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LE LOCATION ESATTE DI "ECCO NOI PER ESEMPIO"
lunedý 17 novembre 2008
ImageIl primo film di coppia per Celentano e Pozzetto (seguirà anni dopo Lui è peggio di me) Ecco noi per esempio è uno di quelli che per i milanesi ha un gusto particolare: la città è ben ripresa, dà l’impressione di essere una metropoli dove si concentrano arte e azione ed era naturale che fosse uno dei primi film ad essere presi in considerazione da me e Markus. Poi, per una serie di motivi (non ultima la ricerca della location sul Ticino ovvero il ristorante dove si vede l'Ufo/elicottero, ho desistito quando dopo le location di Yuppi Du ho capito che le piene del Ticino modificano di continuo il paesaggio delle rive), il lavoro si è protratto e solo ora abbiamo deciso di chiuderlo.
Ripercorriamo allora le tappe della lunga avventura:

Image 1. L’ARRIVO DI PALMAMBROGIO A MILANO (Markus, Zender)
La prima scena del film (sui titoli di testa) ci mostra Palmambrogio Guanziroli (Pozzetto) che arriva a Milano nella stazione di Porta Garibaldi. La bella carrellata è stata ricostruita fotografando esattamente dal punto in cui era posizionata la cinepresa: di fianco al binario 14 per riprendere l’attore mentre cammina sul 13.
Il film prosegue con un imprevisto scontro di giovani con la polizia, tafferugli violenti in cui il povero Palmambrogio finisce in mezzo senza poterci far nulla. Si ripara dai lanci di oggetti, tenta la fuga dalla stazione e incontra per la prima volta Clic (Celentano), un fotografo a caccia di scoop. La stazione di Porta Garibaldi oggi è completamente cambiata, al suo interno, come confermano i ricordi di Markus (con cui siamo andati a ricostruire i fotogrammi), ma i luoghi in cui si svolgono le scene del film sono al contrario curiosamente molto simili. Palmambrogio perde il borsello, Clic lo recupera e non potendoglielo restituire sul momento gli urla di venirselo a prendere alla “Pensione Violetta”, in via Pietro Micca.

Image Image 2. LA PENSIONE VIOLETTA (Zender)
Ecco la prima location vera da stanare: Palmambrogio scende dal tram e si trova in una via del centro (presumibilmente), dove vediamo una bottiglieria, un fruttivendolo (“Frutteto Trentino”) e un negozio di antichità. Lì di fianco c’è l’entrata per la famigerata Pensione Violetta. Poteva essere ovunque, anche perché dopo più di trent’anni era assai difficile che resistessero i tre negozi. Di sicuro comunque non eravamo in via Pietro Micca (via del centro sì, ma molto differente). C’è voluto un bello studio... Mi sono impuntato: volevo trovarla ad ogni costo. Vedo sul tram (non davanti, ma di fianco, appiccicato malamente sul finestrino) un numero: 19. Image Poteva essere il tram numero 19? Poteva essere come in Romanzo popolare che l’Atm non avesse cambiato percorso in trent’anni? A prescindere, ciò non è bastato; però incrociando il percorso con le chiese che si incontravano facendolo (mi pareva di intravedere una chiesa, sullo sfondo di un fotogramma) mi sono accorto che  la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore assomigliava davvero molto a quella che si vedeva in lontananza. Solo dopo, in un’inquadratura di molto successiva (e che non era ben chiaro se fosse girata sempre davanti alla pensione o altrove) vidi che compariva in lontananza il nome di Buscemi, storico negozio di dischi. Eravamo in una traversa di Corso Magenta, e precisamente in via San Nicolao. L’arco nel quale Palmambrogio entrava (il civico 2) è oggi chiuso da un portone, i negozi sono completamete cambiati e la via è molto meno trafficata di quanto appaia nel film.

Image 3. L’EDICOLA DI FIDUCIA DI CLIC (Markus)
Quando ha bisogno di qualcosa Clic corre dall’amico edicolante, che tiene aperto anche di notte e che all’occorrenza può persino prestargli una macchina fotografica. Sono sempre inquadrature notturne, quelle all’edicola, ma che sul fondo lasciano intravedere un monumentale arco. Senza troppe ricerche si è arrivati a concludere che fosse l’arco di Porta Sempione. L’edicola non esiste più, naturalmente (se mai è esistita), ma il luogo è facilmente riconoscibile.

Image 4. LO SCOOP DEL CAVALLO (Markus, Renato)
Tipico esempio di scoop finito male: Clic si apposta sul tetto di una casa e aspetta che un brutto ceffo e la sua gang sequestrino un cavallo dalla scuderia (vorranno poi chiedere un riscatto da un miliardo). Purtroppo per lui lo beccano e la sua risposta mentre lo vedono lassù che scatta è da Oscar: “Io sono solo un fotografo eh. Io ero qua per caso proprio, non fateci caso... continuate pure, tanto... non mi date fastidio.” Finirà come finirà... Dunque, parlando di cavalli era inevitabile pensare subito a San Siro. Il caro Renato, ovvero il nostro insostituibile debugger, diede la conferma a quella che era già una certezza di Markus: siamo in via dei Piccolomini, proprio a fianco dello stadio. E nonostante lo stadio sia stato completamente rifatto, quella zona è rimasta praticamente identica ad allora.

Image 5. UN SALTO DA RICORDI (Markus)
Palmambrogio raggiunge il negozio della ex moglie di Clic (Capucine) per farsi consegnare da lei dei soldi. Il grande negozio di dischi in cui ci troviamo è la Ricordi, ma non quella tuttora esistente in Piazza Duomo. Questa, come ha svelato Markus (che lì trascorse lunghi pomeriggi d’infanzia assieme al padre), è la Ricordi oggi scomparsa che stava in Via Montenapoleone e di cui sempre Markus ci mostra quella che fu l’entrata grazie a una sua recentissima e benemerita foto. Nella stessa tavola troverete un’altra attività commercile scomparsa: il fast-food del capitolo 6.

Image 6. INSEGUITO DALLE FEMMINISTE: AL DUOMO E IN... GALLERIA! (Zender, Markus)
Sempre nel tentativo di fare un servizio scottante, Clic riesce a fotografare dall’alto una riunione di femministe. Lo beccano di nuovo e (tanto per cambiare) è costretto alla fuga. Finirà dapprima in Piazza Duomo, dove si rifugerà in quella che era la Virgin (oggi Mondadori) e al tempo un semplice self-service (anche qui è l’esperienza di Markus ad aiutarci) poi, a pericolo scampato, in una galleria d’arte.
 La galleria d’arte è l’unica location che sono riuscito a identificare attraverso i titoli di coda, nei quali si ringrazia la “Galleria d’arte Schubert”. Oggi la galleria è in via Fontana (che non è di certo la via che si vede nel film), ma sul loro sito scopriamo, anche se non è scritto l’indirizzo precedente, che si sono spostati dalla loro sede originaria. Per capire se ero nel posto giusto ho riguardato la scena e ho notato che il poeta Melano Melani e gli altri escono (mentre passa un gruppo di indiani metropolitani) nella via dove una lontana insegna indica lo storico Ristorante Bagutta. Siamo per cui, facile a capirsi, in via Bagutta, e cercando su internet (un vecchio articolo del corrierone) sapendo la strada ho potuto verificare che infatti la vecchia sede della Galleria era in via Montenapoleone 8, con ingresso proprio in via Bagutta 13/1. L’incontro con Melani di conseguenza sappiamo che avviene alla vecchia sede della galleria Schubert. Oggi, in via Bagutta 13, c’è il negozio di Missoni, ma guardando la composizione dei mattoni in pietra è possibile capire quale fosse l’entrata esatta della galleria.

Image 7. A CASA DI VINCENZINA (Markus)
Vincenzina è l’amica di Clic che ha accettato con lui di allevare tre figli trovati “sulla strada” (tra cui un cinese, definito scherzosamente da Palmambrogio “pericolo giallo”). Vive in palazzoni di periferia, grigi e cupi (oggi sono coloratissimi e molto meno tristi): ci ha aiutato a identificarli un amico di Markus che vive in zona. Siamo a Sesto San Giovanni, dalle parti del palazzone di Romanzo popolare. Precisamente il maggiolone di Clic e Palambrogio percorre via Livorno ed entra nel complesso di edifici. Image Qui c’è uno stacco e si passa a un edificio non proprio vicinissimo all’entrata ma più verso via Marx. Lì, nel palazzo di Vincenzina, ancora qualcuno ricordava quando venne girato il film. E’ un uomo, che si affaccia mentre fotografiamo e ci chiede come mai stiamo scattando. Saputo il motivo ecco che la memoria gli torna al momento in cui Corbucci girò: proprio lì, nella sua palazzina. Lui e suo fratello a guardare le crisi isteriche di Vincenzina, la corsa per le scale (girata proprio lì dentro), i mobili buttati giù dalla finestra, la scelta forzata di far credere che abitasse a un piano (dove i bambini salutano) quando invece i mobili li buttarono giù da un piano diverso perché il proprietario del piano corretto non aveva acconsentito a buttare giù i propri neanche sapendo che gli sarebero stati ripagati...

Image Image 7B. AL RISTORANTE SUL FIUME APPARE... L'UFO! (Markus)
La location più dura, che ha resistito fino al febbraio 2010, e della quale si è potuto venire a capo con certezza solo grazie alla prestigiosa collezione cartacea Markus! In un Sorrisi e Canzoni del 1977 uscito durante la lavorazione del film, si leggeva infatti che si stava girando a Carbonara Ticino e a Milano. Carbonara Ticino? Per Markus fu un flash immediato! Ecco dov'era la location mancante cercata tanto a lungo! Carbonara Ticino, poco sotto Pavia, esattamente dove Pozzetto avrebbe girato, sette anni dopo, le scene del Ragazzo di campagna ambientate a Borgo Tre Case. A 500 metri da Borgo Tre Case infatti, ecco l'ansa del Ticino in cui sorgeva il ristorante della Wilma (così lo chiamavano tutti, lì). Ora, lì dove c'erano il ristorante e il parcheggio improvvisato dal quale Pozzetto vede comparire l'ufo (che si rivelerà poi essere un elicottero pronto a lanciare lo slogan clamoroso "Fernet Branca non ha mai tradito una vera digestione" (vedi speciale sponsor spudorati), lì dove Clic, Palmambrogio e Vincenzina pranzavano sul fiume, c'è solo il Parco del Ticino di Canarazzo, senza costruzione alcuna, placido e sonnacchioso. Lì qualcuno ancora ricorda quando un elicottero aveva volteggiato sul fiume proprio lì: che giorni indimenticabili!

Image 8. SERVIZIO ALLA VILLA CON PAPPAGALLO (Renato)
Clic deve andare a fare un servizio “artistico” (come dice lui) nella villa con piscina di alcuni suoi amici facoltosi: deve fotografare un prezioso volatile di cui il proprietario è orgogliosissimo. Dov’è la villa? Fino a pochissimo tempo fa davamo la location come perduta in partenza (magari sarà a Roma, chissà dove...), ma stupidamente non avevamo considerato che Clic e Palmambrogio, prima di entrare, passano in una strada che sulla destra mostra una struttura molto particolare. Image Ho fatto la fotoschermo e ho provato a chiedere a uno dei nostri esperti milanesi, Renato. Il quale, stupito che non riconoscessi il posto, mi ha detto: “ma come, stai scherzando? E’ il Palazzetto dello Sport di Milano!" Oggi non c’è più ma... come mai? Ce lo spiega proprio Renato, che al tempo abitava in zona: “Nell’inverno (era gennaio) parte del tetto crollò a causa del peso della neve accumulatasi durante una fortissima nevicata. La struttura rimase cintata e scoperta (ma in piedi) per circa 3 anni; dopodiché, visto come s'era ridotto nel frattempo, si decise la demolizione del Palazzetto per intero”. Dopo avermi indicato la posizione del palazzetto su Google Earth, il grande Renato (noto amante del film in questione) ha aggiunto che la via che si vede nel film è sicuramente via Tesio, la quale correva appunto a fianco del palazzetto. Ci si è messi a guardare Earth, a considerare un paio di cose finché la villa è saltata fuori (anche se quella che si vede oggi è una ricostruzione recente). La piscina si vede ancora, il tetto (benché non più decorato come allora) è riconoscibile grazie anche ad alcuni tagli che lo mozzano in modo piuttosto inusuale. Il fatto è che il giardino della villa oggi è occupato da un palazzone costruito lì successivamente e che impedisce di riconoscerene le forme. Siamo quindi in via Tesio 25: il civico che si vede nel film è proprio quello giusto!

Image Image 9. ALL’ESSELUNGA DI VIALE CERTOSA E A PIAZZALE LOTTO (evidente)
Per conoscere il grande poeta Melano Melani visto in Galleria Schubert, Palmambrogio e Clic escogitano un falso scippo da compiersi mentre l’uomo esce per fare la spesa. Così, nel parcheggio davanti all’Esselunga di via Certosa (location per una volta semplicissima, visto che il nome sull’edificio non tradisce) lo scippo e conseguente furibonda rissa (simulata) si consuma.
Clic, inseguito dai cittadini inferociti, finirà nell’effettivamente non distantissimo Piazzale Lotto, dove farà perdere le sue tracce. Qui, passando di fianco a un muro graffitato e accompagnato da una bella musica ritmata, farà una lunga danza in puro stile “molleggiato”. Quel muro oggi (forse allora semplicemente una parete di cartongesso disegnata per l’occasione) è una lunga cancellata che conduce ad una delle entrate della stazione della metropolitana di Lotto (visibile anche nel film e che ha permesso una facile identificazione).

Image 10. A MANGIARE ANGURIE DI FRONTE AL CASERMONE, DI NOTTE (Renato)
Esterno notte: Palmambrogio incontra la bellissima ragazza (Barbara Bach) che stava da Clic e ci parla davanti a un camioncino che vende angurie. Quando lei si allontana in auto a lui non resta che infilarsi l’anguria appena comprata in tasca e avviarsi a sua volta (coi casermoni a fare da opprimente sfondo)! Un’altra location cercata a lungo dalle parti di Gratosoglio (il palazzone sembrava proprio dover stare lì, come forme e altezza) e trovata unicamente grazie all’aiuto di Renato, che non si sa bene come è riuscito a identificare il gigantesco casermone in via Salomone (zona Mecenate), esattamente al parco Guido Galli. Il luogo non è cambiato nemmeno un po’ e resta opprimente come allora: una sequenza di palazzoni affiancati che quasi spaventano...

Image 11. SCOOP ALLE VARESINE (evidente)
L’ultimo grande scoop, per il quale il nostro eroe ha già pagato un milione al barista di una discoteca. Questa volta, al telefono, Clic non “mente” sull’indirizzo come aveva fatto all’inizio e comunica a Palmambrogio: “Sono qui alle Varesine, al Luna Park”. E lì è. Le Varesine erano un Luna Park permanente di Milano che costeggiava Viale della Liberazione, poco distante dal palazzo della regione in via Melchiorre Gioia. Oggi è un cantiere in fermento e raggiungere il punto in cui stava la storica cabina telefonica da cui Clic chiamava è impossibile. Tuttavia, grazie ai palazzi e alla chiesa che si vedono sullo sfondo dei fotogrammi, è possibile segnalare il punto esatto in mappa, dove avrete modo di vederlo.

Image Image 12. CREMENAGO: LA VILLA (Legnani, Zender)
Cremenago ovvero l’incubo: questa città (presumibilmente sui laghi lombardo-piemontesi, si pensava) non esiste. Dopo aver scoperto che esiste solo una minifrazione oggi scomparsa o quasi di Varese con quel nome (ma non era sul lago e quindi non poteva essere il posto in cui si vede la villa di Palmambrogio), abbiamo scandagliato per giorni il lago Maggiore e di Como alla ricerca di quel curioso promontorio che si vede dietro a Clic che pesca. Niente da fare. Qualcosa di somigliante c’era, ma costruito così, con la chiesona in alto, le case arroccate... No, quello no. Eravamo ormai allo stremo delle forze, avevano fallito anche Grada e Legnani (il quale era arrivato addirittura a ipotizzare che si trattasse di uno sfondo posticcio, una fotografia) quando l’amico “Gola profonda” (vedi location di Sono fotogenico) si lasciò scappare una bomba: “con Renato abbiamo girato spesso a Bracciano, era più comodo quando eravamo dalle parti di Roma”. Passo l’informazione a Legnani e Grada e, nel giro di poche ore, arriva la conferma firmata Legnani (che brucia Grada la quale chiama incredibilmente 10 minuti dopo dicendo che al tg hanno mostrato proprio quel promontorio in una notizia di cronaca nera!). Così, dopo settimane trascorse a immaginare Cremenago tra la Lombardia e il Piemonte, scopriamo che quella località immaginaria è nella realtà Anguillara Sabazia, sul lago di Bracciano, poco distante da Roma! Una trasferta romana a casa di Dillinger mi porta lì, sul lungolago, dove ancora la villa di Palmambrogio esiste ed è facilmente fotografabile. Ritroviamo la balaustra in acciaio, la spiaggetta, il giardino della villa con le arcate, vediamo Anguillara sullo sfondo... rientriamo esattamente nel film, in poche parole, con enorme soddisfazione!

Image 13. CREMENAGO: LA STAZIONE (Zender, Markus)
Ma se la villa di Palmambrogio era vicino a Roma chissà dov’è la stazione, ci chiediamo io e Markus. Potrebbe essere dovunque! Eppure eravamo convinti che almeno quella fosse ancora dalle nostre parti, anche se una lunga ricerca su Earth sembrava dire il contrario. Poi, un giorno, ecco il particolare sfuggito: Markus, su una carrozza del treno, nota il logo delle Ferrovie Nord! Un indizio che se non altro restringe il campo, benché le stazioni delle linee Nord siano numerosissime. Sapevamo che tratta osservare, insomma. E la osservammo tutta, palmo a palmo, senza risultato, dall’alto. Con qualche sospetto presto svanito. Markus trova il sito delle Nord e guardiamo: ci sono le foto di molte stazioni, lì, ma non tutte, e quella del film non pare esserci. Image Mi ostino allora a cercare su internet le stazioni che lì non hanno la foto o in cui la foto può ingannare per l’angolo di ripresa (e poi son passati tanti anni...). Confronto dall’alto, guardo, finché un giorno trovo online una vecchia foto della stazione di Malnate, vicino a Varese. C’è un indizio chiaro che mi porta a pensare di essere nella direzione giusta, ed è una cisterna dell’acqua, oggi meno visibile perché coperta da una serie di pensiline nuove al tempo inesistenti. Comincio le indagini su Malnate e infine, confronti alla mano, concludo che la “seconda parte” di Cremenago dev’essere stata ricotruita lì. Ci vado assieme a Wupa Wump approfittando di un viaggio da amici di Como e la vista sulla strada non lascia alcun dubbio: la stazione è proprio quella! Identica! E’ il fronte binari ad esser molto cambiato: risistemato, con le ampie pensiline nuove... ma la cisterna è ancora lì, anche se più in ombra. La doppia natura della fantasmatica Cremenago è stata svelata: una cittadina spalmata su centinaia e centinaia di chilometri...

Foto e testi: Zender (salvo la Foto Ricordi di Markus e un paio di foto di via Tesio di Renato).
Compagni di viaggio: Zender, Markus, Wupa Wump, Dillinger, Marge

ARTICOLO INSERITO DA ZENDER e MARKUS (con l'aiuto di RENATO)
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