso di 26 anni fa.

Image 7. IL VIALE DELLE LUCCIOLE (Clamel)
E’ una scena di appena un minuto, forse anche meno, ma andava trovata e ci si è molto impegnati anche in questa. Powerglide aveva azzardato un “via Laurentina nel tratto compreso tra via delle Tre Fontane e largo Mendoza (via della musica)” che però, una volta in loco, si era rivelato luogo inesatto. Pur guardando e riguardando, il tratto non pareva proprio quello giusto, a cominciare dal fatto che gli alberi che si vedevano nel film non erano i pini della Laurentina. Quegli alberi li avevo trovati sulla Colombo e avevo provato ingenuamente a cercare anche lì. Niente da fare. Per fortuna è arrivato in soccorso Clamel. Ecco cos’ha da dire: “La ricerca è stata interessante. Non so se capita anche a voi, ma spesso quando vedi una location, in maniera automatica la associ ad una zona. Il tutto avviene istintivamente, ancor prima di inizare a ragionare sugli elementi dell'immagine. E' comunque un modo per restringere il campo di ricerca e grazie al quale ho intuito che quella era una via dalle parti dell'Eur. La conformazione della strada, ovvero la carreggiata, il marciapiede con le prostitute e il parcheggio dietro, mi hanno fatto venire in mente una strada poco lontana dagli esterni della casa di Peter Neal. Si trattava di viale dei Primati Sportivi, laddove c’è uno slargo tra via Tiberiade e viale della tecnica. Dalle osservazioni con Google earth sembravano tornare molti dei particolari. Nella foto dall'alto mancavano gli alberi, ma c'erano evidenti segni sull'asfalto della loro passata presenza. Ci voleva il sopralluogo fisico, il quale mi ha dato l’assoluta certezza che non mi ero sbagliato”.

Image8. LA VILLA CON GIARDINO E PISCINA DI CRISTIANO BERTI (Powerglide)
La villa moderna, affascinante, ariosa e spaziosa con giardino e piscina che nel film è la residenza del critico Cristiano Berti (John Steiner), è stata per anni una delle location più affascinanti e introvabili di sempre. Non potevamo non colmare la lacuna, in un approfondimento che si rispettasse. Ci provammo come detto prima io e Markus senza addivenire a nulla (ma avvicinandoci, visto che eravamo sulla Cassia). A toglierci dagli impicci arrivò come un fulmine a ciel sereno Powerglide, che non solo segnalava il punto in cui era ubicata ma anche, con estrema esattezza, quello in cui era posizionata l’alta recinzione in ferro dietro alla quale Lara Wendel incontra un dobermann. Ma andiamo con ordine. La Wendel, nel film, viene smontata dalla motocicletta del suo ragazzo esattamente all’incrocio tra Via dell’Umanesimo e via Kenia (sempre all’Eur quindi), che è quella in cui poi scomparirà la moto lasciando la ragazza sola. A questo punto Lara si ritrova poco distante, sulla soglia di un’enorme villa (oggi sorvegliata dai carabinieri) ed esattamente all’angolo che Via dell’Umanesimo fa con Via degli Urali. Qui viene spaventata da un dobermann che sta dietro la recinzione della villa. Questi salta fuori e comincia l’inseguimento proprio in via degli Urali portando la Wendel a saltare un muretto e ritrovarsi, come per magia, sulla Cassia (vale a dire da sud-est a nord-ovest di Roma!). E’ proprio qui, alla fine di viale Perù, ancora più a nord dell’Olgiata, che si trova la villa di Cristiano Berti (Steiner).

Aggiungiamo qui una breve intervista fatta dal nostro utente Mrzerol al proprietario della villa.

Come ha fatto Argento a risalire alla sua villa, architetto?
Diciamo che io e Dario Argento siamo più amici che altro; infatti, l'anno dopo, la mia villa è stata utilizzata anche per il film "Acqua e Sapone" con Carlo Verdone. Di solito sono favori questi che faccio, nient'altro che favori...
Qanto tempo è rimasto lì Argento a girare?
Sono passati moltissimi anni, non lo ricordo ma credo che sia rimasto una settimana, perchè nel film le scene girate in villa non sono consequenziali; quindi in una settimana vennero girate tutte le scene che componevano il film. Ricordo che una volta mi ospitò anche a cena...
Com'è la villa oggi?
Attualmente la casa è curata più di prima, non è cambiato nulla! Ci sono dei giardinieri che tuttora la curano. Nonostante siano passati anni la villa è ancora un punto di riferimento per i cineamatori, dato che ogni tanto vedo gente ficcanasare fuori dal cancello. Fa ancora piacere.
La villa era già così o è stata allestita per l'occasione?
Diciamo che tutta la villa era così, incontrava i miei gusti. L'unico particolare era la cantinola, le cui pareti ho dovuto riverniciare di grigio. Per il resto era ed è tutto come l'originale.
Cosa ne pensa lei del film?
Il film è eccezionale. Dario ha saputo scegliere, oltre alla storia stupenda, fuori dagli schemi, anche ottimi attori e location. Uno dei più grandi capolavori del Maestro.
Ha avuto contatti con altri proprietari di immobili utilizzati nele locatin dei suoi film?
Sì. Conoscevo da tempo la signora Flaminia che vive all'Eur in Via dell'Esperanto, dove c'è la casa del protagonista del film "Quattro mosche di velluto grigio".
Sul set ha avuto contatto con gli attori?
Sì, per quello che possa ricordare sì... Dato che furono gli anni d'oro quelli, per me, non avevo molto tempo di rimanere a casa e affidai la responsabilità a Dario Argento. Ero pieno di lavoro. Ma per quanto poco che ci sia stato, hanno tutti dimostrato di essere persone eccezionali.
Ha ancora contatti con Dario Argento?
Beh... Diciamo che un periodo ci siamo visti spesso, poi col tempo non ci siamo più incontrati. Mi farebbe piacere incontrarlo di nuovo, dopo tutto questo tempo!
Qualche particolare che ricorda, qualche episodio?
Mah... Non dovrei dirlo ma lo dico! Nessuno mi aveva mai intervistato per chiedere simili cose, lo farò volentieri per il vostro sito Davinotti. Erano le undici di sera, quando finirono di girare. Era estate e la troupe stava rincasando quando io e Dario rimanemmo ore e ore a parlare, bevendo qualcosa. Intorno alle due della notte squillò il telefono principale di casa (ricordo di non aver messo il mio numero nell'elenco di zona, ma solo quello del mio studio, in una zona nord di Roma). Risposi io e... il silenzio. Chi era dall'altra parte della cornetta stava in silenzio e disse qualcosa e voce bassissima che non riuscimmo a percepire. Da quel momento, mi disse Dario, entrambi soli in quella villa, era riuscito ad immedesimarsi nella vittima di uno dei suoi film.

Image A individuare la villa ci pensò in segreto, molti anni fa, il nostro Powerglide, che racconta così la sua lontana e avventurosa scoperta: “Quando più o meno a novembre del 1982 uscì Tenebre io ero nel pieno dell'adolescenza, avevo il patentino per guidare il 125, avevo il 125 e non troppa voglia di studiare (anche se andavo regolarmente al liceo); fui immediatamente preso dalla febbre delle location di questo film ed ero sicuro che gran parte di esso fosse stato girato a Roma (non come Profondo Rosso), in quanto avevo riconosciuto l'Eur (forse la mia zona preferita) in molte scene. All'epoca non c'erano i dvd e le videocassette ebbero vasta diffusione solo in seguito, quindi dovetti vedere il film più volte (e senza poter stoppare le scene) per individuare (non tutte purtroppo) le location. La location a me più cara era quella della villa del critico per la quale era proprio Dario Argento a fornire il maggior indizio; e lo faceva nei titoli di coda, che spesso al cinema, come in televisione, venivano tagliati (in sala accendevano le luci e li vedevi spesso sbiaditi). In una delle innumerevoli volte che vidi il film notai scorrere nei velocissimi titoli di coda un ringraziamento all'architetto ...ndro Petti per aver messo a disposizione la villa. Non avevo letto bene se fosse Alessandro o Sandro; comunque, attraverso gli unici due motori di ricerca di quegli anni e cioè l'elenco del telefono e le Pagine Gialle, provai a cercare il nominativo. All'epoca tutti quelli che avevano un telefono stavano in elenco (per non esserci era necessaria una pratica particolare), quindi, siccome il nome non lo trovai, o l'eventuale numero telefonico era intestato alla moglie o non era nella città di Roma di cui io avevo l’elenco o l'utente aveva fatto quella particolare richiesta per non esserci, oppure... Con un mio amico andammo nei sottopassaggi dei parcheggi di Villa Borghese in uno showroom della SIP (oggi TELECOM) dove stava un terminale a disposizione di tutti e nel quale, immettendo un nominativo, se questi era presente nell’elenco telefonico di una qualsiasi città italiana, sarebbe apparso il numero e l'indirizzo: BINGO! Dal terminale uscì fuori "Architetto Alessandro Petti architettura e arredamento d'interni", con tanto di indirizzo e numero telefonico, una zona sulla Cassia vicino a Roma. Non stavamo nella pelle ed organizzammo un sopralluogo per il giorno dopo. Purtroppo il navigatore satellitare dell’epoca (il Tuttocittà) non comprendeva quella zona, che stava oltre i confini di Roma, per cui andammo alla cieca. Non vi dico la delusione quando, al km.23,500 riportato come civico dell’indirizzo della villa, trovammo solo un incrocio dal quale si accedeva ad alcune stradine sterrate senza nome e spesso senza uscita immerse in un verde incolto; facemmo diversi sopralluoghi ma senza successo, tanto che per lungo tempo pensammo che non fosse lì. Poi con l’avvento di internet, Google earth ed un motivatore come Zender, ecco individuata forse la più ricercata delle location di Tenebre ”. Insomma, un’avventura affascinante di alcuni tra i primi pionieri della ricerca di location, che abbiamo riportato per intero perché affascinante testimonianza di un’epoca ormai scomparsa.

Image Image 9. L’AGGUATO A SAXON (ALLA LUCE DEL SOLE) (Zender)
Come detto fu la prima location del film che mi capitò d’incontrare e che diede il via a tutta una serie di miei personali riflessioni sul tema location. Scattai naturalmente delle foto, al tempo, ma rivedendole ho facilmente concluso che erano inadatte e troppo lontane dai fotogrammi originali (non era cosa che mi interessasse, anni fa). Ho approfittato per chiedere a Clamel, già in zona per fotografare la villa di Casalpalocco, se potesse fare un salto lì e ripetere qualche fotogramma significativo. Cosa che ha prontamente fatto permettendo così l’inserimento di ottime tavole che con le mie foto non saremmo riusciti a ottenere. Il centro “Le Terrazze” di Casalpalocco (situato tra via Apelle, via Prassilla e via di Casalpalocco) meriterebbe un approfondimento tutto per sè (e non è escluso lo si faccia) considerata la quantità di film lì ospitati. E’ però principalmente conosciuto per la bellissima scena dell’agguato a John Saxon compiuto alla luce del sole. Lunga, magnificamnente girata, è uno degli “highlights” di Tenebre in cui si dimostra la particolare sensibilità di Argento nei confronti dei luoghi da lui scelti, che acquistano come detto importanza fino ad assurgere al ruolo di protagonisti assoluti. Ad ogni modo, per approfondire questa particolarissima location, vi consigliamo lo speciale ad essa dedicato.

Image 10. LA VILLA DEL FINALE SOTTO LA PIOGGIA (Powerglide)
Siamo alla fine del film. Piove. La Nicolodi percorre una via alberata in auto per raggiungere quello che diventerà il set della resa dei conti conclusiva. Dove siamo? All’inizio si pensava sempre dalle parti di via dell’Umanesimo, dove Argento aveva girato le scene con gli esterni della villa. Ma non era così. Anche qui è Powerglide a venirci in soccorso: “L’esterno della villa del finale è una delle vie dell’Eur che preferisco e che percorro per puro piacere personale ogni volta che passo da quelle parti, ma per anni non l’ho collegata al film. Almeno fino a quando Zender non mi ha inviato dei frame fotografici per cercare di individuarla. Ebbene, ce l’ho avuta davanti per anni e non me ne ero mai accorto: la via che la Nicolodi percorre in auto è via Groenlandia, una viuzza stretta che si arrampica sulla collina dell’Eur ed è quasi sempre deserta”. Il portone circondato dai mattoni in cui la Nicolodi e Gemma entrano è il civico 19 (anche se nel film il civico che si vede è l’11).

Si conclude così l’avventura di Tenebre, un altro di quei progetti portati avanti per mesi alla ricerca di location che sembrava veramente arduo ritrovare.

Testi: Zender, Powerglide e Clamel. Foto: Zender, Powerglide e Clamel
Inviati sul posto: Zender, Powerglide, Clamel


ARTICOLO INSERITO DAI BENEMERITI POWERGLIDE, CLAMEL E ZENDER (con l'aiuto di ELLERRE e MARKUS)
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